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Le mille luci di New York

Di

Editore: CDE

3.9
(1189)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Svedese , Spagnolo , Giapponese , Francese

Isbn-10: A000196523 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    Lingua e stile di una creatività unica. Trama un po' debole, ma è talmente alto il valore umano e letterario di quest'opera, per di più una testimonianza degli anni degli yuppies, che non ha molta importanza...da leggere assolutamente per capire che cosa rende tale uno scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    “Sono le sei del mattino: hai idea di dove sei?” (**** e 1/2)

    Gli anni Ottanta narrati da chi ha vissuto a New York e nel mondo della moda, delle feste, della droga e di tutto quello che è richiesto per soddisfare (o almeno provare a farlo) il vuoto di una vita o il grigiore di un’esistenza senza ideali. Una città sfavillante e vuota in tutta la sua esterio ...continua

    Gli anni Ottanta narrati da chi ha vissuto a New York e nel mondo della moda, delle feste, della droga e di tutto quello che è richiesto per soddisfare (o almeno provare a farlo) il vuoto di una vita o il grigiore di un’esistenza senza ideali. Una città sfavillante e vuota in tutta la sua esteriorità. Una società fondata sull’immagine e sull’apparenza: dietro e dentro c’è il nulla. La caduta del protagonista fino al limite estremo, ad un infinitesimo dal punto di non ritorno e poi... Una storia semplice, ma scritta in maniera intrigante.

    ha scritto il 

  • 4

    purtroppo, la repubblica è l'Italia

    "Vai a casa. Il peggio deve ancora venire.
    Resta qui. Buttati a pesce.
    Stasera sei una repubblica di voci. Purtroppo, la repubblica è l’Italia. Tutte quelle voci agitano le braccia e si insultano. C’è un messaggio ex cathedra, direttamente dal Vaticano: Pentiti. Il corpo è il tempio del S ...continua

    "Vai a casa. Il peggio deve ancora venire. Resta qui. Buttati a pesce. Stasera sei una repubblica di voci. Purtroppo, la repubblica è l’Italia. Tutte quelle voci agitano le braccia e si insultano. C’è un messaggio ex cathedra, direttamente dal Vaticano: Pentiti. Il corpo è il tempio del Signore e tu l’hai profanato. Dopotutto è domenica mattina, e finché ti rimarrà una cellula cerebrale intatta, nella tua testa risuonerà una voce patriarcale, echeggiante dalle volte marmoree della tua infanzia religiosa, a ricordarti che questo è il Giorno del Signore. "

    ha scritto il 

  • 4

    Breve ma intenso, oserei dire. La trama è uno spaccato di vita più o meno comune e quotidiana ma condito con sapiente ironia e la giusta dose di sentimenti. Nessuna sbavatura e nessun eccesso. Perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Leave me alone, I'm a twentysomething

    Sei un twentysomething neolaureato, uno di quelli di cui tanto si parla alla tv: contratti a tempo, sfigati che concludono gli studi dopo i ventott'anni, monotonia del posto fisso.
    Hai deciso di prendere i mesi che ti separano dal concorso alla specializzazione con un pò di calma, lasciar perdere ...continua

