Le meraviglie del possibile

Antologia della fantascienza

Editore: Einaudi (Gli Struzzi, 41)

4.4
(709)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880636426X | Isbn-13: 9788806364267 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Carlo Fruttero , Sergio Solmi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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  • 4

    Le origini della fantascienza

    Non amo molto le raccolte di racconti perché mi piace immergermi nelle storie e preferisco che mi facciano compagnia per un po' di tempo. Il racconto, insomma, è troppo mordi e fuggi per i miei gusti. ...continua

    Non amo molto le raccolte di racconti perché mi piace immergermi nelle storie e preferisco che mi facciano compagnia per un po' di tempo. Il racconto, insomma, è troppo mordi e fuggi per i miei gusti.
    Ma c'è sempre spazio per rivedere le proprie posizioni e soprattutto è bello ogni tanto sconfinare dalle proprie preferenze. Può capitare di esserne piacevolmente colpiti, come in questo caso.
    La maggioranza dei racconti mi è proprio piaciuta. Certo si tratta di opere datate, ma credo che il fascino stia anche in questo. Quando la fantascienza non aveva bisogno di grandi espedienti per colpire e affascinare.
    Prendiamo ad esempio la sentinella. Racconto da una paginetta e mezza, ma di un'incisività' davvero notevole.
    Particolarmente apprezzabili sono poi i racconti in cui si narra degli effetti negativi che potrebbe avere lo strapotere delle macchine sull'uomo. Per me che sono sempre un po' reticente verso le nuove tecnologie sono praticamente dei rinforzi al mio pensiero...
    Alcuni racconti, ma sono pochi, non mi hanno detto molto. È il caso di "pioggia senza fine" (non me ne voglia Bradbury), "miraggio" e "i nove miliardi di nomi di Dio".
    Fiori per Algernon, invece, l'ho trovato di difficile lettura per il linguaggio sgrammaticato con cui è scritto. Linguaggio sicuramente adeguato alla narrazione, ma che richiede uno sforzo in più nella lettura. Sforzo peraltro ampiamente ripagato dalla profonda umanità e tenerezza del racconto.

    ha scritto il 

  • 5

    Imprescindibile

    Ristampa recente (2014) di una storica antologia di fantascienza Einaudi, Le Meraviglie del Possibile presenta 29 racconti che dovrebbero rappresentare il meglio del genere alla sua nascita come fenom ...continua

    Ristampa recente (2014) di una storica antologia di fantascienza Einaudi, Le Meraviglie del Possibile presenta 29 racconti che dovrebbero rappresentare il meglio del genere alla sua nascita come fenomeno di massa. A parte il primo racconto (H. G. Wells), tutte le storie sono state infatti pubblicate negli anni '60 del secolo scorso sulle riviste americane specializzate, e la collocazione temporale si nota parecchio dalle tematiche e dagli espedienti narrativi comuni (Marte e gli onnipresenti marziani, Venere, il capovolgimento di ruoli tra "alieni" e umani ecc.) oltre che da una certa ingenuità tecnologica probabilmente poco adatta al sofisticato palato del lettore di sci-fi del nuovo millennio.

    Ciò detto, il piatto e la lettura sono estremamente ricchi di invenzioni, autori noti (Dick, Bradbury, Matheson) e meno noti, squarci di mondi "altri" e descrizioni affascinanti di città completamente automatiche, umani che si fingono robot per fare a pugni con automi di acciaio, case quadridimensionali e realtà virtuali immersive ante-litteram, la dignità dell'intelligenza violata dalla ricerca a-morale dello splendido "Fiori per Algernon" e molto, molto altro ancora.

    Dovessi individuare qualche difetto, l'introduzione scritta da uno dei curatori dell'edizione originale (Sergio Solmi) sa di stantìo ed elitismo duro da digerire (la fantascienza viene in sostanza descritta come un fenomeno culturale inferiore alla letteratura "alta") e il racconto del curatore Carlo Fruttero (dietro pseudonimo) è brutto e stupidamente pretenzioso.

