Le parole che non ti ho detto

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(2746)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 258 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000199884 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 3

    Senza alcuna pretesa di raggiungere le vette dei grandi classici della letteratura, Sparks racconta una storia d'amore strappalacrime: quella tra Garrett, abile marinaio e proprietario di un negozio d ...continua

    Senza alcuna pretesa di raggiungere le vette dei grandi classici della letteratura, Sparks racconta una storia d'amore strappalacrime: quella tra Garrett, abile marinaio e proprietario di un negozio di articoli da sub a Wilmington - North Carolina, e Theresa, intraprendente giornalista di Boston e madre di un ragazzo dodicenne. Diavolo e acquasanta, i due si incontrano perché Theresa ritrova - passeggiando sulla spiaggia di Cape Cod - una bottiglia sigillata con all'interno una lettera di amore indirizzata a Catherine, la moglie di Garrett, venuta a mancare da qualche anno per via di un incidente. Scrivere di amore non è facile e personalmente trovo che la storia ha del potenziale (non ci avrebbero fatto un film altrimenti..): tuttavia alcuni passaggi sono un po' stucchevoli e noiosi. Il finale straziante a livello disumano, mi si sono intorcinate le budella. Non mi sento di condannare il libro in assoluto, ma nemmeno di promuoverlo. Lettura estiva potenzialmente piacevole.

    ha scritto il 

  • 1

    Devo fare alcune premesse, prima di passare a parlare del libro. La prima è che Nicholas Sparks non è sicuramente un autore che mi interessa: ho dei suoi libri in casa, acquisti fatti quando mia nonna ...continua

    Devo fare alcune premesse, prima di passare a parlare del libro. La prima è che Nicholas Sparks non è sicuramente un autore che mi interessa: ho dei suoi libri in casa, acquisti fatti quando mia nonna riusciva ancora a leggere, ma non mi ha mai attirato abbastanza da farsi leggere. Ho scelto di farlo solo perché rientra nella mappa di Jane Austen che ho creato per la mia Gnod Challenge, ma direi che è stata la prima e unica volta. La seconda premessa è che io non snobbo i romanzi rosa o comunque d’amore – in realtà, in fatto di lettura non snobbo nulla. Amo le storie belle, ben scritte, coinvolgenti, tanto che se hanno queste tre caratteristiche non mi importa nemmeno più di tanto che siano originali. Per cui non è per una sorta di pregiudizio che boccio questo libro; lo boccio perché, a mio avviso, la storia non è ben scritta né coinvolgente, e lo stile dell’autore è piuttosto piatto e superficiale.
    Le parole che non ti ho detto in realtà parte da una premessa abbastanza interessante: mentre passeggia su una spiaggia, in vacanza, una donna, Theresa, trova una bottiglia contenente un messaggio. Lo legge e scopre che si tratta di una lettera, scritta da un uomo alla moglie morta. Profondamente colpita dalle parole che Garrett, l’autore della lettera, riserva alla moglie, fa leggere la lettera anche all’amica con cui è in vacanza, e viene convinta a pubblicare questa lettera nella rubrica che tiene su un giornale (alla faccia della privacy, ma sorvoliamo). In seguito a questo, riceve segnalazioni da varie persone che, come lei, hanno trovato bottiglie con lettere simili, sempre scritte da Garrett. Grazie a queste segnalazioni, e all’aiuto dell’amica, Theresa riesce a scoprire dove vive Garrett e a incontrarlo. Ovviamente si innamorano.
    Ora. La premessa non è poi così male: Theresa è una donna divorziata, segnata da questa sua esperienza con l’amore, e Garrett è un uomo evidentemente ancora molto legato alla moglie morta, al punto da scriverle lettere che abbandona in mezzo al mare. Proprio il personaggio di Garrett è quello che convince meno: se mi vuoi presentare un uomo che sta vivendo ancora in lutto profondo, in una maniera quasi patologica, non mi puoi raccontare che nel giro di tipo due giorni si innamora di questa tizia che capita per caso nel suo negozio (ovviamente, Theresa non gli dice di aver trovato le sue lettere, né com’è riuscita a trovarlo; e sì, se state pensando che questa omissione farà succedere una cosa molto prevedibile, avete ragione, succederà proprio quello che state immaginando). Non tanto perché i colpi di fulmine non esistono eccetera, ma per una questione di realismo. Inoltre la rappresentazione del personaggio è davvero superficiale e vuota: un lutto come quello che sta vivendo Garrett, così intenso e profondo, può generare sensi di colpa come quelli che ci vengono raccontati nel romanzo... ma se me li rappresenti con il solito cliché del sogno/incubo, perdi tutta la carica emotiva che il personaggio potrebbe avere. E sia chiaro che sogni e incubi sono un ottimo mezzo per caratterizzare un personaggio, purché l’autore li sappia usare. Anche i flashback che costellano il libro e ci raccontano della vita di Garrett con la moglie non ci danno in realtà una visuale diversa del personaggio, anzi, sembrano tesi a creare aspettativa intorno a un particolare “segreto” della defunta signora, segreto che però è talmente smaccato e ovvio che il lettore riesce a intuirlo al secondo flashback – solo che l’autore ce lo dirà molto, molto più avanti, e secondo me, se come lettore riesci a prevedere così tanto in anticipo cosa succederà in un libro, vuol dire che qualcosa non va nella struttura dell’intreccio o nello stile con cui la storia viene raccontata.
    Come vi dicevo, quindi, il particolare modo di Garrett di affrontare il suo lutto viene raccontato in maniera piuttosto superficiale e banale, con l’utilizzo di luoghi comuni spesso e volentieri; inoltre non c’è un particolare approfondimento che potrebbe venire dal mostrare dei modi di fare, delle abitudini, tutto quello che rientra nello show don’t tell che spesso troviamo nei manuali di scrittura. Intendiamoci, non sono una fan dello show don’t tell a tutti i costi: ritengo che a volte sia la scelta migliore ma che a volte anche solo il dire, senza mostrare, possa andare bene. Ecco, in questo romanzo secondo c’era bisogno di un po’ di show don’t tell; ma riguardo i sentimenti, non riguardo cose francamente banali come il pulirsi i piedi sullo zerbino. Voglio dire, cosa me ne frega se il personaggio si pulisce i piedi sullo zerbino, se poi per raccontarmi la sua angoscia e senso di colpa devi ricorrere al solito sogno trito e ritrito?
    Insomma, un autore che sicuramente non leggerò mai più: lo stile non mi piace, non credo che sappia approfondire e sondare veramente l’animo umano e le emozioni che lo smuovono, e trovo che la costruzione della storia sia stata troppo prevedibile per attirarmi; non amo particolarmente leggere di cose che ho già intuito 200 pagine prima. Non è un autore che fa per me, e di sicuro non gli darò la seconda possibilità, come faccio di solito.

