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Le memorie di Sherlock Holmes

Sherlock Holmes & Co. 2

Di

Editore: Fabbri

4.1
(523)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Spagnolo , Portoghese , Tedesco

Isbn-10: A000023733 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Nicoletta Rosati Bizzotto ; Prefazione: Luigi Brioschi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Undici casi intricati e complessi che la mente analitica dell’investigatore di Baker Street riesce a risolvere brillantemente: dalla scomparsa di un cavallo da corsa, a una madre disperata, dalle sparizioni di importanti documenti allo scontro con il famigerato Moriarty, l’irriducibile avversario di Holmes.
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  • 4

    Grazie a questo libro ho scoperto l'affascinante figura di Myrcoft Holmes, fratello del ben più noto Sherlock. Già solo per questo ho apprezzato la raccolta che si legge tutta d'un fiato.

    ha scritto il 

  • 3

    Gli inizi, la famiglia,la fine.

    Se si è arrivati a leggere i racconti del celebre investigatore londinese si deve sapere che questo NON E' L'ULTIMO LIBRO!
    Una serie di racconti , sempre narrati dal fedele Watson , che vedono Scherl ...continua

    Se si è arrivati a leggere i racconti del celebre investigatore londinese si deve sapere che questo NON E' L'ULTIMO LIBRO!
    Una serie di racconti , sempre narrati dal fedele Watson , che vedono Scherlock aprirsi sul suo passato con due dei suoi primi casi, sulla famiglia,infatti si presenta per la prima volta la figura di suo fratello Mycroft (che Scherlock definisce più intelligente di se stesso) e infine lo scontro con il suo acerrimo nemico, colui che Scherlock definisce il Napoleone del crimine ovvero Moriarti . Scontro che si conclude con.......

    ha scritto il 

  • 0

    “io non sono d’accordo con coloro che annoverano la modestia tra le virtù. Per chi è logico, tutte le cose devono essere viste esattamente come sono”.

    Terminata la lettura di questo secondo volume di racconti, posso dire di averli apprezzati più di quelli contenuti nel precedente volume Le avventure di Sherlock Holmes, forse anche perché qui lo scen ...continua

    Terminata la lettura di questo secondo volume di racconti, posso dire di averli apprezzati più di quelli contenuti nel precedente volume Le avventure di Sherlock Holmes, forse anche perché qui lo scenario si arricchisce e, nelle ultime storie, troviamo personaggi significativi come il fratello Mycroft e, soprattutto, il più pericoloso tra tutti i criminali, il dott. Moriarty.
    Ripensando a quanto ho letto e, in modo particolare, alle trasposizioni cinematografiche e televisive del personaggio di Sherlock Holmes (ultima delle quali, la serie Sherlock, con Benedict Cumberbatch nel ruolo del protagonista) posso mettere in evidenza lo schema triangolare su cui si basa il tessuto narrativo delle avventure dell’investigatore londinese: Sherlock Holmes naturalmente occupa il vertice di questo triangolo, mentre Moriarty e il dott. Watson si trovano ai due estremi della base. Il dott. Watson, il suo unico vero amico, è ciò che lo tiene legato alla sua umanità, mentre il suo acerrimo nemico rappresenta il suo riflesso nello stagno e, come tale, la sua funzione è quella di rivelare il limite oltre il quale il Bene si trasforma nel Male. Sherlock, o meglio la sua mente prodigiosa di puro acciaio, si trova così coinvolta in un continuo tira-e-molla tra due potenti magneti e questa relazione a tre è proprio ciò che conferisce dinamismo e vitalità alla creazione di Arthur Conan Doyle.
    Sherlock è una creatura letteraria estrema, irrealistica, un antesignano dei supereroi dei fumetti se lo guardiamo con i nostri occhi di uomini del XXI secolo, un successore dei semidei dell’epica omerica secondo i canoni della storia della letteratura. Proprio per questo il suo rapporto con Watson è fondamentale, serve a caratterizzarlo sul piano emotivo, laddove le investigazioni che di volta in volta si trova ad affrontare consentono di mettere in risalto le sue straordinarie doti mentali. Sherlock diventa così un uomo a tutto tondo, con le sue incredibili capacità, ma anche con le sue piccole debolezze e idiosincrasie.
    Tuttavia un eroe dai poteri eccezionali merita un nemico di pari valore, o almeno questo è ciò che si pensa comunemente. Ma ciò costituisce anche una facile concessione ai propri lettori, i cui desideri sono spesso in contrasto con quelli dello scrittore. Il nemico perfetto è infatti un clone impuro dell’eroe, non ha vera grandezza né complessità d’animo, poiché non ha una sua personalità autonoma, come non ne ha l’ombra rispetto al corpo che la produce. Lo scrittore finisce così in un cul de sac letterario, si infila lui stesso una camicia di forza da cui non potrà più uscire e ciò gli rende odioso il personaggio che lui stesso ha creato e detestabile ogni lettore che proprio lui ha trasformato in fan(atico). Sherlock si trasforma definitivamente nel custode della Giustizia e nell’esecutore del Bene, non può mai perdere, né può morire. Diventa un essere eterno, un Archetipo, che travolge e fagocita il suo stesso creatore. E così resuscita dalla morte che lo scrittore pensava di potergli imporre.

