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Le montagne della follia

Di

Editore: Newton & Compton (Labirinti del terrore, 2)

3.8
(1218)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Ceco , Portoghese , Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Polacco , Svedese , Russo , Greco

Isbn-10: 8882898024 | Isbn-13: 9788882898021 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gianni Pilo

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , eBook , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il romanzo si svolge nell'Antartide, e narra di una spedizione di scienziatiche si trovano alle prese con strani reperti vecchi di milioni di anni: sonole vestigia di un'antichissima civiltà, scomparsa da millenni, custodite daesseri che, giunti sulla Terra dalle profondità del Cosmo, sono tornati allavita dopo un lungo periodo di ibernazione. Nel sottosuolo antartico gliscienziati protagonisti della vicenda vivranno una serie di avventure daincubo, così terrorizzanti da spingerli sull'orlo della pazzia.

* * *
Ristampa identica alla prima ed.: Newton, 1994
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  • 3

    Evocando l'ignoto

    Reportage in ambito fantastico di un'esplorazione al Polo Sud, piuttosto dettagliata — rischiando la noia nella prima parte —, che ha il pregio di spingersi verso territori antichi, dormienti, capace ...continua

    Reportage in ambito fantastico di un'esplorazione al Polo Sud, piuttosto dettagliata — rischiando la noia nella prima parte —, che ha il pregio di spingersi verso territori antichi, dormienti, capace di creare un senso di mistero commisto ad ansia e calamitando lo sguardo verso le remote paure dell'Ignoto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il male dormiente nel ghiaccio artico.

    La solitudine, il freddo che penetra nelle ossa, il silenzio ovattato, la sensazione di sentirsi inutile difronte alla maestosità scesa in terra e l'abbandono che solo il puro orrore proveniente dai r ...continua

    La solitudine, il freddo che penetra nelle ossa, il silenzio ovattato, la sensazione di sentirsi inutile difronte alla maestosità scesa in terra e l'abbandono che solo il puro orrore proveniente dai remoti astri celesti sono in grado di generare.
    Sono queste le sensazioni che, più di tutte, Lovecraft vuol far emergere attraverso le pagine di questo romanzo.
    Avventurandoci con questi studiosi facoltosi, attraverseremo le coltri delle tempeste di nevischio del Polo Sud, alla ricerca di torbidi segreti ancestrali. Questo romanzo getta le basi dello stereotipo del racconto riguardo esploratori in viaggio ai poli ghiacciati della Terra, tema che verrà perseguito parecchie volte negli anni a venire. Attraverso scoperte geologiche e fisiche, questi uomini verranno a conoscenza dei reconditi segreti persi agli albori della terra. Strane creature antiche, congelate negli anfratti dell'Antartide, apriranno il sipario ad un vortice di scoperte da brivido, accompagnate da una copiosa scia di sangue e che culmineranno con i due protagonisti persi nelle viscere di un'antica colonia aliena, fronteggiando una delle purulente creature dell'abisso della mente di Lovecraft.

    Come spesso è accaduto allo sfortunato autore di Providence, questo romanzo breve non ha avuto da subito lo spazio che meritava, anzi, ha ricevuto numerosi rifiuti di pubblicazione, e per 5 anni non ha visto la luce dell'editoria. Un autore dal successo postumo Lovecraft, che vede al giorno d'oggi la sua fama alle stelle, annoverato come capostipite di un genere del tutto nuovo. Numerosi registi visionari ne osannano gli scritti, tentando di emulare il suo lavoro sotto forma di pellicola (si veda Yuzna, Carpenter e Del Toro).
    E' proprio Guillermo Del Toro che si appresta a girare un film ispirato al romanzo in questione, secondo le ultime indiscrezioni e notizie che circolano.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono tentata di essere reticente... Miseria, l'avrei ucciso xD

    Da "Cenni biografici" (sì, a volte li leggo): At the Mountains of Madness, 1931. Lovecraft attribuisce una grande importanza a quest'ultimo scritto, che dovrebbe rappresentare una sorta di seguito a L ...continua

    Da "Cenni biografici" (sì, a volte li leggo): At the Mountains of Madness, 1931. Lovecraft attribuisce una grande importanza a quest'ultimo scritto, che dovrebbe rappresentare una sorta di seguito a Le avventure di Gordon Pym di E.A. Poe e una summa dei temi narrativi e filosofici che più gli stanno a cuore: l'orrore cosmico e l'invenzione della mitologia fantastica di Cthulhu.
    Mai che io cominci dall'inizio... Dopo spiega persino che questa storia sarebbe tra le ultime da dover leggere.
    È chiaro, non capirò i riferimenti a Gordon Pym, ma spero comunque di ricavarci qualcosa. Di sicuro ho trovato affascinante la biografia (idem la scoperta che Poe abbia influenzato pittori e scrittori importanti. Mi piace che le arti si incontrino e si fondano).

