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Le pratiche del disgusto

By Ugo Cornia

(227)

| Others | 9788838921865

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Book Description

Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie diuna città, l'Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille coseche gli capitano durante l'esistenza esattamente al pari del disoccupatocamminatore che fant Continue

Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie diuna città, l'Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille coseche gli capitano durante l'esistenza esattamente al pari del disoccupatocamminatore che fantastica automaticamente su ciò che vede accadere agliangoli delle strade. È uno spettatore puro di se stesso. Il suo modellosegreto di osservazione sta tra Monsieur Hulot e Bouvard e Pécuchet: uncomposto di innato senso del comico e dell'assurdo, di sensibilità accesaverso il carattere fluido dell'esistere e candida voglia di afferrare un sensoche non c'è. Eppure dalla sua ossessione ingenua e febbrile dionnicomprensione discende una capacità di penetrazione psicologica che riesce,in realtà in poco e come parlando d'altro, a tratteggiare efficacementepersonaggi e situazioni fino a comporre trame umane fittissime pur nella lorooccasionalità minimalistica. Nel suo dinamismo "Le pratiche del disgusto" hala velocità dell'invettiva. Ma con un centro di gratitudine e rimpianto. Sitratta dell'amicizia, grandissimo mistero: piccoli episodi richiamano all'Ionarrante la catena di sue amicizie, così diverse, così ariose o anguste, tuttesospese come oasi o come colline verdi sul deserto del conformisno di vitelegate, che per quanto lo si esplori in lungo e in largo appare solo uguale edesolante.

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    DISCORSI DELLA PERFIDIA. E DELLA DEMENZA.

    Era da un po' che volevo leggere Ugo Cornia, perché ne avevo sentito parlare bene e perché mi piace l'abbinata del nome col suo cognome.
    Ma sono rimasto deluso. Parecchio.
    Se anche 101 pagine sono troppe, vuol dire che qualcosa non funziona.

    Maga ...(continue)

    Era da un po' che volevo leggere Ugo Cornia, perché ne avevo sentito parlare bene e perché mi piace l'abbinata del nome col suo cognome.
    Ma sono rimasto deluso. Parecchio.
    Se anche 101 pagine sono troppe, vuol dire che qualcosa non funziona.

    Magari sono io che non funziono, che non sono riuscito a entrare in sintonia col suo piccolo mondo antico.
    Che antico non mi è parso, ma vecchio: un sacco di rimpianti per cose che non sono più come una volta, quel genere di atteggiamento che mi spinge lontano.

    Il personaggio protagonista del librino, l'io narrante, che non mi pare abbia un nome, quindi per me ha finito col far tutt'uno con Ugo Cornia narratore, pone belle domande, ma non trova mai le risposte: anche il prete sul pulpito pone belle domande, ma le risposte latitano sempre.
    Il fatto è che anch'io so pormi le domande, belle o brutte – son le risposte che cerco, non le domande.

    Questo Ugocornia io narrante sbrodola abbastanza, perché come il brodo non ha punti fermi; delira un poco, come dicevo ha dubbi interessanti, nessuna risposta, divaga, e ricorda tanto lo scemo del villaggio che in mezzo a dieci idiozie e dieci ripetizioni infila un pensiero arguto e spiazzante.
    Ma non mi ha né preso, né divertito, né interessato: è scivolato via come l'acqua dal rubinetto.

