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Le particelle elementari

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 680)

3.8
(3679)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Svedese , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Lettone , Polacco

Isbn-10: 8845244571 | Isbn-13: 9788845244575 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Michel Djerzinski e Bruno Clément sono fratellastri e sembrano essere accomunati unicamente dall'abbandono della madre. Michel è uno scienziato dedito alla biologia molecolare e vicino al Nobel. Un uomo che ha dedicato la sua esistenza agli studi scientifici che lo hanno portato all'isolamento e all'impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è riuscire a clonare gli esseri umani così da poter garantire a essi una vita perfetta. Bruno è un insegnante, attirato dal sesso in modo morboso, costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l'asettica razionalità di Michel sono il risultato dell'ambiente che li circonda. Due vite parallele destinate a incontrarsi.
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  • 2

    Sinceramente non ho capito il senso di questo libro.
    Tra crude descrizioni di rapporti sessuali e incomprensibili dissertazioni scientifiche, non ho capito dove volesse parare il tutto.

    ha scritto il 

  • 2

    C'è un non so che di mefistofelico in questo libro, di brutalmente irritante, di volutamente sgradevole, nonostante ciò non sono riuscita a non terminarlo.
    Non so cosa mi abbia infastidito di più.
    La ...continua

    C'è un non so che di mefistofelico in questo libro, di brutalmente irritante, di volutamente sgradevole, nonostante ciò non sono riuscita a non terminarlo.
    Non so cosa mi abbia infastidito di più.
    La misoginia dei personaggi? Forse.
    Il fatto che fossero degli erotomani deviati? Anche.
    La loro incapacità di amare? Probabile.
    Il loro essere nevrotici e totalmente inaffettivi? Sicuro.
    L'individualismo volto all'annichilimento del prossimo? Pure.

    Una cosa è certa, non resterete indifferenti.

    PS: in caso qualcuno di voi sia amico di Houellebecq, potete gentilmente comunicargli che copia-incollare nozioni di fisica e biologia molecolare non fanno di lui uno scienziato prossimo al Nobel ma solo un esponente di bassa lega della falsa erudizione?
    Grazie.

    Cordialmente,

    A.G

    ha scritto il 

  • 3

    "Eppure quegli uomini non li disprezziamo / Noi sappiamo di dover molto ai loro sogni..."

    In effetti questo libro narra le vicende di due sognatori delusi dalle traversie da cui la loro esistenza è stata attraversata. Due fratellastri diversi in tutto, opposti per personalità; l'uno, Miche ...continua

    In effetti questo libro narra le vicende di due sognatori delusi dalle traversie da cui la loro esistenza è stata attraversata. Due fratellastri diversi in tutto, opposti per personalità; l'uno, Michel, appassionato pedissequo di biologia molecolare, l'altro, insegnante sessuomane estremamente emotivo.
    E questo libro è un memoriale dedicato alle vicende dei due protagonisti, percorso da un tono nostalgico e anche cinico.
    Ho amato l'opera in misura minore rispetto all'altro Houllebecq de "La possibilità di un'isola" ma vi ho riscontrato caratteri simili per la visione profetica di una società sempre più "de-umanizzata" e che si autodistrugge.
    A volte ostico nelle sue digressioni filosofiche, ho apprezzato però alcuni passi del libro che ne contraddistinguono l'essenza:

    "Sarebbe bello se l'io fosse un'illusione, anche se comunque sarebbe un'illusione dolorosa"

    "Gli esseri umani imparano a vivere e a morire; in mezzo al loro spazio mentale si creano la separazione, la lontananza e la sofferenza. Su questo c'è ben poco da dire: l'amante segue il richiamo dell'amato, lo sente al di là di oceani e di montagne... L'amore avvince, avvince per sempre."

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro va penetrato con forza, va aperto e sviscerato. L’involucro esterno è una scorza fatta di cinismo, di spietata anche se lucidissima analisi sociologica, di riflessioni figlie del più fort ...continua

