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Le meraviglie del 2000

By Emilio Salgari

(65)

| Others | 9788817150972

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Book Description

E' un romanzo ricco di marchingegni, di trovate tecnologiche e futuristiche, quello scritto da Salgari. Con un balzo nel tempo, di ben 100 anni, permette ai suoi eroi di turno di dare uno sguardo a quello che sarà il mondo del futuro, del 2000, antic Continue

E' un romanzo ricco di marchingegni, di trovate tecnologiche e futuristiche, quello scritto da Salgari. Con un balzo nel tempo, di ben 100 anni, permette ai suoi eroi di turno di dare uno sguardo a quello che sarà il mondo del futuro, del 2000, anticipando trovate non lontane da ciò che è stato, poi, realmente realizzato.

16 Reviews

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    Librivox, legge Riccardo Fasol. Finché si scoprono le caratteristiche della vita del 2000 (distributori automatici di cibo, posta pneumatica, mezzi di trasporto, città, case, caratteristiche degli abitanti, ... ) è molto interessante. Poi si perde in ...(continue)

    Librivox, legge Riccardo Fasol. Finché si scoprono le caratteristiche della vita del 2000 (distributori automatici di cibo, posta pneumatica, mezzi di trasporto, città, case, caratteristiche degli abitanti, ... ) è molto interessante. Poi si perde in un'avventura qualsiasi.

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    RobbieB said on Jun 11, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    pessimismo

    Non sapevo che questo narratore di avventure, noto per le sue descrizioni di paesaggi esotici, non si fosse mai mosso dal mediterraneo e avesse una vena così catastrofista! Un piccolo romanzo apocalittico come tanti altri ben più conosciuti, narra la ...(continue)

    Non sapevo che questo narratore di avventure, noto per le sue descrizioni di paesaggi esotici, non si fosse mai mosso dal mediterraneo e avesse una vena così catastrofista! Un piccolo romanzo apocalittico come tanti altri ben più conosciuti, narra la vicenda di due uomini, uno scienziato e un giovane ammalato di spleen, il male di fine ottocento, decidono di approfittare dell'invenzione miracolosa dello scienziato per addormentarsi e svegliarsi cento anni più tardi e vedere il futuro, a partire dall'infelice presupposto che se dovessero morire senza risvegliarsi nessuno dei due ne soffrirebbe troppo. Il nuovo mondo, pieno di meravigliose invenzioni e prodigi tutti ad alta sicurezza, li stupisce e risveglia il loro interesse per la vita, e in parte anche per l'umanità divisa freddamente in chi vuole vivere tranquillamente lavorando e nei malandrini ladri, furfanti, anarchici; però è troppo veloce ed elettrico questo nuovo mondo per i due uomini venuti dal passato, una velocità ed elettricità che mandano in cortocircuito mente e corpo. Un racconto che ricalca le sensazioni dell'autore stesso all'inizio del nuovo secolo, con un bel saggio iniziale che gli rende giustizia e racconta la sua storia poco nota: non sopportando il successo delle nuove tecnologie e del progresso schiacciante del nuovo mondo, Salgari si uccise subito prima dell'inaugurazione della grande Esposizione Universale di Torino del 1911.

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    Eleomora said on Dec 14, 2012 | Add your feedback

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    Buon vecchio Salgari...si cimenta con temi e trame alla Verne, anche se il risultato appare più simile a una invasione di campo decentemente confezionata. La curiosità e le visioni di un uomo attento ai mutamenti e agli stimoli del suo tempo sono com ...(continue)

    Buon vecchio Salgari...si cimenta con temi e trame alla Verne, anche se il risultato appare più simile a una invasione di campo decentemente confezionata. La curiosità e le visioni di un uomo attento ai mutamenti e agli stimoli del suo tempo sono comunicati integralmente anche a distanza di un secolo e mi chiedo: quanto più incisiva e diversa deve essere stata l'atmosfera culturale tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 rispetto all'attuale? Oggi non mi pare ci siano persone in grado di intercettare e ritrasmettere allo stesso modo gli stimoli che sicuramente sono altrettanto potenti...o siamo tutti impastati in una realtà di torpore che conserva indifferenza e svogliatezza?

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    Gongolo74 said on Aug 31, 2012 | Add your feedback

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    Curiosa incursione nella fantascienza, anche se a ben vedere il romanzo è più una riflessione sui mutamenti dell'epoca e sulle loro conseguenze. La scrittura è fluida e piacevole. La casa editrice ha un'etica equa e solidale ed in questi tempi non è ...(continue)

    Curiosa incursione nella fantascienza, anche se a ben vedere il romanzo è più una riflessione sui mutamenti dell'epoca e sulle loro conseguenze. La scrittura è fluida e piacevole. La casa editrice ha un'etica equa e solidale ed in questi tempi non è poco!

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    danielajap said on Jul 22, 2012 | Add your feedback

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    LA MERAVIGLIA DI SALGARI

    LETTO IN EBOOK
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    Da bambino ho divorato decine di libri di Emilio Salgari e, persino, alcuni dei romanzi scritti dai figli, poi, finite le scuole elementari, non ne ho più letti. Non avevo mai sentito parlare de “Le Meraviglie del Duemi ...(continue)

