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Le quattro ragazze Wieselberger

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.6
(131)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000179276 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback

Genere: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
In una incantevole Trieste fino Ottocento, vivificata dall'aria mitteleuropea e dalla bora dell'irredentismo, si muovono, aggraziate, "au ralenti", e come consapevoli di un loro tragico destino, le quattro sorelle Wieselberger. Appartengono a una "giudiziosa, benestante famiglia" della buona società: la madre è una tranquilla signora, che si divide tra la casa di città, odorosa di cera e di pulito, e la grande casa di campagna, con giardino, orto e vigna; il padre è uno stimato musicista, che dirige con autorità affettuosa sia la famiglia che l'orchestra dei "dilettanti filarmonici", che fa le prove a casa sua. Ad una delle quattro sorelle può capitare di danzare, una sera, con il signor Ettore Schmitz, industriale in vernici sottomarine, non ancora diventato il grande Italo Svevo. Narrando la loro storia, che è poi quella della sua ramificatissima famiglia, Fausta Cialente racconta mezzo secolo di storia italiana, in una prospettiva rivelatrice. Getta una luce nuova ed inquietante su certi fautori "liberalmassoni di destra" dell'irredentismo triestino, che non solo liquidavano in termini razzisti la questione slovena, ma intendevano applicare analoghe discrimonazioni nei confronti dei lavoratori, escludendoli dal governo della città, quando fosse "diventata italiana"... Figlia di una delle sorelle Wieselberger e di un ex-ufficiale dell'esercito, amaro e lucido "disfattista", la narratrice, allora giovanissima, apre gli occhi sull'inutile massacro, voluto da un fanatismo patriottico che prepara il nazismo...
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  • 4

    Della Cialente mi pare di aver letto qualcosa alle scuole medie ma non ne ho più memoria…
    Ora invece scopro questo premio Strega che è un racconto autobiografico ma non solo: è anche storico, storiogr ...continua

    Della Cialente mi pare di aver letto qualcosa alle scuole medie ma non ne ho più memoria…
    Ora invece scopro questo premio Strega che è un racconto autobiografico ma non solo: è anche storico, storiografico, sociologico e un poco anche politico. Attraverso i ricordi personali si vede uno scorcio d’Italia lungo un secolo, il pubblico e il privato vengono raccontati con un perfetto equilibrio e con un’ottima scrittura, anche le guerre sono raccontate in maniera tanto più lucida in quanto concisa. La parte storica è assolutamente pacata e obiettiva, la parte autobiografica contiene la giusta dose di nostalgia - per le antiche atmosfere, le antiche dimore, per i luoghi e le persone da cui l’autrice discende - ma senza mai eccedere nel sentimentalismo, ed in entrambi i casi non vengono lesinate le critiche né alle persone specifiche del parentado, né in generale alla classe sociale che essi rappresentano.

    Fulcro del racconto sono le quattro ragazze di cui al titolo, ovvero la madre e le zie della Cialente, ma protagonista assoluta è Trieste, splendida città che viene descritta con una squisita atmosfera fin du siécle, terra di confine e città cosmopolita, con i suoi paesaggi, i suoi pregi, i difetti e le contraddizioni.
    Ottima lettura, ottimo premio strega.

    ha scritto il 

  • 3

    mezza stella in più se la merita, comunque

    Dolce e malinconica rievocazione del destino di Trieste e di una locale famiglia altoborghese nei flutti guerrafondai del Novecento. Acuta la finezza ricostruttiva delle opinioni e dei sentimenti di u ...continua

    Dolce e malinconica rievocazione del destino di Trieste e di una locale famiglia altoborghese nei flutti guerrafondai del Novecento. Acuta la finezza ricostruttiva delle opinioni e dei sentimenti di una zona (geografica e culturale) altrimenti poco conosciuta. Pacato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' datato (vinse il Premio Strega nel 1976), ma gradevole.

    Si tratta di una sorta di biografia dell'autrice.
    Figlia di un ufficiale abruzzese e di una borghese triestina, Fausta Cialente nasce a C ...continua

    Un po' datato (vinse il Premio Strega nel 1976), ma gradevole.

    Si tratta di una sorta di biografia dell'autrice.
    Figlia di un ufficiale abruzzese e di una borghese triestina, Fausta Cialente nasce a Cagliari nel 1898 ed è poi costretta a cambiare di continuo città, per seguire la carriera del padre. Non riesce perciò a radicarsi in alcun posto, sentendosi, anche da adulta, sempre estranea ai luoghi e alle persone e adattandosi con facilità a qualsiasi cambiamento anche drastico.

