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Le mosche del capitale

By Paolo Volponi

(188)

| Hardcover | 9788806115241

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Book Description

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi spiace per Volponi

    Interrotto poco oltre la metà, lo stile di Volponi non fa evidentemente per me. Lo avevo apprezzato in altri scritti di saggistica breve. Qui qualche pagina di altissimo valore, ma annegata in un flusso narrativo anodino in cui non ho saputo raccapez ...(continue)

    Interrotto poco oltre la metà, lo stile di Volponi non fa evidentemente per me. Lo avevo apprezzato in altri scritti di saggistica breve. Qui qualche pagina di altissimo valore, ma annegata in un flusso narrativo anodino in cui non ho saputo raccapezzarmi.
    Mi spiace molto perché Volponi è anche un mio conterraneo, ma sinceramente devo leggere per piacere e quando questo non c'è più, non vedo perché continuare.

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    Groucho said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il grande romanzo sulla realta' aziendale italiana

    Profetico ed illuminante:
    « - Un giorno dirò tutto, scriverò un memoriale, un libro bianco sui grandi dirigenti, sulle grandi politiche aziendali, la verità sulla ricerca e lo sviluppo, sulle qualità produttive, sugli investimenti, sulle grandi novit ...(continue)

    Profetico ed illuminante:
    « - Un giorno dirò tutto, scriverò un memoriale, un libro bianco sui grandi dirigenti, sulle grandi politiche aziendali, la verità sulla ricerca e lo sviluppo, sulle qualità produttive, sugli investimenti, sulle grandi novità tecnologiche, sui grandi, questi sì, altro che grandi, prelievi personali e soprusi, sulle mosche, sì, le mosche del capitale. »

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    Fabio Tassi said on Oct 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    tutta bella 'ggente

    ne avevo già il sospetto, ma dopo aver letto il libro di Volponi mi arrendo e prendo atto della realtà aumentata con i ricchi sempre più tali che ridono e plaudono ai clown ai nani e alle ballerine, e i poveri, i poveri, sempre più stipati nel ...(continue)

    ne avevo già il sospetto, ma dopo aver letto il libro di Volponi mi arrendo e prendo atto della realtà aumentata con i ricchi sempre più tali che ridono e plaudono ai clown ai nani e alle ballerine, e i poveri, i poveri, sempre più stipati nella loro moltitudine. Ecco, così con questo romanzo mi accorgo di quanta gentaglia (in più) fa l'imprenditore, il capitalista o il capitano d'industria ma vaffanculo (scusate l'isteria)

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    Induttivo said on Jul 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un saggio in forma di romanzo

    Avete presente quelle lunghe passeggiate in montagna, dove a tratti ripidi e faticosi si alternano momenti di quiete, per poi subito precipitare da capo in una fatica anche peggiore tanto da rimpiangere di aver appena percorso una breve tregua? Eppur ...(continue)

    Avete presente quelle lunghe passeggiate in montagna, dove a tratti ripidi e faticosi si alternano momenti di quiete, per poi subito precipitare da capo in una fatica anche peggiore tanto da rimpiangere di aver appena percorso una breve tregua? Eppure la meta, e il paesaggio lungo il cammino, ripagano di tutto. A questo mi ha fatto pensare la prosa di questo romanzo. La si potrebbe anche considerare esemplificativa di quel pensiero di sinistra troppo faticoso a cui si imputa di creare più disaffezione alla cultura che altro. Eppure nessuno oserebbe accusare la montagna del fatto che la sua bellezza sia faticosa. Certo, non è che ogni giorno si deve salire una vetta, anzi, ma ogni tanto ne vale la pena, come atto di pulitura che mette in scala le cose, ridefinisce limiti, aspirazioni e margini. Questo di Volponi è un magnifico viaggio nel capitalismo italiano alle origini dello sfacelo attuale, raccontato con un lavoro interessante e innovativo sulla scrittura che a volte fa l'occhiolino alla poesia senza mai divenire, in queste contaminazioni, fine a se stessa. La prosa viene modulata sì da diventare aspra, diretta, scarna e disturbante a fronte di punti in cui è morbida, accogliente/accondiscendente ed ironica come nella soggettiva dei ficus della presidenza. Nessuna parola è casuale, è un romanzo pensato e ripensato, scritto e riscritto, frutto di un lavoro razionale e meditato; riesce ad essere elegante, poetico, lirico ma anche disturbante, crudele e violento. Forse un po' troppo didascalico nell'utilizzare un linguaggio quasi volgare nelle parti in cui è la classe operaia ad esser soggetto del racconto, ha la capacità di restituire immagini inequivocabili, come il nome Donna Fulgenzia per Agnelli, dei protagonisti e delle idee dell'Italia dei primi anni ' 80 senza omettere una sofferta cronaca del fallimento del pensiero razionale e progressista e senza tralasciare una componente quasi visionaria, con il pappagallo e la scena conclusiva. Per la ricchezza di forme e contenuti tutti volti a descrivere la fine di qualcosa, per come la morte vi aleggia, direi quasi sia un romanzo barocco, nell'accezione positiva del termine.

