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Le origini dell'economia europea

Guerrieri e contadini nel Medioevo

Di

Editore: CDE

4.0
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 369 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vito Fumagalli

Disponibile anche come: Altri

Genere: History

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Descrizione del libro
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  • 5

    progresso economico significa pur sempre sfruttamento

    Duby tratteggia i lineamenti di un'economia profondamente diversa da quella attuale, all'interno della quale i morti prima e la Chiesa poi sono stati una delle più importanti categorie di consumatori di ricchezza, i contadini pionieri abituali intenti a strappare ogni anno terra agli incolti, e l ...continua

    Duby tratteggia i lineamenti di un'economia profondamente diversa da quella attuale, all'interno della quale i morti prima e la Chiesa poi sono stati una delle più importanti categorie di consumatori di ricchezza, i contadini pionieri abituali intenti a strappare ogni anno terra agli incolti, e la guerra di rapina era la premessa di un sistema basato sugli scambi rituali, sull'ostentazione e la donazione gratuita delle ricchezze...

    finché alle consuete spedizioni di saccheggio nei territori vicini si è sostituita la guerra contro gli infedeli, la pratica del commercio, e la rapina istituzionalizzata dei proventi della terra.

    Quello che mi ha colpito di più è stato che la guerra e la razionalizzazione dello sfruttamento fondiario siano descritti come motori di sviluppo economico: l'ennesima prova che lo stimolo economico non porti necessariamente ad un progresso civile e culturale.

    Indagine coltissima, godibile, e con una tesi solida.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima della nascita del Purgatorio

    In molte parole ma scorrevoli, senza tante date, si riannodano i passaggi del progresso.
    In un periodo ben definito (VII-XII sec. della nostra era)si passa da un economia di rapina (anche quella degli antichi romani da molti autori è così definita) a quella capitalista (solo per quello che ...continua

    In molte parole ma scorrevoli, senza tante date, si riannodano i passaggi del progresso.
    In un periodo ben definito (VII-XII sec. della nostra era)si passa da un economia di rapina (anche quella degli antichi romani da molti autori è così definita) a quella capitalista (solo per quello che riguarda l'Italia del XII sec. d. C. Il resto d'Europa risulta più attardato).
    Il libro è bello, decisamente. L'economia non è quella terribile scienza che fa abbassare l'indice d'ascolto nei talk show (io veramente non vedo nemmeno il talk show classico, figuriamoci). Ma è ciò che fa mangiare una comunità.
    Certamente in un periodo del cosiddetto medioevo buio (buio perché carente di documentazione scritta) molti dati sono interpretati in maniera spregiudicata (fanno fede testimonianze archeologiche, i pochi documenti carolingi e inglesi). Però verosimile.
    Il clima più mite (rivelato per quel periodo) e riprese di primitive forme di popolamento indigeno dopo la decadenza di Roma, permettono di coltivare suoli leggeri con strumenti agricoli minimi (aratri di legno)che lambiscono le foreste (in Europa predominanti). Poi i villaggi con castra o monasteri (a seconda che siano laici o religiosi) che si cintano. Le signorie che hanno i mezzi di produzione e i contadini che hanno "l'olio di gomito". Il feudalesimo che distribuisce potere ad altri (non ci sono più i re di una volta!) e che sembra che abbia fatto più bene che male. E poi il coraggio dei "colonizzatori" che si espongono in prima persona a ricavarsi il proprio campo (letteralmente) al di fuori del definito e sicuro sistema centrale. E poi i viaggiatori che portano stoffe e pepe dall'oriente (erranti o coinvolti dai signori) che creano dei ponti tra contadini, preti e cavalieri prima di diventare gli affaristi che conosciamo...
    E poi tanto altro e ben descritto.
    Quando la moneta gira e non si ferma per tanto tempo nelle mani di pochi è un bene: dovrebbe essere come un cioccolatino che se lo lasci troppo in mano si squaglia e non lo mangi più!

    ha scritto il 

  • 0

    In questo saggio assai approfondito e complesso, ormai un classico, Duby analizza l'economia dei secoli che vanno dal IX al XII. Secondo l'autore, in questo periodo si sarebbe passati da un'economia fondata sulla rapina e sulla munificenza a una fondata sullo sfruttamento razionale delle risorse ...continua

    In questo saggio assai approfondito e complesso, ormai un classico, Duby analizza l'economia dei secoli che vanno dal IX al XII. Secondo l'autore, in questo periodo si sarebbe passati da un'economia fondata sulla rapina e sulla munificenza a una fondata sullo sfruttamento razionale delle risorse che avrebbe posto le basi del Capitalismo occidentale.

    ha scritto il