Le notti bianche

Di

Editore: Mursia

4.1
(8367)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Russo , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 884254258X | Isbn-13: 9788842542582 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Eva Amendola Kuhn

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , CD audio , eBook

Ti piace Le notti bianche?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Secondo appuntamento con Dostoevskij dopo Memorie dal sottosuolo. Anche in questo caso un romanzo breve (o racconto lungo) narrato in prima persona.
    Il narratore e protagonista de Le notti bianche è u ...continua

    Secondo appuntamento con Dostoevskij dopo Memorie dal sottosuolo. Anche in questo caso un romanzo breve (o racconto lungo) narrato in prima persona.
    Il narratore e protagonista de Le notti bianche è un sognatore che non ci rivela il suo nome e che si muove in una San Pietroburgo dai contorni molto sfumati e non potrebbe essere altrimenti per uno che la vita non la vive, ma la sogna.
    Una sera incontra Nasten’ka, una giovane di appena diciassette anni. Anch'ella della vita conosce ben poco, ma è innamorata (o è convinta di esserlo) del giovane pensionante di sua nonna che sembra averla abbandonata.
    Per la personalità del sognatore l'incontro con Nasten’ka è decisivo e indimenticabile e diventa subito chiaro che, a seconda della piega che esso prenderà, dipenderà l'ingresso ufficiale del sognatore nella vita reale o il suo definitivo ritiro nel mondo di fantasticherie in cui ha dimorato finora.
    Sul finale, il ritorno improvviso quanto ormai insperato dell'amante di Nasten’ka non lascia dubbi sul destino che attende il nostro sensibile sognatore.

    ha scritto il 

  • 4

    La parte mancante

    Notte. In una Pietroburgo onirica fatta di silenzi interrotti solo da lontani rumori ovattati e dipinta a luci soffuse, un “sognatore”, di cui non sappiamo il nome, passeggia lungo la Neva ed incontra ...continua

    Notte. In una Pietroburgo onirica fatta di silenzi interrotti solo da lontani rumori ovattati e dipinta a luci soffuse, un “sognatore”, di cui non sappiamo il nome, passeggia lungo la Neva ed incontra Nasten’ka.

    Lui è timido, impacciato, solitario e solo, perennemente perso nei suoi sogni. La sua capacità di sogno infatti è portentosa: sogna su tutto, sulle case ed i palazzi della città, sulle persone che incontra, sul cambio delle stagioni, sull’universo mondo. Lei invece, sedotta e abbandonata, soffre e pensa all’uomo di cui è innamorata e che è andato via senza di lei.

    In qualche modo tra i due una scintilla scocca, e per quattro indimenticabili notti sogneranno la loro vita e la loro felicità, e, come sempre accade quando si sogna la propria felicità insieme all’oggetto della felicità stessa, sono felici. Poi l’uomo che aveva sedotto Nasten’ka ricompare sulla scena. E’ un attimo, Nasten’ka va con lui e il “sognatore” è di nuovo solo.

    Ne “Le notti bianche” la penna di Fedor si è mossa leggera sulla pagine, di quella leggerezza che sa andare al fondo delle cose, con una capacità di resa a concretezza dell’impalpabile da lasciare assolutamente stupefatti. Si provi per esempio a scrivere cosa si prova quando si è innamorati e poi a rileggere quel che si è scritto: l’insufficienza delle parole che siam capaci di metter giù su pagina sarà sempre frustrante. Qualcosa corrompe per via nel tragitto che va dal cuore e dalle viscere alla mano e rendere ciò che si ha dentro in modo non dico esatto, ma accettabile è impresa titanica. Dostoevskij ci riesce.

    Di questo libro si dice sempre che è la storia di un abbandono, dell’amaro e doloroso infrangersi dei nostri sogni contro la realtà dura, crudele, spietata. E’ tutto questo, senza dubbio. Ma è molto di più.

    E’ la bellezza dell’ imbattersi nel proprio sogno dentro la vita reale, mentre camminiamo per via, passeggiando lungo il fiume. La potenza dell’accadere di un incontro così è dirompente, sia che il sogno nel tempo si solidifichi nel per sempre, sia che le circostanze della vita ci conducano, dolorosamente talvolta, per altre vie.

    E’ il decisivo spostamento dello sguardo introiettato sul “sé che guarda sé” perché nulla è possibile al “sé che guarda sé” in un universo dove il compimento che il cuore desidera può succedere.

