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Le notti difficili

Di

Editore: Mondadori (Oscar scrittori moderni)

4.2
(388)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804460296 | Isbn-13: 9788804460299 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Curatore: Domenico Porzio

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Uscita nel settembre 1971, la raccolta di elzeviri e racconti Le notti difficili è l'ultima opera pubblicata da un Buzzati già segnato dalla malattia che l'avrebbe portato di lì a poco alla morte. Nei cinquantuno testi che compongono il libro, spesso autobiografici, ritornano in chiave rinnovata i temi più cari dell'autore: l'inquietudine delle attese, il senso dello scorrere del tempo, gli incubi notturni, l'indifferenza del destino, la magia racchiusa nell'ovvio... Il tutto sullo sfondo di una quotidianità percorsa da strani segni premonitori, in continua oscillazione tra la cronaca e un realismo favoloso nel quale vengono accentuati i toni, per altro non insoliti nella produzione dello scrittore bellunese, dell'ironia in ogni sua forma: dallo scherzo giocoso al sarcasmo crudele e fin apocalittico.
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  • 4

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2009/11/11/le-notti-difficili-dino-buzzati-1971/


    Un bel po’ di anni fa lessi questo racconto di Buzzati (http://www.toskana-art.it/varie/i_giorni_perduti.htm) che fu una vera rivelazione per il sottoscritto e da allora è rimasta una delle storie letterar ...continua

    http://noodlesjournal.wordpress.com/2009/11/11/le-notti-difficili-dino-buzzati-1971/

    Un bel po’ di anni fa lessi questo racconto di Buzzati (http://www.toskana-art.it/varie/i_giorni_perduti.htm) che fu una vera rivelazione per il sottoscritto e da allora è rimasta una delle storie letterarie cui sono più legato (a me poi mettimi davanti intrecci sul tempo perduto e mi conquisti subito). Per anni avevo cercato, ma senza un vero impegno, devo ammetterlo, la raccolta che conteneva quella perla, sfogliando in libreria tutti gli indici delle raccolte dello scrittore, ricerca infruttuosa. Finché un amico buzzatiano convinto non mi rivelò che quel microracconto apparteneva a una “micro-sezione” più ampia, intitolata “Solitudini” e che si trovava ne Le notti difficili. E pure quando lo seppi, ci misi un altro po’ di tempo a comprarlo, il libro e ancor più poi a leggerlo. Spesso devi aspettare che si crei il momento giusto nell’intercapedine del tempo che leghi te e un determinato testo… Le storie di Buzzati sono davvero uniche nel panorama letterario italiano, figlie delle atmosfere di Poe e del gusto italiano per lo sberleffo. Alcuni racconti sono un po’ prevedibili e altri sembrano costruiti solo per giungere al coup de théàtre finale, ma i migliori (e ce ne sono tanti) trasmettono un’inquietudine unica, uno sguardo rovesciato eppure possibilista. Questo perché il fantastico buzzatiano è in realtà fortemente legato alla realtà. Una sorta di realismo magico, o di “giornalismo magico”: Buzzati riversa la sua quarantennale esperienza da cronista attraverso lo strabismo critico della letteratura fantastica, un’apparente contraddizione che da frutti prelibatissimi. Ultimo libro del suo autore, che reca in sé quella malinconia rassegnata di chi sa di essere condannato (molti i racconti a tema), è forse anche uno dei suoi più rappresentativi. La stortura, la sfasatura paranormale serve soprattutto a leggere la realtà sotto occhi diversi, sotto quella diversità che forse è anche l’unica in un mondo impazzito e tecnologico, frenetico e multiforme qual è il nostro. Da questo punto di vista Buzzati fu un vero profeta, con ironia e distacco, senza prendersi troppo sul serio, come tutti i grandi fine umoristi della nostra letteratura (prima o poi dovrò pur decidermi a regalarmi i libri di Flaiano).