    Una lettura ottima, tutto considerato, ed è un peccato che Einaudi non sembri interessata a ristampare/rivedere anche le altre tre antologia sci-fi che negli anni hanno seguito questa prima raccolta.

    ha scritto il 

  • 4

    Alcuni racconti sono notevoli, altri (pochi per fortuna, ma è questa la ragione per cui il punteggio non è pieno) di fantascientifico hanno ben poco. Nel complesso è una buonissima antologia per chi, ...continua

    Alcuni racconti sono notevoli, altri (pochi per fortuna, ma è questa la ragione per cui il punteggio non è pieno) di fantascientifico hanno ben poco. Nel complesso è una buonissima antologia per chi, come me, mastica poco la fantascienza.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente un must per gli amanti della fantascienza. Una raccolta di alcuni dei più importanti racconti di fantascienza, con alcuni capolavori immortali da leggere di continuo, come “Fiori per Alg ...continua

    Semplicemente un must per gli amanti della fantascienza. Una raccolta di alcuni dei più importanti racconti di fantascienza, con alcuni capolavori immortali da leggere di continuo, come “Fiori per Algernon” (i pianti, porca miseria) o “Sentinella”, 3 pagine con finale tra i più scioccanti della storia della letteratura fantascientifica. Leggetelo tipo subito, grazie.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha stupito molto una cosa: votando ogni singolo racconto a fine lettura e facendo, alla fine, la media aritmetica mi è uscito un voto globale di appena 3,55. Nonostante ciò, firmo la lettura con 5 ...continua

    Mi ha stupito molto una cosa: votando ogni singolo racconto a fine lettura e facendo, alla fine, la media aritmetica mi è uscito un voto globale di appena 3,55. Nonostante ciò, firmo la lettura con 5 stelle assolutamente convinte e meritate.

    I misteri della statistica. Il famoso pollo di Trilussa...

    Questo rimane comunque un pollo croccante, ben cotto, ruspante e che ho divorato racconto per racconto
    (compatibilmente con i pochi momenti liberi lasciati dal lavoro). Come ha detto giustamente qualcuno prima di me, la fantascienza è solo l'ambito entro il quale si racconta, e conta relativamente se interessa o meno: intorno a tale centro, si diramano racconti che sono letteratura vera, assoluta, grande.
    Molti racconti rimandano al nostro mondo ipertecnologico e drogato di tecnologia, senza saperlo, e molto hanno azzeccato; altri a impossibili viaggi su pianeti misteriosi con trame sospese degne del miglior romanzo giallo; altri ancora, fanno riflettere sull'uomo e sulle sue storture, di tutte le epoche e di tutti i tempi.

    Ho dato 5 stelle a Sentinella di Fredric Brown (secco e perfetto come una fucilata interspaziale), Impostore di Philip K. Dick e Servocittà di Walter Miller (in entrambi i casi, ci si sarebbe potuto tranquillamente costruire un romanzo lungo senza perdere niente della loro forza), Acciaio di Matheson e Fiori per Algernon di Daniel Keyes (commoventi e assai umani, letteratura di grandissimo livello).

    Poi molte quadruple stelle e molti apprezzamenti (in particolare La settima vittima di Sheckley, I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur C. Clarke e poi ancora Beam Piper con una riuscitissima ucronia, Asimov, ancora Brown con Il Duello e L'ultimo dei marziani e la stupenda Pioggia senza fine di Bradbury).

    Il resto sono bei racconti, che le 3 stelle se le meritano tutte con qualche bocciatura (non m'hanno entusiasmato l'ironia di William Tenn, i virtuosismi da nastro di Moebius di Heinlein - l'unico racconto che non m'è proprio piaciuto per lentezza e stile è stato Le immagini non mentono di Katherine Mc Lean).

    Per il resto una meravigliosa raccolta, che non farà annoiare. Consigliabile a tutti, anche a quelli non particolarmente appassionati di fantascienza.

    Non rimarrete delusi...

    ha scritto il 

  • 0

    Lo strano Wells...

    Le Meraviglie del possibile, 1959. A cura di Sergio Solmi e Carlo Fruttero. Einaudi tentava di formare anche il gusto popolare e “di svago” dei cittadini all’alba del consumismo (in Italia). Discutibi ...continua

