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Le quattro casalinghe di Tokyo

By Natsuo Kirino, Lydia Origlia (Translator)

(992)

| Softcover | 9788854503229

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Book Description

Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una continua tensione. La prima a cedere è la più giovane, la graziosa Yayoi, madre e moglie esemplare. Una notte, in un impeto di rabbia, strozza con una cintContinue

Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una continua tensione. La prima a cedere è la più giovane, la graziosa Yayoi, madre e moglie esemplare. Una notte, in un impeto di rabbia, strozza con una cintura il marito, tornato a casa ubriaco dopo aver dilapidato tutti i risparmi con una ragazza cinese abbordata in un bar. Yayoi chiede aiuto a Masako, l'amica più intelligente e coraggiosa, che a sua volta coinvolge Yoshie, una donna angariata da una figlia adolescente capricciosa e da una suocera invalida.

Critics

  • Le quattro casalinghe di Tokyo

    La trama e le recensioni di Le quattro casalinghe di Tokyo, romanzo di Natsuo Kirino edito da Neri Pozza. Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una ... (read full critics)

    Qlibri published on Sun, 28 Nov 2010

16 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Che cosa scabrosa, che cosa scabrosa..

    (Perché gli do 5? Perché non ho nessun motivo per dargli di meno).

    Questo libro è stato un woha. Credo di dover cominciare dal principio a raccontare la mia vicenda personale legata a Le quattro casalinghe di Tokyo.
    Un bel pomeriggio di metà Dicembre mia madre sbuca in camera mia con ... (continue)

    (Perché gli do 5? Perché non ho nessun motivo per dargli di meno).

    Questo libro è stato un woha. Credo di dover cominciare dal principio a raccontare la mia vicenda personale legata a Le quattro casalinghe di Tokyo.
    Un bel pomeriggio di metà Dicembre mia madre sbuca in camera mia con un piccolo bottino di libri appena diventati orfani, e che cercano disperatamente una mammina che li accudisca: questi sono Tess d'Urberville, Mansfield Park e Le quattro casalinghe di Tokyo.
    Tutta la mia felicità s'era concentrata su Tess d'Urberville di Hardy, dato che lo stesso giorno m'ero chiesta del perché fra gli autori classici fosse quello di cui sento parlar di meno, almeno nella cerchia dei vari social networks. E avevo anche meditato su un possibile prestito in biblioteca, dato che lo stesso giorno ero andata per svaligiarla un'ennesima volta, ma dopo aver visto i volumi delle sue opere ho preferito rimandare ad un misterioso giorno più in là.
    E poi me lo vedo lo stesso giorno regalato, così, senza risentimenti. Bene, fantastico, yeah.
    E devo dire che, per quanto ricevere Le quattro casalinghe di Tokyo mi avesse piacevolmente sorpreso, non s'era conquistato completamente la mia attenzione.
    Addirittura Mansfield Park non l'ho quasi calcolato, anzi, a dirla tutta non mi ricordo se fosse effettivamente parte del bottino di metà Dicembre.
    Mi scuso per questo oltraggio, signorina Austen.
    In ogni caso Le quattro casalinghe di Tokyo s'era beccato il suo momentino, infatti ero felice di poter togliere un altro titolo dalla mia wishlist senza tanta fatica, senza nessuna ricerca in libreria o in biblioteca. M'era proprio piovuto dal cielo.
    Avevo letto le solite frasette entusiaste e accalappia-lettori dietro la copertina.

    "Un'accusa rabbiosa verso l'intera società [..], un'impressionante descrizione dell'alienazione femminile e della tensione autodistruttiva del Giappone contemporaneo."
    - Time Out.

    "Natsuo Kirino è l'unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi vent'anni".
    - Daisuke Hashimoto. (e Murakami chi è? un povero fesso?)

    "Natsuo Kirino si conferma tra quegli scrittori giapponesi d'élite che stanno trasformando il romanzo contemporaneo".
    - The Washngton Post.

    Ora, è comprensibile che io mi fossi fatta un'idea del romanzo da queste tre righe e dal titolo. Hm, Le quattro casalinghe di Tokyo. Alienazione femminile, accusa rabbiosa verso l'intera società, tensione autodistruttiva del Giappone des nos jours. Ah, ma allora è un romanzo sociale! Una di quelle robe drammatiche e impegnate, da cui ne esci consapevole e pronto a scagliarti contro i vari maltrattamenti di una nazione che di sicuro non è esente da colpe.

    Mica lo sapevo che era una cosa scabrosa.
    Mica lo sapevo che era un noir poliziesco.
    Mica lo sapevo io.