    ha scritto il 

  • 4

    ¡Por fin aparece el doctor Moriarty! Aunque tengo que reconocer que me esperaba más, tanto del relato como del personaje. No se le da más importancia que a los otros villanos que aparecen en las histo ...continua

    ¡Por fin aparece el doctor Moriarty! Aunque tengo que reconocer que me esperaba más, tanto del relato como del personaje. No se le da más importancia que a los otros villanos que aparecen en las historias que nos cuenta Watson, salvo, por supueto, porque se le pone a la misma altura intelectual que al propio Sherlock Holmes.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so perché ma a me i racconti di Doyle non dicono granché. Non c'è nessuna attenzione per i dettagli, nonostante il protagonista sia il Napoleone dei dettagli. Prendiamo L'ultima avventura, raccont ...continua

    Non so perché ma a me i racconti di Doyle non dicono granché. Non c'è nessuna attenzione per i dettagli, nonostante il protagonista sia il Napoleone dei dettagli. Prendiamo L'ultima avventura, racconto in cui il professor Moriarty e Sherlock Holmes si incontrano, si scontrano e muoiono. Che cosa ci dice questo racconto? Che cosa sappiamo del professor Moriarty? E di Sherlock? Qual è la natura del detective privato?
    Prendiamo il racconto L'interprete greco, in cui incontriamo per la prima volta Mycroft Holmes. Che cosa sappiamo del rapporto dei due fratelli?
    C'è più profondità e attenzione all'umanità nella serie della BBC!
    Anche i casi sono trascurabili. Noi non possiamo giocare a fare il detective perché abbiamo la metà delle informazioni, per giunta inutili. E francamente il punto di vista di Watson è insopportabile, ridatemi il sarcasmo velato di Martin Freeman!
    Leggerò anche gli altri racconti solo per conoscere tout court il mondo originale di Holmes, ma non sono costretta ad amarlo.
    Nel frattempo mi riguardo Sherlock della BBC.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono fra coloro che considerano la modestia una virtù. Per un uomo dotato di logica, tutte le cose andrebbero viste esattamente come sono, e sottovalutare se stessi significa allontanarsi dalla verità almeno quanto sopravvalutare le proprie doti.

    Un piacere dell'intelletto leggere questi racconti, brevi ma appassionanti!

    In questo libro conosciamo Mycroft Holmes, e anche il prof Moriarty, nemesi storica del noto investigatore! sono brevi appar ...continua

    Un piacere dell'intelletto leggere questi racconti, brevi ma appassionanti!

    In questo libro conosciamo Mycroft Holmes, e anche il prof Moriarty, nemesi storica del noto investigatore! sono brevi apparizioni, come quella di Irene Adler nel libro precedente, ma creano degli stereotipi che hanno fatto la storia del genere!

    Proprio bello!

    ha scritto il 

  • 5

    Anche in questo volume il dottor Watson raccoglie una serie di misteri che sono stati risolti e svelati dall’investigatore più famoso d’Inghilterra.
    Sherlock Holmes è, infatti, considerato l’ultima ri ...continua

    Anche in questo volume il dottor Watson raccoglie una serie di misteri che sono stati risolti e svelati dall’investigatore più famoso d’Inghilterra.
    Sherlock Holmes è, infatti, considerato l’ultima risorsa da quelle persone che si rivolgono a lui per ottenere l’aiuto che la polizia ufficiale non è in grado di prestare.
    Sherlock si appassiona a tutti i suoi casi, ne studia tutti i dettagli e non si lascia fuorviare dalle informazioni che non sono rilevanti alla risoluzione dei piccoli e grandi misteri che vengono posti alla sua attenzione e, ovviamente, li risolve in quattro e quattr’otto. Egli ha già un quadro chiaro della situazione quando ancora tutti brancolano nel buio!

    Molto bella anche questa raccolta di avventure. I casi sono uno più intricato dell’altro e il nostro investigatore ci serve la soluzione di essi lasciandoci, come sempre, stupiti!

    ha scritto il 

  • 3

    - Silver Blaze (●●●●)
    - La faccia gialla (●●●)
    - L'impiegato dell'agenzia di cambio (●●●)
    - Il mistero della Gloria Scott (●●●)
    - Il Rituale dei Musgrave (●●●)
    - L'enigma di Reigate (●●●●)
    - Il caso d ...continua

    - Silver Blaze (●●●●)
    - La faccia gialla (●●●)
    - L'impiegato dell'agenzia di cambio (●●●)
    - Il mistero della Gloria Scott (●●●)
    - Il Rituale dei Musgrave (●●●)
    - L'enigma di Reigate (●●●●)
    - Il caso dell'uomo deforme (●●●)
    - Il paziente interno (●●●)
    - L'interprete greco (●●●)
    - Il trattato navale (●●●)
    - L'ultima avventura (●●●●)

    ha scritto il 

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