    Le Meraviglie del possibile, 1959. A cura di Sergio Solmi e Carlo Fruttero. Einaudi tentava di formare anche il gusto popolare e “di svago” dei cittadini all’alba del consumismo (in Italia). Discutibile, ma oggi questi libri sono oggetti pieni di fascino, anche un po’ canagliesco. Fatto sta che finora ho letto tre racconti: L’uovo di cristallo di H.G. Wells (responsabile della Guerra dei mondi), Pioggia senza fine di Bradbury e Sentinella di Frederic Brown.
    Politico, esistenziale, virtuoso della scrittura Bradbury ha qualcosa di assurdamente “da camera”. Beckett rappresentato su Venere.
    Brown è un fuoco d’artificio di una pagina e mezzo che dopo Ai confini della realtà ha perso un po’ della carica.
    Wells si conferma un caposaldo del genere. Didattico e positivista è l’unico, finora, che imbastisce un mistero, lo esplora e lo circumnaviga, ma non lo svela. Rimane di qua dalla soglia, seppure armato di tutti i suoi strumenti di misurazione da bravo scrittore di fine Ottocento. Uno scienziato scalcagnato trova un uovo di cristallo dalla speciale trasparenza: se ci guardi dentro vedi scenari e panorami di una terra particolare. L’uso dell’aggettivo “strano”, abusato, è da un lato irritante perché insopportabilmente vago, ma dall’altro tradisce l’impossibilità della nominazione esatta che sarà ripresa con altri mezzi dal Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    “Addio Terra. Lo faccio per te. Ricordami.”

    La letteratura di fantascienza viene da sempre, ahimè, considerata letteratura di serie B, snobbata dai tanti critici letterari e dai vari intellettuali e intellettualoidi.
    Da amante del genere posso ...continua

    La letteratura di fantascienza viene da sempre, ahimè, considerata letteratura di serie B, snobbata dai tanti critici letterari e dai vari intellettuali e intellettualoidi.
    Da amante del genere posso dire che necessita di una certa predisposizione in merito per apprezzarla appieno, questo è vero, ma per me leggere un romanzo o un racconto di fantascienza rappresenta una fuga dalla realtà, una proiezione verso l’ignoto, verso quel tempo che a me, come alla maggior parte degli esseri umani, il più delle volte terrorizza, il futuro.
    Per noi appassionati a volte è davvero difficile reperire alcune opere di alcuni autori di fantascienza e quando ci capita tra le mani un’antologia del genere proviamo la stessa sensazione di beatitudine e di meraviglia che prova un disperso alla vista di un’oasi in un deserto.
    “Le meraviglie del possibile” è senza alcun dubbio una delle migliori raccolte di fantascienza che siano mai state pubblicate, una raccolta di storie stupefacenti che, seppur scritte più di mezzo secolo fa risultano ancor oggi tremendamente attuali e profetiche.
    Analizzo brevemente i racconti che più mi hanno colpita(premetto che quella che ho letto è l’edizione del 1973, che si discosta in alcuni titoli da quella del 1959).

    Il paese dei ciechi – Herbert George Wells *****

    L’antologia non poteva iniziare in modo migliore, con questo gigante della fantascienza e il suo racconto che a me ha ricordato molto un altro capolavoro della letteratura, “Cecità” di Josè Saramago.
    La storia ha inizio da una leggenda che vuole che tra le Ande ecuadoriane esista un piccolo paese abitato soltanto da persone completamente cieche.
    Un paese rimasto ai confini del mondo, che nessuno ha mai visitato prima di Nunez, precipitato dai pendii del Parascotopetl durante un escursione.
    Nunez entrerà subito in contatto con gli abitanti del villaggio, cercherà di spiegare loro il mondo, tutto ciò che ha visto con i suoi occhi, tutto ciò che a loro è sempre stato negato.
    Troverà anche l’amore in una fanciulla del luogo e sarà proprio la forza di questo amore a fargli prendere una difficile e drastica decisione…
    Un racconto incantevole, uno dei migliori dell’intera raccolta, una storia triste e malinconica descritta dall’autore con stile elegante e raffinato.

    Pioggia senza fine di Ray Bradbury. *****

    L’incipit di questo racconto è una delle cose più belle che abbia mai letto in vita mia. Un racconto meraviglioso, apocalittico, poetico, geniale…una meraviglia, davvero.

    Sentinella di Fredric Brown. *****

    Avrei tanti aggettivi per descriverlo, molti di più delle parole che sono servite a scriverlo(poco meno di una pagina).
    La mia storia d’amore con questo racconto dura da tanto, tantissimo tempo…lo lessi la prima volta alle elementari e ne rimasi profondamente colpita, un racconto brevissimo ma di una forza prorompente, di fortissimo impatto. Un capolavoro.

