Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le mille e una notte

Editore: Newton Compton

4.1
(1527)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 962 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8854113271 | Isbn-13: 9788854113275 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Dominicis

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

Ti piace Le mille e una notte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Le mille e una notte è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all’origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr, per vendicarsi dell’infedeltà della prima moglie, fa uccidere al mattino le spose con le quali ha trascorso una sola notte. Shahrazàd, la saggia e colta figlia del visir, giovane di grande bellezza, decide di porre fine alla strage; perciò si offre come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte, e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza e al suo fascino: racconta a Shahriyàr una serie interminabile di bellissime storie, incastonate l’una nell’altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi. Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito le avventure di dolci principesse, potentissimi re, geni dagli straordinari poteri, personaggi il cui nome è ormai divenuto celebre, come Aladino, Sindibàd il marinaio o Ali Baba. Al termine della narrazione Shahriyàr, ormai innamorato di Shahrazàd, rinuncia alla sua legge disumana e... «da tutti i paesi dell’impero salirono mille lodi e mille benedizioni al sultano e alla deliziosa Shahrazàd, sua sposa».

Il problema delle origini de Le mille e una notte è estremamente complesso. Il nucleo originario della raccolta, così come l’impianto della storia che fa da cornice, sono probabilmente d’origine indiana, ma già nel IX secolo ne esisteva una versione araba. Continuamente arricchita e rielaborata attraverso i secoli, assunse solo nel Quattrocento la forma con la quale è giunta fino a noi. La fama di questa raccolta nella cultura occidentale ha avuto inizio nel Settecento, quando l’orientalista francese Antoine Galland ne fece una versione dall’arabo. Sul testo di Galland, divenuto ormai un classico, è stata condotta la traduzione che presentiamo ai lettori.
Ordina per
  • 4

    Le mille e una notte

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato ...continua

    Terminato quel capolavoro che è il Conte di Montecristo, sono stato subito assalito da un corposo appetito per le atmosfere arabe, orientaleggianti, per gioielli e sultani. Il passo successivo è stato quello di guardare con una certa voluttà a Le mille e una notte, raccolta di storie in cui ho bramato di ritrovare quelle atmosfere e quelle ambientazioni che Dumas ha riprodotto in maniera così seducente. Di tempo ne è passato (quasi dieci anni da quando ho finito il Conte di Montecristo) e finalmente mi sono deciso a saziare questo mio appetito. Devo dire che ero indeciso tra l'edizione Einaudi e quella Mondadori (quella in tre volumi, non quella barbara in un unico ingombrante e poco gestibile tomo). Alla fine, visto che tutti i classici nella mia biblioteca hanno marchio Mondadori, ho deciso di optare per quest'ultima.

    Alla fine, dopo un lungo viaggio durato più di un anno, sono qui a raccontare di questa raccolta. Le mille e una notte è un ricco contenitore di storie, di fiabe, di racconti in cui emergono di prepotenza tutte le caratteristiche delle culture arabe e musulmane, in cui splendide principesse si innamorano di altrettanti splendidi principi, in cui ricchezza e povertà si intrecciano tra loro in un caleidoscopio di colori, in cui magia ed incantesimi fanno parte della vita di uomini e donne. Alcuni racconti hanno il sapore delle parabole evangeliche, degli insegnamenti per i credenti, altri invece sono ricchi di avventura, di colpi di scena di splendidi luoghi incantati ma anche pericolosi.

    L'impegno per portare a termine la lettura della raccolta è notevole. La qualità dei racconti è altalenante nel senso che qui racconti di una/due pagine seppur da interpretare appunto come "massime di vita" non catturano, soprattutto per una cultura occidentale come la nostra molto distante da certi modi di pensare. Altri racconti invece sono delle piccole gemme senza tempo che ancora oggi hanno un fascino irresistibile. Buona l'edizione Mondadori, molto elegante e molto sobria. Una raccolta che almeno una volta nella vita va letta per sognare luoghi lontani, splendide ricchezze e bellissime fanciulle.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale ...continua

    Libro consigliato a chi ama le storie fantastiche, ricche di aneddoti magici: queste si incastrano tra loro in un perfetto gioco di scatole cinesi, tanto che, a volte, si finisce per dimenticare quale sia la storia principale.
    Ho trovato raramente dei racconti noiosi, tra quelli narrati nel libro; ho apprezzato tantissimo gli elementi magici, quali, per esempio, la lampada di Aladino, il tappeto volante, il cavallo incantato, che, in sostanza, sono i motivi che mi hanno spinto a leggere le Mille e una notte.
    Su tutto il libro aleggia una certa aria misogina, abilmente, però, controbilanciata dalla presenza di donne astute e rette, come la narratrice Shahrazàd.

    ha scritto il 

  • 0

    "Le mille e una notte" è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all'origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr ...continua

    "Le mille e una notte" è forse la più straordinaria raccolta di storie di tutta la letteratura. Il pretesto che dà luogo alla narrazione e che è all'origine del titolo è ben noto: il sultano Shahriyàr, per vendicarsi dell'infedeltà della prima moglie, fa uccidere al mattino le spose con le quali ha trascorso una sola notte. Shahrazàd, la saggia e colta figlia del visir, giovane di grande bellezza, decide di porre fine alla strage; perciò si offre come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte, e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza e al suo fascino: racconta a Shahriyàr una serie interminabile di bellissime storie, incastonate l'una nell'altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi. Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito le avventure di dolci principesse, potentissimi re, geni dagli straordinari poteri, personaggi il cui nome è ormai divenuto celebre, come Aladino, Sindibàd il marinaio o Ali Babà. Al termine della narrazione Shahriyàr, ormai innamorato di Shahrazàd, rinuncia alla sua legge disumana e... "da tutti i paesi dell'impero salirono mille lodi e mille benedizioni al sultano e alla deliziosa Shahrazàd, sua sposa".