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/01/le-notti-difficili-dino-buzzati/


    “È dirigente di una grande industria, ha passato i sessant’anni, ogni mattina si alza alle sei, estate e inverno, alle sette è già in fabbrica dove rimane fino alle otto della sera e oltre. Anche la domenica va ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/05/01/le-notti-difficili-dino-buzzati/

    “È dirigente di una grande industria, ha passato i sessant’anni, ogni mattina si alza alle sei, estate e inverno, alle sette è già in fabbrica dove rimane fino alle otto della sera e oltre. Anche la domenica va a lavorare, pur se lo stabilimento e gli uffici sono deserti; ma un’ora più tardi, ciò che egli considera quasi un vizio. È per eccellenza un uomo serio, ride raramente, non ride mai. D’estate si concede, ma non sempre, una settimana di vacanza nella villa sul lago. Non conosce debolezze di alcun genere, non fuma, non prende caffè, non beve alcolici, non legge romanzi. Non tollera debolezze neppure negli altri. Si crede importante. È importantissimo. Dice cose importanti. Ha amici importanti. Fa solo telefonate importanti. Anche i suoi scherzi in famiglia sono molto importanti. Si crede indispensabile. È indispensabile. I funerali seguiranno domani alle ore 14.30, partendo dall’abitazione dell’estinto”. (Dino Buzzati, “Le notti difficili”, ed. Oscar Mondadori)

    “Le notti difficili” fu l’ultimo libro edito con Buzzati ancora vivente. Si tratta di una raccolta di cinquantuno racconti, nei quali Buzzati dà sfoggio della sua capacità di mescolare il fantastico al reale, alternando i registri della satira, dell’ironia, del sarcasmo, del grottesco, del surreale, e affrontando temi come la solitudine, le illusioni, la morte, la caducità dell’esistenza, l’identità personale. I racconti sono tutti molto brevi, alcuni non sono neanche veri e propri racconti, quanto piuttosto appunti diaristici, e la loro lettura scorre rapida. Buzzati non annoia, che ci parli del traffico milanese o delle immaginarie Alpi Oniriche, di animali assurdi o di anziani che si organizzano per contestare la morte, o ancora di un luminare della medicina che diagnostica una morte certa al suo paziente e che, una volta constatato l’errore, deve comunque essere soddisfatto dall’avvenuta morte dell’uomo. Ho citato solo alcuni esempi di situazioni surreali che Buzzati utilizza per stimolare la sua e la nostra fantasia, ma ciò che ha reso interessanti questi racconti, ai miei occhi, è che gli stessi non sono un esercizio d’immaginazione fine a sé stessa, bensì un modo per affrontare paure, desideri ed emozioni quotidiane, sia pure elaborate in chiave fantastica. Consigliato se siete in cerca di racconti brevi, divertenti e al tempo stesso densi. Dello stesso autore, suggerisco almeno i romanzi “Il deserto dei tartari” e “Un amore”, nonché un’altra raccolta che ho avuto il piacere di leggere, cioè “La boutique del mistero”.

    ha scritto il 

  • 4

    La morte non è l'unica frontiera della realtà

    L'attribuzione delle stelline a tutto ciò che non è un romanzo è sempre un fatto controverso. In questa comunità ci sono lettori che recensiscono i racconti uno per uno; ma le scelte editoriali vanno rispettate e occorre trovare un filo rosso - e un giudizio unitario - anche alle raccolte. ...continua


    L'attribuzione delle stelline a tutto ciò che non è un romanzo è sempre un fatto controverso. In questa comunità ci sono lettori che recensiscono i racconti uno per uno; ma le scelte editoriali vanno rispettate e occorre trovare un filo rosso - e un giudizio unitario - anche alle raccolte.

    "Le notti difficili" non parla solo della notte, parla sicuramente della morte: attesa, cercata, oppure incombente oppure trasfigurata in un prodigio, un miracolo (laico), come sogno/incubo, catastrofe e piccola miseria, mai eroica e mai completamente compresa. Un Buzzati autentico, insomma, compila racconta raccoglie si diverte (?) a giocare con temi cupi, enigmatici ed epici. Ci sono pagine splendide e sono, secondo me, quasi tutte quelle che superano il disincanto di fronte a questi temi con la consapevolezza matura di chi ha vissuto a fondo, non acontentandosi di esistere soltanto. Sono le riflessioni di chi ha sempre analizzato la realtà fino alle sue più esasperate frontiere: fantascienza, mito, favola, leggenda, cronaca familiare o locale. Leggere Buzzati è sempre piacevolissimo. Che cerchiate la meditazione esteticamente leggera o vogliate inseguire l'angoscia più allarmante, in questo scrittore-cronista-pittore, ci sarà sempre uno spunto originalissimo e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    Le notti difficili son quelle trascorse in un inquieto stato di coscienza, ai confini fra sonno e veglia, in cui le angosce che si agitano sotto la crosta sottile di una tranquillizzante e mediocre esistenza borghese, riescono a far breccia, a passare dalla realtà all’incubo e viceversa.
    Buzzati ...continua