    Questo libro va penetrato con forza, va aperto e sviscerato. L’involucro esterno è una scorza fatta di cinismo, di spietata anche se lucidissima analisi sociologica, di riflessioni figlie del più forte disincanto che l’individualismo e il materialismo novecentesco hanno aggiunto al vivere umano. Tutto, inizialmente, pare scritto apposta per irritare: i personaggi bloccati nelle loro debolezze inesorcizzabili, la scrittura provocatoria, a tratti spiccatamente maschilista e arrogante, la storia che procede per scatti, e che è una storia forte, abbastanza cattiva, emblematicamente contrastata, come una favola al contrario. Dietro tutto ciò, però, c’è dell’altro, che soltanto a costo di scavare fra tutto ciò diventa leggibile. C’è la fragilità dei personaggi, che da un punto in poi della storia si trasforma da violenta e prevaricatrice in una disperazione molto umana che avvicina in modo fortissimo gli stessi protagonisti al lettore. C’è la poeticità di una storia che anche attraverso l’antitesi di vicende e vite poco esemplari (secondo una morale parziale) porta allo spannung di una sintesi dove un senso profondo viene ricreato. C’è il cinismo che diviene nostalgia, la cattiveria che si stempera in umanità pura e vera, e l’esaurirsi delle vite come delle riflessioni moralistiche e sociologiche in un niente che è profondamente radicato in ognuno di noi.
    Un impianto letterario solidissimo, e la sociologia come filo conduttore di una vicenda polisemica che raccoglie vite di personaggi diversissimi fra di loro, ma tutte emblematiche della seconda parte del novecento francese dal punto di vista socio-culturale. Una penna che passa agilmente da un registro all’altro, variando linguaggio e scelta dei contenuti da narrare a seconda dei punti di vista (dei personaggi) che assume nei vari momenti. Un autore che mi dà la fortissima impressione di denudarsi, gradualmente, con lo scorrere delle pagine, come in un urlo che da fortissimo com’è inizialmente si stempera pian piano fino a spegnersi, passando dalla rabbia alla cognizione del dolore all’accettazione della tristezza che si voleva denunciare. Percezione, denuncia, consapevolezza, metabolizzazione, accettazione: questo libro racconta la vita, in una maniera assolutamente efficace.

    ha scritto il 

  • 2

    1/3

    1/3 del libro è dedicato a descrizioni piuttosto approfondite ed esplicite dei più svariati atti sessuali. Ostentatamente, troppo ostentatamente direi, anche molto meno sarebbe bastato a definire la p ...continua

    1/3 del libro è dedicato a descrizioni piuttosto approfondite ed esplicite dei più svariati atti sessuali. Ostentatamente, troppo ostentatamente direi, anche molto meno sarebbe bastato a definire la psicologia di Bruno. Così come ostentatamente il nostro autore impiega il secondo 1/3 per districarsi in virtuosismi stilistici, esibizione di conoscenze scientifiche (reali o copia-incolla?), machismo letterario insomma. Pagine e pagine di nozioni a tratti incomprensibili. Anche in questo caso, ne bastava molto meno. Il terzo 1/3 è la storia vera e propria, ed è questa la parte realmente godibile ed apprezzabile, fino all'inatteso ed intrigante finale.

    ha scritto il 

  • 3

    La domanda che si pone il recensore è : Michel H. è un genio o un gran paraculo ? Ebbene, la lettura di « Le Particelle Elementari » non aiuta a elaborare una risposta compiuta. Certo, se non si consi ...continua

    La domanda che si pone il recensore è : Michel H. è un genio o un gran paraculo ? Ebbene, la lettura di « Le Particelle Elementari » non aiuta a elaborare una risposta compiuta. Certo, se non si considerano le lunghe tirate scientifico/filosofiche che per il 95% della popolazione, incluso il sottoscritto, appaiono ostiche e anche agnostiche, come diceva il tale, il romanzo alla lettura risulta scorrevole, piacevole, talvolta divertente, sicuramente ben scritto. I personaggi sono interessanti e il contesto della frigida borghesia intellettuale frenchy, molto ben riprodotto.

    Però a fine lettura resta una sgradevole sensazione di vuoto a perdere. In pratica, come dev’essere interpretata ‘sta faccenda? E’ la storia del genio che ebbe l’intuizione che avrebbe portato l’umanità a un livello superiore ? E allora che c’entrano tutte le storie di Bruno nei suoi pellegrinaggi per campeggi alternativi ? E’ la storia di due fratellastri ? E allora trovo che i punti di contatto che incontrano nel corso della narrazione siano veramente deboli. Si direbbe più due storie che sfrecciano quasi parallelamente che un vero romanzo.

    Diciamo che funziona meglio come racconto del declino di una società, morale e sociale, la sterilità degli intellettuali contrapposta al degrado sessuale della media borghesia, ma anche qui stenta un po’ ad assumere una valenza universale, restando confinato alla già menzionata borghesia “bo-bo” parigina.

