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Le mie prigioni

Di

3.6
(424)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8817046663 | Isbn-13: 9788817046664 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Credo che questo libro dovrebbe far parte dei testi scolastici dei ragazzi italiani...non si parla di storia, politica o unità d'Italia...si parla di UOMINI. Uomini che hanno trascorso anni in prigione e hanno affrontato le difficoltà quotidiane con coraggio. Il perchè in effetti fa parte ddella ...continua

    Credo che questo libro dovrebbe far parte dei testi scolastici dei ragazzi italiani...non si parla di storia, politica o unità d'Italia...si parla di UOMINI. Uomini che hanno trascorso anni in prigione e hanno affrontato le difficoltà quotidiane con coraggio. Il perchè in effetti fa parte ddella nostra "storia". Ma far conoscere il lato umano di personaggi storici come Pellico, Maroncelli o Gioia può essere uno stimolo importante per gli studenti che spesso dimenticano la parte più "nozionistica" della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando trovi quello che non t'aspetti... Uno s'immagina di trovare della retorica patriotica in chiave risorgimentale e invece legge della gioia dei rapporti veri tra le persone e del guardare l'infinito attraverso le sbarre di una cella! Tutto questo con l'eleganza di una scrittura semplice ed a ...continua

    Quando trovi quello che non t'aspetti... Uno s'immagina di trovare della retorica patriotica in chiave risorgimentale e invece legge della gioia dei rapporti veri tra le persone e del guardare l'infinito attraverso le sbarre di una cella! Tutto questo con l'eleganza di una scrittura semplice ed asciutta.
    Un gran bel libro

    ha scritto il 

  • 4

    8/10

    Veramente un bel libro. Ha ragione effettivamente chi dice che "non succede niente per tutto il libro" ma il punto forte dello stesso non è sicuramente la trama bensì la capacità di far interiorizzare ad ognuno di noi l'esperienza vissuta da Pellico nelle carceri. Si capisce che quello che si leg ...continua

    Veramente un bel libro. Ha ragione effettivamente chi dice che "non succede niente per tutto il libro" ma il punto forte dello stesso non è sicuramente la trama bensì la capacità di far interiorizzare ad ognuno di noi l'esperienza vissuta da Pellico nelle carceri. Si capisce che quello che si legge è stato veramente vissuto e si capisce il perché di ogni azione e pensiero dell'autore, un libro che ti fa pensare molto.

    ha scritto il 

  • 0

    Pellico, per me, è sempre stato il 19 orizzontale: Scrisse "Le mie prigioni" di 7 lettere. Pellico! Era facile da ricordare e ricorreva piuttosto spesso. Oppure era una di quelle figure che ritagliavo da un fascicoletto che si chiamava "Ricerche" e poi incollavo sul quaderno delle ricerche, appun ...continua

    Pellico, per me, è sempre stato il 19 orizzontale: Scrisse "Le mie prigioni" di 7 lettere. Pellico! Era facile da ricordare e ricorreva piuttosto spesso. Oppure era una di quelle figure che ritagliavo da un fascicoletto che si chiamava "Ricerche" e poi incollavo sul quaderno delle ricerche, appunto, un antenato a quadretti di Wikipedia.
    Mi rendo conto che questa non è la sede per la mia grigia autobiografia, ma che cosa devo dire del libro? Non è stellabile, perché non è comparabile con nulla. Scritto in un italiano arcaico, a volte quasi non comprensibile, sembra un messale. Pellico è sopravvissuto per dieci anni ai Piombi di Venezia e al carcere dello Spielberg soltanto grazie ad una fede incrollabile. Non una parola in tutto il libro contro gli austriaci. Anzi, solo parole buone verso i suoi carcerieri, lacrime per le sofferenze altrui, misericordia da e verso i secondini, i quali, per tutto il tempo, non fanno che piangere e commuoversi per le disgrazie del nostro e per gli altri carbonari.
    Nonostante tutto ciò, non si può dire che sia un libro noioso, grazie anche ai disegni al tratto che illustrano molte pagine e rendono bene atmosfere e tempi.
    Lo consiglio? No e sì. No, perché non produce emozioni e nemmeno arricchisce le conoscenze storiche. Sì per potersi annoverare tra quelli che si sono lasciati il 19 orizzontale alle spalle e cercano di realizzarsi rispondendo all'11 verticale: "Il nome di Alfieri". La so!

    ha scritto il 

  • 4

    "Sii generosamente disposto a credere alla verità altrui, e se altri non crede alla tua, non adirartene; ti basti che splenda."

    (S.Pellico, Dei doveri degli uomini, capitolo II, Amor della verità)

    ha scritto il