Le particelle elementari

Di

Editore: Mondolibri

3.8
(3914)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Svedese , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Lettone , Polacco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 3

    Teoria dell'atomizzazione sociale

    Avendo letto "Le particelle elementari" dopo "La possibilità di un'isola", invertendo quindi l'ordine di stesura (senza contare gli altri titoli usciti tra questi due), il "capolavoro" di Houellebecq ...continua

    Avendo letto "Le particelle elementari" dopo "La possibilità di un'isola", invertendo quindi l'ordine di stesura (senza contare gli altri titoli usciti tra questi due), il "capolavoro" di Houellebecq mi sembra piuttosto il prologo del secondo, il quale, dotato dopotutto di una trama abbastanza solida e di una cornice narrativa coerente, supera di gran lunga il primo. D'altro canto, l'epilogo di "Le particelle elementari", nel preludere lo scenario post-umano di "La possibilità di un'isola", rende esplicita l'idea di uno strettissimo legame tra queste due opere. Dietro c'è tutta la riflessione di Houellebecq sul ruolo della dimensione sessuale nella vita umana. Quasi scimmiottando la tesi marxiana delle sovrastrutture che si costruiscono al di sopra della struttura economica fatta dei mezzi di produzione e di scambio, Houellebecq traccia l'ipotesi di una struttura della convivenza sociale esclusivamente legata alla sfera sessuale: tutto ciò che non è sesso è solo un costrutto sociale realizzato o per favorire l'appagamento sessuale o per minimizzare i danni della sua astinenza. La famiglia convenzionale è la massima sovrastruttura sviluppata dall'evoluzione sociale: un modo per sublimare la dimensione sessuale in un progetto di vita che supera i limiti biologici della giovinezza e della prestanza fisica che permette di risultare sessualmente attivi e garantire una serena vecchiaia agli individui. La rivoluzione dei costumi e in particolare la liberazione sessuale iniziata nel '68 e proseguita negli anni Settanta rappresenta pertanto, per Houellebecq, un disastro di cui stiamo subendo oggi tutti i drammatici effetti: disarticolando la famiglia tradizionale e favorendo l'atomizzazione sociale, la rivoluzione sessuale non ha fatto altro che esasperare quelle diseguaglianze naturali che fanno sì che taluni individui possano godere di una vita sessuale intensa e appagante e altri ne siamo radicalmente esclusi. E' un'altra versione del neoliberismo economico, il quale col suo individualismo esasperato esaspera le diseguaglianze economiche legate all'estrazione sociale e alle opportunità di ciascuno. Bruno, alter-ego dello scrittore, vorrebbe godere di una vita sessuale attiva ma purtroppo non gode dell'appeal fisico necessario e vive un'eterna frustrazione che sfocia nella perversione pedofila. Il fratellastro Michel, invece, che pure potrebbe godere della compagnia di una bellissima ragazza, è asessuale e anaffettivo fino all'estremo. Il risultato è comunque identico: entrambi vivono una vita disillusa e vuota, solitaria e rancorosa, proprio perché manca loro la più ampia dimensione sociale nella quale sublimare i loro istinti.