    Ci sono altre cose che mi hanno un po’ disturbato. Le pagine e pagine di sesso per esempio: il sesso ha infatti un grande vantaggio a livello letterario: ti permette di accumulare pagine di niente che fanno volume senza abbassare la tensione nel lettore. Usato con parsimonia aiuta a definire meglio i personaggi ed i rapporti tra di loro, oltre che a realizzare la fase del “riposo dell’eroe” tra due momenti intensi senza perdere di numero di giri. Il suo abuso però, almeno a me personalmente, scoccia, un po’ come le canzoni nei musical americani.
    Ci sono poi alcune pagine di violenza gratuita, completamente fuori contesto, di cui ci si chiede francamente lo scopo se non quello di scandalizzare.
    E poi in generale, tutta una serie di tirate prefabbricate, finti dialoghi per portare avanti una tesi o riportare una riflessione, inutili a livello della narrazione, e che mi hanno fatto pensare un po’ a certe cose di Pitigrilli.

    Insomma, tutto sommato un tre stelline onesto ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 3

    EROS E THANATOS!

    I personaggi principali, di cui Houellebecq ci parla in questa sua storia, sono i fratelli Bruno Clément e Michel Djerzinski che, come si può evincere dai cognomi dei due, sono figli della stessa madr ...continua

    I personaggi principali, di cui Houellebecq ci parla in questa sua storia, sono i fratelli Bruno Clément e Michel Djerzinski che, come si può evincere dai cognomi dei due, sono figli della stessa madre ma con padri diversi. Il primo ci viene rappresentato come un soggetto erotomane, tutto teso alla ricerca del soddisfacimento dei piaceri sessuali a livello, appunto, maniacale, che imposta tutta la sua esistenza su un ideale edonistico; il secondo, invece, biologo ricercatore, appare come un tipo decisamente più introverso, molto riflessivo e malinconico.
    In un quadro complessivo di decadenza, è possibile, a mio avviso, ritrovare come raffigurato, in questi due personaggi, e comunque nel complesso quadro delle vicende che si dipanano per tutto il testo, un continuo riferimento al binomio psicoanalitico freudiano di Eros-Thánatos, Pulsione di vita-Pulsione di Morte; eventi drammatici, infatti, si susseguono nelle vite di entrambi, e che coinvolgono anche le persone a loro più care, così come pure riflessioni filosofiche esistenziali, anche sul ruolo della sessualità degli individui, che portano il testo ad un epilogo dalle forti tinte fantascientifiche.
    Non ho trovato per niente gradevoli gli espliciti riferimenti sessuali, presenti nel testo, utilizzati dall’autore per caratterizzare, come detto sopra, le vicende della vita di Bruno, e che sfociano nel pornografico; mentre, invece, interessanti sono, a mio avviso, alcune riflessioni filosofiche, presenti nell’opera, e concernenti soprattutto il ruolo e le conseguenze dell’evoluzione della coscienza razionale nel pensiero Occidentale.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi piace, nonostante i suoi personaggi siano volgari, squallidi, misogini, nonostante i dialoghi siano spesso forzati, lunghe sviolinate accademiche che non funzionerebbero nemmeno in un monologo... e ...continua

    Mi piace, nonostante i suoi personaggi siano volgari, squallidi, misogini, nonostante i dialoghi siano spesso forzati, lunghe sviolinate accademiche che non funzionerebbero nemmeno in un monologo... eppure ha un'insidacabile grandezza, un respiro ampio che abbraccia i decenni e i cambiamenti, i suoi personaggi ispirano solo antipatia, ma sono davvero antieroi contemporanei.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Le particelle elementari è un romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq, pubblicato in originale nel 1998, in Italia nel 1999 da Bompiani. È il suo secondo romanzo, ed ha permesso all'autore ...continua

