Le pareti della solitudine

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Che cosa sappiamo degli immigrati ? Per raccontare il loro mondo segreto, Jelloun ha inventato un personaggio, Momo, il protagonista di questa storia, identificandosi in lui, immaginando di viverne la stessa vita di lavoratore e di malato. Un libro c ...Continua
Ha scritto il 16/06/15
La Réclusion solitaire
E' la storia di un immigrato , del suo sradicamento , dei suoi sogni e dei suoi vuoti .
Quando la vita è altrove, nel paese che si è stati costretti a lasciare
e la sopravvivenza è un aggrapparsi ad immagini , un rifugiarsi in chimere e nost
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Ha scritto il 19/11/09
Ha la potenza della parola tagliente, visiva fin dalle prime battute, anzi forse soprattutto nelle prime battute, ti getta nel suo mondo, sei profugo e senza dimora anche tu, lontano dal quel nido di pascoliana memoria.
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Ha scritto il 14/04/09
...invece questo, a differenza degli altri di Tahar, letti in quegli anni, l'ho trovato subito lento e troppo pesante.
Ma in compenso, me ne ritrovo due copie!
Una, la prima che m'ha regalato TereR nella Pasqua del '97, rigorosamente con de
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Ha scritto il 23/09/08
E' un brevissimo romanzo, molti altri sono veramente belli, interessanti, ma questo mi è rimasto dentro: amo la figura di Momo, amo le sue sensazioni.
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Ha scritto il 18/07/08
A volte Tahar Ben Jelloun delude. E questo libro mi è sembrato francamente illeggibile... Troppo "poetico". O, per meglio dire, sconclusionato.

Mi aspettavo quasi un saggio, viste le premesse in quarta di copertina: "Il libro è nato da un'espe

Mi aspettavo quasi un saggio, viste le premesse in quarta di copertina: "Il libro è nato da un'esperienza diretta di Ben Jelloun che, approdato a Parigi negli anni '70, lavorava come psicologo in un centro di medicinapsicosomatica. Per un periodo di tre anni ha osservato e ascoltato più di un centinaio di pazienti nordafricani che venivano al consultorio per turbeaffettive o sessuali. Questa esperienza si è condensata nel monologo di uomo che riassume nelle sue parole tutta la sofferenza e il disagio dello sradicamento e dell'incontro-scontro con una realtà nuova e incomprensibile...".

E' difficile che io non finisca un libro, ma proprio non ce la faccio. ...Continua


Ha scritto il Jun 11, 2015, 11:29
la povertà è sempre stata male accolta. motivo di repulsione ed esclusione. al limite si accetta la differenza a condizione che sia ricca, a condizione che ci siano i mezzi per truccarla e farla passare inosservata

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