    Il matrimonio dei genitori della Cialente è tutt'altro che idilliaco: il padre, seppur un militare, è antimonarchico e schierato contro ogni tipo di nazionalismo. Inoltre è polemico nei confronti della società e delle sue regole. Non esita a bollare l'entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale con la seguente frase: "Siamo un popolo di cialtroni!"
    La madre dell'autrice è invece Elsa Wieselberger, l'ultima delle sorelle Wieselberger di cui il titolo. Avviata a una promettente carriera da cantante lirica, la abbandona proprio per sposare il militare abruzzese, con gran disappunto della sorella maggiore Alba, che nutrirà sempre un profondo disprezzo per il cognato.

    Fausta Cialente racconta prima la giovinezza serena e tutto sommato agiata della madre e delle sorelle Alice, Alba e Adele a Trieste, allora parte dell'Impero austro-ungarico, inframmezzando il racconto con frequenti espressioni dialettali triestine.
    Dopodichè si passa all'infanzia girovaga dell'autrice, la quale ha come unica costante compagnia il fratello Renato; i due fratelli crescono in simbiosi, facendo fronte in qualche modo all'infelicità del matrimonio dei loro genitori, che si riflette nelle continue sfuriate del padre e nella perenne malinconia della madre.

    La giovinezza della Cialente passa attraverso ben due devastanti guerre mondiali, che porteranno lutti anche negli affetti a lei più cari, ma l'aiuteranno a farsi un'idea precisa della società che la circonda.

    Il finale con la descrizione del Kuwait è una perla.

    Consiglio di Ilaria loves Garfield del gruppo Bookaholic per luglio 2012

    ha scritto il 

  • 4

    Davvero un bel libro, peccato per il finale che ho trovato confuso e poco efficace. Proprio per il finale 4 e non 5 stelle. Atmosfera, umanità ben raccontata, un’Italia giovane, la guerra, la famiglia ...continua

    Davvero un bel libro, peccato per il finale che ho trovato confuso e poco efficace. Proprio per il finale 4 e non 5 stelle. Atmosfera, umanità ben raccontata, un’Italia giovane, la guerra, la famiglia. Leggero e scorrevole. Consigliabilissimo a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Trent'anni fa e' stato un successo

    adesso mostra i limiti: bellissima la prima parte nel ricordo della vita triestina di fine '800, interessante la ricostruzione dei limiti dell'irredentismo.
    La seconda parte e' meno riuscita, ha qualc ...continua

    adesso mostra i limiti: bellissima la prima parte nel ricordo della vita triestina di fine '800, interessante la ricostruzione dei limiti dell'irredentismo.
    La seconda parte e' meno riuscita, ha qualche lungaggine e sembra slegata dalla prima, anche per il salto di ambiente tra Mitteleuropa ed Egitto.
    Insomma: tagliarlo a metà e farne un racconto lungo sarebbe forse stato meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono rimasta...

    ...piacevolmente stupita da questa scrittrice, non la conoscevo affatto e me ne vergogno. Questo testo (vincitore del Premio Strega) autobiografico è del 1976, autobiografico inizia raccontando la sto ...continua

    ...piacevolmente stupita da questa scrittrice, non la conoscevo affatto e me ne vergogno. Questo testo (vincitore del Premio Strega) autobiografico è del 1976, autobiografico inizia raccontando la storia di quattro ragazze per poi spostarsi sulla vita della Cialente che di una delle quattro ragazze è figlia. L'irredentismo triestino, due guerre mondiali, una infanzia nomade che ne farà una nomade anche da adulta... un altro mondo, un'altra Italia ma gli slanci e i desideri sono anche i nostri...

    ha scritto il 

  • 3

    lo lessi che era da poco uscito, e ricordo che chiesi alla vecchissima nonna, che morì al principio del 1978, se ricordava le Wieselberger: mi rispose sì, ce n'era una che era musicista... Aveva cono ...continua

    lo lessi che era da poco uscito, e ricordo che chiesi alla vecchissima nonna, che morì al principio del 1978, se ricordava le Wieselberger: mi rispose sì, ce n'era una che era musicista... Aveva conosciuto di persona la mamma della Cialente!

    ha scritto il