    Come al solito, procedo al contrario. Succede qualcosa nelle ultime 60 pagine (su un totale di circa 130). Ma niente di strabiliante, eh? Assomiglia più a un manuale di architettura. Mi è piaciuto moltissimo il racconto che gli studiosi hanno estratto dalle decorazioni delle mura, molto affascinante. Il pre-finale mi ha fatto fare “uh-oh”... e niente, spiacente, il finale mi ha fatto ridere XD O almeno, non mi ha fatto paura. Anzi, era più un “oooh interessante”, ma tanto non viene detto niente chiaramente, quindi magari mi immagino qualcosa che in realtà non c'è.
    Le precedenti 60/70 pagine potrebbero sembrare poche, ma sono così pesanti che valgono tre volte tanto. Potrebbero essere riassunte in poche righe e la storia ne gioverebbe.
    Questo libro mi pare pieno di nulla. Si fonda sulla continua ripetizione di rimandi ad altre opere e sull'immaginazione dei lettori. Io non credo che l'intenzione di Lovecraft fosse quella di spaventare, quanto di affascinare gli altri con le cose misteriose/inquietanti che riusciva a immaginare. Probabilmente in questo senso i miti di Cthulhu hanno avuto molta presa, ma non ha senso scrivere un libro su quelle basi senza costruirci una vera storia sopra. E se qualcuno non avesse letto del Necronomicon, non avesse visto i dipinti di Roerich, ecc?
    Il secondo fondamento doveva essere il pessimismo, la sorte scontata dell'umanità che deve cadere per mano di altro, troppo piccola per opporsi. Quando dice che ogni tot di tempo le forme di vita più importanti scompaiono dalla Terra a causa di cataclismi o eventi climatici, io seriamente non mi pongo alcun problema. Nessuna impotenza o angoscia, nessun senso di soffocamento, nessun tentativo di dare un senso alle cose. Anzi, ammetto che durante la lettura alcune volte ho riso.
    L'unica parte interessante è il pensiero di cosa può aver fatto quel “vento” nel campo di Lake e perché. Però le immagini che ho in testa sono tratte per lo più da cose come Martin Mystere (che si ispira a Lovecraft, ok, ma non vale xD).
    Le ripetizioni inutili e la fissazione sui particolari, anch'essi ripetuti più volte nello stesso identico modo (!), sono snervanti e prive di senso... come se l'autore avesse avuto problemi di memoria.
    Inoltre avrei preferito una spiegazione più semplice degli esseri ritrovati da Lake.
    Comunque il personaggio principale continua a ripetere “quello che ho visto è proprio brutto.. ne parlerò più avanti... vorrei raccontare, ma non voglio, però devo..”, ma dannazione, parla! Non posso leggere 50 pagine sulla forma delle montagne o su quanto siano belli gli elicotteri.
    Mi sento presa in giro da uscite come “tavolato diabolicamente antico”, “aggressione malvagia delle leggi naturali”, “pilastri malignamente minacciosi”, “vento minaccioso” (“minaccioso” è stato ripetuto almeno 5 volte nel giro di 3 pagine). Può il vento essere minaccioso? Chissene. Il punto è che se non fosse Lovecraft a dirmi che quelle cose sono brutte, io da cosa dovrei essere spaventata? Attenzione, io dicevo che lui voleva affascinare con i miti degli Antichi, ma in questo caso parla il personaggio e lui dovrebbe cercare di trasmettermi il suo terrore. Lo fa? No. Dà solo aria alla bocca, non mi dice niente di che, non ho niente da immaginare. Come potrebbe essere un pilastro minaccioso? Le basi della scrittura non dovrebbero essere “non dire, mostra”? Magari non a quei tempi, ma questo non ha impedito ad altri di scrivere cose migliori. Ho capito che qualcosa/qualcuno ha creato una città tra le montagne; perché dovrebbe essere un'aggressione malvagia alle leggi naturali? Un'aggressione ok, ma probabilmente a questo punto è malvagio anche un traforo sulle Alpi. Sarà il pessimismo, sarà qualunque cosa, ma se uno scienziato vede una città tra le montagne, dove posso capire che non dovrebbe esserci nulla, non dovrebbe essere entusiasta? Perché deve essere tutto cattivo? Avesse trovato un posto come Dinotopia, sarebbe andato a fare esorcismi a destra e a manca. La cosa assurda è che dei pezzi di pietra lo inquietano, arrivano i “mostri” e si eccita. Fuori di testa XD

    ha scritto il 

  • 3

    Pocas veces abandono un libro por lo pesado que se me hace su lectura y lamentablemente, En las montañas de la locura no me ha llegado, me ha resultado pesado hasta tal punto de no poder terminarlo. Y ...continua

    Pocas veces abandono un libro por lo pesado que se me hace su lectura y lamentablemente, En las montañas de la locura no me ha llegado, me ha resultado pesado hasta tal punto de no poder terminarlo. Y eso que me encanta todo el mundo creado por Lovecraft.Exceso de texto para explicar la mitología de Cthulhu e innecesaria como una breve historia del libro, se extiende mucho y luego la historia está llena de tecnicismos. No digo que sea un mal libro, al contrario, Lovecraft siempre será uno de los pocos autores buenos en terror pero por lo que sea, desde un mal momento para coger el libro o cansancio, el libro no me ha llegado.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    I have been reading and re-reading HPL for more than thirty years now, and it becomes more and more apparent that his “cosmic horror” production, for our “modern” sensibilities (shaped by Stephen King ...continua

