Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le memorie di Maigret

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi n. 207)

3.8
(218)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8845916847 | Isbn-13: 9788845916847 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Bevilacqua

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Le memorie di Maigret?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
A più di vent'anni di distanza, un Maigret ormai pensionato intende con le suememorie ristabilire la verità. E comincia proprio dal giorno in cui ilpersonaggio aveva incontrato il suo autore; continua con il racconto della suainfanzia e adolescenza, del suo arrivo a Parigi, della sua decisione dientrare nella polizia, e dell'incontro con quella che diventerà sua moglie; epassa poi a fare un quadro "veritiero" della vita di un giovane poliziottonella Parigi degli anni Venti. Le memorie si chiudono con la nomina di Maigreta ispettore.
Ordina per
  • 4

    Non è un’inchiesta, come si capisce dal titolo, ma un dialogo scritto che Maigret rivolge ai lettori, dove racconta di aver conosciuto da giovane un tale che si faceva chiamare Sim (Simenon) introdotto al palazzo di giustizia da qualcuno in alto perché voleva scrivere un libro e che gli era stato ...continua

    Non è un’inchiesta, come si capisce dal titolo, ma un dialogo scritto che Maigret rivolge ai lettori, dove racconta di aver conosciuto da giovane un tale che si faceva chiamare Sim (Simenon) introdotto al palazzo di giustizia da qualcuno in alto perché voleva scrivere un libro e che gli era stato affiancato per illustrargli la vita di un commissariato.
    Poi tale Sim si era ispirato a lui per scrivere la serie di inchieste durante tutta la sua carriera di Commissario e se fino allora il buon Maigret era stato zitto e non aveva mai smentito Simenon, ora era ora di farlo e di correggere tante inesattezze.
    Ne esce un quadro divertente e al tempo stesso umanissimo di questo leggendario protagonista che per gli affezionati come me è quasi come una persona reale, ne conosciamo i gusti, le bizze, gli umori e le abitudini. Ma anche la signora Maigret contribuisce a rettificare qualche inesattezza o licenza presa da Simenon.
    La parte più bella e tenera è quella in cui finalmente viene raccontato come si conoscono i coniugi e come si innamorano e come cresce il loro affetto nel quotidiano e nelle difficoltà economiche dei primi anni, quando Maigret girava con le scarpe bucate e risolate innumerevoli volte, e di come tornava zuppo da una nottata a fare la posta a qualcuno. E poi la gioia della promozione, Maigret era tanto emozionato che offrì da bere più giri ai colleghi e tornò a casa ubriaco per la prima e l’ultima volta nella sua vita.
    Un piccolo libricino da leggere solo se Maigret fa parte della propria famiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Chi ha dei dubbi circa il "genio" di Simenon li cancella leggendo "Le memorie di Maigret".
    In questo libro, Simenon e Maigret si incontrano e si ribaltano i ruoli: il commissario decide di scrivere in prima persona, raccontando la sua vita vera, gli errori di Simenon nel riportare i fatti a ...continua

    Chi ha dei dubbi circa il "genio" di Simenon li cancella leggendo "Le memorie di Maigret".
    In questo libro, Simenon e Maigret si incontrano e si ribaltano i ruoli: il commissario decide di scrivere in prima persona, raccontando la sua vita vera, gli errori di Simenon nel riportare i fatti accaduti ed il fastidio di essere il protagonista di romanzi in diretta con la vita vera.
    Fantastica solo l'idea; fantastica la realizzazioni in questo romanzo, nel quale Maigret stesso di chiede se sia più credibile la realtà romanzata che il racconto puntuale dei fatti accaduti.

    ha scritto il 

  • 4

    Simenon e Maigret

    "La verità non senbra mai vera. Non solo in letteratura o in pittura. Né le citerò le colonne doriche, le cui linee ci sembrano rigorosamente perpendicolari e che ci danno quest'impressione solo perchè sono leggermente ricurve. Se fossero diritte allora il nostro occhio le vedrebbe ricurve. Capis ...continua

    "La verità non senbra mai vera. Non solo in letteratura o in pittura. Né le citerò le colonne doriche, le cui linee ci sembrano rigorosamente perpendicolari e che ci danno quest'impressione solo perchè sono leggermente ricurve. Se fossero diritte allora il nostro occhio le vedrebbe ricurve. Capisce?"

