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Le particelle elementari

Di

3.8
(3520)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Portoghese

Isbn-10: A000073143 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il libro profusa amare, ma fondate intuizioni: la crisi della paternità, l'orrore della preadolescenti, la competizione tra maschi, psicoanalisi e pratiche terapeutiche alternative, aleatorie quanto superficiali, nel tentativo di tenere lontana la vecchiaia e sostenere identità incerte. Miti sess ...continua

    Il libro profusa amare, ma fondate intuizioni: la crisi della paternità, l'orrore della preadolescenti, la competizione tra maschi, psicoanalisi e pratiche terapeutiche alternative, aleatorie quanto superficiali, nel tentativo di tenere lontana la vecchiaia e sostenere identità incerte. Miti sessantottini completamente in frantumi.

    Houellebecq pieno di sentenze, ipotesi e verità vince ancora.

    Se volete, potete leggere la recensione completa qua: http://clerville.blogspot.it/2014/12/le-particelle-elementari.html

    ha scritto il 

  • 0

    L'autore pensa che il mio sia un nome banale

    Ha detto proprio "Albert, quel nom usuel": almeno così mi è parso di sentire all'Archiginnasio a Bologna, dove l'ho incontrato. Dulbecco è bravissimo, in questo testo dà molto ma se lo si vuole sentire emozionato, diciamo come un indigeno italiano che fa il tifo per una qualche squadra di calcio, ...continua

    Ha detto proprio "Albert, quel nom usuel": almeno così mi è parso di sentire all'Archiginnasio a Bologna, dove l'ho incontrato. Dulbecco è bravissimo, in questo testo dà molto ma se lo si vuole sentire emozionato, diciamo come un indigeno italiano che fa il tifo per una qualche squadra di calcio, bisogna leggere il saggio su Lovecraft.

    ha scritto il 

  • 0

    "Ben presto la figlia di Martin e Genéviève Ceccaldi manifestò attitudini intellettuali atipiche perlomeno quanto quelle del padre, unitamente a manifestazioni di un carattere molto indipendente. Perse la verginità all’età di tredici anni (cosa eccezionale in quell’epoca e in quell’ambiente) prim ...continua

    "Ben presto la figlia di Martin e Genéviève Ceccaldi manifestò attitudini intellettuali atipiche perlomeno quanto quelle del padre, unitamente a manifestazioni di un carattere molto indipendente. Perse la verginità all’età di tredici anni (cosa eccezionale in quell’epoca e in quell’ambiente) prima di consacrare gli anni bellici (in Algeria abbastanza calmi) a sortite nei principali balli di fine settimana, prima a Costantine poi a Algeri; il tutto senza smettere di conseguire , trimestre dopo trimestre, risultati scolastici sbalorditivi. Fu, dunque, in possesso di una maturità con lode e di un’esperienza sessuale già solida, che, nel 1945, ella lasciò i genitori per intraprendere gli studi di medicina a Parigi."

    ha scritto il 

  • 3

    Riletto dopo qualche anno, mi sono resa conto che non mi ricordavo più niente se non quel senso di nichilismo che domina tutto il libro.
    Fatte salve alcune ottime analisi psicologiche (e un'azzeccatissima cornice fantascientifica), il romanzo cade nella tentazione di dipingere tutto l'unive ...continua

    Riletto dopo qualche anno, mi sono resa conto che non mi ricordavo più niente se non quel senso di nichilismo che domina tutto il libro.
    Fatte salve alcune ottime analisi psicologiche (e un'azzeccatissima cornice fantascientifica), il romanzo cade nella tentazione di dipingere tutto l'universo umano con un solo colore - il grigio - lasciando in bocca al lettore un sapore di cenere fine a se stesso. Il mondo (per fortuna?) non è come Houellebecq lo descrive e rimane l'impressione d'aver letto la visione apocalittica (scritta molto bene) di una persona gravemente disturbata.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro difficile, ma da leggere

    Ho iniziato questo libro su consiglio di un amico. Onestamente ho pensato di abbandonare la lettura innumerevoli volte, ma la stima verso quest’amico e la curiosità sul perché tale libro fosse stato così significativo per lui mi hanno spinta a perseverare, certo intervallando la lettura con altri ...continua

    Ho iniziato questo libro su consiglio di un amico. Onestamente ho pensato di abbandonare la lettura innumerevoli volte, ma la stima verso quest’amico e la curiosità sul perché tale libro fosse stato così significativo per lui mi hanno spinta a perseverare, certo intervallando la lettura con altri libri...
    Parliamoci chiaro, non è quella che si suol dire essere una lettura da ombrellone, è un libro complesso, scritto veramente bene, una sorta di miscuglio (non riuscitissimo a mio avviso) tra un romanzo ed un saggio, all’interno di esso si alternano, spesso senza soluzione di continuità, scene violente, volgari ed estremamente esplicite di sessualità malata a digressioni ed approfondimenti filosofici, sociali, fisici e biochimici con nozioni di alto livello e di non facile comprensione (certi punti ho dovuto rileggerli più volte per comprenderne il significato).
    La storia è fondamentalmente una critica alla società moderna frutto, per parere dell’autore, della rivoluzione sessantottina della quale Houellebecq non ha che da parlar male sintetizzando tutto il movimento nella libertà sessuale e nella perdita di valori a causa del femminismo (ottica che non mi trova concorde ma che non è totalmente insensata o ingiustificata).
    Narra la storia di due fratellastri nati da una madre degenere ed estremamente libertina, due fratelli che cresceranno con seri problemi di adattamento e turbe mentali importanti, inizialmente il racconto ha un ché di grottesco e le patologie dei fratelli sembrano esasperate, fastidiose, l’uno con una sessualità malata al limite del maniacale (Bruno) e l’altro privo di ogni sentimento di affetto umano, solo con il suo studio sul DNA ed i suoi libri, un uomo che osserva cinicamente e con distacco critico tutte le relazioni umane, ma che poi alla fine desidererebbe solo essere amato (Michel).
    Con l’avanzare della lettura mi sono ritrovata affezionata a questi strani personaggi frutto della modernità, ed ora ammetto di provare tenerezza per loro e le loro debolezze.
    Non mi resta che terminare la lettura e stare a vedere come riusciranno Bruno e Michel a portare avanti queste loro esistenze dolorose e faticose.
    Buona lettura a tutti!

