Le ossa dei perduti

Di

Editore: Rizzoli (Rizzoli best)

3.6
(173)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 425 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817065773 | Isbn-13: 9788817065771 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: I. Annoni

Disponibile anche come: eBook , Paperback , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Lungo il ciglio di una strada la polizia di Charlotte trova il corpo senza vita di un’adolescente. Il cadavere mostra segni di violenza. Tutto fa pensare che si tratti di una delle tante immigrate clandestine cadute nel giro della prostituzione. Temperance Brennan però non ne è affatto convinta. Soprattutto dopo che nella borsa della vittima trova la carta di identità di un’importante uomo d’affari, morto mesi prima in un terribile incendio. Chi era la ragazza? Chi si nasconde dietro a quello che ha tutta l’aria di essere un traffico di esseri umani? Ma anche nella vita privata di Tempe non mancano le complicazioni: il marito vuole ad ogni costo il divorzio, e la figlia Katy, distrutta dalla morte del fidanzano in Afghanistan, decide impulsivamente di arruolarsi nell’esercito. Ma né una cospirazione internazionale né i problemi di famiglia possono fermare Temperance Brennan.
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  • 3

    Leggera flessione: o la Kathy inizia ad essere stanca o io inizio ad essere stanca di lei. Confido molto nei prossimi appuntamenti della serie (visto che non ho intenzione di mollarla) e che si sblocc ...continua

    Leggera flessione: o la Kathy inizia ad essere stanca o io inizio ad essere stanca di lei. Confido molto nei prossimi appuntamenti della serie (visto che non ho intenzione di mollarla) e che si sblocchi lo stallo in cui si trova la vita privata della nostra Tempe

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo thriller!

    Ho cominciato a leggerlo, pensando di trovarci i personaggi della serie televisiva Bones.
    Solo il nome Temperance Brennan è uguale, per il resto è mooolto diverso.
    La Tempe del libro è equilibrata, qu ...continua

    Ho cominciato a leggerlo, pensando di trovarci i personaggi della serie televisiva Bones.
    Solo il nome Temperance Brennan è uguale, per il resto è mooolto diverso.
    La Tempe del libro è equilibrata, quasi divorziata e con una figlia così grande da essersi
    arruolata nell'esercito e di stanza in Afganistan.
    Il quasi ex marito è un avvocato e non il poliziotto dell'FBI.
    Il suo collaboratore è un uomo, un patologo legale e non la squadra di seimila persone come nella serie tv.. insomma lo spunto c'è ma per il resto è completamente diverso.
    Comunque mi è piaciuto.
    Infatti l'ho letto in pochissimi giorni.
    Una indagine che è partita come un semplice investimento si è poi rivelata molto intrigante.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Propaganda a favore della guerra in Aghanistan

    Due casi insoliti x la dott. Brennan: una ragazzina sconosciuta, forse una prostituta immigrata clandestinamente, è trovata morta sul ciglio di una squallida strada di periferia, investita da un’auto ...continua

    Due casi insoliti x la dott. Brennan: una ragazzina sconosciuta, forse una prostituta immigrata clandestinamente, è trovata morta sul ciglio di una squallida strada di periferia, investita da un’auto pirata; un marine è accusato da un commilitone di avere ucciso senza motivo due civili afgani. Tempe prende a cuore il caso dell’adolescente senza nome, ma deve recarsi in Afghanistan x eseguire una perizia sugli scheletri dei due uomini uccisi. Un viaggio movimentato, perché anche la dottoressa è coinvolta negli eventi bellici e impara a usare le armi. Due gli argomenti di sfondo a questo romanzo: la prostituzione minorile, un tema da sempre caro a K. Reichs, e l’intervento militare americano in Medio Oriente. L’autrice, insieme con altri noti scrittori, ha realmente partecipato a una spedizione in Afghanistan in visita alle truppe. La descrizione del viaggio è un diario scarno e poco coinvolgente, pieno di prevenzioni sulle condizioni di vita, la situazione igienica, gli usi e tradizioni dei paesi del Terzo Mondo. Stupisce che K. Reichs, così sensibile ai problemi sociali, si lasci coinvolgere dalla propaganda militare, supporti totalmente l’invasione, non si chieda il perché dell’ostilità della popolazione locale, se sia etico uccidere e distruggere in nome di una civiltà diversa ritenuta superiore, e possa credere che davvero i soldati siano eroi impegnati a tutelare la sicurezza degli Stati Uniti. E’ un romanzo d’azione, questo, più vicino alla serie TV “Bones”, in cui la dott. Brennan s’impegna in prima persona a combattere i cattivi, ovunque essi siano. Sempre acida, però, prevenuta nei confronti di tutti gli uomini, non manca di rilevare sgradevolmente ogni difetto del suo collaboratore, il detective Slidell. K. Reichs è però una grande scrittrice e riesce a rendere interessante questa storia insolita che si discosta dalla trama ormai un po’ prevedibile dei suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Tratto da una storia vera,come quasi tutti i casi di Temperence Brennan ( Kathy Reichs è davvero un’ antropologa forense), questo romanzo mi ha rapita dalla prima all’ultima pagina, come sempre questa ...continua

    Tratto da una storia vera,come quasi tutti i casi di Temperence Brennan ( Kathy Reichs è davvero un’ antropologa forense), questo romanzo mi ha rapita dalla prima all’ultima pagina, come sempre questa autrice non mi delude mai, ambientato tra il North Carolina e l’Afganistan tratta di due argomenti quanto mai di attualità: la guerra e la tratta di persone.
    A parte il romanzo in sé molto bello e coinvolgente, alla fine dopo il colpo di scena che mai mi sarei aspettata, mi sono ritrovata a riflettere su quanto sia purtroppo di attualità quanto descritto.

