Le nostre braccia al lavoro, le braccia dei tanti migranti che formano le fila dei nuovi schiavi nel mondo del lavoro sommerso in Italia. Africani, sud americani, asiatici, donne e uomini che arrivano da tutto il mondo per cambiare la loro vita, che si incontrano e scontrano con altre culture e dannContinue
Le nostre braccia al lavoro, le braccia dei tanti migranti che formano le fila dei nuovi schiavi nel mondo del lavoro sommerso in Italia. Africani, sud americani, asiatici, donne e uomini che arrivano da tutto il mondo per cambiare la loro vita, che si incontrano e scontrano con altre culture e danno vita a un meticciato senza fine. In un’epoca di incertezze come quella attuale Le nostre braccia, attraverso analisi teoriche e racconti orali in presa diretta, propone il concetto del meticciato come elemento fondamentale per il superamento della nozione stessa di identità, il principale ostacolo alla riscoperta della ricchezza delle diversità. Oggi in nome dell’identità etnica, religiosa o culturale si combattono guerre, si consumano genocidi, si indicono crociate per la sicurezza. L’ibridazione culturale non è un fenomeno nuovo, ma il suo impatto è crescente nella contemporaneità. Che piaccia o meno il nostro è un mondo meticcio, dove le dimensioni locali s’intrecciano con la dimensione globale. Le barriere vengono aggirate, gli individui tentano di muoversi liberamente e si mescolano fra di loro, in una babele di lingue, etnie, idee, usi e costumi differenti. Andrea Staid sostiene che il meticciato è un modo per comprendere e pensare le crisi e le possibilità del mondo contemporaneo, un mondo che cambia sempre più rapidamente, in cui è quanto mai necessaria l’apertura allo scambio, al dialogo, all’interazione positiva, al cambiamento. Per realizzare questo libro sono stati intervistati centinaia di lavoratori migranti da cui sono stati selezionati venti racconti più significativi di muratori, badanti, manovali, contadini e attivisti politici. Il meticciato è contaminazione di stili e linguaggi diversi: nell’arte, nel pensiero, nelle scienze umane, ma anche nel cinema, nella musica, nell’architettura, nella cucina.