Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le quattro casalinghe di Tokyo

Di

Editore: Neri Pozza (Biblioteca)

4.0
(2186)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 652 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Francese , Olandese , Portoghese , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8854503223 | Isbn-13: 9788854503229 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lydia Origlia

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Le quattro casalinghe di Tokyo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una continua tensione. La prima a cedere è la più giovane, la graziosa Yayoi, madre e moglie esemplare. Una notte, in un impeto di rabbia, strozza con una cintura il marito, tornato a casa ubriaco dopo aver dilapidato tutti i risparmi con una ragazza cinese abbordata in un bar. Yayoi chiede aiuto a Masako, l'amica più intelligente e coraggiosa, che a sua volta coinvolge Yoshie, una donna angariata da una figlia adolescente capricciosa e da una suocera invalida.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Beh, era partito proprio bene e alla fine è andato tutto nel verso giusto, almeno per quanto riguarda le simpatie del lettore: tutti (chi nel bene e chi nel male) hanno avuto o si sono presi la propri ...continua

    Beh, era partito proprio bene e alla fine è andato tutto nel verso giusto, almeno per quanto riguarda le simpatie del lettore: tutti (chi nel bene e chi nel male) hanno avuto o si sono presi la propria via di uscita. Uno strano libro forse perché il lettore sta dalla parte delle cattive invece che dalla parte delle vittime. Strano perché non è propriamente un thriller, la polizia compare ma in fondo è solo un complemento necessario alla storia e non si sa nulla o quasi delle indagini. Strano anche perché le situazioni spesso sono raccontate dai punti di vista dei vari soggetti e allora la scena cambia, quello che tu lettore avevi immaginato alla fine si rivela diverso. Altra impressione che ho avuto è che fosse il "romanzo manifesto" della teoria dei sei gradi di separazione (che qui peraltro sono anche meno): una persona conosce un'altra persona che una volta conosceva qualcuno e quel qualcuno conosce quell'altro e alla fine il cerchio si chiude. Solo mi ha lasciata un po’ perplessa il finale. L’attimo di debolezza di Masako mi ha deluso e anche se alla fine si riprende (come sempre) mi lascia un po’ di amaro in bocca. Possibile che quello che cerchiamo noi donne, anche le più forti o ciniche o corazzate, alla fine sia solo l’amore? Anche se poi reagisce e va incontro al futuro sola e sapendo di poter contare solo su sé stessa. Allora preferivo un bel lieto fine, lei che se ne va in Brasile con il ragazzotto e con i soldi, che in fondo questa storia è proprio una favola.

    ha scritto il 

  • 5

    Discesa all’inferno senza ritorno. Un plot trappola e protagonisti intrappolati in una teoria di eventi rigorosamente consequenziali, nei quali la volontà umana determina solo il primo punto di svolta ...continua

    Discesa all’inferno senza ritorno. Un plot trappola e protagonisti intrappolati in una teoria di eventi rigorosamente consequenziali, nei quali la volontà umana determina solo il primo punto di svolta, per poi subire le fatali conseguenze della prima scelta. Le quattro “casalinghe” (che tali, peraltro, non sono: brutto titolo italiano) costrette ad una solidarietà, frutto della comune alienazione. Romanzo estremo, nella migliore tradizione orientale, dove l’ordinario tracima inevitabilmente, e naturalmente, nello straordinario. Immagini vivide di ordinario squallore, psicologie dense e portate all’eccesso. Pessimismo, cattiveria e amoralità, in un mondo privo di tenerezza, ove prevale l’ego e ove il personaggio dell’immigrato brasiliano, unico in grado di formulare sentimenti “positivi”, è destinato ad essere relegato all’irrilevanza. Tokio, una città che fagocita i suoi abitanti e ne corrompe l’anima, senza lasciare via di scampo. L’autrice disseziona cadaveri e psicologie diverse, senza pregiudizi etici, indugiando sull’orrore senza risparmiarsi, e risparmiarci, gli abissi imperscrutabili del subconscio. Emerge il tratto caratteristico della letteratura giapponese: la totale assenza di autocensura, il non ritrarsi di fronte all’orrore che si nasconde tra le pieghe dell’animo umano, l’intensa capacità di esprimere la disperazione e l’ineluttabilità fino a quelle estreme conseguenze, alle soglie delle quali, normalmente, gli scrittori “occidentali” tendono, talora pavidamente, a fermarsi. Tragicamente epico.

    ha scritto il 

  • 5

    È un noir coinvolgente fin dalle prime pagine. Crudele, truculento ma quello che smuove è lo scavare nell'animo dei personaggi. Finalmente un finale che non ti aspetti. Che convince nonostante la viol ...continua

    È un noir coinvolgente fin dalle prime pagine. Crudele, truculento ma quello che smuove è lo scavare nell'animo dei personaggi. Finalmente un finale che non ti aspetti. Che convince nonostante la violenza. 620 pagine tutte da assaporare.

