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Le quattro ragazze Wieselberger

By Fausta Cialente

(61)

| Hardcover

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Book Description

In una incantevole Trieste fino Ottocento, vivificata dall'aria mitteleuropea e dalla bora dell'irredentismo, si muovono, aggraziate, "au ralenti", e come consapevoli di un loro tragico destino, le quattro sorelle Wieselberger. Appartengono a una "gi Continue

In una incantevole Trieste fino Ottocento, vivificata dall'aria mitteleuropea e dalla bora dell'irredentismo, si muovono, aggraziate, "au ralenti", e come consapevoli di un loro tragico destino, le quattro sorelle Wieselberger. Appartengono a una "giudiziosa, benestante famiglia" della buona società: la madre è una tranquilla signora, che si divide tra la casa di città, odorosa di cera e di pulito, e la grande casa di campagna, con giardino, orto e vigna; il padre è uno stimato musicista, che dirige con autorità affettuosa sia la famiglia che l'orchestra dei "dilettanti filarmonici", che fa le prove a casa sua. Ad una delle quattro sorelle può capitare di danzare, una sera, con il signor Ettore Schmitz, industriale in vernici sottomarine, non ancora diventato il grande Italo Svevo. Narrando la loro storia, che è poi quella della sua ramificatissima famiglia, Fausta Cialente racconta mezzo secolo di storia italiana, in una prospettiva rivelatrice. Getta una luce nuova ed inquietante su certi fautori "liberalmassoni di destra" dell'irredentismo triestino, che non solo liquidavano in termini razzisti la questione slovena, ma intendevano applicare analoghe discrimonazioni nei confronti dei lavoratori, escludendoli dal governo della città, quando fosse "diventata italiana"... Figlia di una delle sorelle Wieselberger e di un ex-ufficiale dell'esercito, amaro e lucido "disfattista", la narratrice, allora giovanissima, apre gli occhi sull'inutile massacro, voluto da un fanatismo patriottico che prepara il nazismo...

12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    mezza stella in più se la merita, comunque

    Dolce e malinconica rievocazione del destino di Trieste e di una locale famiglia altoborghese nei flutti guerrafondai del Novecento. Acuta la finezza ricostruttiva delle opinioni e dei sentimenti di una zona (geografica e culturale) altrimenti poco c ...(continue)

    Dolce e malinconica rievocazione del destino di Trieste e di una locale famiglia altoborghese nei flutti guerrafondai del Novecento. Acuta la finezza ricostruttiva delle opinioni e dei sentimenti di una zona (geografica e culturale) altrimenti poco conosciuta. Pacato.

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    Tinni said on Aug 26, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un po' datato (vinse il Premio Strega nel 1976), ma gradevole.

    Si tratta di una sorta di biografia dell'autrice.
    Figlia di un ufficiale abruzzese e di una borghese triestina, Fausta Cialente nasce a Cagliari nel 1898 ed è poi costretta a cambiare d ...(continue)

    Un po' datato (vinse il Premio Strega nel 1976), ma gradevole.

    Si tratta di una sorta di biografia dell'autrice.
    Figlia di un ufficiale abruzzese e di una borghese triestina, Fausta Cialente nasce a Cagliari nel 1898 ed è poi costretta a cambiare di continuo città, per seguire la carriera del padre. Non riesce perciò a radicarsi in alcun posto, sentendosi, anche da adulta, sempre estranea ai luoghi e alle persone e adattandosi con facilità a qualsiasi cambiamento anche drastico.

    Il matrimonio dei genitori della Cialente è tutt'altro che idilliaco: il padre, seppur un militare, è antimonarchico e schierato contro ogni tipo di nazionalismo. Inoltre è polemico nei confronti della società e delle sue regole. Non esita a bollare l'entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale con la seguente frase: "Siamo un popolo di cialtroni!"
    La madre dell'autrice è invece Elsa Wieselberger, l'ultima delle sorelle Wieselberger di cui il titolo. Avviata a una promettente carriera da cantante lirica, la abbandona proprio per sposare il militare abruzzese, con gran disappunto della sorella maggiore Alba, che nutrirà sempre un profondo disprezzo per il cognato.

    Fausta Cialente racconta prima la giovinezza serena e tutto sommato agiata della madre e delle sorelle Alice, Alba e Adele a Trieste, allora parte dell'Impero austro-ungarico, inframmezzando il racconto con frequenti espressioni dialettali triestine.
    Dopodichè si passa all'infanzia girovaga dell'autrice, la quale ha come unica costante compagnia il fratello Renato; i due fratelli crescono in simbiosi, facendo fronte in qualche modo all'infelicità del matrimonio dei loro genitori, che si riflette nelle continue sfuriate del padre e nella perenne malinconia della madre.

    La giovinezza della Cialente passa attraverso ben due devastanti guerre mondiali, che porteranno lutti anche negli affetti a lei più cari, ma l'aiuteranno a farsi un'idea precisa della società che la circonda.

    Il finale con la descrizione del Kuwait è una perla.

    Consiglio di Ilaria loves Garfield del gruppo Bookaholic per luglio 2012

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    Mother Superior said on Sep 3, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Davvero un bel libro, peccato per il finale che ho trovato confuso e poco efficace. Proprio per il finale 4 e non 5 stelle. Atmosfera, umanità ben raccontata, un’Italia giovane, la guerra, la famiglia. Leggero e scorrevole. Consigliabilissimo a tutti ...(continue)

    Davvero un bel libro, peccato per il finale che ho trovato confuso e poco efficace. Proprio per il finale 4 e non 5 stelle. Atmosfera, umanità ben raccontata, un’Italia giovane, la guerra, la famiglia. Leggero e scorrevole. Consigliabilissimo a tutti.

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    Agriconte said on Jul 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Trent'anni fa e' stato un successo

    adesso mostra i limiti: bellissima la prima parte nel ricordo della vita triestina di fine '800, interessante la ricostruzione dei limiti dell'irredentismo.
    La seconda parte e' meno riuscita, ha qualche lungaggine e sembra slegata dalla prima, anche ...(continue)

    adesso mostra i limiti: bellissima la prima parte nel ricordo della vita triestina di fine '800, interessante la ricostruzione dei limiti dell'irredentismo.
    La seconda parte e' meno riuscita, ha qualche lungaggine e sembra slegata dalla prima, anche per il salto di ambiente tra Mitteleuropa ed Egitto.
    Insomma: tagliarlo a metà e farne un racconto lungo sarebbe forse stato meglio.

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    mafalda0250 said on Nov 15, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto molti anni fa, mi ha lasciato un ricordo positivo pur se malinconico.

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    Chiara said on Aug 7, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto poetico e scritto molto bene

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    Erika said on Jan 4, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (61)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 1 star
  • Hardcover 257 Pages
  • ISBN-10: A000179276
  • Publisher: Arnoldo Mondadori Editore
  • Publish date: 1976-07-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Others
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