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Le piume di Vurt

Di

Editore: Frassinelli

4.2
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Altri

Isbn-10: 8876843590 | Isbn-13: 9788876843594 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. T. Marenco

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Allucinazione, paura, fantasia, cyberspazio, Tra Alice nel paese delle meraviglie e Arancia Meccanica una fiaba dolce e violentissima. In un imprecisato futuro, nello scenario grigio metallico della città di Manchester, lungo strade attraversate da gruppi di disperati un gruppo di scontenti vaga in cerca di emozioni e di vita. Loro unica gioia artificiale e pericolosa sembra essere una strana droga, celata in prodigiose piume coloratissime, blu gialle rosa argentee a seconda delle sensazioni desiderate. E' sufficiente infilarsene una in bocca e immediatamente si viene trasportati nel pianeta di Vurt, un mondo paradisiaco dal quale è difficile uscire.
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  • 5

    Siccome avevo scritto una lunga recensione, ma pasticciando dall'app di Anobii ho cancellato tutto e ora il libro mi risulta ancora da terminare, sintetizzo la precedente recensione in una sola frase: "Trainspotting futuristico con piume colorate".
    Fuori commercio da anni, sto tentando di recuper ...continua

    Siccome avevo scritto una lunga recensione, ma pasticciando dall'app di Anobii ho cancellato tutto e ora il libro mi risulta ancora da terminare, sintetizzo la precedente recensione in una sola frase: "Trainspotting futuristico con piume colorate". Fuori commercio da anni, sto tentando di recuperare il pdf trovato su internet per renderlo un epub degno di essere letto. Pazientate fiduciosi.

    ha scritto il 

  • 5

    libro non recensibile....stupefacente (nel senso delle droghe...!) veramente, non saprei da dove cominciare, un'avventura lisergica, cyber-punk e allucinogena...tutti argomenti che non mi appartengono e non trovo nemmeno interessanti, ma che in questo libro, giunto nelle mie mani casualmente ai t ...continua

    libro non recensibile....stupefacente (nel senso delle droghe...!) veramente, non saprei da dove cominciare, un'avventura lisergica, cyber-punk e allucinogena...tutti argomenti che non mi appartengono e non trovo nemmeno interessanti, ma che in questo libro, giunto nelle mie mani casualmente ai tempi del liceo, fanno entrare il lettore in uno strano stato mentale, una moderna odissea nell'inconscio malato della post-modernità, un trip senza precedenti, indescrivibile, e l'unico modo di affrontarlo, è iniziare a leggerlo!

    ha scritto il 

  • 5

    Le donne , i robo-pol, i cani, le ombre…

    …l’audaci imprese del puro Scribble io canto.


    “Twas brillig, and the slithy toves
    Did gyre and gimble in the wabe;
    All mimsy were the borogoves,
    And the mome raths outgrabe”


    Laddove lo Slithy Tove diventa un ristorante.


    Il viaggio nel viaggio del viaggio col viaggio.
    Si rieme ...continua

    …l’audaci imprese del puro Scribble io canto.

    “Twas brillig, and the slithy toves Did gyre and gimble in the wabe; All mimsy were the borogoves, And the mome raths outgrabe”

    Laddove lo Slithy Tove diventa un ristorante.

