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Le novelle della Pescara

Di

Editore: Mondadori

3.5
(208)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804396555 | Isbn-13: 9788804396550 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Sinfonia d'Abruzzo

    La terra natìa dell'Imaginifico fa da aspro e magico scenario a queste novelle, una piú drammatica dell altra, a tratti dal sapore goyesco più caustico. Il paragone pittorico è senza dubbio scontato, ma come non pensare a certe raffigurazioni di corpi mostruosi, cadenti, allucinati dipinte dall ...continua

    La terra natìa dell'Imaginifico fa da aspro e magico scenario a queste novelle, una piú drammatica dell altra, a tratti dal sapore goyesco più caustico. Il paragone pittorico è senza dubbio scontato, ma come non pensare a certe raffigurazioni di corpi mostruosi, cadenti, allucinati dipinte dall artista spagnolo?Si veda per esempio la novella "i marenghi", dove un'orrenda prostituta deruba un vecchio delle sue monete d'oro. D'Annunzio qui come in altre pagine del libro indugia sulla descrizione di deformità, brutture, sull' inclemenza dell etá e dei malanni. Lettura ostica a tratti, per la vetustá delle espressioni e la pesantezza di climi emotivi. Molto interessante risultano i due pezzi iniziali, incentrati sulle dolorose vite di due donne divise tra religiositá e richiami dell 'amore terreno.

    ha scritto il 

  • 4

    chapeau

    Un fato feroce ed esemplare addenta miserevoli oscure vittime e le trascina ad inesorabile fine, possibilmente macabra ed orrorifica.


    Anzi no, non è il fato. E’ quel gaudente del Vate, che si diletta del tragico e si patulla col bestiale, il dissacrante, il subumano. Lo sento sghignazzare ...continua

    Un fato feroce ed esemplare addenta miserevoli oscure vittime e le trascina ad inesorabile fine, possibilmente macabra ed orrorifica.

    Anzi no, non è il fato. E’ quel gaudente del Vate, che si diletta del tragico e si patulla col bestiale, il dissacrante, il subumano. Lo sento sghignazzare divertito mentre l’Ummàlido ritrae “la mano schiacciata e sanguinolenta che non aveva più forma”.

    L’unica esenzione dal registro truce è riservata a Violetta Kutufà, la Contessa d’Amalfi, e al suo spasimante Don Giovanni Ussorio, “con le tempie tutte annerite dalla tintura dei capelli mista a sudore”. Non il truce, ma il ridicolo, ed è un ridicolo grandioso, grassissimo, raffinatissimo.

    Metaforico spettatore, nonché spietato occulto protagonista, un paesaggio agreste di rara potenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Molto interessanti queste novelle , soprattutto per chi ha già letto qualcosa del poeta abruzzese e ne conosce la sua poetica. Hanno tutte certamente uno sfondo veristico ma del verismo del Verga è rimasto ben poco. D’Annunzio ama la sua terra e si sofferma molto sulle emozioni del popolo o di q ...continua

    Molto interessanti queste novelle , soprattutto per chi ha già letto qualcosa del poeta abruzzese e ne conosce la sua poetica. Hanno tutte certamente uno sfondo veristico ma del verismo del Verga è rimasto ben poco. D’Annunzio ama la sua terra e si sofferma molto sulle emozioni del popolo o di qualche personaggio, direi con un certo distacco ed impassibilità; spesso i suoi personaggi sono unici e spiccano su uno sfondo corale e popolare. Ma a lui interessano e affascinano di più quei momenti morbosi o primitivi in cui l’umanità rivela una certa ferocia o aggressività. Quasi tutte le novelle sono infatti legate da un filo invisibile che passa dalla malattia alla violenza, dalla sensualità morbosa, alla follia e alla morte sia che in esse ci siano come protagonisti popolani sia aristocratici. Vi si respirano odori forti ma spesso corrotti, putrefatti che sanno di chiuso, di incenso, niente a che vedere con i profumi forti ma vivi e vitali di Terra Vergine, l’altra e precedente raccolta di novelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura non molto scorrevole che riesce però a mescolare suggestioni religiose, erotiche con il divertimento letterario. E D'Annunzio riesce soprattutto a rendere l'idea di una realtà piccola ma viva come quella abruzzese.