    La teoria di Houellebecq è sicuramente interessante, così come coraggiosa è la scelta di affrontare il cuore di tenebra dell'animo umano con un linguaggio diretto e crudo. Resta però l'impressione, sulla scorta delle opere successive, che Houellebecq abbia qualche serio problema col sesso. L'idea che la dimensione sessuale sia l'unica che conta nella convivenza umana è quantomeno opinabile; i personaggi di Houellebecq non riescono a godere di nessuna traccia di affetto slegato dalla sessualità: il massimo della manifestazione d'affetto è uno strusciamento dei genitali. Da questo punto di vita, chiaramente, una volta persa la prestanza fisica della giovinezza, l'invecchiamento diventa un dramma senza scampo, che "divora" gli uomini, per usare le parole dell'autore, fino alle ossa, lasciandoli in un abisso senza fine di depressione. Per l'autore, l'idea che due persone possano continuare ad amarsi una volta che non fanno più sesso, o riducono al minimo l'attività sessuale, è inaccettabile: è solo una convenzione, una sovrastruttura inventata per nascondere il vuoto esistenziale successivo alla perdita della prestanza fisica. E' un'opinione, naturalmente, ma evidentemente, sulla scorta di quest'opinione, la visione del mondo contemporaneo di Houellebecq non può che essere profondamente, inesorabilmente pessimista. Non meraviglia che nel suo ultimo "Sottomissione" saluti con favore l'idea di una Francia islamizzata che riporti i ruoli sociali uomo-donna alla diseguaglianza di fatto e la dimensione sessuale sotto controllo, spazzando via gli ultimi resti della rivoluzione dei costumi del '68, vera nemesi dell'autore. Houellebecq sostiene di non essere nichilista, di voler far emergere nel lettore piuttosto la consapevolezza del disastro a cui ci stiamo avviando sollecitandolo a intervenire prima che sia troppo tardi. Ma forse questo disastro percepito non esiste veramente, è solo frutto di una visione distorta del suo autore. Sostanzialmente, il mondo che Houellebecq descrive non è poi davvero simile al nostro mondo: la sua sociologia non è una sociologia che descrive obiettivamente la realtà. Il mondo fatto di ammucchiate, ninfette, negroni, fichette e via discorrendo esiste più nella fantasia dell'autore che nella realtà che viviamo quotidianamente.

    In conclusione, alla luce della produzione successiva, "Le particelle elementari" risulta un romanzo più debole, narrativamente sfilacciato, importante perché è il primo ad avviare le riflessione esistenzialista dell'autore, ma filosoficamente discutibile: non sembra in grado, a mio avviso, di presentare una tesi condivisibile e, pertanto, rischia di non ottenere l'effetto provocatorio che vorrebbe suscitare, risultando piuttosto l'opera di una mente geniale ma sessualmente disturbata.

    ha scritto il 

  • 3

    scrittura cruda e pretenziosa, ricca di parentesi utile al mood complessivo; testo programmaticamente aggressivo e depimente. Se complessivamente la storia dei due fratelli regge (affascinando quando ...continua

    scrittura cruda e pretenziosa, ricca di parentesi utile al mood complessivo; testo programmaticamente aggressivo e depimente. Se complessivamente la storia dei due fratelli regge (affascinando quando racconta dell'infanzia e adolescenza, riuscendo meno in tutto il resto) la chiosa finale appare decisamente superflue dimostrando che l'intento complessivo era tr il poco chiaro e il pretenzioso.
    La componente più interessante è però il personale punto di vista (estremamente nichilista) sul mondo che l'autore porta avanti in ogni pagina, vogliosamente controcorrente descrive ogni spetto che gli capiti sotto mano e lo deforma seconda il proprio modo di vedere, trovando una felicissima combinazione con l'analisi storica degli anni 60-70.

    ha scritto il 

  • 3

    A me non è dispiaciuto.
    Un po’ porno (parecchio per la verità, anzi ad un certo punto anche fastidioso), ma negli anni 70 usava.
    Quindi disagio esistenziale, sessualità malata, riflessioni filosofiche ...continua

    A me non è dispiaciuto.
    Un po’ porno (parecchio per la verità, anzi ad un certo punto anche fastidioso), ma negli anni 70 usava.
    Quindi disagio esistenziale, sessualità malata, riflessioni filosofiche condite con pillole scientifiche. L’autore sa creare dubbi e tutto sommato è stata una lettura stimolante.
    Tre e mezzo

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro racconta la storia di due fratelli. Uno ricercatore famoso e quasi autistico, l’altro sessuomane, ma in grado anche di slanci affettuosi. Houellebecq alterna accadimenti di Michel e di Bruno, ...continua