    LETTO IN EBOOK
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    Da bambino ho divorato decine di libri di Emilio Salgari e, persino, alcuni dei romanzi scritti dai figli, poi, finite le scuole elementari, non ne ho più letti. Non avevo mai sentito parlare de “Le Meraviglie del Duemila” fino a quando non ho visto questo e-book prodotto e distribuito gratuitamente dalle Edizioni Scudo. Mi sono dunque “meravigliato” anche io!
    Pubblicato nel 1907, narra di due uomini che grazie ai poteri medicinali di una pianta riescono ad addormentarsi per cento anni e, dal 1903 si risvegliano nel 2003. È per Salgari l’occasione di mostrarci come, secondo lui, sarebbe stato il mondo un secolo dopo.
    Leggere oggi, nel 2012, questo testo è interessante soprattutto per fare un raffronto tra la visione salgariana a la realtà.
    Il libro mi pare diviso in tre parti. Una prima, introduttiva, in cui vediamo delineati i due personaggi e assistiamo alla loro preparazione per l’inconsueto esperimento. L’uso della pianta per simulare la morte ricorda un analogo episodio di cui è protagonista Sandokan. Questa parte mi è parsa particolarmente gradevole, predisponendomi bene al resto della lettura, al punto che, essendo quasi quarant’anni che non leggevo questo autore, mi sono detto “certo che Salgari non scriveva poi male, se mi piaceva da bambino c’era un motivo!”
    La seconda parte consiste nell’elencazione delle cose portentose che sono state realizzate dall’uomo nel secolo passato. Questa parte l’ho trovata più pesante e il continuo ripetersi del concetto “che meraviglie nel Duemila!” e “come sono fantastici gli uomini del Duemila!” mi ha sinceramente piuttosto infastidito.
    La terza parte mi ha ricordato il Salgari che conoscevo: inizia l’avventura. Il vascello volante fa naufragio su una città galleggiante di galeotti, i prigionieri si ribellano, la nave va alla deriva nella tempesta, gli eroi approdano su un’isola popolata di belve feroci.
    Nonostante sia la più debole delle tre parti, la seconda è però, oggi, la più interessante. In essa Salgari si mostra non secondo al grande futurologo di quei tempi Jules Verne.
    Insomma, come sarebbe stato questo nostro Duemila per il padre di Sandokan e del Corsaro Nero?
    Innanzitutto, un mondo sovrappopolato, con così tanti abitanti da non lasciar spazio agli animali, tutti relegati nelle Isole Canarie, per non farli estinguere (dimenticandosi del tutto dell’esigenza di preservare anche un ecosistema).
    E quanti sarebbero questi umani? Due miliardi! Appena un terzo di quanti siamo! Salgari ci spiega anche che i cinesi sono cresciuti enormemente di numero, divenendo la razza più popolosa (sarebbero un miliardo), sebbene le potenze europee, per scongiurarne il pericolo, abbiano smembrato la Cina. In Russia regna ancora uno Zar, ma in una democrazia parlamentare. Il socialismo è stato sconfitto e relegato in piccoli stati tropicali. L’Inghilterra ha perso le colonie. I popoli latini, a parte (patriotticamente) l’Italia si stanno estinguendo. L’Italia comprende anche Istria, Corsica e Malta.
    I ghiacci non si stanno sciogliendo, ma quelli del Polo Sud stanno crescendo, rischiando di “destabilizzare il pianeta” (!). Il Polo Nord è pieno di alberghi e attraversato da ferrovie sotterranee.
    I treni corrono ovunque sottoterra in tubi ad aria compressa, a 300 chilometri all’ora.
    Nelle città sono scomparsi cavalli e carrozze e anche le automobili quasi non ci sono più, sostituite da migliaia di veicoli volanti. L’uomo ha conquistato il cielo e anche per i voli internazionali ci sono macchine straordinarie, più veloci di condor e albatros (!): dei dirigibili dalle molte ali che “sfrecciano” in cielo anche a 150 chilometri orari (!).
    Nei ristoranti non ci sono più camerieri, ma colonne da cui gli avventori prelevano piatti già pronti che arrivano fin lì dalle cucine con speciali piccoli treni.
    Le guerre sono fiinite e l’ordine pubblico è gestito dai pompieri (come in Fahrenheit 451) che uccidono i manifestanti con getti d’acqua elettrizzata. I galeotti (cui Salgari riserva i terribili epiteti di “furfanti” e “birbanti”) sono relegati in colonie popolari o in città marine galleggianti. Se si ribellano, le città-prigione vengono affondate con bombe di “silurite” potentissime, capaci di distruggere una casa di venti piani (!).
    Le città normali sono costituite da case altissime, di venti piani appunto, per far fronte al sovrappopolamento. La gran presenza di macchine elettriche crea nell’aria una tensione tale che tutti camminano veloci (!) e i nostri viaggiatori nel tempo, poco abituati, ne soffrono fino ad ammalarsi e impazzire. La voce narrante si chiede, infine, se non sarà questa la sorte di tutta l’umanità, sebbene gli uomini del Duemila si siano abituati poco per volta a tale tensione.
    L’energia elettrica deriva soprattutto dall’idroelettrico. Gli americani traggono quasi tutta la loro energia dalle cacate del Niagara e gli europei sfruttano la Corrente del Golfo. Di petrolio non si parla e le miniere di carbone sono ormai chiuse. Altra fonte di energia e calore è il radium.
    Quanto allo spazio, grazie a telescopi potentissimi si riesce a vedere la superficie di Marte come si fosse a poche decine di metri. Il pianeta è popolato e ricco di vegetazione. I viaggi interplanetari sono ancora un sogno e si cerca di trovare un esplosivo sufficientemente potente a consentirli, ma con i marziani (degli anfibi dall’aspetto di foca), si conversa via telegrafo.
    La telefonia mobile e anche quella fissa non sono nella mente dell’autore.
    Insomma, un mondo spesso assai diverso dal nostro, ma considerato che si descriveva un’epoca lontana cento anni, bisogna dire, che per certi aspetti Salgari si è sbagliato meno di molti scrittori di fantascienza degli anni ’50 che descrivevano un duemila in cui le astronavi sfrecciavano da un pianeta all’altro.

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    Carlo Menzinger said on Apr 22, 2012 | 1 feedback

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