Le radici del cielo

Metro 2033 Universe

Di

Editore: Multiplayer.it

3.5
(91)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 438 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8863551693 | Isbn-13: 9788863551693 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Dmitry Glukhovsky

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
“Le Radici del Cielo” ha inizio a Roma nel 2033, una città ormai morta fatta solo di rovine. I suoi abitanti non sembrano ormai avere più niente di umano.

Alla periferia di Roma vivono i resti della Chiesa cattolica. Nelle catacombe di San Callisto vivono un centinaio di persone dello Stato Vaticano in una situazione di confusione e perdizione. Il Papa è infatti morto e il potere sembra ormai prendere quasi del tutto verso la parte laica di questa comunità. La famiglia Morii sembra infatti essere vicina alla piena detenzione del potere, una famiglia spietata e senza scrupoli.

Il cardinale Ferdinando Albani è riuscito ad ottenere da questa famiglia il permesso di effettuare una spedizione a Venezia. All’interno della basilica di San Marco sarebbe infatti disponibile un tesoro di inestimabile valore che il cardinale vorrebbe portare a Roma. In realtà però il cardinale Ferdinando Albani ha tutt’altro in mente. Sembra infatti che a Venezia viva il patriarca della città. Riuscire a portare il patriarca a Roma significherebbe poter di nuovo convocare un concilio per eleggere un nuovo Papa e fare in modo che il potere non vada nelle mani delle persone sbagliate.

Per riuscire in questa impresa il cardinale convoca John Daniels, un sacerdote americano che si trovava proprio a Roma il giorno della distruzione dell’intera città. John Daniels decide di seguire il cardinale in questa segreta missione.

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  • 1

    Troppi ingredienti buttati a casaccio in questo polpettone inconcludente e sopra le righe. Durante la lettura alcune parti lasciano ben sperare, peccato che alla fine tutte le speranze restino tali. ...continua

    Troppi ingredienti buttati a casaccio in questo polpettone inconcludente e sopra le righe. Durante la lettura alcune parti lasciano ben sperare, peccato che alla fine tutte le speranze restino tali.

    ha scritto il 

  • 2

    Non è fantascienza ma horror: una rimasticatura di "Io sono leggenda"

    Avoledo è un bravo scrittore, ma come tutti gli scrittori italiani di fantascienza la "scienza" presente nelle sue opere è pari a zero. Questo romanzo piacerà senza dubbio agli amanti dell'horror e de ...continua

    Avoledo è un bravo scrittore, ma come tutti gli scrittori italiani di fantascienza la "scienza" presente nelle sue opere è pari a zero. Questo romanzo piacerà senza dubbio agli amanti dell'horror e della letteratura fantastica in genere. Ci troveranno cannibalismo, zombies, morti viventi, misteriose creature occulte che strisciano sulla terra, oscuri riti pagani rinati nella società del dopobomba e quant'altro: non so esattamente cosa perché arrivato a metà ho mollato. Specie perché mi sono reso conto di essere finito in una riscrittura di "Io sono leggenda" di Mathewson, non esattamente il massimo in fatto di originalità.
    Dal punto di vista scientifico l'ecosistema del suo mondo post-atomico non sta in piedi: senza apporto di nuova energia dall'esterno il grado di entropia può solo crescere. E se gli zombies si nutrono di uomini non zombificati, dubito possano sopravvivere a lungo con una dieta tanto esigente, in un mondo in cui sono ridotti a poche centinaia in tutto. Senza contare la ridicola idea che da un'esplosione atomica possa venire un'accelerazione dell'evoluzione verso nuove forme di vita complesse nel giro di qualche anno. L'evoluzione non funziona così, l'evoluzione seleziona dalle mutazioni casuale quelle da far riprodurre, e così ancora e ancora fino a quando ha perfezionato i suoi giochi. La trasmutazione in altro, in altre forme di vita, appartiene alle fate: un tocco di bacchetta, ed un topolino si trasforma in un cavallo biancao per Cenerentola. Ma questo l'ho già letto a otto anni, grazie.
    Se amate l'horror, questo libro può essere carino. Come romanzo di fantascienza, a parte l'esplosione nucleare non c'è nient'altro che appartenga al genere.

    ha scritto il 

  • 4

    "Cerca di immaginare. Il cielo ti mostra la realtà: quello che vedi come il cielo presente è in realtà fatto di stelle la cui luce ha viaggiato per molto tempo, prima di arrivare a noi. Ognuna di quel ...continua