    Le particelle elementari è un romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq, pubblicato in originale nel 1998, in Italia nel 1999 da Bompiani. È il suo secondo romanzo, ed ha permesso all'autore di diventare un caso letterario mondiale, venendo tradotto in almeno 25 paesi.
    Nel luglio del 1998, Michel Djerzinski, biologo molecolare che può vantare una carriera già ricca di successi professionali, arrivato ai quarant'anni ha deciso di lasciare il lavoro, dal quale non riesce più a trarre soddisfazione. La sua vita privata, peraltro, si può definire inesistente. Un lungo flashback ripercorre quindi la storia familiare di Michel e del fratellastro Bruno, uniti da una madre che li ha abbandonati presto per seguire modelli di vita basati sulla ricerca della soddisfazione personale, precorrendo i tempi, e dall'assenza di una figura paterna. Entrambi vengono quindi allevati dai nonni, ma se per Michel questo vuol dire un'infanzia tutto sommato felice, in cui può cominciare a sviluppare un talento precoce per gli studi scientifici, la morte per un incidente domestico della nonna di Bruno avrà come conseguenza un lungo periodo in un collegio, dove diventa vittima delle pesanti vessazioni degli alunni più grandi. Giunto il periodo dell'adolescenza Michel conosce Annabelle, sua vicina di casa e quasi coetanea, una ragazza dolce e spensierata che sviluppa un profondo affetto per quel ragazzo riservato ed intelligente. Per Bruno arrivano le prime delusioni nei suoi rapporti con l'altro sesso, delusioni destinate a seguirlo perennemente. Il caso vuole che i due fratelli finiscano nello stesso liceo, e comincino a frequentarsi. Mentre nella società che li circonda iniziano a svilupparsi i segni di una rivoluzione dei costumi a carattere spiccatamente materialista ed edonista, Annabelle cresce sviluppando una bellezza radiosa, a cui però Michel non sembra essere minimamente sensibile, come del resto per quasi tutto quello che lo circonda, tranne gli studi, dove eccelle. Bruno nel frattempo si rifugia nella masturbazione, pur non sfigurando a scuola e riuscendo a diplomarsi assieme al fratellastro. In occasione di una breve vacanza in una comunità hippy, Annabelle, sentendosi respinta da Michel, ha una breve relazione con un ragazzo. Michel coglie l'occasione per distaccarsene, rifugiandosi nell'isolamento del campus universitario, e nemmeno l'improvvisa morte della nonna, unico vero affetto per il ragazzo, riesce a farli riavvicinare.
    La narrazione ritorna quindi al 1998. Bruno oramai quarantenne si reca in una comunità New Age in cerca di avventure erotiche, ed incontra Christiane, un'insegnante di scienze naturali con cui intreccia una relazione inizialmente solo sessuale, ma che diventa poi un rapporto più stretto. A poco a poco i due scoprono di avere in comune molte esperienze, non da ultimo un matrimonio fallito ed un rapporto problematico con un figlio adolescente. Contemporaneamente Michel, in cerca di intuizioni per portare avanti un suo progetto ancora non ben definito, contatta il fratellastro, riallacciando i loro rapporti, il che porta ad una serie di incontri, facendo riaffiorare ricordi e stimolando riflessioni su vari argomenti: l'individualismo dilagante, il rapporto difficile con i figli, il matrimonio fallito già in partenza di Bruno, e come questo lo abbia spinto a scrivere poesie, a rapporti con prostitute, ed alle sedute di psicanalisi, rimedi insufficienti che non gli hanno evitato il ricovero in una clinica psichiatrica ed il prevedibile divorzio. La relazione con Christine intanto diventa un rapporto fisso, tra sesso di gruppo e confidenze intime, e per la prima volta dopo tanto tempo per Bruno sembra affacciarsi la possibilità di trovare un equilibrio emotivo. Parallelamente, un'occasione dolorosa fa reincontrare Michel e Annabelle dopo venticinque anni, portandoli a riallacciare quella relazione mai veramente nata. Ma il destino si mette di traverso: Christine subisce un peggioramento di una malattia alle vertebre, e si ritrova senza più l'uso delle gambe; percependo la riluttanza di Bruno a continuare la relazione, si suicida. Bruno rientra quindi volontariamente in clinica psichiatrica. Ne esce per rincontrarsi un'ultima volta con Michel per assistere alla fine della madre malata, esperienza che permette a Bruno di sfogare il suo rancore, mentre lascerà Michel come sempre del tutto indifferente. Oramai ha un progetto definito: superare i problemi di instabilità del Dna progettando configurazioni più stabili, e decide quindi di trasferirsi in Irlanda, per poter continuare gli studi. Venuta a saperlo, Annabelle capisce ancora una volta di non essere riuscita a incrinare lo schermo che separa Michel dal resto del genere umano, e gli chiede di darle almeno un figlio. Purtroppo la presenza di segni di tumore all'utero la costringono ad abortire ed a sottoporsi ad isterectomia totale, e Michel decide di rimanerle accanto, ma l'intervento è tardivo: alla scoperta della diffusione del tumore, Annabelle si toglie la vita. Michel si trasferisce quindi in Irlanda, dove lo raggiunge l'inizio del nuovo millennio.
    Mi ha messo una tristezza questo libro, non proprio nelle mie corde, non lo consiglierei.

    ha scritto il 

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