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Le mille e una notte

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1500)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 690 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8806133144 | Isbn-13: 9788806133146 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Francesco Gabrieli ; Prefazione: Tahar Ben Jelloun

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Le mille e una notte è divenuto uno dei classici più letti in Italia. Il merito, oltre alla meravigliosa ricchezza dell'antico testo, che comprende veri cicli epici, cavallereschi o avventurosi in mezzo a una foresta di arguta novellistica, spetta anche alla traduzione che restituisce le differenze di lingua e di stile dell'originale. Ora l'opera ritorna presentata da Tahar Ben Jelloun, che ha saputo gettare un ponte tra l'incantato mondo arabo delle sue radici e la sensibilità europea.
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  • 4

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale sia la storia principale.
    Ho trovato raramente dei racconti noiosi, tra quelli narrati nel ...continua

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale sia la storia principale.
    Ho trovato raramente dei racconti noiosi, tra quelli narrati nel libro; ho apprezzato tantissimo gli elementi magici, quali, per esempio, la lampada di Aladino, il tappeto volante, il cavallo incantato, che, in sostanza, sono i motivi che mi hanno spinto a leggere le Mille e una notte.
    Su tutto il libro aleggia una certa aria misogina, abilmente, però, controbilanciata dalla presenza di donne astute e rette, come la narratrice Shahrazàd.

    ha scritto il 

  • 0

    "Le mille e una notte" è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all'origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr, per vendicarsi dell'infedeltà della prima moglie, fa uccidere al mattino le spose con le quali ...continua

    "Le mille e una notte" è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all'origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr, per vendicarsi dell'infedeltà della prima moglie, fa uccidere al mattino le spose con le quali ha trascorso una sola notte. Shahrazàd, la saggia e colta figlia del visir, giovane di grande bellezza, decide di porre fine alla strage; perciò si offre come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte, e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza e al suo fascino: racconta a Shahriyàr una serie interminabile di bellissime storie, incastonate l'una nell'altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi. Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito le avventure di dolci principesse, potentissimi re, geni dagli straordinari poteri, personaggi il cui nome è ormai divenuto celebre, come Aladino, Sindibàd il marinaio o Ali Babà. Al termine della narrazione Shahriyàr, ormai innamorato di Shahrazàd, rinuncia alla sua legge disumana e... "da tutti i paesi dell'impero salirono mille lodi e mille benedizioni al sultano e alla deliziosa Shahrazàd, sua sposa".

    ha scritto il 

  • 0

    Le mille e una notte

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato quello di guardare con una certa voluttà a Le mille e una notte, raccolta di storie in cui ho br ...continua

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato quello di guardare con una certa voluttà a Le mille e una notte, raccolta di storie in cui ho bramato di ritrovare quelle atmosfere e quelle ambientazioni che Dumas ha riprodotto in maniera così seducente. Di tempo ne è passato (quasi dieci anni da quando ho finito il Conte di Montecristo) e finalmente mi sono deciso a saziare questo mio appetito. Devo dire che ero indeciso tra l'edizione Einaudi e quella Mondadori (quella in tre volumi, non quella barbara in un unico ingombrante e poco gestibile tomo). Alla fine, visto che tutti i classici nella mia biblioteca hanno marchio Mondadori, ho deciso di optare per quest'ultima.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    4 mesi sono bastati fortunatamente per terminarlo. Non dico che non mi sia piaciuto.. anzi, le storie sono incredibili, raccontate in modo eccellente, sembra di rivivere quel tempo e quella storia.. il problema è che sembrano TUTTE uguali! I protagonisti dei racconti non fanno altro che perdersi ...continua

    4 mesi sono bastati fortunatamente per terminarlo. Non dico che non mi sia piaciuto.. anzi, le storie sono incredibili, raccontate in modo eccellente, sembra di rivivere quel tempo e quella storia.. il problema è che sembrano TUTTE uguali! I protagonisti dei racconti non fanno altro che perdersi nei piaceri dell'amore, vivono notti da sogno e sconfiggono i fantasmi della fame con pietanze succulente e vini profumati.

    Una vera nota negative? Non so se questo dipende dalla mia versione delle mille e una notte.. ma dopo l'ultima storia (Aladino) non c'è nessun riferimento a Shahrazād !! Che fine ha fatto?? Mah!

    ha scritto il 

  • 4

    facciamo il punto?

    Sono sicura di non portare a termine i quattro volumi della raccolta, anche se abbandonare il gdl mi darà quei sensi di colpa adolescenziale di scolara inefficiente. È una questione d'età e di memoria retrograda che prende il sopravvento sull'anterograda dalla cinica libertà. Detto questo non pos ...continua

    Sono sicura di non portare a termine i quattro volumi della raccolta, anche se abbandonare il gdl mi darà quei sensi di colpa adolescenziale di scolara inefficiente. È una questione d'età e di memoria retrograda che prende il sopravvento sull'anterograda dalla cinica libertà. Detto questo non posso che stupirmi, da occidentale, quale livello di cultura avessero raggiunto quei Fred e Wilma di Bagdad del XII secolo! Niente a che vedere con quello della buon' anima di Saddam Hussein a cui l'Occidente ha mostrato da che parte fosse spirato il vento della civiltà in quest'ultimo millennio.
    Detto pure questo, le quattro stelle per la modernità del testo: assoluta circolarità del tempo in cui regna la parola e il suo rappresentarsi in immagini. Non si può non tacere sulla condizione femminile e della sua libertà sessuale e economica e, bellissima, la convivenza tra le tre religioni monoteiste: non solo tolleranza, che è meglio dell'intolleranza, ma che non è sinonimo di fratellanza!

    ha scritto il 

  • 4

    Santa subito Shahrazad

    Davvero molto bello. Motivo scatenante dell'ira del sultano delle Indie è il tradimento operato da sua moglie, a questo punto tutto il genere femminile è macchiato e non degno di fiducia, a questo punto un'altra donna ci farà carico con il suo coraggio e la sua intelligenza di redimere il genere ...continua

    Davvero molto bello. Motivo scatenante dell'ira del sultano delle Indie è il tradimento operato da sua moglie, a questo punto tutto il genere femminile è macchiato e non degno di fiducia, a questo punto un'altra donna ci farà carico con il suo coraggio e la sua intelligenza di redimere il genere femminile. In una società fortemente contraddistinta dal dominio maschile assistiamo ad una valorizzazione del genere femminile: ne emerge una figura paritaria, talvolta più coraggiosa, saggia ed astuta rispetto all'uomo. Grandissima sorpresa nel notare come questo mondo fiabesco, in parte noto dalle versione cinematografiche delle storie più note, sia in realtà intriso di una violenza indicibile. Davanti ai nostri occhi si legge di un mondo popolato da tesori immensi, geni, fate, oggetti dalle virtù straordinarie ma anche da usanze che molto hanno della barbarie: uomini che si fanno giustizia da soli al minimo accenno di sospetto, mariti costretti a seguire nella tomba le loro mogli defunte, persone trasformate in animali, atti di cannibalismo, terribili mutilazioni corporee e chi più e ha più ne metta. Inutile sottolineare lo stupore che si prova ad ogni pagina e che ti trascina prepotentemente in questo mondo lasciandoti sempre sperare in un lieto fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo, e non c'è altro da dire.
    A parte, forse, che non finisce più, e non è detto che questo sia un difetto.
    Da leggere soprattutto per quelle storie che non sono salite agli onori della ribalta, e che a me sono piaciute più dei vari Sinbad e Aladino.

    ha scritto il 

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