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    4 mesi sono bastati fortunatamente per terminarlo. Non dico che non mi sia piaciuto.. anzi, le storie sono incredibili, raccontate in modo eccellente, sembra di rivivere quel tempo e quella storia.. i ...continua

    4 mesi sono bastati fortunatamente per terminarlo. Non dico che non mi sia piaciuto.. anzi, le storie sono incredibili, raccontate in modo eccellente, sembra di rivivere quel tempo e quella storia.. il problema è che sembrano TUTTE uguali! I protagonisti dei racconti non fanno altro che perdersi nei piaceri dell'amore, vivono notti da sogno e sconfiggono i fantasmi della fame con pietanze succulente e vini profumati.

    Una vera nota negative? Non so se questo dipende dalla mia versione delle mille e una notte.. ma dopo l'ultima storia (Aladino) non c'è nessun riferimento a Shahrazād !! Che fine ha fatto?? Mah!

    ha scritto il 

  • 5

    Una di quelle opere letterarie che non ha assoluto bisogno di presentazioni, uno dei testi più conosciuti e apprezzati della letteratura mondiale, un’opera che non ha davvero bisogno di pubblicità, ch ...continua

    Una di quelle opere letterarie che non ha assoluto bisogno di presentazioni, uno dei testi più conosciuti e apprezzati della letteratura mondiale, un’opera che non ha davvero bisogno di pubblicità, che tutti conoscono per sentito dire o perché hanno almeno una volta nella vita sentito nominare alcune delle fiabe più note come “Alì Babà e i quaranta ladroni”, “Sinbad il marinaio” e “Aladino e la lampada meravigliosa”.
    E’ un’opera che è entrata nell’immaginario collettivo, che con il tempo ha acquistato sempre più fascino, grazie anche alle tante trasposizioni cinematografiche che ne sono state fatte(mi piace ricordarne soltanto una per tutte, quella di Pier Paolo Pasolini).
    Non conosciamo molto della sua genesi(l’autore delle novelle è ignoto…dobbiamo a un nobile francese di nome Galland e alla sua traduzione la conoscenza di questa bellissima opera), mentre sappiamo che la sua struttura narrativa ricorda molto il “Decamerone” di Giovanni Boccaccio( al centro del racconto c’è la storia del principe Sharyahr, un grande sovrano innamorato follemente della moglie che scopre casualmente che lo tradisce...sconvolto e deluso, l’uomo la fa uccidere e decide inoltre di non fidarsi mai più di una donna., di trascorrere il resto delle notti della sua vita con una donna diversa che, al mattino dopo, farà uccidere.
    Una notte incontra Sherazad, la figlia del suo visir che, astutamente gli racconterà una storia che si protrarrà fino all’alba…l’uomo, curioso di sapere la fine della storia, decide di lasciarla in vita… in questo modo Sherazad, interrompendosi ogni volta all'alba e riprendendo poi il racconto la notte successiva, trascorre con l’uomo appunto mille e una notte , poco più di tre anni.
    Una volta esaurite tutte le storie e la sua immensa fantasia, il principe è talmente innamorato della donna da decidere di lasciarla in vita e di trascorrere con lei tutto il resto della sua vita.).
    Al centro della narrazione c’è la città di Baghdad, all’epoca nell’apice del suo splendore, una città ricca, con un’elevata fattura culturale, un luogo di incontro tra civiltà diverse, ma non sempre Baghdad è la protagonista, troviamo anche storie ambientate nel vicino Oriente, nelle leggendarie città sorte lungo la via della seta, sulle coste del Mediterraneo, in Egitto…sono tante le ambientazioni, così come tanti sono i personaggi presenti, da mercanti avventurosi a bellissime e sensuali odalische, da principi a giovani ingegnosi e coraggiosi.
    L’amore è quasi sempre al centro della narrazione, ma c’è tanto spazio anche per l’avventura, per il soprannaturale, per la magia(basti pensare alla famosa novella di Aladino e il genio della lampada).
    Come scritto sopra un’opera monumentale, pregna di magia, di avventura, di soprannaturale, di bellezza…leggere una delle sue novelle è come lasciarsi andare, viaggiare per luoghi sperduti e pieni d’incanto.
    Un’opera da assaporare piano piano, un poco alla volta, un’opera dalla bellezza incommensurabile.

    ha scritto il 

  • 4

    facciamo il punto?

    Sono sicura di non portare a termine i quattro volumi della raccolta, anche se abbandonare il gdl mi darà quei sensi di colpa adolescenziale di scolara inefficiente. È una questione d'età e di memoria ...continua

    Sono sicura di non portare a termine i quattro volumi della raccolta, anche se abbandonare il gdl mi darà quei sensi di colpa adolescenziale di scolara inefficiente. È una questione d'età e di memoria retrograda che prende il sopravvento sull'anterograda dalla cinica libertà. Detto questo non posso che stupirmi, da occidentale, quale livello di cultura avessero raggiunto quei Fred e Wilma di Bagdad del XII secolo! Niente a che vedere con quello della buon' anima di Saddam Hussein a cui l'Occidente ha mostrato da che parte fosse spirato il vento della civiltà in quest'ultimo millennio.
    Detto pure questo, le quattro stelle per la modernità del testo: assoluta circolarità del tempo in cui regna la parola e il suo rappresentarsi in immagini. Non si può non tacere sulla condizione femminile e della sua libertà sessuale e economica e, bellissima, la convivenza tra le tre religioni monoteiste: non solo tolleranza, che è meglio dell'intolleranza, ma che non è sinonimo di fratellanza!

    ha scritto il 

Ordina per