Le quattro casalinghe di Tokyo

Di

Editore: Neri Pozza

4.0
(2463)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 620 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Francese , Olandese , Portoghese , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8873058175 | Isbn-13: 9788873058175 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lydia Origlia

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nel turno di notte di una fabbrica lavorano quattro amiche logorate dalla vita casalinga e coniugale. Il loro sistema nervoso è sottoposto a una continua tensione. La prima a cedere è la più giovane, la graziosa Yayoi, madre e moglie esemplare. Una notte, in un impeto di rabbia, strozza con una cintura il marito, tornato a casa ubriaco dopo aver dilapidato tutti i risparmi con una ragazza cinese abbordata in un bar. Yayoi chiede aiuto a Masako, l'amica più intelligente e coraggiosa, che a sua volta coinvolge Yoshie, una donna angariata da una figlia adolescente capricciosa e da una suocera invalida.
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  • 5

    Le quattro casalinghe di Tokio

    Quattro donne alla ricerca della libertà.

    La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell’ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilme ...continua

    Quattro donne alla ricerca della libertà.

    La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell’ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l’ha stretta intorno al collo del disgraziato.
    E parte questa storia incredibile.
    Fantastico non riuscivo a smettere di leggere, mi dicevo ancora una pagina, ancora una e ci ho fatto le notti, era tanto che non mi succedeva.
    Una storia davvero travolgente e imprevedibile.
    E’una storia ben raccontata sotto tutti i punti di vista.
    Le protagoniste sono descritte così bene che alla fine le conosci come se fossero tue amiche da sempre.
    Conosci le loro solitudini, i tormenti, le paure e i sogni.
    L’autrice descrive lkyo che ti sembra di star lì e sentire il rumore, il cattivo odore, la pioggia, il caldo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sono una grande estimatrice del genere giallo, forse perché raramente ho letto gialli appassionanti come "Le quattro casalinghe di Tokyo". Un romanzo abbastanza lungo, ma che tiene un ritmo formid ...continua

    Non sono una grande estimatrice del genere giallo, forse perché raramente ho letto gialli appassionanti come "Le quattro casalinghe di Tokyo". Un romanzo abbastanza lungo, ma che tiene un ritmo formidabile dalla prima all'ultima pagina, tant'è che l'ho letteralmente divorato senza saltare nemmeno una frase. I personaggi sono molto ben costruiti e, benché piuttosto stereotipati, risultano credibili e distinguibili tra loro. La storia è avvincente, non lascia buchi o questioni aperte e ha un paio di "twist" sorprendenti; insomma, l'autrice ha una tecnica audace e raffinata, e la usa tutta per tenere il lettore inchiodato alle pagine finché tutti i misteri non sono risolti. Finale all'altezza di tutto il romanzo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    pessimo, evitatelo.

    uno dei libri più brutti che abbia mai letto nella mia vita.
    e sto odiando intensamente chi me l'ha consigliato. per fortuna non gli rivolgo già più la parola da tempo.

    cos'è peggio, leggere di una ti ...continua

    uno dei libri più brutti che abbia mai letto nella mia vita.
    e sto odiando intensamente chi me l'ha consigliato. per fortuna non gli rivolgo già più la parola da tempo.

    cos'è peggio, leggere di una tipa al limite del ritardo mentale, di una che fa le cose a cazzo o di un maniaco sessuale che gode solo se uccide l'altra nel mentre? o la summa, quella che fa le cose a cazzo che si intenerisce mentre quest'ultimo muore?
    no mi spiace ma proprio non ce la faccio.

    nel romanzo si delinea bene il tratto psicologico, ma come trama noir È STUPIDA. fine.
    e odio da morire le cose stupide.

    consideravo neri pozza una garanzia, da oggi non lo farò più.

    ha scritto il 

  • 2

    Ma perchè?

