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Le radici del male

Di

Editore: Addictions-Magenes Editoriale

3.3
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8887913242 | Isbn-13: 9788887913248 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Alda Teodorani firma questa crudele trilogia, che non ha paura di scoprire leradici del male: sesso, delirio e amore si avvolgono intorno alle esistenzedei protagonisti e le travolgono.
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  • 2

    tre racconti tra loro slegati ma con alcuni elementi in comune, in cui il focus principale sembra essere l'espressione di sesso e violenza, estremizzati e mescolati in tutte le forme. il problema è ch ...continua

    tre racconti tra loro slegati ma con alcuni elementi in comune, in cui il focus principale sembra essere l'espressione di sesso e violenza, estremizzati e mescolati in tutte le forme. il problema è che le storie sembrano non avere un vero motore, le prime due in particolare sembrano in pratica soltanto una successione di sequenze di ultraviolenza senza una reale trama. nella terza si cerca di rimediare mettendo su una storia più lineare, che riprende in parte alcuni personaggi ed eventi introdotti ma comunque non esegue una reale chiusura. in molte occasioni poi la sensazione è che si sia voluto puntare sull'effetto "shock" di scene splatter e semipornografiche, il risultato però è alquanto dubbio.

    ha scritto il 

  • 3

    Pure violence 100%

    Il romanzo ha una struttura alquanto particolare. Da una parte è una raccolta formata da tre racconti che si possono leggere separatamente, dall'altra è un unico romanzo composto da tre storie che si ...continua

    Il romanzo ha una struttura alquanto particolare. Da una parte è una raccolta formata da tre racconti che si possono leggere separatamente, dall'altra è un unico romanzo composto da tre storie che si intrecciano e si completano. Ad essere sincero, leggerle separatamente toglie almeno il cinquanta percento del gusto.
    Il romanzo, quindi, ha dalla sua parte una notevole complessità e ci si ritrova spesso a fare "marcia indietro". Questo non toglie piacere alla lettura perché la Teodorani ha una scrittura molto snella, senza paroloni e senza arzigogoli. Frasi corte, paragrafi brevi e dialoghi serrati.
    I protagonisti sono quanto di più disprezzabile si possa trovare, ma questo non è poi così male, e droga, sesso, razzismo, religione e morte vengono mischiati in un calderone maledetto da cui non si può evitare di assaggiare.
    Fino a qui sembrerebbe tutto bene e invece le pecche ci sono, o almeno sono apparse a me in alcuni punti. Primo: le tre storie si concludono senza chiudere il cerchio; non che questo sia sempre un male ma tre storie che fondamentalmente non si concludono in 160 pagine, mi sono sembrate un pò troppe.
    Secondo: Iper-violenza allo stato puro. In alcuni tratti dei racconti si fa davvero fatica a digerire una serie infinita e pesantissima di efferatezze di ogni tipo, su ogni tipo di essere umano: uomo, donna, anziano e bambino. A volte il presentimento di voler strafare e shockare è molto forte.
    Terzo: l'ultimo racconto che dovrebbe dare un senso al romanzo, lo fa, ma troppo velocemente e la Teodorani si dimentica (ok, parola forte, ammetto, ma leggendo questa è stata la mia sensazione) del protagonista del racconto centrale... e quindi?
    Alla fine un romanzo per stomaci super-fortissimi che stanca un pò all'inizio e poi si riprende con l'ultima parte.

    ha scritto il 

  • 3

    Mai faticato tanto per finire un romanzo, neanche lunghissimo. Troppa violenza gratuita, troppo compiacimento nelle descrizioni di abusi di ogni genere, troppa droga, troppi organi maschili turgidi e ...continua

    Mai faticato tanto per finire un romanzo, neanche lunghissimo. Troppa violenza gratuita, troppo compiacimento nelle descrizioni di abusi di ogni genere, troppa droga, troppi organi maschili turgidi e vogliosi, troppe donne torturate, perfino bambine. Troppo male fine a se stesso. Sebbene sia tornata indietro più volte, non sono riuscita a capire i nessi tra il fotografo, il serial killer e la pittrice di orrori, per non parlare del poliziotto fanatico religioso. L'ho finito, ma tanto valeva lasciarlo. Non fa per me.

    ha scritto il 

  • 3

    Quello di Alda Teodorani è un nome che non conoscevo: e mi ha sorpreso trovarlo accostato a nomi più noti del noir italiano, alla generazione cannibale. Con viva curiosità ho dunque affrontato la lett ...continua

    Quello di Alda Teodorani è un nome che non conoscevo: e mi ha sorpreso trovarlo accostato a nomi più noti del noir italiano, alla generazione cannibale. Con viva curiosità ho dunque affrontato la lettura di questo volume, riedizione della trilogia d'esordio dell'autrice, all'inizio degli anni Novanta.
    Si tratta in realtà di tre distinti racconti, accomunati dalla medesima ambientazione, dall'esplorazione degli stessi temi e che condividono alcuni personaggi. Il giudizio, lo dico subito, è intermedio: conscio dei limiti propri di un sistema di voto a cinque stellette e, soprattutto, degli spunti di riflessione che questo libro offre, al di là delle competenze tecniche dell'autrice, mi limito consapevolmente a offrire un giudizio che altro non è che la media dei voti dati ai tre racconti. Ho riscontrato infatti un miglioramento progressivo, da un racconto all'altro, segno inequivocabile di una scrittura ancora giovane e non ancora matura. Ma veniamo ai racconti.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2013/05/le-radici-del-male-alda-teodorani_28.html

    ha scritto il