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    Chiara Desiderio said on Jul 22, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Esiste un documentario stupendo, a tratti molto commovente, su Adriano Olivetti: "Città dell'uomo" di Andrea De Sica (potete vederlo qui: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a448d2d4-ebcf-4061-99ec-be0b35fe1dff.html). In questa emo ...(continue)

    Esiste un documentario stupendo, a tratti molto commovente, su Adriano Olivetti: "Città dell'uomo" di Andrea De Sica (potete vederlo qui: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-… In questa emozionante testimonianza, ad un certo punto è visibile un'austera figura di profilo, nel bianco e nero d'epoca: Paolo Volponi. "Ad occuparsi delle risorse umane, Adriano Olivetti aveva chiamato un poeta", dice la voce narrante.
    Cionondimeno, in quel bellissimo video-racconto, su Volponi non viene detto null'altro. Il totale silenzio, la completa dissonanza rispetto alle celebrazioni in pompa magna di Gianni Agnelli nel recente decennale della scomparsa. L'Ingegnere, l'Avvocato e il Poeta. E la storia, affascinante, terribile, dell'industria italiana, di un cappio sempre più stretto. "Le mosche del capitale" è un romanzo testimonianza a proposito della morte, della mai avvenuta nascita, di un'imprenditoria italiana illuminata: la MFM teatro delle vicende del giovane, colto, moderato e titubante dirigente Bruto Sarracini è il modello Olivetti, il sogno di Comunità della provincia piemontese, alla sua eclisse. Osteggiato, discusso, ingannato e tradito, Sarracini cercherà di presentare il suo ragionato modello, di efficienza e di umanità, a donna Fulgenzia, ammantata della luce aurea del Potere. Ma il Potere sta guardando già molto oltre l'Industria, non ne considera più le formiche, il Potere è preso dalla magnifica eccitazione che viene dai grandi movimenti migratori del capitale, dalla Finanza, opulenta ma fatta di cifre insufflate, di virtualità, territorio delle mosche del titolo. E allora, il Poeta smette di raccontare gli uomini, irrilevanti, dando voce, in una surrealtà picaresca, agli ammenicoli e i parafernalia del potere, dell'ufficio della dirigenza: la poltrona, la borsa di cuoio, i ficus, il pappagallo da esposizione diventano partecipi testimoni di un rinnovamento/smantellamento, di un progresso del quale paghiamo da tempo i discutibili benefici.

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    Petrof said on Jan 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mica una lettura leggera questa. Nè una che si mette via tutta intera, che si riesce a seguire chiaramente. Parlano gli operai e parlano gli oggetti, parlano i pappagalli, i padroni, parlano i furbetti, i potenti, le mosche del capitale.
    Attualissimo ...(continue)

    Mica una lettura leggera questa. Nè una che si mette via tutta intera, che si riesce a seguire chiaramente. Parlano gli operai e parlano gli oggetti, parlano i pappagalli, i padroni, parlano i furbetti, i potenti, le mosche del capitale.
    Attualissimo, per quanto pubblicato nel '89. Incredibile ritratto del presente o di un'Italia che non ha saputo in 30 anni cambiare?

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    sarasx said on Nov 27, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (188)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Hardcover 279 Pages
  • ISBN-10: 8806115243
  • ISBN-13: 9788806115241
  • Publisher: Einaudi (Supercoralli)
  • Publish date: 1989-01-01
  • Also available as: Paperback , Others
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