    Il viaggio nel viaggio del viaggio col viaggio. Si riemerge da una apnea primato mondiale coi sintomi dell’asfissia, niente camera di decompressione, gli occhi strabuzzati, le guance in fiamme, le vertigini. In ben pochi casi, questo compreso, la lettura è parente fin troppo stretta di una navigazione sottomarina gorgogliante e minacciosa, e questi sono solo tra i primi effetti collaterali. Ma sia ben chiaro subito che l’immersione nella psichedelia formato cyber punk ubriacante da spezzarti le gambe e restituirtele frullate e fruttate è solo la prima chiave di accesso. La macedonia umana dell’esaltazione del colore, le piume simbolo-pensiero-e-azione del Festival Cromatico dell’Eccesso, dove non ha neppure senso domandarsi se sia “ true or false?”, la Curiose Yellow tragica,-riferimento che rimanderà a ben altre suggestioni cinefile e poi omaggio negli anni a venire di diramazioni culturali le più disparate, giungendo dritta ed intatta ai Simpsons- un’atmosfera degna di un lisergico approdo presso rive popolate di vegetazione di pensieri allucinogeni, nel culto estremo dello specchio di Lewis-Carroliana memoria, dove ogni riflesso è riflesso del riflesso, e ricorda le geometrie paurose e gaudenti di ipnotici regni immaginati sul buffet di zie che sgocciolavano rosoli-misture, pozioni amèliche , ostie sconsacrate di vecchi merletti, il sogno e son desto poetico, spiazzante, sul mai così poco definito confine tra l’infantile meraviglia dell’onirico, l’erotico sguazzo nella immaginazione e la realtà-o meglio LE realtà, , tutto ciò è solo , e sottolineo ufficialmente il SOLO , un aspetto secondario, una sorta di metapretesto per una narrazione più profonda, che traccia un solco difficilmente colmabile con definizioni schematiche e unilaterali. Noon non strizza occhi a fantascienze più o meno passate alle quali qualcuno potrebbe vedere ammicchi, omaggi, riferimenti , rimandi e citazioni, lui va parecchio oltre. Prende tutto quanto precedentemente prodotto sulla dimensione sognata dell’esistenza, sulla degenerazione futuribile dell’umano e la sua modifica più o meno sostanziale ( è tipico il continuo riferirsi a QUANTA componente canina, umana, d’ombra, di luce, di carne, di plastica, di merda, di anima, di dolore, sia presente in ogni singolo protagonista) che è essa stessa inquietudine per il mancato o riuscito( ed entrambi i riconoscimenti sono angoscia o gioia e non si sa quale sarà per l’uno o per l’altro o addirittura nell’uno o nell’altra in contrapposizione nello spazio di una notte, o di un viaggio in una Piuma succhiata ) risultato “ accettabile” di Essere,(umano sarebbe già una diminutio), per scaraventarci in una corale e quasi sacra rappresentazione di epiche gesta degne di un Omero sgocciolato nell’acido, appeso alle funi stupefacenti del Vurt, del metamondo, oltremondo, oltremodo, ultraterreno in una lirica amplificazione di sentimenti che una Manchester allucinata, selvaggia, dalle suggestioni inevitabilmente post dickiane(e a volte persino dickensiane) ci restituisce rilucenti e luminosi rimescolati in una tavolozza di livide albe e cupe notti puntellate da fuochi e musiche indefinibili. Indimenticabili gli attori di questa opera che è più lirica che fantascientifica: Scribble con le sue contraddizioni e la sua “purezza” di componente e di anima, è un protagonista che fa del Sentimento e della Struggenza i motori che muovono i suoi passi, in una indescrivibile serie di avventure che vanno dal porno immaginifico, alla commedia quasi vaudevilliana, alla guerresca lotta di quartiere, alla difesa cavalleresca , all’ingenuo abbandono fanciullesco da eroe di fiabe infantili, passando attraverso momenti esilaranti, grotteschi ( indimenticabili le fughe, le lotte, i rocamboleschi colpi di scena, il duellare , i viaggi nei sogni dei sogni , propri ed altrui, i dialoghi , le ironie inattese, le visite in mondi vicini eppure lontanissimi, quella nella casa dei cani, o in improbabili locali notturni). Un libro che si muove veloce o lentissimo attraverso più dimensioni di “spazio”, (e dove i viaggi su furgoni rubati sono un ennesimo rimando a suggestioni cinematografiche) nel quale spicca un altro degli indimenticabili protagonisti, Beetle, meritevole di un posto d’onore per essere tra i più stravaganti, generosi e splendidi eroi letterari di ogni tempo, per non parlare delle compagne fedeli della banda, Mandy, Brid, Des, Karli, Twinkle, Suze, ognuna diversissima(dalla Componente, al carattere, al modo di reagire) dalle altre , eppure tutte legate da un invisibile , tragico e commuovente filo di tenera passione e lealtà verso i propri uomini , e non come passive sacerdotesse celebranti,né comprimarie di lusso, ma vere e proprie valenti co-protagoniste

    Il ritmo ondivago della narrazione arriva ad una sorta di climax potentissimo e debordante nella parte finale, dove il linguaggio innovativo(c’è un capitolo in cui lo stesso linguaggio scritto diventa una serie moltiplicata di “ riflessi” visivi) adoperato trova la sua massima espressione, in una mescolanza di colpi di scena a ripetizione fino all’emozionante finale, che dopo tanto parossistica commistione di suoni-rumori, è quasi sussurrato, impalpabile, tenero.