    "Cerca di immaginare. Il cielo ti mostra la realtà: quello che vedi come il cielo presente è in realtà fatto di stelle la cui luce ha viaggiato per molto tempo, prima di arrivare a noi. Ognuna di quelle luci viene da un tempo diverso. Il mio mondo è lo stesso. La materia è solo una delle fasi della vita, e nemmeno la più importante. Devi uscire dallo schema, se vuoi vedere lo schema. O se vuoi cambiarlo…"

    ha scritto il 

  • 4

    Indeciso

    Nell'insieme è stata una lettura coinvolgente e molto, molto interessante. La parte finale, in bilico tra diversi generi, mi ha lasciato un po' perplessa. Sembra che l'autore fosse indeciso se dare un ...continua

    Nell'insieme è stata una lettura coinvolgente e molto, molto interessante. La parte finale, in bilico tra diversi generi, mi ha lasciato un po' perplessa. Sembra che l'autore fosse indeciso se dare un'impronta prettamente fantascientifica ma che sia scivolato troppo sul metafisico. O che non sapesse bene come finire e abbia dovuto allungare troppo il brodo. In generale però mi è piaciuto e lo consiglierei a tutti gli amanti di 2033.

    ha scritto il 

  • 3

    pensavo e speravo meglio questo approccio sia ad Avoledo (che pur non avendo mai letto ho sempre stimato) che al mondo di metro2033. Invece sono rimasto molto scettico e lievemente deluso. Il romanzo ...continua

    pensavo e speravo meglio questo approccio sia ad Avoledo (che pur non avendo mai letto ho sempre stimato) che al mondo di metro2033. Invece sono rimasto molto scettico e lievemente deluso. Il romanzo di per se si fa leggere velocemente e con un discreto gusto nel procedere per scoprire cosa potrebbe succedere dopo. Quello che non funziona secondo me innanzitutto è la scrittura in prima persona (che se non gestita bene fa sembrare il libro una sorta di teen drama), in secondo luogo la mancanza di conoscenza degli eventi che hanno portato al mondo com'è (ok che è voluto per spiazzare il lettore e per il fatto che la gente comune non sa cosa succede dietro agli intrighi mondiali... tuttavia è impensabile che al mondo sgancino bombe nucleari che distruggono TUTTO il mondo (miliardi di bombe credo dato che hiroshima e nagasaki fecero solo grandi esplosioni) ma che fino al giorno prima tutti pensavano non ci fosse nulla di grave (non a caso c'era gente in giro per i musei vaticani e per venezia), senza un minimo di perchè), ed infine la struttura a feuilleton con fin troppi deus ex machina a risolvere il problema.
    Al momento non sono spinto a leggere il seguito

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, nell'insieme, questo libro di Tullio Avoledo . Ha tutte le caratteristiche per diventare un classico nel suo genere. La trama è presto detta. Siamo nel 2033 e l'umanità sopravvive, nonostante ...continua

    Bello, nell'insieme, questo libro di Tullio Avoledo . Ha tutte le caratteristiche per diventare un classico nel suo genere. La trama è presto detta. Siamo nel 2033 e l'umanità sopravvive, nonostante tutto, all'olocausto nucleare. Ma si può ancora parlare di umanità? Le persone si trovano a vivere una realtà separata rispetto alle loro identità precedenti , spesso come zombie o come non morti , come assoggettati a mutazioni genetiche. Non c'è da meravigliarsi se, a cambiare, è soprattutto il punto di vista della morale interiore all'uomo. Neanche la religione e il senso del sacro , nella nuova realtà possono costituire un saldo baluardo morale, anzi spesso sono solo strumentalmente invocati per comode scorciatoie a giustificazione di indicibili orrori
    Ecco, l'autore si misura con queste tematiche senza infingimenti e senza timori reverenziali e tocca tutte le corde emotive Così, pure nel ritmo sempre serrato della narrazione, c'induce a riflessioni speculative sul nostro modo di pensare su come viviamo la realtà noi che ancora abbiamo la fortuna di vivere il giorno before. Per quanto mi riguarda ho sentito impellente l'esigenza di ripensare il mio rapporto con il tempo e con la natura ed anche di ridefinire cosa per me è giusto considerare come obiettivo e come successo nella nostra vita di tutti i giorni

    ha scritto il