Le meraviglie del 2000

Di

Editore: Rizzoli

3.5
(80)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8817150975 | Isbn-13: 9788817150972 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
E' un romanzo ricco di marchingegni, di trovate tecnologiche e futuristiche, quello scritto da Salgari. Con un balzo nel tempo, di ben 100 anni, permette ai suoi eroi di turno di dare uno sguardo a quello che sarà il mondo del futuro, del 2000, anticipando trovate non lontane da ciò che è stato, poi, realmente realizzato.
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  • 3

    Salgari è un autore che ho sempre apprezzato, ed anche in questo caso sono numerosi gli elementi positivi: l'idea (sfruttata anche da altri scrittori) per i tempi era abbastanza originale, ed alcune d ...continua

    Salgari è un autore che ho sempre apprezzato, ed anche in questo caso sono numerosi gli elementi positivi: l'idea (sfruttata anche da altri scrittori) per i tempi era abbastanza originale, ed alcune delle previsioni sono risultate azzeccate (mentre per altre era completamente fuori strada). I personaggi hanno buone potenzialità ed il tutto sembra partire nella giusta direzione, ma purtroppo procedendo con la lettura ci si accorge che la trama si perde per strada, fino a concludersi bruscamente in poche pagine. Ed è un vero peccato, perché si resta con un senso di incompiuto e di inappagamento.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    “La scienza tutto ha perfezionato, fuorché la razza e l’uomo malvagio è rimasto malvagio. Passeranno secoli e secoli, ma levato lo strato di vernice datogli dalla civiltà, sotto si troverà sempre l’uomo primitivo dagli istinti sanguinari”.

    Mi viene da sorridere quando vedo l’immagine che gli scrittori della prima metà del 1900 avevano degli anni duemila e di come bramassero di poterli vivere almeno per un singolo giorno…beh, vorrei tan ...continua

    Mi viene da sorridere quando vedo l’immagine che gli scrittori della prima metà del 1900 avevano degli anni duemila e di come bramassero di poterli vivere almeno per un singolo giorno…beh, vorrei tanto dire loro che non è che si stia poi tanto bene, la tecnologia che tanto ammiravano e invidiavano ha quasi distrutto i rapporti interpersonali, non ci sono più valori, abbiamo soltanto talmente tanta roba intorno che ci dovrebbe facilitare la vita e invece qualche volta ce la complica, oltre al fatto che siamo eternamente scontenti di tutto pur avendo praticamente tutto.
    James è un giovane miliardario poco meno che trentenne. Nonostante la sua enorme ricchezza il ragazzo è scontento della sua vita, tanto da meditare il suicidio.
    A salvarlo è il suo amico Toby, uno scienziato di cinquantacinque anni che, dopo anni di esperimenti sugli animali, gli dice di essere in grado di addormentarlo e di farlo risvegliare tra cento anni esatti, nel 2003.
    Il ragazzo, per sfuggire alla sua noiosa routine decide di accettare la sfida: ecco che sia lui che lo scienziato si addormentano e si risvegliano dopo cento anni, in un mondo totalmente cambiato, dove la tecnologia la fa da padrone( macchine volanti, robot al posto degli esseri umani, mezzi che permettono di raggiungere le località più lontane in brevissimo tempo) e soprattutto l’immigrazione non avviene più verso altri continenti terrestri, ma verso il pianeta Marte, ricco, popolato e pieno di risorse sia per i marziani che per i terrestri.
    Per i due, soprattutto per il giovane James, tutto questo è una meraviglia, ma si renderanno ben presto conto che tutta questa meraviglia in realtà non lo è, che il progresso e la tecnologia non hanno di certo cambiato l’essere umano(anzi, se vogliamo in alcuni frangenti lo hanno reso anche peggiore).
    Romanzo di fantascienza affascinante e coinvolgente, a tratti assurdamente ingenuo(per Salgari nel Duemila le guerre non esistono più…eh, magari fosse stato così, sei stato troppo ottimista mio caro Emilio), ma come tutti i romanzi del grande talento torinese è pieno di passione, pagine che ti catturano una dietro l’altra, a volte troppo piene di nozioni scientifiche che io proprio non reggo(io e la scienza siamo lontani anni luce, così come la matematica e la fisica), ma scritte in modo superlativo.
    Certo un sorrisetto te lo lasciano scappare, alla fine altro non si tratta che delle fantasie di un uomo vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo, ma la fantasia di Salgari mi colpisce sempre tanto.
    L’unica pecca è il finale: ma perché questi due poveracci dopo tutte le loro avventure vengono rinchiusi in un manicomio, non si poteva scegliere una fine diversa? Comunque sia è l’unica nota storta in un romanzo simpatico e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    GRANDE!

