Le pratiche del disgusto

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Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie diuna città, l'Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille coseche gli capitano durante l'esistenza esattamente al pari del disoccupatocamminatore che fantastica ...Continua
Ha scritto il 15/10/17
"E non lo sa più nessuno perché c'è stato bisogno di montare questa recita gigantesca del pensare, la finta che da qualche parte, cioè quasi ovunque, ci siano dei pensieri e poi che addirittura ci sia anche qualcuno che li pensa questi pensieri, ...Continua
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Ha scritto il 24/08/16
Pensieri in libertà, sgrammaticati e stronzi, idiozia e saggezza mescolate insieme. Questo libro è puro godimento, ammesso che si legga con lo spirito giusto...
Ha scritto il 29/01/16
Stavolta...anche no
Cornia mi piace, ha delle belle intuizioni....ma stavolta il "gergale parlato" è' un po' troppo per i miei gusti.... Un po' troppo Paolo Nori peraltro... O viceversa, insomma, alla lunga questo stile mi annoia...
Ha scritto il 02/09/14
DISCORSI DELLA PERFIDIA. E DELLA DEMENZA.
Era da un po' che volevo leggere Ugo Cornia, perché ne avevo sentito parlare bene e perché mi piace l'abbinata del nome col suo cognome. Ma sono rimasto deluso. Parecchio. Se anche 101 pagine sono troppe, vuol dire che qualcosa non funziona. ...Continua
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Ha scritto il 16/06/12
Raramente sono passato cosi' velocemente dalla ammirazione per le costruzioni linguistiche rappresentative del gergale parlato e alla acutezza del tratteggio, alla noia per l'invettiva di pensiero assolutamente sconclusionato, ridicolo, quasi ...Continua
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Ha scritto il Dec 12, 2012, 13:50
e non so perché poiquando uno ha pianto spesso, per alcuni giorni, glirimane addosso quella tipica stanchezza del piangere, e non so se capita a tutti, ma perlomeno ame, io il freddo se ho pianto molto dopo lo sentoparticolarmente e c'erano state ...Continua
Pag. 8
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Ha scritto il Mar 30, 2012, 16:04
E mentre dico tutto questo mi viene anche da ripensare al fatto che io mi sono sempre chiesto se un giorno queste catastrofi vitali che ogni quattro o cinque anni mi arrivano addosso finiranno, e mi dico finiranno, non finiranno, mah, e anche tanti ...Continua
Pag. 97
Ha scritto il Mar 30, 2012, 16:03
E anche la domenica poi, quest’altra grande angoscia che tutti ci portiamo dentro, è diventata soltanto una galera. È da svariati anni che ha smesso di essere una giornata ed è diventata soltanto una galera. La grande galera a porte aperte ...Continua
Pag. 93
Ha scritto il Mar 30, 2012, 16:03
E comunque lo devo dire: sta vita a vaffanculo è diventata una galera e basta, perché ogni tre o quattro anni, o sei o sette, ci si forma dentro quella situazione tipica in cui tutto diventa questa cosa che mi affoga e che io non sopporto più…
Pag. 89
Ha scritto il Mar 30, 2012, 16:03
Un bel momento la realtà non c’è più. Perché l’insinuazione è sempre un tentativo di mettere una specie di sacca piena di qualcos’altro (i cosiddetti secondi fini) tra la realtà e se stessa, cioè tra la realtà e la realtà.
Pag. 82

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