    Il libro racconta la storia di due fratelli. Uno ricercatore famoso e quasi autistico, l’altro sessuomane, ma in grado anche di slanci affettuosi. Houellebecq alterna accadimenti di Michel e di Bruno, ma onestamente non si capisce dove voglia portare. Tra le esperienze di sesso libero di uno e l’algida indifferenza dell’altro, si arriva alla fine senza che qualcosa rimanga impresso. Bruno finisce in un manicomio, Michel si pensa sia “entrato nel mare”. Ci sono degli spunti di interesse, che possono anche far riflettere, ma Houellebecq li esprime con un cinismo senza intermediazioni, senza possibilità di dubbio, che attira su di sé molte critiche negative da parte di molti commentatori. Poi ci sono gli intermezzi a base di pillole sulla biologia molecolare, che mi hanno sinceramente disturbato (inutili?), ci sono delle riflessioni che non ho ben compreso, sembra che Houellebecq “cerchi” lo scontro, la provocazione, ma anche (con il suo pomposo epilogo) una sorta di “grandeur” che a mio modo di vedere, considerando anche il livello della scrittura e dell’impostazione del romanzo, mi è sembrato fuori luogo. E poi nel terzo secolo di storia del pianeta la provocazione ha ancora un senso? Infine, molto pomposamente, questo libro è dedicato all’uomo, ma all’uomo, serve un libro del genere?

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto Sottomissione arrivo a questo libro; in maniera invertita e si sente.
    La trama è un po' nebulosa, ma lo stile è inconfondibile, scritto quasi sempre ottimamente e con una gran voglia ...continua

    Dopo aver letto Sottomissione arrivo a questo libro; in maniera invertita e si sente.
    La trama è un po' nebulosa, ma lo stile è inconfondibile, scritto quasi sempre ottimamente e con una gran voglia di essere stridente, sia con lo stile sia con le idee espresse.
    Continuo a restare affascinata dall'analisi del mondo di Houllebecq.

    ha scritto il 

  • 3

    Della difficoltà di affidarsi

    Il piacere nella lettura è strettamente connesso con l'abbandono e quindi con la possibilità di affidarsi al narratore per lasciarsi accompagnare in un viaggio che comporta rischi e possibili sorprese ...continua

    Il piacere nella lettura è strettamente connesso con l'abbandono e quindi con la possibilità di affidarsi al narratore per lasciarsi accompagnare in un viaggio che comporta rischi e possibili sorprese.
    Il mio problema leggendo questo libro è stata proprio la difficoltà ad affidarmi al suo autore, allontanata e irrigidita da uno sguardo che a tratti mi faceva sorridere perché poco 'politically correct' ma che alla fine mi sembra semplicemente riduttivo se non banale.
    Il distacco che percepisco tra l'autore e i suoi personaggi, così estremi da perdere un po' di credibilità, riflette il distacco tra me lettrice e il libro, l'assenza di quel ponte che è proprio un patto di fiducia per cui si può sospendere il giudizio e lasciarsi andare, finché dura la lettura, alla scoperta di uno sguardo sul mondo.
    L'ultimo capitolo ha costituito un'eccezione e mi ha emozionato la fredda e 'tecnica' rassegnazione e abdicazione all'esistenza della specie umana, permettendomi di percepire finalmente nel testo un leitmotiv vivo e non supponente: un guizzo finale che ha illuminato retrospettivamente il percorso ma non è bastato a riempirlo di senso.

    ha scritto il 

  • 1

    Le particelle elementari

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbara ...continua

    E' un libro che ha avuto ottime recensioni, io l'ho trovato pieno di squallore, il tutto è descritto seguendo un maschilismo spudorato. a me l'aveva consigliato un'amica, mi sono trovata un po' imbarazzata durante la lettura e mi chiedevo come potesse esserle piaciuto un romanzo così deprimente.

    ha scritto il 

  • 3

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos ...continua

    Teniendo en cuenta que soy virgen respecto a este escritor reconozco que me ha parecido una historia extraña, muy excéntrica. En ocasiones pensé que leía a Irving por los personajes tan melodramáticos, con pasados o vidas tan trágicas, aún así me han gustado, sobre todo el principal. Un tipo muy interesante que termina flotando a pesar de los avatares de su vida y su gran afición al sexo, ya que es evidente que estamos ante una historia muy muy sexual, demasiado diría yo. Lo que añadiría con una insistencia, siendo lo peor de este libro en mi opinión es la gran cantidad de descripciones, cuenta todo demasiado, se excede mucho y aburre, ya sea en temas científicos, filosóficos o testimonios sobre los protagonistas y su vida que sobran muchas páginas a causa de ello, además no solo eso, el epílogo sobra, mete una buena chapa sobre ciencias, genética y temas de la humanidad que para mi por mucha relación que pueda tener con algún detalle de uno de los protagonistas, para mi no viene a cuento, sobra.

    ha scritto il 

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