    ha scritto il 

  • 4

    Il D'Annunzio, esagerato come sempre, qui diventa spietato nel descrivere un mondo fatto di povertà, fame, disgrazia e malattia, dove sempre regna sovrana la passione!
    Frà queste novelle spiccano "La vergine Orsola" e "La veglia funebre" che sicuramente resteranno impresse nella mia memoria ...continua

    Il D'Annunzio, esagerato come sempre, qui diventa spietato nel descrivere un mondo fatto di povertà, fame, disgrazia e malattia, dove sempre regna sovrana la passione!
    Frà queste novelle spiccano "La vergine Orsola" e "La veglia funebre" che sicuramente resteranno impresse nella mia memoria.

    ha scritto il 

  • 4

    "La vergine Orsola", la prima delle 18 novelle che compongono la raccolta mi è veramente piaciuta, soprattutto nella prima parte, quando la vergine in fin di vita, ricevuta l'estrema unzione, si risveglia dalla sua lunga malattia e nello stesso tempo si risveglia agli odori, ai colori, alla civet ...continua

    "La vergine Orsola", la prima delle 18 novelle che compongono la raccolta mi è veramente piaciuta, soprattutto nella prima parte, quando la vergine in fin di vita, ricevuta l'estrema unzione, si risveglia dalla sua lunga malattia e nello stesso tempo si risveglia agli odori, ai colori, alla civetteria, alla sensualità, alla vita. Mi ha molto rallegrata, a parte la brutta fine. Ma anche "la veglia funebre" che a dispetto del titolo è una storia di pura sensualità. E poi l'estrema crudeltà de "la madia", e l'inesorabilità della morte ne "Il cerusico di mare", e la bestialità umana ne "I marenghi", ecc. ecc. E ce n'è anche una, "la fattura", tratta pari pari dal "Decamerone" del Boccaccio, e precisamente dalla 6a novella dell'8a giornata. A parte qualche pesantezza alla D'Annunzio, nel complesso queste novelle, scritte con un linguaggio "quasi" verista mi sono piaciute parecchio.

    ha scritto il 

  • 3

    D'Annunzio trasfigura a modo sua la lezione impartita dal movimento verista. Lo stesso Abruzzo si trasforma in una terra primordiale, dai tratti esotici, perfetta ambientazione di un mondo selvaggio e ricco di superstizioni.
    Alcuni racconti sono folgoranti, altri invece troppo diluiti nell ...continua

    D'Annunzio trasfigura a modo sua la lezione impartita dal movimento verista. Lo stesso Abruzzo si trasforma in una terra primordiale, dai tratti esotici, perfetta ambientazione di un mondo selvaggio e ricco di superstizioni.
    Alcuni racconti sono folgoranti, altri invece troppo diluiti nelle descrizioni tipiche del Vate, che lette al giorno d'oggi appesantiscono oltremodo la narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    A me D'Annunzio non piace però...

    A me D'Annunzio non piace ma il libro l'ho trovato molto interessante. Fossi un'amante di D'Annunzio molto probabilmente darei 4 stelline.
    Consiglio a chi come me non lo ama di leggerlo per scoprire che quest'opera è assolutamente degna di valore. Forse per questo nessuno ne parla :-D

    ha scritto il 

  • 3

    Il troppo stroppia!
    Va bene il Decadentismo, l'esaltazione della malattia, del declino, della morte; però un intero libro di racconti solo su questo tema è davvero troppo, dopo un pò ti deprime... non so ancora come sono riuscita ad arrivare fino in fondo!

    ha scritto il