    ha scritto il 

  • 0

    racconto n. 3: sabbia negli occhi di violette nozières

    da ragazzo facevo come mestiere il pacifista e me la prendevo con gli strumenti di morte nel vietnam. arcaico. oggi mi spaventavano le sparachiodi nelle mani di questi operai rapidissimi a perforare i ...continua

    da ragazzo facevo come mestiere il pacifista e me la prendevo con gli strumenti di morte nel vietnam. arcaico. oggi mi spaventavano le sparachiodi nelle mani di questi operai rapidissimi a perforare i muri.

    come farò a dire a mio nonno che oggi è morto per davvero… che le sue gocce di sudore, nell'arte falegnamica, è solo tempo sprecato?

    se potessi conoscere il mio destino di bastarmi soddisfazion farei allo spettacolo d'arte degli operai in casa.

    che bel pezzo di merda potrei essere inoltrando una mail a renzi: è come sparare sulle crocerossine… nel nuovo paradiso delle mie intenzioni (tanto per fare rima baciata) voglio che aboliscano le generazioni.

    matteo, come disse moyses al faraone: ormai non mi puoi più sparare. ti volevo raccontare la storia di una moderna crocerossina.
    http://www.youtube.com/watch?v=gu8CnSqSANo
    (purtroppo nel mondo dove "gli arrabbiati restano e gli dei se ne vanno" mi piacciono queste faccedemerde sparachiodi che non ci sono più… soprattutto quando riescono ad essere storie da raccontare)

    ha scritto il 

  • 4

    Re indiscusso delle storie strappalacrime

    Sparks è una sicurezza senza dubbi! Le sue storie d'amore sono sempre emozionanti e profonde, e soprattutto intense.
    Questo libro è un susseguirsi incessante di amore e strazio, è la storia di un amor ...continua

    Sparks è una sicurezza senza dubbi! Le sue storie d'amore sono sempre emozionanti e profonde, e soprattutto intense.
    Questo libro è un susseguirsi incessante di amore e strazio, è la storia di un amore perduto, ritrovato in altre spoglie, ricercato con tenacia dolorosa, voluto e poi disprezzato. Insomma tanti sentimenti forti e contrastanti, dolci e romantici ma anche sofferti.
    E' una storia adattissima alle romanticone che non hanno paura di piangere sulle sue pagine.

    ha scritto il 

  • 2

    Una storia scialba...

    E' un libro che ho letto un po' di tempo fa'...
    La sensazione che ho ricevuto è quella di aver mangiato una grande quantità di zucchero filato...
    Dopo un po' stucca...
    So che molti illustri critici ne ...continua

    E' un libro che ho letto un po' di tempo fa'...
    La sensazione che ho ricevuto è quella di aver mangiato una grande quantità di zucchero filato...
    Dopo un po' stucca...
    So che molti illustri critici ne hanno dato un'opinione positiva, ma con dispiacere, devo dissentire...
    L'autore ci propone una vicenda particolare, anche se a me non è piaciuta...
    Una giornalista, Teresa, divorziata e con bambino di 12 anni trova sulla spiaggia un messaggio in una bottiglia di un uomo che dichiara il suo amore alla donna amata, e ciò le provoca curiosità...tanto che vorrà conoscerlo con uno strattagemma...
    I due si innamorano e poi....pare che tutto abbia un lieto fine...
    ma i guai non sono ancora finiti...
    "Le parole che non ti ho detto" è la storia di un amore che resta incompiuto, è come un'impronta lieve sulla sabbia che il vento della vita, impietosamente si porta via...
    Lo consiglio, con qualche riserva alle persone romantiche...che amano le storie d'amore..sperando che non siano esigenti come me...in tal caso anche loro avrebbero qualcosa da dire, perchè l'intreccio narrativo non è un granchè.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Message in a bottle, titolo originale. L'amore vero. Continua. Anche quando non noi ci saremo più. Peccato per il finale della trama. Troppo drammatico. Sensibilità e atmosfere splendidi. Terapeutico. ...continua

    Message in a bottle, titolo originale. L'amore vero. Continua. Anche quando non noi ci saremo più. Peccato per il finale della trama. Troppo drammatico. Sensibilità e atmosfere splendidi. Terapeutico. Visto anche il film. Vale quanto detto già. Il film è fatto bene, è stato "alleggerito" per fortuna. E dà una bella carica emotiva. Costner muore alla fine, e se lo "merita", fosse anche solo per la sua pessima recitazione. Molti spunti buoni. Adorabile Paul Newman. Nel complesso per me meriterebbe 31/2, ma diamo 4.

    ha scritto il 

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