    Letto sull’onda di “Lui è tornato” che ne riprende l’dea,viaggiando sui ricordi della lettura infantile e dei sogni di allora.
    Salgari non si smentisce mai, anche in questa avventura “altra” rispetto ...continua

    Letto sull’onda di “Lui è tornato” che ne riprende l’dea,viaggiando sui ricordi della lettura infantile e dei sogni di allora.
    Salgari non si smentisce mai, anche in questa avventura “altra” rispetto alla sua “produzione” abituale, ti prende e ti porta via con se. In questa avventura ha predetto molte del nostro mondo. Bello, bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo al contempo ingenuo ed ingegnoso, irresistibilmente ottocentesco: nel 2000 le macchine volanti viaggiano alla stupefacente velocità di 100 miglia all'ora, ma il mondo è lacerato dalle tensioni ...continua

    Romanzo al contempo ingenuo ed ingegnoso, irresistibilmente ottocentesco: nel 2000 le macchine volanti viaggiano alla stupefacente velocità di 100 miglia all'ora, ma il mondo è lacerato dalle tensioni sociali e razziali, e avvelenato dall'inquinamento elettromagnetico. L'amaro e filosofico finale, poi, è una vera chicca.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    che tenerezza! Leggere come poteva immaginare i nostri anni un uomo, pur dotato di grande fantasia come Salgari, più di cent'anni fa! E avere la misura di quanto, ma quanto tanto, il mondo sia cambiat ...continua

    che tenerezza! Leggere come poteva immaginare i nostri anni un uomo, pur dotato di grande fantasia come Salgari, più di cent'anni fa! E avere la misura di quanto, ma quanto tanto, il mondo sia cambiato nel volgere di pochissimi anni in modo inimmaginabile!
    Interessanti alcune idee: che la caratteristica degli uomini degli anni 2000 sia la velocità, la vita frenetica portata avanti a ritmi talmente innaturali da essere influenzati dal pesante campo elettrico dovuto alla predominanza delle grandi invenzioni moderne (eccesso di elettricità a cui ci si può abituare o per cui si può impazzire); che il problema ecologico non sarà il discioglimento dei ghiacci, quanto l'aumento della loro massa ai poli, che provocherebbe un diluvio/catastrofe mondiale; che per garantire risorse alimentari a tutti si rinuncerà ai pascoli, e quindi alla carne, in favore di enormi coltivazioni intensive; che la pace mondiale non garantirà serenità ma sarà garantita da un cinico e poco umanitario status di controllo delle forze ribelli (anarchiche); che il contatto con gli alieni sarà solo attraverso trasmissioni di segnali codificati e il dialogo avverrà solo attraverso messaggi interplanetari, senza conoscere neppure le forme l'uno dell'altro.
    Romanzo molto semplice e ingenuo (per forza), lettura breve e veloce, ma a pensarci bene davvero poco ottimista e le idee non sono neppure così poche...

    ha scritto il 

  • 4

    Salgari si infila nel genere del romanzo scientifico, ma lo fa da ragazzaccio quale è.
    Perciò l'ottimismo di fondo proprio del genere viene in qualche modo inquinato da infinite perplessità, che sono ...continua