    I have been reading and re-reading HPL for more than thirty years now, and it becomes more and more apparent that his “cosmic horror” production, for our “modern” sensibilities (shaped by Stephen King’s “fast-food” style) is cumbersome, convoluted, as fast paced as when we are running in a nightmare (quite “telefonata”, we would say in Italian): twists in the plot are suggested scores of pages earlier.. (this applies less to his production in Dunsanian fantasy).
    This is to say that through all this time, the aforesaid characteristics notwithstanding, I have been more and more deeply mesmerized by his lucid delirium, by the the obsessive power of his visions (I should really get to read his collected letters, too).
    So these short notes of mine must be seen as a sign of affection. From the sublime to the ridicule there is but one step, someone said; and I must say that thrice in this novella does HPL tread that step.
    Masses of shoggoth cells becoming biological organs “through hypnosis”? giant, so far unknown pterodactyls hoisting the great building stones on the mountaintops (did men use eagles and condors to build Machu Picchu? Weren’t pterodactyls not even able to rise into flight, just to fall and glide?)? A race, half-fungoid and half-crustacean (how do these halves match?), which is probably at the origin of the legends about the horrible Mi-Go, or abominable Snowman (which half in particular??).
    And let us not inquire in too much detail about the enormous exploration the main characters carry out in a few hours.
    These are but tiny specks on the face of a far-reaching vision, immense in geographic landscapes, and connecting all the strains of HPL’s myths in a geological timeline. And what concepts! Mankind being just one of the random by-products of the Elder Ones manipulating living matter (here one reasons of HPL’s bizarre charm is made clear: he was a materialist and atheist, though he was a conservative, reactionary man, bordering with racism.. an unusual combination!).
    And at the same time, it is maybe the only occurrence in his tales where men sympsthize with alien creatures: another race, but like mankind victims of Cthulhu’s spawn; so the visit to the Dead city swings betwitxt (as he would say) horror for the slayers of the fellow explorers, and admiration, nearly elation, for the Elder Ones’ architectonic and artistic feats; eventually not even the discovery of the missing companion’s dissected body rekindles any hatred, so enthralled are they in the multi-million-year-long epical history of the Elder Ones.. After all, did they behave any differently from men on an exploration party? They awoke after 40 million years to find themselves in a different world, ready to be dissected! The admiration for the Elders grow until that cry: “They were men!” (in that they fought the shapeless, brute shoggoths).
    And so, Lovecraft shows humanism.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nell'insieme lo spettacolo conteneva l'insistente, pervasiva allusione a qualche meraviglioso segreto o potenziale rivelazione: come se le vette nude, paurose, fossero le colonne di una porta agghiac ...continua

    "Nell'insieme lo spettacolo conteneva l'insistente, pervasiva allusione a qualche meraviglioso segreto o potenziale rivelazione: come se le vette nude, paurose, fossero le colonne di una porta agghiacciante che immetteva nelle occulte sfere del sogno e negli abissi del tempo più remoto, dello spazio e delle altre dimensioni. Non potei fare a meno di pensare che fossero malvage: montagne della follia il cui opposto versante si affacciasse su un maledetto, definitivo abisso. Lo sfondo palpitante e semi-luminoso conteneva ineffabili suggestioni di un vago ed etereo altrove molto più vicino allo spazio che alla terra, e ci ricordava in modo inquietante l'assoluta lontananza, desolazione e morte di quel mondo australe mai visitato prima dall'uomo, incommensurabile."

    ha scritto il 

  • 2

    Essendo uno dei capostipiti del genere, sarò clemente dando una stella in più; è lento, noioso, ripetitivo, non fa minimamente venire i brividi.

    Risente intensamente del peso dell'età, ma è invecchiat ...continua

    Essendo uno dei capostipiti del genere, sarò clemente dando una stella in più; è lento, noioso, ripetitivo, non fa minimamente venire i brividi.

    Risente intensamente del peso dell'età, ma è invecchiato male; a differenza dei racconti di Poe, invecchiati benissimo, questo romanzo patisce le innovazioni tecnologiche sopraggiunte in quasi 80 anni dalla stesura.

    L'ho trovato assolutamente non godibile, nonostante sia una grandissimo fan della scifi.

    Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Pur apprezzando da sempre l'opera di Poe, non avevo mai letto niente di H.P. Lovecraft, scrittore successivo a lui affine. In questo racconto non è presente solo l'influenza del maestro del mistero, m ...continua

    Pur apprezzando da sempre l'opera di Poe, non avevo mai letto niente di H.P. Lovecraft, scrittore successivo a lui affine. In questo racconto non è presente solo l'influenza del maestro del mistero, ma vi sono anche esplicite citazioni alle Avventure di Gordon Pym.

    L'omaggio a Poe è decisamente riuscito: lo stile è simile e risulta efficace, specialmente nel modo in cui Lovecraft fa uso di una studiata reticenza che aumenta il senso di pericolo e rende l'atmosfera sempre più opprimente, fino all'orrenda scoperta finale.

    ha scritto il 

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