    ha scritto il 

  • 0

    "Un mondo composto di femminesarebbe stato infinitamente superiore, sotto tutti i punti di vista;si sarebbe evoluto più lentamentema con regolarità - senza ripiegamenti e senza nefasti ritorni al passato - verso uno stato di felicità comune".

    ha scritto il 

  • 3

    “La gioia è un'emozione intensa e profonda, un sentimento di pienezza esaltante avvertito dall'intera coscienza; è prossima all'ebbrezza, al rapimento, all'estasi.”

    Michel e Bruno sono due fratellastri. Sono stati abbandonati dalla comune madre, Jane e dai rispettivi padri. Hanno vissuto separatamente, sviluppando caratteri completamente in antitesi tra di loro.
    Michel, biologo molecolare, è un uomo che vive in una sorta di isolamento emozionale, inter ...continua

    Michel e Bruno sono due fratellastri. Sono stati abbandonati dalla comune madre, Jane e dai rispettivi padri. Hanno vissuto separatamente, sviluppando caratteri completamente in antitesi tra di loro.
    Michel, biologo molecolare, è un uomo che vive in una sorta di isolamento emozionale, interessato solo alle sue ricerche genetiche. Bruno invece è un insegnante con un attaccamento quasi morboso al sesso e per questa sua ossessione trascorre buona parte della sua vita a entrare e uscire dalle varie cliniche psichiatriche..
    La situazione per i due sembra cambiare in positivo quando incontrano l’amore, Michel per la sua ex compagna di scuola Annabelle e Bruno per Christiane, che condivide le sue perverse fantasie sessuali.
    La solitudine sembra ormai essersi dissolta per i due, il sole sembra finalmente tornato a risplendere sulle loro vite, ci sono nuovi sentimenti all’orizzonte, nuove emozioni da provare, ma tutto precipita quando, purtroppo, le due donne si ammalano gravemente.
    Libro difficile da affrontare per una donna, molto volgare, maschilista, ossessivo, crudo…in più c’è da dire che l’ho trovato a tratti molto pesante per via delle varie dissertazioni scientifiche di uno dei due protagonisti, tuttavia non me la sento di bocciarlo in toto, pur essendo una lettura molto controversa si tratta di un forte atto d’accusa contro la società odierna, rea di mettere al mondo dei figli affetti principalmente da un vuoto interiore che niente e nessuno sembra in grado di colmare e di abbandonarli completamente al loro destino.
    Un libro imbevuto di cultura e di tante riflessioni filosofiche…si esce dalla lettura inquieti, tristi, arrabbiati, scossi nelle nostre certezze, in parte anche profondamente cambiati.
    Ci vuole stomaco per leggerlo, davvero parecchio, ma alla fine trovo che meriti…e trovo molto azzeccato il paragone con Celine e il suo “viaggio al termine della notte”.

    ha scritto il 

  • 3

    Illimitato emozionale

    Leggerlo é stato faticosissimo! Bruno e Michael sono due facce della stessa medaglia: un'umanità egoista e materialista, fredda e incapace di amare. Le pulsioni e ossessioni di Bruno sono esasperate al grottesco (non manca neanche il sadismo), Michael é talmente apatico che spunterà soltanto a fi ...continua

    Leggerlo é stato faticosissimo! Bruno e Michael sono due facce della stessa medaglia: un'umanità egoista e materialista, fredda e incapace di amare. Le pulsioni e ossessioni di Bruno sono esasperate al grottesco (non manca neanche il sadismo), Michael é talmente apatico che spunterà soltanto a fine libro, dove viene assurto a profeta e ideatore della società futura, ispirata al mondo nuovo di huxley, più volte citato anche nel testo.
    La biologia molecolare si intreccia con la meccanica quantistica, con la biofisica, ma predomina l'aspetto filosofico e sociologico: alla fine sfocia nella fantascienza (che delusione!) Dunque, più che l'aspetto tecnico-scientifico diventa interessante l'analisi sociologica dell'abbrutimento generale, apocalittica e cupa. É un pugno in faccia per riflettere, anche se Houllebecq non offre speranze alla perdizione, al totale isolamento gli uni dagli altri, interrotto solo dalla soddisfazione del piacere narcisistico e malsano.

    ha scritto il 

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