    ha scritto il 

  • 3

    Ultime ossa - 26 ott 14

    Completamente fuori sequenza di lettura, ho acquistato e poco dopo letto l’ultimo economico della Reichs per colmare un buco, per evitare di lasciare in sospeso per anni i miei lettori, per consentire ...continua

    Completamente fuori sequenza di lettura, ho acquistato e poco dopo letto l’ultimo economico della Reichs per colmare un buco, per evitare di lasciare in sospeso per anni i miei lettori, per consentire a mia madre di avere dodici libri dodici da leggere di fila come fosse una fiction seriale (e d’altra parte, chi segue la televisione mi dice che la serie tratta dai libri della Reichs, “Bones”, va alla grande). Ribadisco tuttavia il giudizio riportato nell’ultimo libro. L’autrice sta lavorando di mestiere. Certo non ha le catastrofiche cadute che stanno caratterizzando le ultime uscite di Patricia Cornwell. Ma non ha neanche le impennate di alcune nuove scrittrici. E questa volta, neanche un rimprovero ai traduttori, che pure il titolo è ben riportato (al contrario di quasi tutte le precedenti uscite). Pur sviluppandosi al solito sui due binari (pubblico e privato), non c’è molto intreccio tra i due temi, se non qualche forzatura, che come spiega in postfazione, è dovuta alla voglia di intrecciare alcune esperienze personali della Reichs come patologa forense, con qualche tematica, anche di attualità. Peccato che questa volta, dal punto di vista scientifico non ci siano nuovi elementi da aggiungere al nostro bagaglio personale. Sul piano privato, c’è la figlia Katy arruolatasi in Afghanistan, e la scrittrice inventa un intermezzo di quasi ottanta pagine per dar modo alla nostra Tempe di andare a fare una expertise su un cadavere in zona di guerra ed incontrarsi con la figlia. Inopinatamente, questo intermezzo le permetterà (ma molto fortuitamente) di risolvere il caso principe che stiamo seguendo. Dalla fine del libro precedente si sperava in un ritorno del tenente canadese, ma qui compare solo verso la fine, e solo per annunciare che la figlia che lo aveva allontanato da Tempe è morta di overdose. E poi scomparire di nuovo. C’è invece, purtroppo, il quasi ex-marito, che imperversa, rompe le scatole, ed alla fine rompe il fidanzamento con la svampita, lasciando prevedere nelle prossime puntate un nuovo rovello: Andy o Pete? Io non ho dubbi, ma non sono Tempe. Poi c’è la storia: ragazzina quindicenne presumibilmente falciata da un pirata della strada. Senza documenti, forse sud-americana inserita in qualche giro di prostituzione. L’analisi del corpo, unico punto scientifico, permette a Tempe di dimostrare che è stato un omicidio. Ma nessuno ha visto niente. E l’unica persona che sembra avere qualche sospetto (una cameriera) è ben presto uccisa anche lei. Per pagine e pagine non si cava un ragno dal buco, e sono le parti più deboli. Poi, mentre Tempe è in Afghanistan per dimostrare che un civile è stato colpito di fronte e non di schiena, si muove qualcosa. Tracce di sperma, analisi del DNA, si risale ad un altro bar, ad un giro di prostitute. Tempe trova anche una foto di un riccone (morto tempo prima) con un reduce della guerra del Golfo che pare avere le mani in pasta. La svolta decisiva c’è nel momento che la nostra analizza tutte le foto che ha trovato per le prime 350 pagine, scovando in un riflesso di uno specchio la figura del tenente dei marines da lei salvato per l’omicidio afghano. E scovando una foto di una giovane afghana che, con qualche anno in più, sempre la stessa della morta nel falso incidente iniziale. A questo punto solito finale che si vorrebbe mozzafiato, ma è solo pura routine da thriller di media levatura. Tempe scopre dove vengono recluse le afghane rapite dal marines, assalta da sola il fortino nemico. Uccide un cattivo, sta per essere uccisa dal secondo. Arrivano i nostri e tutto finisce in gloria. E fortunatamente, questa volta l’autrice ci concede una buona ventina di pagine di spiegazioni dove tutti i punti oscuri vengono messi in chiaro. Come detto, un prodotto da letture serali per conciliare il sonno. E visto che non se la prende con chi marginalizza i malati di malattie poco note, fortunatamente prende a bersaglio la tratta delle ragazzine, rapite un po’ ovunque nel globo, ed immesse nel mercato del sesso a basso costo. Dove scopriamo che il North Carolina ha un suo posto d’eccellenza in questa classifica degli orrori. Qualche concessione ai “militari buoni che esportano democrazie”, ma anche qualche buona mazzata verso corrotti e faccendieri. Speravo in meglio, veramente, ed ora avremo almeno un anno di riposo da questa saga. E ce lo meritiamo entrambi, noi lettori e la nostra pur sempre brava Kathy Reichs. Un ultimo inciso, ad un certo punto, tanto per ribadire lo spin-off di cui sopra, viene di nuovo citata la nipote Tory, quella che è l’anima della sotto serie dei “Virals”. Piccola concessione al marketing.

    ha scritto il 

  • 4

    Quasi prevedibile.

    Beh, c'è da dire che avevo già capito chi era il colpevole a metà libro ma non importa, probabilmente dopo parecchio tempo che si legge una scrittrice come la Reichs alla fine riusciamo anche a preved ...continua

    Beh, c'è da dire che avevo già capito chi era il colpevole a metà libro ma non importa, probabilmente dopo parecchio tempo che si legge una scrittrice come la Reichs alla fine riusciamo anche a prevederla...
    Quello che non avevo assolutamente previsto è stato il finale. E che dire? Beh, ERA L'ORA!

    ha scritto il 

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