    Sei un twentysomething neolaureato, uno di quelli di cui tanto si parla alla tv: contratti a tempo, sfigati che concludono gli studi dopo i ventott'anni, monotonia del posto fisso. Hai deciso di prendere i mesi che ti separano dal concorso alla specializzazione con un pò di calma, lasciar perdere la vita del post-laurea e la sua burocrazia e ricominciare a leggere, riprendere in mano quel libro che non hai mai avuto tempo di finire, uscire per un caffè con l'amico che non senti da tempo, andare un giro con la tua ragazza quella volta in più che prima non ti saresti concesso: insomma, tutte quelle cose che, alla fine di un romanzo, il protagonista capisce che è importante fare. Ma la crisi ti morde il didietro, Guida Merliani ha chiuso e pure la Fnac non sta più tanto bene (non che tu abbia soldi da spendere dietro qualche nuovo hardcover-che-poi-è-pure-deludente); la legge Levi l'hai rimossa, è finita nel tuo inconscio, tra le cose che è meglio non far riaffiorare sennò ti metti a piangere. Che è rimasto? Il mercatino a cielo aperto di Portalba, carico di polvere e libri, prezzo massimo tre euro: spulci, scarti, soppesi, a questo manca una pagina, a questo tre, una macchia sospetta in terza di copertina, la sovracoperta di questo appartiente ad un altro libro di cui si sono perse le tracce, un passante ti squadra, no, è solo il libraio che controlla che non ti stia fregando nulla, fa freddo e vorresti aver portato i guanti senza dita; cerchi qualcosa di leggero, qualcosa da affiancare a più ponderosi mattoni. "Le mille luci di New York", tutti hanno un libro che li insegue; ricordi la prima volta che hai letto quel titolo, in una compilation di successi tratti da colonne sonore (ti dici che sia le compilation sia i successi tratti da colonne sonore sono pratiche desuete dai tempi di Celine Dion, che sei giovane, giovanissimo, ma già molto meno di quanto lo fossi a 14 anni) e i pomeriggi dopo la scuola passati ad ascoltare quella canzone, coi suoi fiati e l'armonica sintetizzata, la sala da pranzo con le poltrone disposte in modo diverso da come sono ora, tuo padre, incollato alla tv in soggiorno, che ti urlava di abbassare il volume; eri affascinato da quel pezzo, sapeva di impermeabili, cappelli di feltro con la tesa afflosciata dalla pioggia, coppie adulte che ballavano come in certi video di Brian Ferry, un mondo piovoso con la fotografia virata in blu scuro. http://www.youtube.com/watch?v=RKNMaArursQ Non esiti, il libro costa appena un euro: titolo originale "Bright lights, big city", per molti l'alfa dello yuppismo letterario dove American Psycho ne sarebbe l'omega, lo cominci a leggere in metropolitana. Non potrebbe cominciare altrimenti che con una festa che rimanda a quelle di Hemingway e del Grande Gatsby, come la quarta  di copertina promette, solo coi poliritmi dei Talking Heads e gli Stones di Some Girls che escono dalle casse ed al posto delle fascinose signore e dei loro giri di perle c'è una punk rasata con una finta cicatrice, col protagonista senza nome (espediente un tantinello abusato già all'epoca) che cerca una donna per dimenticare la sua Amanda, sua moglie che lo ha abbandonato per seguire a Parigi la carriera di modella, donna abbagliata dalle luci della grande città, donna nascosta nei manichini ai quali ha dato il volto; c'è l'amico del protagonista, Allagash, lui sì un proto-yuppie (anche se somiglia più ad un Barney Stinson cocainomane che a Patrick Bateman) che un pò cerca di farlo uscire dalla tristezza post-abbandono, un pò lo sfrutta per mollargli le noiose amiche delle ragazze che vuole portare a letto; c'è il suo lavoro, ad un punto morto; c'è una New York colta nella transizione da Kojak a Carrie Bradshaw; c'è la necessità, molto poco metafisica, di nascondersi dal dolore dietro alla cocaina (questo romanzo conferma la tesi di Tony Pisapia: negli anni 80 TUTTI sniffavano) e ad un paio di RayBan, la voglia di lottare per rifarsi una vita nonostante quella vocina nella testa ti dica di startene nel letto al caldo, perchè il mondo è un brutto posto ed oggi è la giornata sbagliata per affrontarlo. Sulla carta è uno di quei libri che non dovrebbero funzionare, scritto com'è tutto in seconda persona, eppur si muove e lo divori, ignori le parti poco riuscite (diosolosasecenesono), trascuri i simbolismi fin troppo facili e certe descrizioni non essenziali, e finisci a sbattere contro il cuore di tenebra: e ti accorgi di come fino a quel momento il libro fosse stato permeato di morte e che quella che hai percepito come superficialità era solo necessità di non guardare e di lasciare nell'angolo un groviglio di pena e sofferenza, per il momento inaffrontabile. E mentre riguardi tutto quello che ti è successo, tutto il male che hai fatto e che ti è stato fatto, chi rischi di diventare se ti fai sopraffare dai ricordi e chi speri di essere se da tutto questo dovessi emergere vincitore, capisci che l'unica cosa da fare è smetterla di fare il vigliacco, è l'ora di arrendersi, ammettere la propria umanità e ricominciare da capo, da un odore familiare, ripartire dall'ultima versione di se stessi degna di stare al mondo. Chiudi il libro, ti dici che le ultime pagine ne hanno risollevato le sorti oltre ogni più rosea previsione (e che Dave Eggers questo libro di sicuro l'ha letto), ripensi a certi pomeriggi che non torneranno, hai gli occhi appena umidi. Riascolti un vecchio cd. Un euro speso bene.