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia al contrario, questa volta è Maigret che "parla", che si racconta, che mette i puntini sulle i, che rettifica alcune inesattezze che Simenon avrebbe scritto su di lui, sulla sua vita e sul suo lavoro al Quai des Orfevres.
    ... insomma il commissario vuol fare ordine, raccontando u ...continua

    Una storia al contrario, questa volta è Maigret che "parla", che si racconta, che mette i puntini sulle i, che rettifica alcune inesattezze che Simenon avrebbe scritto su di lui, sulla sua vita e sul suo lavoro al Quai des Orfevres.
    ... insomma il commissario vuol fare ordine, raccontando un po' più di se stesso, sulla sua famiglia d'origine, il nonno, il padre, la madre morta di parto, il primo incontro con Louise, i pasticcini, la "domanda" di matrimonio, e di quella volta che si prese le pulci.
    ... precisazioni su casi a cui ha indagato, perchè il giovane Simenon ha cambiato le date, anticipando o posticipando gli avvenimenti a suo piacere... "Ci fu anche il periodo in cui, senza avvisarmi, Simenon mi fece andare in pensione, mentre non lo ero ancora e anzi mi restavano parecchi anni di servizio."
    ... e il commissario ne esce ancor più vero, tanto da sembrare impossibile che non sia esistito, mi ha fatto sorridere l'ultima riga del libro... "Tutto qua."
    La quinta stellina è perchè mi son tolta alcune curiosità che mi erano rimaste, compresa quella sul nipote.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro "a rovescio": Maigret ci parla di Simenon e ci racconta di quanto fosse invadente averlo tra i piedi durante le inchieste e quanto poco fedeli siano i suoi resoconti delle avventure del commissario; tutto ciò per rendere pirandellianamente, più verosimile per il lettore la verità

    ha scritto il 

  • 4

    In un gioco ironico con e su se stesso, Simenon inserisce se stesso nell'universo Maigret, in un libro in cui il "vero" Maigret racconta se stesso a confronto con quello "letterario". E mentre tra le righe traspare l'affetto che Simenon prova per quel personaggio che lo ha accompagnato per tutta ...continua

    In un gioco ironico con e su se stesso, Simenon inserisce se stesso nell'universo Maigret, in un libro in cui il "vero" Maigret racconta se stesso a confronto con quello "letterario". E mentre tra le righe traspare l'affetto che Simenon prova per quel personaggio che lo ha accompagnato per tutta la vita, il Commissario ci si svela ancora più umano, con i problemi, i pensieri e le emozioni di una persona qualsiasi. Vera.

    Decisamente da leggersi se si ama Maigret, non certo adatto come prima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Fra tutti i libri di Maigret che ho letto e riletto in questi giorni e che mi hanno assorbita letteralmente, questo ultimo è stato senza dubbio il più bello.
    Maigret e Simenon si incontrano: autore e personaggio a confronto, l'uno che spiega all'altro le proprie scelte narrative e di “vita ...continua

    Fra tutti i libri di Maigret che ho letto e riletto in questi giorni e che mi hanno assorbita letteralmente, questo ultimo è stato senza dubbio il più bello.
    Maigret e Simenon si incontrano: autore e personaggio a confronto, l'uno che spiega all'altro le proprie scelte narrative e di “vita reale”. Sì, perchè Maigret è qui descritto come se esistesse e come se Simenon volesse conoscerlo per ispirare proprio a lui il “suo” commissario.
    È proprio a Maigret, sorpreso di divenire oggetto di attenta osservazione, che viene affidato il resoconto di questo incontro, dietro il quale si cela certamente l'eterno conflitto – classico per ogni autore – fra realtà e verosimiglianza, fra verità e finzione narrativa.
    Simenon lo risolve a modo suo e a questo proposito fa dire a Maigret una frase sorprendente relativa al processo di costruzione, da parte dell'autore, del protagonista delle inchieste :
    “ - Lo sa che con gli anni lei si è messo a camminare, a fumare la pipa, perfino a parlare come il suo Maigret?
    Il che è vero e mi procura, concedetemelo, una vendetta piuttosto sapida. È un po' come se, alla fine, cominciasse a confondere se stesso con me.”
    Simenon finisce per diventare l'immagine riflessa del Maigret immaginato reale tramite il personaggio Maigret inventato e strutturato sul calco di quello “vero”.
    Un gioco di specchi semplicemente geniale! Personaggi e persone fusi insieme eppure diversi e inconfondibili che sono l'uno il prodotto dell'altro in un rincorrersi di causa effetto senza soluzione di continuità.

    ha scritto il 

  • 4

    Una divertente puntualizzazione di Maigret a Simenon che rivela ancor più la sua umanità e il suo sguardo lucido e partecipe rivolto alla parte meno nobile di ciascuno.

    ha scritto il