    Servocittà di Walter M.Miller jr.***

    Affascinante racconto che descrive una visione originale del conflitto tra uomo e macchina. Lo stile con cui è stato descritto, i personaggi e alcuni dialoghi mi hanno ricordato un po’ Stephen King, anche se di horror non v’è traccia.

    Nove volte sette di Isaac Asimov.****

    Racconto che trovo attualissimo sui progetti della tecnologia e su quanto possa essere dannosa per l’essere umano.

    La casa nuova di Robert A.Heinlein.****

    Penso che se avessi una casa così ne uscirei fuori di testa… :-)

    La settima vittima di Robert Sheckley.***

    Racconto da cui è stato tratto il film del 1963 diretto da Elio Petri e intitolato “la decima vittima”, un racconto fantascientifico che descrive efficacemente l’alienazione dell’uomo in una società di un futuro non ben precisato.

    L’esame di Richard Matheson.****

    Il racconto più terrificante, spiazzante e sconfortante dell’intera raccolta…terribile.

    Il veldt di Ray Bradbury****

    Altro racconto inquietante con uno scambio di battute iniziali che lascia a dir poco stupefatti. Un racconto che sembra da subito prendere una certa direzione, ma non è affatto così…

    Fiori per Algernon *****

    E’ impossibile per me descriverlo…come ha scritto giustamente qualcuno è l'essenziale fatto parola…
    Dico sola una cosa: leggetelo, anche se non siete amanti della fantascienza.

    Concludono la raccolta “Il villaggio incantato” di A.Voight, “I nove miliardi di nomi di Dio” di Arthur C.Clarke, “Prott” di Margareth Saint Clair, “Miraggio” di Clifford D.Simak, “Un uomo esemplare” di Fredric Brown, “la scoperta di Morniel Mathaway” di William Tenn.

    Questa raccolta è un capolavoro…se si riesce a discostarsi almeno per un istante dai tanti stereotipi che allontanano tutti i potenziali lettori dal genere fantascientifico, allora non si potrà non rimanere conquistati da questa raccolta che, se potessi, regalerei ai potenziali lettori o lettrici affinché possano sfatare i tanti pregiudizi che aleggiano come avvoltoi su questo genere.

    Una meraviglia…leggetela, leggetela, leggetela, soprattutto se odiate questo genere, ne sarete conquistati

    ha scritto il 

  • 4

    assolutamente da leggere :)

    620 pagine lette in 4 giorni...un racconto più bello dell'altro! perché ho scoperto questo libro solo adesso??? grazie a lui, dopo una vita di leggere altro...mi tufferò nella fantascienza!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Un'antologia con alti e bassi, racconti scontati, altri decisamente mediocri, qualcuno carino e anche divertente. Su tutti Dick, Asimov e Fiori per Algernon. Se voleva essere un'antologia di FS per il ...continua

    Un'antologia con alti e bassi, racconti scontati, altri decisamente mediocri, qualcuno carino e anche divertente. Su tutti Dick, Asimov e Fiori per Algernon. Se voleva essere un'antologia di FS per il nuovo millennio (come conclamato sulla IV di copertina), di certo non ne hanno fatto un'opera memorabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande classico ricomprato

    Da ragazzino intorno ai 13 anni lo trovai nella libreria di mia sorella più grande, e lo lessi di un fiato.
    Fu l'inizio del mio grande amore per la fantascienza.
    Soprattutto l'edizione seria, la dotta ...continua

    Da ragazzino intorno ai 13 anni lo trovai nella libreria di mia sorella più grande, e lo lessi di un fiato.
    Fu l'inizio del mio grande amore per la fantascienza.
    Soprattutto l'edizione seria, la dotta prefazione mi rassicurarono, era ora di passare da Verne a qualcosa di molto più serio, da grandi.
    La vita va come va e non avevo più questo libro da decenni, stamattina l'ho trovato dal mio giornalaio che da qualche mese ha anche un angolo di libri vecchi, usati, di ogni tipo.
    Da lui ho già preso un Kerouac e altro.
    Questo l'ho pagato 2 euro e 50, niente, meno di caffè e brioche.
    Una giornata cominciata bene.

    Colonna sonora --> Pink Floyd - The Dark Side of the Moon, dello stesso angolo spazio temporale della mia adolescenza, e dello stessa importanza nella mia formazione.

    ha scritto il 

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