    readerhead.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 3

    Indecisa tra le 3 e le 4 stelline, alla fine ho optato per tre perché le ultime pagine tra lo struggente e il consolatorio proprio non mi sono andate giù. Bello l'uso della seconda persona singolare. Forse letto negli anni '80 avrebbe avuto un altro sapore.

    ha scritto il 

  • 5

    E' stato amore!

    Ve l'avevo detto che su di me Fernanda Pivano eserciterà sempre un potere unico. Ed ecco che incomincio con uno dei libri che cita ne "Libero chi legge". Staremo a vedere. Intanto sono felice di iniziare questa luuuuunga avventura nella letteratura americana.


    Ecco l'ho finito. E' stato amo ...continua

    Ve l'avevo detto che su di me Fernanda Pivano eserciterà sempre un potere unico. Ed ecco che incomincio con uno dei libri che cita ne "Libero chi legge". Staremo a vedere. Intanto sono felice di iniziare questa luuuuunga avventura nella letteratura americana.

    Ecco l'ho finito. E' stato amore a prima...lettura per l'ironia, l'ambientazione- I love N.Y.!!- ma soprattutto per il romanticismo commovente ma senza sbrodolamenti inutili, un po' ruvido e per questo molto reale. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 4

    Divertente senza essere sguaiato, sentimentale ma mai sdolcinato. Serio ma non pesante. E breve. Direi un piccolo gioiellino di letteratura e fotografia di una certa parte della società odierna (soldi, modelle, coca...quella roba li)

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo SCHEDA DOPPIA e l'ho sistemata, così questa vecchia lettura è finita fresca pimpante come un libro acquisito oggi.


    Ricordo qualcosa? Oddio i ricordi si sovrappongono alle immagini del film con Michael Fox (ancora giovane e sano).


    I romanzi legati ad un certo momento sociale (o ...continua

    Avevo SCHEDA DOPPIA e l'ho sistemata, così questa vecchia lettura è finita fresca pimpante come un libro acquisito oggi.

    Ricordo qualcosa? Oddio i ricordi si sovrappongono alle immagini del film con Michael Fox (ancora giovane e sano).

    I romanzi legati ad un certo momento sociale (oddio, non lo sono praticamente quasi tutti?) sembrano passare di moda dopo pochi anni. Quando poi usano un’insolita seconda persona, non fanno disamine psicologiche, ma ti buttano in faccia la vita di un giovane che si sta perdendo nello sfolgorante nulla di una metropoli, è ancora peggio. E’ una buona opera prima che dà un flash sugli USA reganiani, quelli che hanno covato la bolla che stiamo pagando ora. Anche se questo finisce ancora bene.. Evidentemente la Finanza ha mani più lunghe della nostra memoria.

    20.04.2014

    ha scritto il 

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