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    orsodimondo said on Sep 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    a me dispiace un fracco quando negli incontri pubblici il
    moderatore vuole far vedere di saperne anche lui

    però poi magari fa il passo più lungo della gamba
    e tra il pubblico qualcuno glielo dice, diplomaticamente

    ma il massimo è quando il mode ...(continue)

    a me dispiace un fracco quando negli incontri pubblici il
    moderatore vuole far vedere di saperne anche lui

    però poi magari fa il passo più lungo della gamba
    e tra il pubblico qualcuno glielo dice, diplomaticamente

    ma il massimo è quando il moderatore interpellato da una
    fanciulla in prima fila, una fanciulla di bella presenza

    diciamo, comincia a flirtare con la fanciulla
    scandaloso

    e tu sei magari con un tuo amico, in un'altra fila e dici ma
    ti pare possibile, al tuo amico, e lui

    oh, succede
    poi uscite in fretta e furia perché non volete vedere quello che

    succede, voi avete pudore
    ma tornando a casa vi fermate in una bella gelateria

    distratti da altro e ve la passate così, la vostra
    serata, senza se e senza ma

    ma con molti sebbene, per così dire
    [bene bene]

    II.

    oggi in un incontro di lavoro ho provato una vergogna
    indescrivibile e l'unica cosa che mi ha sostenuto

    il pezzo di cornia sullo spread
    merda

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    [radek] said on May 3, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Raramente sono passato cosi' velocemente dalla ammirazione per le costruzioni linguistiche rappresentative del gergale parlato e alla acutezza del tratteggio, alla noia per l'invettiva di pensiero assolutamente sconclusionato, ridicolo, quasi bernhar ...(continue)

    Raramente sono passato cosi' velocemente dalla ammirazione per le costruzioni linguistiche rappresentative del gergale parlato e alla acutezza del tratteggio, alla noia per l'invettiva di pensiero assolutamente sconclusionato, ridicolo, quasi bernhardiano - senza neppure lontanamente essere Bernhard. Fosse stato meno superbo l'avrei preferito, ma ognuno scrive poi come diavolo vuole e di quello che piu' gli piace.

    Io, di mio, sono a posto cosi'.

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    Marco Bartolotti said on Jun 16, 2012 | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    "E poi subito dopo mi ero detto che cazzo me ne frega, e che cazzo me ne deve fregare di qualsiasi cosa, e infatti a me ormai non me ne frega un cazzo, e uno che ha raggiunto una certa età, nel bene e nel male, la cosa che gli interessa di più è di s ...(continue)

    "E poi subito dopo mi ero detto che cazzo me ne frega, e che cazzo me ne deve fregare di qualsiasi cosa, e infatti a me ormai non me ne frega un cazzo, e uno che ha raggiunto una certa età, nel bene e nel male, la cosa che gli interessa di più è di stare in pace e di non avere continuamente della rottura di coglioni, poter fumare delle sigarette in pace o cose simili e così via."

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    g* said on Nov 11, 2011 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Leggendo:
    "E però queste visioni lampo,
    produttrici d'illuminazione cerebrale, portano all'ovvio il fatto che nel tuo cervello si è depositata questa specie di sostrato umiliativo, la sostanza umiliante, qualcosa per cui se guardi una cosa
    qualsiasi ...(continue)

    Leggendo:
    "E però queste visioni lampo,
    produttrici d'illuminazione cerebrale, portano all'ovvio il fatto che nel tuo cervello si è depositata questa specie di sostrato umiliativo, la sostanza umiliante, qualcosa per cui se guardi una cosa
    qualsiasi quella cosa è sempre un po'"umiliata, e
    di conseguenza anche l'immagine della cosa che ti
    ritorna addosso è un po'"umiliata e ti infila nuova umiliazione nel cervello.
    Spesso mi sono chiesto da dove era potuto provenire tutto questo materiale umiliativo che sento girarmi in testa, e mi dicevo che è ovvio che il
    sostrato umiliativo proviene da questo continuo
    far finta di pensare e il far finta di pensare è il prodotto finale di tutti quei vari percorsi del far finta di vedere, e però, in mezzo a questi pensieri,
    perché quando pensi, almeno per me è così, si attua una specie di viavai di vari fili, ogni tre minuti mi veniva anche in mente la natura che ha
    fatto questo grande salto e non ha mai inventato
    il linguaggio e ha inventato qualcos'altro - per
    esempio una volta che ero rimasto a Pietramala con
    mia madre e mio fratello, e mio padre era già tornato a Modena, e allora con mia madre avevamo
    tanto parlato e avevamo deciso di tornare a Modena il 17 di settembre, ma già verso il 12 aveva
    iniziato a tirare un vento costante e anche forte
    che tirava tutto il giorno e poi anche tutta la notte, senza requie mai, e a passare tra casa mia e casa di Giuseppe, in cui tutto l'aperto di due valli