    Ecco perché quando una delle quattro casalinghe rompe l'equilibrio che si era instaurato in circa una settantina di pagine con un gesto drastico, inquietante, rabbioso, io comincio a chiedermi che diavolo voglia dire. ..uh? eh? what the fuck?
    E pian piano una discesa che per me si fa sempre più inquietante, come inciampare nei gradini di una scala ripida. Ed è impossibile alzarsi e rimettersi in sesto, devi farti tutti i gradini con il culo all'aria.
    Mi hanno giocato un brutto scherzo, le quattro casalinghe.
    Non so se si è capito, ma è stato come ritrovarsi in una stanza senza luce, sono ancora le quattro del mattino, distingui a malapena le forme dei mobili, però pian piano riesci ad adeguarti al buio, riesci a conviverci. Riesci ad andare avanti a leggere senza tanta esitazione, anzi, è impossibile staccarsene.
    Avviso ai lettori: se avete uno stomaco delicato e siete facilmente impressionabili, non leggete questo scabroso libro.

    E visto che già ci siamo, Le quattro casalinghe di Tokyo? Davveramente?
    Ma che diavolo hanno in testa gli editori italiani per fare traduzioni così inadatte e stupide. Sembra che sia un Desperate Housewives alla giapponese.
    Il titolo originale sì che rende l'idea: Out. Yayoi, Yoshie, Masako e Kuniko, ognuno a modo suo, cercano solo una via d'uscita. Una via d'uscita dalla situazione in cui si sono ingabbiate, in cui lo stesso Giappone maschilista le ha ingabbiate, un paese in cui sei obbligata a confezionare due milioni di colazioni in una notte, e se devi andare al bagno, chiedi e aspetta il tuo turno, sopportando l'idea di dover arrivare a tenertela anche per due ore. Quattro casalinghe che farebbero di tutto pur di riuscire ad avere qualche soldo in più per vivere, perché fare i turni di notte in una fabbrica non è il massimo, guadagni giusto quel che ti serve, e dormi mentre il resto del Giappone rincomincia a ripopolare le strade, ti perdi la vita là fuori.
    E fra i soldi che mancano, la pressione allucinante della loro società, quattro mariti egoisti e menefreghisti, figli troppo immersi nei loro drammi per ricordare di non essere i soli in difficoltà, ecco che le quattro scoppiano. O meglio, una di loro scoppia e le altre non possono far altro che seguirla in una folle discesa verso l'inferno.

    E Natsuo Kirino con il suo stile pulito le accompagna con grande bravura, attira nel cerchio famelico altri personaggi, incastra ogni cosa alla perfezione. Un elemento che mi ha fatto scattare la quinta stellina, oltre all'analisi psicologica ottima, è come nulla sia raccontato per il gusto di raccontare.
    L'elemento thriller è alle stelle, niente accade per caso, niente non ha conseguenze, e all'improvviso tu spalanchi la bocca nell'accorgerti che la Kirino ha adescato un tranello, ha mosso una pedina verso un'altra pedina mentre tu t'illudevi che lo facesse così, solo per sport. Il lettore non può che seguirla come un fedele cagnolino, e le seicento pagine filano liscie e coinvolgono alla grande, incitano solo ad andare avanti per saper di più. Sì, il libro va avanti per catene, e senza mai cadere nel ridicolo o nel forzato. E alcuni sgambetti sono talmente crudeli che è impossibile non provare compassione per le marionette della Diabolica Jappo.
    E la via d'uscita, la via di fuga? Questa parola, questo titolo davvero efficace, Out, si materializzerà?
    Di certo non ve lo vengo a dire io, leggetelo se tanto v'interessa.

    Posso dirvi una cosa? Se volete sentire il vero Giappone, non cercatelo nei libri della Yoshimoto, quella non è che una sfumatura tenera e felice, il vero Giappone è altrove.
    Un po' in Murakami, un po' nella Kirino, e sicuramente un po' in altri autori che non ho ancora avuto l'occasione di esplorare.

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    universe. said on Feb 2, 2012 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il titolo italiano fa l'occhiolino a Desperate Housewife e devo dire che, insieme alla copertina, ha attirato la mia attenzione. Il titolo originale è Out. E 'fuori' stanno di fatto tutti i personaggi, e la società giapponese colta nel disfacimento dei suoi valori tradizionali.

    Una giovane e remiss ... (continue)

    Il titolo italiano fa l'occhiolino a Desperate Housewife e devo dire che, insieme alla copertina, ha attirato la mia attenzione. Il titolo originale è Out. E 'fuori' stanno di fatto tutti i personaggi, e la società giapponese colta nel disfacimento dei suoi valori tradizionali.

