Le poesie

Di

Editore: Garzanti (I Garzanti, 317)

4.2
(54)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000013630 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Eugenio Montale

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Quanti luoghi comuni su Gozzano. Certo la purezza del verso non regge al confronto con Leopardi o Montale, ma per il resto... Forse era soprattutto un filosofo. Ma grande.

    ha scritto il 

  • 3

    E' anche colpa di Guido Gozzano se "Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state". O se guardo con occhi benevoli tutte le Signorine Felicita. ...continua

    E' anche colpa di Guido Gozzano se "Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state". O se guardo con occhi benevoli tutte le Signorine Felicita.

    ha scritto il 

  • 0

    Il poeta che ho sempre amato, fin da quando ero ragazzina. Mai un insegnante che mi abbia fatto imparare a memoria una sua poesia! E allora le imparavo da sola: i colloqui, la signorina Felicita, le b ...continua

    Il poeta che ho sempre amato, fin da quando ero ragazzina. Mai un insegnante che mi abbia fatto imparare a memoria una sua poesia! E allora le imparavo da sola: i colloqui, la signorina Felicita, le buone cose di pessimo gusto… E godevo di quella malinconia, che era anche la mia adolescenziale, venata però di ironia, un’ironia che scongiura il pericolo di melensaggine, caratteristica di altri crepuscolari: gli occhi di Felicita azzurri “di un azzurro di stoviglia”, Nietzsche che fa rima con camicie…. Anni fa sono andata in pellegrinaggio ad Agliè (che ora purtroppo è nota solo per le riprese di Elisa di Rivombrosa), a visitare la sua villa “Il Meleto”. Lo ritengo un grande poeta sottovalutato, non ho ancora trovato una definizione della morte più efficace di questa: “è una Signora vestita di nulla e che non ha forma, protende su tutto le dita e tutto che tocca trasforma. Tu senti un benessere come un incubo senza dolori; ti svegli mutato di fuori, nel volto nel pelo nel nome.…”

    ha scritto il 

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