    ha scritto il 

  • 4

    te e mezzo/quattro - Stile, caratterizzazioni personaggi, contesto sociale e tenuta della narrazione perfetti, un romanzo potente. Però... una lettura crudele, terribile. Non credo leggerò altro della ...continua

    te e mezzo/quattro - Stile, caratterizzazioni personaggi, contesto sociale e tenuta della narrazione perfetti, un romanzo potente. Però... una lettura crudele, terribile. Non credo leggerò altro della Kirino.

    ha scritto il 

  • 5

    L'inizio mi e' piaciuto e mi ha divertito per quella trama nippo-pulp, e per quella velata promessa di riscatto. Lo svolgimento degli eventi l'ho adorato per quella svolta introspettiva che ha sviscer ...continua

    L'inizio mi e' piaciuto e mi ha divertito per quella trama nippo-pulp, e per quella velata promessa di riscatto. Lo svolgimento degli eventi l'ho adorato per quella svolta introspettiva che ha sviscerato i desideri dei suoi protagonisti.
    Infine mi ha stupita e emozionata il truculento epilogo... di carne, sangue, furore e poesia.

    "Masako capi' Satake... e lo amo'"

    ha scritto il 

  • 2

    Un noir che più noir non si può

    Un noir che più noir non si può, fatto con una miscela di violenza inusitata, disperazione sadismo, masochismo, lavoro alienante, solitudine, povertà, incomunicabilità, abbandono e fuga dalla realtà. ...continua

    Un noir che più noir non si può, fatto con una miscela di violenza inusitata, disperazione sadismo, masochismo, lavoro alienante, solitudine, povertà, incomunicabilità, abbandono e fuga dalla realtà. Una trama improbabile che non regge, con dialoghi infantili ed un finale a gran sorpresa ma, purtoppo, del tutto assurdo. Metto due stelle, anziché una, solo perchè sono riuscito a finirlo (a fatica).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi, quattro donne di età, di carattere e di formazione differenti, accomunate solo da un ripetitivo e snervante lavoro notturno che non le soddisfa, ma di cui non possono f ...continua

    Masako, Kuniko, Yoshie e Yayoi, quattro donne di età, di carattere e di formazione differenti, accomunate solo da un ripetitivo e snervante lavoro notturno che non le soddisfa, ma di cui non possono fare a meno. Sono figure che emergono lentamente, come se avessero pudore dei propri sentimenti e non volessero lasciare spoglia ed indifesa la loro anima, ma le vicende della vita rivelano di quale atrocità, tutte insieme, si possano macchiare, anche se con maggiore o minore partecipazione.
    Un’arma per dimenticare, anzi per cancellare le mostruosità commesse, è quella di convincersi che non vi sia nessuna via d’uscita, la ragione spesso si rifiuta di riflettere, ma non si può eludere il problema a lungo e le quattro ‘amiche’ rivelano in pieno come le loro vicende personali possano caratterizzarle: forte Masako, codarda Kuniko, ansiosa Yoshie, confusa Yayoi. Comunque ognuna cerca di continuare a vivere secondo il proprio istinto, secondo la propria visione di una vita ormai sconvolta che infonde in tutte una sorta di euforia per il ‘dio denaro’ ma anche un ‘brivido di terrore’ soprattutto per la personale esistenza, tanto da affrontare il ‘nemico misterioso’ in modo totalmente diverso.
    Due uomini, Jumonji e Satake, giocano ruoli diversi e a loro modo fondamentali per lo sviluppo e la conclusione della macabra vicenda.

    ”…noi siamo i figli perduti della società!

    ha scritto il 

  • 4

    Inaspettato!

    Devo dire che mi sono lasciata un po' ingannare dal breve riassunto sul risvolto di copertina, che sembra presentare una storia decisamente più "leggera" di quanto sia in realtà. O meglio, porta il pu ...continua

    Devo dire che mi sono lasciata un po' ingannare dal breve riassunto sul risvolto di copertina, che sembra presentare una storia decisamente più "leggera" di quanto sia in realtà. O meglio, porta il punto focale della storia su un avvenimento che invece si rivela essere solo la punta dell'iceberg dell'intero romanzo.
    L'omicidio che Yayoi, una delle quattro donne protagoniste del romanzo, compie ai danni del proprio marito non è il fulcro della storia, come credevo all'inizio, bensì il trampolino di lancio dal quale si dipanano, capitolo dopo capitolo, le storie di vita delle quattro casalinghe. E' l'avvenimento che dà il via alla scoperta dei sentimenti più profondi celati nell'animo di queste quattro donne, ognuna col proprio carico di problemi e colpe, che non esita a lottare, a proprio modo, per cercare di andare avanti, ricorrendo talvolta anche a soluzioni estreme.
    Non mi aspettavo una svolta così introspettiva e certi passi del libro, specialmente verso la fine, mi hanno lasciato spiazzata. Tuttavia gli avvenimenti sono scorsi senza incepparsi e l'alta sensibilità dei contenuti trattati non ha rappresentato un ostacolo. Forse, anzi, è proprio la facilità con cui sono stati inseriti nella storia certi passaggi, certe descrizioni, che mi ha lasciato stupefatta.
    Un libro che, una volta finito, mi ha dato da pensare.

    ha scritto il 

Ordina per