    Sarebbe un errore cadere nella trappola della contrapposizione nuda e cruda tra realtà-sogno, paradiso-inferno, umanità-meccanicità, psichedelia per fattoni molto post post sessanta-settantottini(la recente lettura di Vizio di forma di Pynchon mi rende decisamente suggestionata dalle assonanze di questa specie di “ passaggio del testimone” e versioni rivedute e corrette di metodologie di sballo) e monitori richiami ad un senso di autorità marziale post atomica, post post industriale, post globalizzazione, post tutto. Noon centra una serie di obiettivi narrativi con una precisione impressionante, uno stile che incanta, liberandosi da ogni zavorra e peso di eredità omaggi e asterischi figurati, e note a piè di pagina mentali in ogni frase, è il “suo” stile, netto, preciso, pieno, affabulante eppure realistico, ogni parola, gesto , situazione, con un brivido pensiamo “potrebbe” chissà come o quando, ma potrebbe accadere, è come se ne presagissimo il potenziale verificarsi in un futuro più o meno vicino, accessibile e quasi tangibile. E ciò ci rende inquieti e in palpitante attesa, perché l’Inconoscibile(e qui anticipo una traccia del seguito di questo libro, Polline) attrae sempre , come la paura vertiginosa del vuoto.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi pento di non aver letto questo libro quando l'acquistai, ed era appena uscito.
    L'esperimento metalinguistico, la creatività, le atmosfere che propone ai tempi non solo erano modernissime, ma aprivano la porta a nuove forme narrative nell'ambito della fantascienza che allora erano ancora in ger ...continua

    Mi pento di non aver letto questo libro quando l'acquistai, ed era appena uscito. L'esperimento metalinguistico, la creatività, le atmosfere che propone ai tempi non solo erano modernissime, ma aprivano la porta a nuove forme narrative nell'ambito della fantascienza che allora erano ancora in germe. Potremmo chiamare questo genere cyberpunk alternativo, dove al punk si affianca un concetto cyber assai diverso da quello che l'astro nascente Gibson con "Neuromante" e il grande Sterling con "La matrisce spezzata" avevano consacrato sin da subito ad aspetto ben preciso della letteratura del genere. Resta un bellissimo libro, attualissimo, dimostrazione di come il cyber non debba necessariamente essere nelle macchine, perchè la tecnologia avanza in ogni campo, e gli scenari del futuro possono essere differenti in base all'ambito tecnologico che prevale rispetto agli altri. Superate le prime pagine, ostiche perchè è difficile inquadrare il mondo proposto, proprio perchè si parte da una visione precostituita, la lettura diventa veloce, a tratti febbrile, trasportandoci in un'avventura rocambolesca dalle caratteristiche epiche, che ricalca in realtà elementi totalmente classici del romanzo dell'amor cortese: l'eroe che attraverso innumerevoli prove che lo portano ad una maturazione interiore diventa degno dell'amore salvando la dama amata sacrificando se stesso.

    Decisamente consigliato per gli appassionati di fantascenza, imperdibile per i cultori del cyberpunk.

    ha scritto il 

  • 4

    ci salva la letteratura punk

    le piume di Vurt rientra perfettamente nella vena della letteratura punk. Tematiche underground, personaggi ai margini. Questo libro stupisce per forza creativa e originalità (per non parlare di un finale non privo di sorprese!).
    Costruito su una commistione di generi, il mondo che Noon crea è u ...continua

    le piume di Vurt rientra perfettamente nella vena della letteratura punk. Tematiche underground, personaggi ai margini. Questo libro stupisce per forza creativa e originalità (per non parlare di un finale non privo di sorprese!). Costruito su una commistione di generi, il mondo che Noon crea è unico e inimitabile. Un mondo lontano dal nostro eppure forte delle stesse necessità. i personaggi sono come molto spesso nei libri punk, persone scomode, non accettate dalla società. Il libro ci fa entrare subito nella storia e dopo poche pagine di spaesamento non possiamo che immedesimarci nei protagonisti, strambi e umani, e chiederci cos'altro c'è lì fuori oltre i serpenti-sogno e le ragazze-ombra! Un libro bello, bello! Da leggere anche solo per la sua originalità! Non spesso si trova qualcosa che stupisce!

    ha scritto il 

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