Le mille e una notte

Editore: Newton Compton

4.1
(1585)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 962 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8854113271 | Isbn-13: 9788854113275 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Dominicis

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
Le mille e una notte è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all’origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr, per vendicarsi dell’infedeltà della prima moglie, fa uccidere al mattino le spose con le quali ha trascorso una sola notte. Shahrazàd, la saggia e colta figlia del visir, giovane di grande bellezza, decide di porre fine alla strage; perciò si offre come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte, e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza e al suo fascino: racconta a Shahriyàr una serie interminabile di bellissime storie, incastonate l’una nell’altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi. Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito le avventure di dolci principesse, potentissimi re, geni dagli straordinari poteri, personaggi il cui nome è ormai divenuto celebre, come Aladino, Sindibàd il marinaio o Ali Baba. Al termine della narrazione Shahriyàr, ormai innamorato di Shahrazàd, rinuncia alla sua legge disumana e... «da tutti i paesi dell’impero salirono mille lodi e mille benedizioni al sultano e alla deliziosa Shahrazàd, sua sposa».

Il problema delle origini de Le mille e una notte è estremamente complesso. Il nucleo originario della raccolta, così come l’impianto della storia che fa da cornice, sono probabilmente d’origine indiana, ma già nel IX secolo ne esisteva una versione araba. Continuamente arricchita e rielaborata attraverso i secoli, assunse solo nel Quattrocento la forma con la quale è giunta fino a noi. La fama di questa raccolta nella cultura occidentale ha avuto inizio nel Settecento, quando l’orientalista francese Antoine Galland ne fece una versione dall’arabo. Sul testo di Galland, divenuto ormai un classico, è stata condotta la traduzione che presentiamo ai lettori.
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  • 4

    Dimenticate Ali Babà, il Genio della lampada e Sindbad, perché in questa edizione particolarmente curata dal punto di vista filologico non v’è traccia dei miti della nostra fanciullezza. L’orientalist ...continua

    Dimenticate Ali Babà, il Genio della lampada e Sindbad, perché in questa edizione particolarmente curata dal punto di vista filologico non v’è traccia dei miti della nostra fanciullezza. L’orientalista che ce la offre (René Khawam) ha impiegato circa trent’anni per ricostruire la collezione originaria dei racconti, dichiarando che le edizioni precedenti – ancorché eccellenti – sono perlopiù raccolte artificiosamente assemblate di narrazioni di epoche varie, di autori diversi e di diversa provenienza geografica, che poco o nulla hanno a che fare con il manoscritto originale del probabile, anche se ignoto, autore persiano (o forse cinese). Ciò non toglie che i racconti qui presentati siano di pari fascino, se non maggiore, di quelli che la tradizione europea ci ha abituato a frequentare. Non mancano gli incantesimi, gli spiriti maligni e quelli gentili, gli orrori e le delizie di una società per molti aspetti lontana dalla nostra, ma altrettanto sensibile alla bellezza (quella delle fanciulle protagoniste delle storie rivaleggia, si ripete spesso, con lo splendore della luna piena), al gusto per le cose preziose e per il buon vivere. Amore e odio, tradimento e desiderio di giustizia, vendetta e volontà di perdono: sono alcuni dei sentimenti che pervadono ogni racconto e costituiscono, insieme alle atmosfere fantastiche e agli imprevedibili avvenimenti che si susseguono senza sosta, gli ingredienti essenziali che rendono ancora oggi quest’opera una lettura affascinante, e direi perfino pedagogica per chi ama il genere fantasy moderno.

    ha scritto il 

  • 5

    Vite multicolori

    In questi racconti troveremo un percorso che si rivela essere la scia degli infiniti frammenti dell’esistenza. Storie di mercanti, di vagabondi, di poveri derelitti, di amministratori dello stato e di ...continua