    Perché il sogno è la nostra parte mancante, ed incontrarla ci dice che esiste davvero e che è possibile, che non è una proiezione ultimamente disperata di noi stessi: il “sognatore” è cambiato, e non sarà mai più lo stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo Sentimentale

    Scritto dal giovane Dostoevskij nel 1948, stilisticamente perfetto e corrispondente alla sua epoca. Romantico , passionale , pieno di verve e fantasia. Non é il suo primo romanzo capolavoro, ma é cosi ...continua

    Scritto dal giovane Dostoevskij nel 1948, stilisticamente perfetto e corrispondente alla sua epoca. Romantico , passionale , pieno di verve e fantasia. Non é il suo primo romanzo capolavoro, ma é cosi ben scritto che ricorda Shakespeare con l'esilarante romanzo" molto rumore per nulla" Adorabile Fëdor Michailovic.

    ha scritto il 

  • 4

    Le nuite blanche

    L'atmosfera:
    nuvola bianca, rumore di passi nel sottofondo, l'umidità e il cielo bianco.
    Lei aspetta, su una panchina, sola. Poggia le braccia sulle sue ginocchia, i capelli groviglio di pensieri.
    Lui ...continua

    L'atmosfera:
    nuvola bianca, rumore di passi nel sottofondo, l'umidità e il cielo bianco.
    Lei aspetta, su una panchina, sola. Poggia le braccia sulle sue ginocchia, i capelli groviglio di pensieri.
    Lui, avanza spedito ma timido. Ha le palpitazioni, la scruta, vede una luce su di lei: è amore.
    La nebbia si infittisce: svanisce lei, poi la panchina e rimane lui sull'uscio di casa.
    ERA UN SOGNO?

    ha scritto il 

  • 4

    ...uno scrittore che fa la differenza...

    "Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani,mio caro lettore..."
    Per me è stata una lettura meravigliosa, basta leggere queste poche pagine, per ca ...continua

    "Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani,mio caro lettore..."
    Per me è stata una lettura meravigliosa, basta leggere queste poche pagine, per capire
    che avevo tra le mani un grande libro e un grande scrittore e la differenza inevitabilmente salta agli occhi..
    https://youtu.be/8ruDj7J1bnU
    È il primo libro di Dostoevskij per me, e penso non sarà l'ultimo...

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè leggere Dostoevskij?

    Gli autori russi hanno sempre quella strana tendenza ad intimorire il lettore medio, sia per la ben nota prolissità dei loro elaborati, sia per quel misticismo reverenziale che avvolge le imponenti, q ...continua

    Gli autori russi hanno sempre quella strana tendenza ad intimorire il lettore medio, sia per la ben nota prolissità dei loro elaborati, sia per quel misticismo reverenziale che avvolge le imponenti, quasi ingombranti, figure di Tolstoj, Dostoevskij, Gogol' e Turgenev.
    Complice forse anche l'istruzione scolastica, si è sempre un po' ostici nell'intraprendere la lettura di un romanzo russo, soprattutto se parliamo dei mattoni più conosciuti Anna Karenina e Delitto e Castigo.
    Ma se invece che buttarsi a capofitto in Guerra e Pace non ci si facesse spazio in punta di piedi?
    Piano, piano. Giusto un assaggio, per poi innamorarsi perdutamente della società cristallizzata della Russia zarista.
    Insomma, perchè non iniziare con Dostoevskij? Perchè non iniziare da Le notti bianche e Il giocatore?
    Dostoevskij è un innovatore e la sua genialità traspare anche da questi romanzi brevi. Anzi, tutto il suo potenziale è riassunto proprio nelle sue opere minori. Dei veri e propri emblemi di quello che sarà - o così spero - nei suoi romanzi più celebri.
    Il romanzo di Dostoevskij è polifonico. Dimenticatevi della narrativa tradizionale, dove i pensieri dei personaggi sono proiezioni della visione dell'autore stesso.
    Con Dostoevskij ci troviamo di fronte a un coro di voci indipendenti, in cui il narratore è solo uno tra tanti, allo stesso livello di tutti gli altri personaggi.
    Ecco la grandiosità di questo autore.
    Come scrisse Bachtin "Dostoevskij crea non schiavi silenziosi, [...] ma uomini liberi, atti a stare accanto al loro creatore, a non condividere le opinioni e persino a ribellarsi contro di lui."

    Per continuare a leggere:
    http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2016/03/libri-in-pillole-3-perche-leggere.html?showComment=1459433083903#c8879984994402807373

    ha scritto il 

Ordina per