    Le notti difficili son quelle trascorse in un inquieto stato di coscienza, ai confini fra sonno e veglia, in cui le angosce che si agitano sotto la crosta sottile di una tranquillizzante e mediocre esistenza borghese, riescono a far breccia, a passare dalla realtà all’incubo e viceversa. Buzzati scelse i cinquantuno racconti che compongono questa raccolta quando era già affetto dalla malattia che lo avrebbe ucciso; forse per questo il tema più ricorrente, fra quelli a lui cari, è proprio quello dell’incombenza ed ineluttabilità della morte. Alcuni scritti soffrono dell’eccessiva brevità, sembrano spunti che avrebbero meritato di essere meglio sviluppati. E’ facile, ad esempio, immaginare che Stephen King si sia ispirato a “Cenerentola” per scrivere il suo romanzo “Carrie”. Altri racconti invece risultano estremamente efficaci grazie alla loro concisione, in essi l’autore esalta il proprio gusto per l’ironia amara e pungente, per il finale lapidario, sorprendente. Molto esemplificative al riguardo le brevissime e mordenti narrazioni raccolte sotto i titoli “Mosaico” e “Progressioni”.

    “Vedrai. Dove ragazzetto giocavi con la palla di pezza dei poverelli, ecco un palazzo nuovo bellissimo, venticinque piani, di ferro e cristallo, miliardario. Nell’atrio, rincasato nottetempo, il banchiere di sangue svizzero, il Cecè, crac, morto secco.”

    ha scritto il 

  • 3

    Nell'introduzione al libro ci viene detto che mentre Buzzati lo scriveva si preparava alla morte. Non c'era bisogno di dircelo, lo si capisce da soli. Un addio che si ripete in quasi tutte le pagine, e che inizia con un appello alla fantasia "Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di ...continua

    Nell'introduzione al libro ci viene detto che mentre Buzzati lo scriveva si preparava alla morte. Non c'era bisogno di dircelo, lo si capisce da soli. Un addio che si ripete in quasi tutte le pagine, e che inizia con un appello alla fantasia "Galoppa, fuggi, galoppa, superstite fantasia. Avido di sterminarti, il mondo civile ti incalza alle calcagna, mai più ti darà pace."

    ha scritto il 

  • 4

    affascinante come tutte le opere di buzzati, intriso di tristezza, magia (anzi realismo magico), di tempo che passa, di rassegnazione e di cecità. un ottimo compendio con alcuni veri e propri picchi. Tutto sommato un buon libro per capire lo scrittore bellunese anche se, la sua Butique del mister ...continua

    affascinante come tutte le opere di buzzati, intriso di tristezza, magia (anzi realismo magico), di tempo che passa, di rassegnazione e di cecità. un ottimo compendio con alcuni veri e propri picchi. Tutto sommato un buon libro per capire lo scrittore bellunese anche se, la sua Butique del mistero rimane insuperata

    ha scritto il 

  • 4

    Il busso alla porta


    Toc toc. Chi sarà? Il babbo coi regali di Natale?
    Toc toc. Chi sarà? Giorgio? Dio mio se i miei se ne accorgono!
    Toc toc. Chi sarà? Deve essere lui, scommetto. Non gli passa con gli anni la voglia di fare scherzi, al mio Giorgio.
    Toc toc. Chi sarà? Tonino che torna a ...continua

    Il busso alla porta

    Toc toc. Chi sarà? Il babbo coi regali di Natale? Toc toc. Chi sarà? Giorgio? Dio mio se i miei se ne accorgono! Toc toc. Chi sarà? Deve essere lui, scommetto. Non gli passa con gli anni la voglia di fare scherzi, al mio Giorgio. Toc toc. Chi sarà? Tonino che torna a quest'ora? Oh, questi benedetti figlioli! Toc toc. Il vento deve essere. O gli spiriti? O i ricordi? Chi mai portebbe venirmi a cercare? Toc toc toc. Toc toc. Toc.

    ha scritto il 

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