    In questi racconti troveremo un percorso che si rivela essere la scia degli infiniti frammenti dell’esistenza. Storie di mercanti, di vagabondi, di poveri derelitti, di amministratori dello stato e di nobili. Le loro vicende si intrecciano secondo le causalità e le sfortune dell’esistenza, che ti fanno trascorrere da uno status sociale all’altro nel giro di poche stagioni. Nelle steppe e nei deserti sorgono città e mercati come pietre preziose incastonate nella sabbia. La società mercantile e il potere politico assoluto e accentratore sbalzano per i meandri dell’esistenza protagonisti e comprimari oggi astuti e domani ingenui, proprio come è nella natura umana. Noi con loro ci incantiamo e ci terrorizziamo, mentre vediamo scorrere il gioco tragico della bellezza, donne bellissime, regine e schiave, e della crudeltà, assassinii, perfidi tranelli, torture.
    La civiltà che si dispiega tra l’Arabia, Baghdad e la lontana India è multiculturale, tollerante; gli dei e in particolare Allah sono magnanimi e comprensivi, mai tirannici. Somigliano al dio cristiano che tutto comprende e tutto abbraccia. Così ci scorre negli occhi e nelle vene questo nostro mondo composto di contraddizioni e armonie e alla fine della lettura scopriamo di poterlo abbracciare con un brivido e una risata, proprio come il Siddharta di Hesse quando finalmente scopre cosa sia il nirvana. Niente più che l’accettazione dell’essere e dell’esistere.

    ha scritto il 

  • 4

    Aladin era...cinese

    Letto in lingua straniera, ho trovato alcune difficoltà, ma mi hanno divertito le storie di Aladin e Alì Babà. Piccoli capolavori che ci raccontano usi e tradizioni antiche. Aladin é cinese e sposa la ...continua

    Letto in lingua straniera, ho trovato alcune difficoltà, ma mi hanno divertito le storie di Aladin e Alì Babà. Piccoli capolavori che ci raccontano usi e tradizioni antiche. Aladin é cinese e sposa la figlia del sultano il cui nome é ben lontano dal melodico Jasmine. La storia é molto meno romantica di quella disneyana.

    ha scritto il 

  • 4

    Le mille e una notte

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato ...continua

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato quello di guardare con una certa voluttà a Le mille e una notte, raccolta di storie in cui ho bramato di ritrovare quelle atmosfere e quelle ambientazioni che Dumas ha riprodotto in maniera così seducente. Di tempo ne è passato (quasi dieci anni da quando ho finito il Conte di Montecristo) e finalmente mi sono deciso a saziare questo mio appetito. Devo dire che ero indeciso tra l'edizione Einaudi e quella Mondadori (quella in tre volumi, non quella barbara in un unico ingombrante e poco gestibile tomo). Alla fine, visto che tutti i classici nella mia biblioteca hanno marchio Mondadori, ho deciso di optare per quest'ultima.

    Alla fine, dopo un lungo viaggio durato più di un anno, sono qui a raccontare di questa raccolta. Le mille e una notte è un ricco contenitore di storie, di fiabe, di racconti in cui emergono di prepotenza tutte le caratteristiche delle culture arabe e musulmane, in cui splendide principesse si innamorano di altrettanti splendidi principi, in cui ricchezza e povertà si intrecciano tra loro in un caleidoscopio di colori, in cui magia ed incantesimi fanno parte della vita di uomini e donne. Alcuni racconti hanno il sapore delle parabole evangeliche, degli insegnamenti per i credenti, altri invece sono ricchi di avventura, di colpi di scena di splendidi luoghi incantati ma anche pericolosi.

    L'impegno per portare a termine la lettura della raccolta è notevole. La qualità dei racconti è altalenante nel senso che qui racconti di una/due pagine seppur da interpretare appunto come "massime di vita" non catturano, soprattutto per una cultura occidentale come la nostra molto distante da certi modi di pensare. Altri racconti invece sono delle piccole gemme senza tempo che ancora oggi hanno un fascino irresistibile. Buona l'edizione Mondadori, molto elegante e molto sobria. Una raccolta che almeno una volta nella vita va letta per sognare luoghi lontani, splendide ricchezze e bellissime fanciulle.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale ...continua

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale sia la storia principale.
    Ho trovato raramente dei racconti noiosi, tra quelli narrati nel libro; ho apprezzato tantissimo gli elementi magici, quali, per esempio, la lampada di Aladino, il tappeto volante, il cavallo incantato, che, in sostanza, sono i motivi che mi hanno spinto a leggere le Mille e una notte.
    Su tutto il libro aleggia una certa aria misogina, abilmente, però, controbilanciata dalla presenza di donne astute e rette, come la narratrice Shahrazàd.

    ha scritto il 

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