    Confesso di aver cominciato questo libro con un grande entusiasmo, che ben presto è scemato però. Una storia da pagina nera, che si prolunga e stanca il lettore, inesorabilmente. Non vedevo l’ora che ...continua

    Confesso di aver cominciato questo libro con un grande entusiasmo, che ben presto è scemato però. Una storia da pagina nera, che si prolunga e stanca il lettore, inesorabilmente. Non vedevo l’ora che finisse e che ogni cosa tornasse al posto giusto. La storia è semplice. Quattro donne legate da un segreto: una di loro ha ucciso il marito e le altre la aiutano a far sparire il cadavere e da qui partono fili nuovi da tessere, che si potevano rendere meno tortuosi e in alcuni casi eliminare. Inutili e dispersivi. E il finale, deludente. Prende il turbo dopo che ha asfissiato lentamente per 650 pagine.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Le quattro casalinghe di Tokyo

    La mia recensione:
    http://breakfast-pancakes.blogspot.it/2017/03/books-le-quattro-casalinghe-di-tokyo-di.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Ho iniziato questo libro dopo aver chiesto consiglio ad una mia collega amante del Giappone perchè volevo leggere qualche autore al di fuori di Murakami e della Yoshimoto. Lei mi ha fatto una lista di ...continua

    Ho iniziato questo libro dopo aver chiesto consiglio ad una mia collega amante del Giappone perchè volevo leggere qualche autore al di fuori di Murakami e della Yoshimoto. Lei mi ha fatto una lista di libri dal genere “neutro” da cui avrei potuto iniziare e questo è stato quello che mi è ispirato di più tra quelli che mi ha proposto.

    Devo dire che mi è piaciuto, ho apprezzato lo stile, la storia, le protagoniste. La trama in un certo senso è fuorviante perché quello che viene riportato è l’evento principale ma nel libro accade molto altro sia prima che dopo quel fatto. E per fortuna, aggiungo, perché il bello è proprio l’insieme di tutto.

    La storia a mio avviso è molto ben sviluppata, si conoscono bene le protagoniste, si gioisce ma soprattutto si soffre con loro per i vari problemi quotidiani che si presentano e per la fatica di quel lavoro notturno, nella fabbrica che prepara le colazioni giapponesi. Mi ha fatto ad esempio molta tristezza Yoshie alle prese con la suocera ferma a letto in una casa piccolissima. Kuniko è quella che mi è piaciuta meno, troppo egoista e veniale ma nella storia ci voleva anche una così per bilanciare. Anche Yayoi non è che brilli per genialità e intuito, per fortuna c’è Masako, forte e con la testa sulle spalle (o almeno quasi sempre).

    Gli uomini scarseggiano in questo libro o sono già morti, o lo diventeranno presto, o se ne vanno. C’è però Satake che ne vale almeno 10. Avevo intuito prestissimo che fosse lui il sorvegliante della fabbrica, ma questa ovviamente è stata una minima cosa rispetto tutto il resto. Lo scontro finale Masako-Satake è stato spettacolare ed il finale assolutamente fantastico. Mi è proprio piaciuto questo libro, ringrazio la collega per il suggerimento e a questo punto leggerò volentieri anche Grotesque della stessa autrice, anche questo suggeritomi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo dalla struttura semplice, ma che ha la capacità di caratterizzare egregiamente e con forza le quattro donne, notevole Masako che primeggia per il suo forte individualismo che la rende malede ...continua

    Un giallo dalla struttura semplice, ma che ha la capacità di caratterizzare egregiamente e con forza le quattro donne, notevole Masako che primeggia per il suo forte individualismo che la rende maledettamente indipendente.