    si chiude in una strettoia larga dieci metri, in
    quel punto il vento era tanto bestiale che all'inizio andavo a prendere mia madre e la portavo lì,
    che ti sentivi stampare i vestiti e volava via tutto, e dopo tre giorni così il 15 però, io alla mattina, decisione maturata di colpo quella notte
    mentre gli altri dormivano, io appena alzato quel
    giorno ho detto a mia madre che mi portasse al
    treno che dovevo tornare a Modena perché io lì
    non potevo più starci, anche se ho sempre amato
    il vento e quando m'alzo e vado a metter su il caffè,
    e in cucina d'estate un giorno su tre tira della brezza, allora per me la giornata è già un'altra cosa, e
    invece quel giorno mi sono alzato con la certezza
    chiara che lì non potevo più starci, mia madre ha
    detto che le dispiaceva molto ma che mi portava
    subito al treno e che ci vedevamo il 17 a Modena perché mia madre è sempre stata una di quelle che se diceva che finiva le sue vacanze il 17, finiva le sue vacanze il 17, e comunque quel giorno, arrivato a casa e senza vento, il vento è poi
    completamente sparito dai miei pensieri fino a
    quando mia madre il 17 al pomeriggio, essendo anche lei venuta giù, mentre stava entrando in casa, non ha detto che quando lei e mio fratello erano partiti il vento stava ancora continuando a tirare come prima e non s'era mai fermato."

    Mi viene da scrivere:
    Oggi mi è venuta l'idea di leggere qualche cosa dei "Semplici" che poi mi son detto se sono cos' semplici allora non sarà difficile leggerli, allora ho pensato che forse essendo di Modena potevo leggere qualcosa di Ugo Cornia che anche lui è di Modena, che poi io non sono proprio di Modena ma di Formigine, anche se sono nato a Modena per cui fa lo stesso, o almeno credo, allora mi dicevo voglio leggere qualcosa dei Semplici perchè vorrei capire come mai si è diffuso questo movimento anche se parlare di movimento mi pare un po' troppo visto che principalmente stanno fermi, e allora quando ho cominciato a leggere queste "pratiche del disgusto" mentre leggevo il disgusto mi veniva su come una sorta di acidità dallo stomaco, come se avessi mangiato del ragù avariato, ed allora mi sono detto che non sempre nelle cose semplici si trova il piacere, perchè il ragù alla fine è semplice, ma se è un po'andato a male fa anche un po' schifo e crea un po di disgusto come quello che mi pervade mentre leggo questo libro.

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    Ral_Pantone said on Nov 23, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In questo periodo mi sento dell'umore giusto per le pratiche del disgusto. Mi bastano l'amico delle pinze, la posizione di chiusura, e il giardino col barbecue per innamorarmene, me lo sento....
    [edit] A metà libro, ti sembra inutile continuare. Rifl ...(continue)

    In questo periodo mi sento dell'umore giusto per le pratiche del disgusto. Mi bastano l'amico delle pinze, la posizione di chiusura, e il giardino col barbecue per innamorarmene, me lo sento....
    [edit] A metà libro, ti sembra inutile continuare. Riflessioni interessanti, che spesso ho condiviso, ma a volte sembrava di sentir parlare mia nonna con l'alzheimer....

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    Mondonaif said on Oct 22, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • ISBN-10: 8838921865
  • ISBN-13: 9788838921865
  • Publisher: Sellerio di Giorgianni
  • Publish date: 2007-01-01
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