    Una giovane e remissiva moglie una mattina uccide il marito alcolizzato che la maltratta, solo che invece di andare alla polizia chiama una collega della fabbrica di cibo pronto dove lavora, la quale pensa bene di fare il cadavere a pezzi nella vasca da bagno per poi distribuirli nei cassonetti del quartiere. Non male vero? Ma non è finita, questa attività di smaltimento diventa presto un lavoro che coinvolge altre due colleghe. La loro strada si incrocerà poi con quella di un serial killer.

    Se l'avesse scritto un americano sarebbe stato un pulp venato di grottesco, invece è tutto terribilmente normale, almeno in apparenza, contenuto attraverso una scrittura distaccata e senza sbavature.

    Se non disturba l'intimità che la cultura giapponese ha con la morte, lo consiglio vivamente.

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    juliachild said on Feb 3, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Non c'è solo la Yoshimoto con i suoi acquerelli raccontati ed edulcorati... (So' Giapponesi, che ce voi fa'?)

    Dovrò capire prima o poi come sia possibile che ogni scrittore giapponese (pubblicato in Italia?) abbia questo rapporto quasi morboso ma affascinante con la morte.
    Dovrò capire prima o poi perché mi ostino a leggerli e ad amarli nonostante questo rapporto con la morte.
    Un bel thriller che, nonosta ... (continue)

    Dovrò capire prima o poi come sia possibile che ogni scrittore giapponese (pubblicato in Italia?) abbia questo rapporto quasi morboso ma affascinante con la morte.
    Dovrò capire prima o poi perché mi ostino a leggerli e ad amarli nonostante questo rapporto con la morte.
    Un bel thriller che, nonostante le 650 pagine, si legge tutto d'un fiato. Un buon libro che si apre sul lato oscuro dell'anima e su una società chiusa e alla deriva come quella giapponese.

    Consigliato: a tutti (ma meglio se forniti di stomaco forte)

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    Ka- Vivo in Cina dove Anobii è bloccato- said on Jan 18, 2012 | Add your feedback

  • Quattro stelline bisogna dargliele, con tutta la fatica che ha fatto.. Ma nonostante tutto si sente sempre qualcosa di sforzato, l'impressione è che ci sia sempre qualcosa di troppo e qualcosa di troppo poco. Ad esempio, il sagace ispettore Imai, che fine fa? Aveva tutti i suoi sospetti sul vero col ... (continue)

    Quattro stelline bisogna dargliele, con tutta la fatica che ha fatto.. Ma nonostante tutto si sente sempre qualcosa di sforzato, l'impressione è che ci sia sempre qualcosa di troppo e qualcosa di troppo poco. Ad esempio, il sagace ispettore Imai, che fine fa? Aveva tutti i suoi sospetti sul vero colpevole, e poi scompare, il cattivo viene lasciato libero di compiere i suoi orrendi misfatti, insomma, è chiedere un po' troppo al lettore. Interessante comunque la descrizione della vita quotidiana del Giappone, la sua misoginia, la sua feroce competizione sociale, ecc., e forte, molto forte la figura della protagonista, alle prese con la sua vera essenza. Una nota di biasimo per il titolo italiano, a rigore le quattro non sono neanche casalinghe...

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    mike oscar said on Feb 4, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • Romanzo duro e spietato, strutturato a puntate, quasi un feuilleton, parla di solitudine, amor fou, amicizia, violenza, soldi, consumismo, disperazione, morte e rinascita il tutto nell'ottica giapponese. Si perde un po' nel finale vuoi per la specularità delle ultime pagine, vuoi per come arriva all ... (continue)

    Romanzo duro e spietato, strutturato a puntate, quasi un feuilleton, parla di solitudine, amor fou, amicizia, violenza, soldi, consumismo, disperazione, morte e rinascita il tutto nell'ottica giapponese. Si perde un po' nel finale vuoi per la specularità delle ultime pagine, vuoi per come arriva alla conclusione.

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    Tir Na Nog said on Feb 2, 2012 | Add your feedback

  • Il titolo è fuorviante, mi aspettavo la storia di quattro casalinghe e invece mi sono ritrovata quattro operaie di una fabbrica, quattro pazze che per soldi arrivano a fare cose impensabili.
    E' una sbobba di 652 pagine, si lascia certamente leggere ma... non so, non mi ha convinta e mi aspettavo mo ... (continue)

    Il titolo è fuorviante, mi aspettavo la storia di quattro casalinghe e invece mi sono ritrovata quattro operaie di una fabbrica, quattro pazze che per soldi arrivano a fare cose impensabili.
    E' una sbobba di 652 pagine, si lascia certamente leggere ma... non so, non mi ha convinta e mi aspettavo molto di più. Se non altro mi sono fatta un'idea sul Giappone contemporaneo e ho riconfermato a me stessa, a distanza di anni e anni, che non ho feeling con la letteratura giapponese.

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    R. said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

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