    Il giallo sarà semplice, ma il tema trattato è scioccante, le quattro donne ammazzano e fanno a pezzi un uomo, da lì in poi inizierà un viaggio nella loro psiche e nella loro forza di volontà. Il villain che sfiderà Masako servirà a quest'ultima per fare l'ultimo passo.

    ha scritto il 

  • 2

    Terminato da qualche giorno questo noir di 650 pagine, ho molta difficoltà ad esprimere un opinione! Mi è piaciuto o no? Non saprei! Il titolo fuorviante (le protagoniste non le definirei proprio casa ...continua

    Terminato da qualche giorno questo noir di 650 pagine, ho molta difficoltà ad esprimere un opinione! Mi è piaciuto o no? Non saprei! Il titolo fuorviante (le protagoniste non le definirei proprio casalinghe!) è solo l'inizio di un viaggio in un mondo duro e doloroso fatto di alienazione, squallore ed estrema solitudine. Natsuo Kirino colpisce con un pugno in pieno viso dipingendo un ritratto del Giappone contemporaneo inaspettato e crudele, molto distante dallo stereotipo di romanticismo, ricchezza e benessere a cui forse eravamo abituati È un viaggio nell'inquietudine femminile dove le 4 protagoniste non chiedono più aiuto ad una società che continua a sottometterle e ad umiliarle ma decidono di agire, nel modo più terribile che si possa immaginare, per cambiare il loro destino. Ci riusciranno? Ai lettori l'ardua sentenza. Trovo che i personaggi non riescano a stabilire un'empatia con il lettore, non si è ne dalla loro parte ne contro di loro.
    Ho trovato geniale ed originale la prospettiva dell'autrice, molto meno la trama e la storia che ritengo inverosimili, incomplete e deludenti. Non posso dire di più per non togliere il gusto della lettura a chi ancora non lo ha letto (e ritengo che meriti di essere letto) 😉

    ha scritto il 

  • 2

    OUT

    Yayoi Yamamoto uccide il marito Kenji in un impeto di risentimento e frustrazione; le colleghe di fabbrica Masako, Yoshie e Kuniko l'aiutano a disfarsi del corpo tra le interferenze di un usuraio dal ...continua

    Yayoi Yamamoto uccide il marito Kenji in un impeto di risentimento e frustrazione; le colleghe di fabbrica Masako, Yoshie e Kuniko l'aiutano a disfarsi del corpo tra le interferenze di un usuraio dal passato mezzo Yakuza e le incursioni di uno psicopatico gestore di una casa di piacere.

    Inizio lento e faticoso, poco intrigante ed eccessivamente descrittivo. Molto spesso il passato dei protagonisti è demandato a paragrafi di piatto resoconto un po' da "scheda del personaggio" più che da "te lo presento inserito organicamente nella narrazione". Il romanzo acquista qualche punto (e la seconda stella) per la deriva poliziesca che sembra prendere verso la fine della prima metà, ma che perde sbrigativamente un centinaio di pagine dopo, sostituendola con un blando tentativo thriller.
    Quasi ogni personaggio è animato da un rancore profondo che lo rende fastidioso pur nel tentativo di sopravvivere a una realtà sociale spietata, che non fa sconti a nessuno e a cui le ciniche protagoniste, provate da una vita ingrata e donne immerse in un sistema ipermaschilista, si adattano con rivolgimenti psicologici inverosimili o passibili di accertamenti psichiatrici.
    Ruffianata finale da feuilleton, la scena clou ripetuta in due capitoli consecutivi dal punto di vista prima di uno poi dell'altro dei due protagonisti, con vivida descrizione di un caso di sindrome di Stoccolma maturato in una notte. Mah.

    Se poi volessimo aprire un topic sui fastidiosi (e numerosi) refusi... o sui vari "malediva"! Cito: «In quei momenti malediva il turno di notte» p. 469; sui buffi tentativi di estorsione ai danni di un estorsore: « - Erano cinquantacinquemila e duecento yen, vero? Mi può dare il resto di seicentomila? - Kuniko gli tese i cinque biglietti da diecimila avuti da Masako, insieme a quello che già aveva» p. 170... O ancora sulla resa italiana del titolo, battaglia persa, visti i risultati: quattro casalinghe de che?! Si spaccano la schiena facendo il turno di notte in una fabbrica di colazioni in scatola!

    Revisione e pignoleria, ragazzi! Coerenza e morfologia!

    ha scritto il 

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