    Salgari si infila nel genere del romanzo scientifico, ma lo fa da ragazzaccio quale è.
    Perciò l'ottimismo di fondo proprio del genere viene in qualche modo inquinato da infinite perplessità, che sono perplessità dell'autore sul suo tempo e sulla direzione che ha intrapreso.
    Questo rende il romanzo, che comunque in quanto a storia è lineare e abbastanza leggero, come tutti i romanzi scientifici, molto interessante e a suo modo geniale. La scena d'apertura nel mondo del 2000, in cui i protagonisti si risvegliano circondati da tecnologie moderne, ma ascoltando le notizie di massacri e guerre intestine, danno un'immagine abbastanza cruda e spietata di quello che, secondo l'Emilio, aspetta la nostra razza.
    L'inquinamento che influenza il comportamento delle persone, per Salgari ottimisticamente tutto elettrico, è forse il dato anticipatorio più interessante, rispetto a radio, televisione e treni ultraveloci e, dopotutto, è anche qualcosa di realmente interessante per la gente del suo e del nostro tempo.
    E' evidente che Salgari è partito con l'idea di fare il consueto spot in nome della scienza, ma non ce l'ha semplicemente fatta. Forse perché, al contrario di molti autori suoi contemporanei, lui qualcosa sul nostro futuro l'aveva capita davvero.

    ha scritto il 

  • 3

    Librivox, legge Riccardo Fasol. Finché si scoprono le caratteristiche della vita del 2000 (distributori automatici di cibo, posta pneumatica, mezzi di trasporto, città, case, caratteristiche degli abi ...continua

    Librivox, legge Riccardo Fasol. Finché si scoprono le caratteristiche della vita del 2000 (distributori automatici di cibo, posta pneumatica, mezzi di trasporto, città, case, caratteristiche degli abitanti, ... ) è molto interessante. Poi si perde in un'avventura qualsiasi.

    ha scritto il 

  • 3

    pessimismo

    Non sapevo che questo narratore di avventure, noto per le sue descrizioni di paesaggi esotici, non si fosse mai mosso dal mediterraneo e avesse una vena così catastrofista! Un piccolo romanzo apocalit ...continua

    Non sapevo che questo narratore di avventure, noto per le sue descrizioni di paesaggi esotici, non si fosse mai mosso dal mediterraneo e avesse una vena così catastrofista! Un piccolo romanzo apocalittico come tanti altri ben più conosciuti, narra la vicenda di due uomini, uno scienziato e un giovane ammalato di spleen, il male di fine ottocento, decidono di approfittare dell'invenzione miracolosa dello scienziato per addormentarsi e svegliarsi cento anni più tardi e vedere il futuro, a partire dall'infelice presupposto che se dovessero morire senza risvegliarsi nessuno dei due ne soffrirebbe troppo. Il nuovo mondo, pieno di meravigliose invenzioni e prodigi tutti ad alta sicurezza, li stupisce e risveglia il loro interesse per la vita, e in parte anche per l'umanità divisa freddamente in chi vuole vivere tranquillamente lavorando e nei malandrini ladri, furfanti, anarchici; però è troppo veloce ed elettrico questo nuovo mondo per i due uomini venuti dal passato, una velocità ed elettricità che mandano in cortocircuito mente e corpo. Un racconto che ricalca le sensazioni dell'autore stesso all'inizio del nuovo secolo, con un bel saggio iniziale che gli rende giustizia e racconta la sua storia poco nota: non sopportando il successo delle nuove tecnologie e del progresso schiacciante del nuovo mondo, Salgari si uccise subito prima dell'inaugurazione della grande Esposizione Universale di Torino del 1911.

    ha scritto il 

  • 3

    Buon vecchio Salgari...si cimenta con temi e trame alla Verne, anche se il risultato appare più simile a una invasione di campo decentemente confezionata. La curiosità e le visioni di un uomo attento ...continua

    Buon vecchio Salgari...si cimenta con temi e trame alla Verne, anche se il risultato appare più simile a una invasione di campo decentemente confezionata. La curiosità e le visioni di un uomo attento ai mutamenti e agli stimoli del suo tempo sono comunicati integralmente anche a distanza di un secolo e mi chiedo: quanto più incisiva e diversa deve essere stata l'atmosfera culturale tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 rispetto all'attuale? Oggi non mi pare ci siano persone in grado di intercettare e ritrasmettere allo stesso modo gli stimoli che sicuramente sono altrettanto potenti...o siamo tutti impastati in una realtà di torpore che conserva indifferenza e svogliatezza?

    ha scritto il