Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Le ragazze di Pompei

Di

3.0
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8878995096 | Isbn-13: 9788878995093 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Le ragazze di Pompei?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    Imperava Nerone

    Vibia Tirrena, libraia e filosofa, vive a Pompei con due "mariti" (fidanzati fra di loro) e tre figli che non sono suoi, (e nemmeno dei mariti). Fra i personaggi più o meno loschi che le girano intorno entra in scena una ex vestale con uno strano problema.....

    ha scritto il 

  • 2

    Delusa

    La prima metà del libro è scorrevole, molto piacevole e ben ambientata nell'epoca pompeiana, peccato che nella seconda metà cambi tutto, sembra quasi che alla Covito siano mancate le idee: trasforma il romanzo in un'ipotetica raccolta di frammenti di diario bruciacchiati ed in parte illeggibili, ...continua

    La prima metà del libro è scorrevole, molto piacevole e ben ambientata nell'epoca pompeiana, peccato che nella seconda metà cambi tutto, sembra quasi che alla Covito siano mancate le idee: trasforma il romanzo in un'ipotetica raccolta di frammenti di diario bruciacchiati ed in parte illeggibili, troncando così le vicende narrate e lasciando il lettore insoddisfatto.

    La copertina invece, opera di Lawrence Alma-Tadema, merita 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 1

    Progetto ambizioso ma, spiace dirlo, non arriva a segno. Anche se la scrittura è godibile e a tratti la narrazione diventa divertente, la storia rimane solo abbozzata. Non c'è uno svolgimento e il lettore aspetta invano che nelle scarse 130 pagine succeda qualcosa di significativo. La caratterizz ...continua

    Progetto ambizioso ma, spiace dirlo, non arriva a segno. Anche se la scrittura è godibile e a tratti la narrazione diventa divertente, la storia rimane solo abbozzata. Non c'è uno svolgimento e il lettore aspetta invano che nelle scarse 130 pagine succeda qualcosa di significativo. La caratterizzazione dei personaggi è assente!
    Di Petronio ne è esistito uno soltanto e questa autrice certo ce ne fa sentire la mancanza.

    ha scritto il 

  • 2

    Carina l'idea, l'approccio è ironico, ma l'ambientazione è solo accennata per non parlare della caratterizzazione dei personaggi. La trama è volutamente confusa, con l'idea dei capitoli perduti l'autrice dice e non dice, il lettore intuisce, ma la storia non decolla. Ironico? Un po', ma non vi as ...continua

    Carina l'idea, l'approccio è ironico, ma l'ambientazione è solo accennata per non parlare della caratterizzazione dei personaggi. La trama è volutamente confusa, con l'idea dei capitoli perduti l'autrice dice e non dice, il lettore intuisce, ma la storia non decolla. Ironico? Un po', ma non vi aspettate di sorridere. Storico? Solo per la collocazione nel periodo pompeiano, il resto è solo un accenno. Coinvolgente? Pochissimo... insomma vado al sodo: evitatelo, anche se si legge in poco tempo, alla fine del romanzo vi renderete conto che è stato tempo perso, lo dimenticherò molto facilmente! Si salvano i vari e azzeccati accenni alle opere classiche. Due stelle e sono buono!

    ha scritto il 

  • 1

    Mai acquisto fu' più sbagliato!! Cosa dire? Liala con una tinta "romana"?
    Trama inesistente, personaggi appena delineati. Vien voglia di intervenire e dire alla scrittrice di non preoccuparsi, che un flop può anche essere perdonato e che non vale affannarsi per una strada impercorribile!

    ...continua

    Mai acquisto fu' più sbagliato!! Cosa dire? Liala con una tinta "romana"?
    Trama inesistente, personaggi appena delineati. Vien voglia di intervenire e dire alla scrittrice di non preoccuparsi, che un flop può anche essere perdonato e che non vale affannarsi per una strada impercorribile!

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato per il titolo.

    Il titolo di un romanzo, come gli incipit, sono la dannazione di uno scrittore. E la Covito, ammettiamolo, non s'è molto sforzata di trovarne uno adatto per questo suo gioiellino antico-romano.
    Ma le perdoniamo volentieri quell'insipido "Le ragazze di Pompei" e la ringraziamo sentitamente p ...continua

    Il titolo di un romanzo, come gli incipit, sono la dannazione di uno scrittore. E la Covito, ammettiamolo, non s'è molto sforzata di trovarne uno adatto per questo suo gioiellino antico-romano.
    Ma le perdoniamo volentieri quell'insipido "Le ragazze di Pompei" e la ringraziamo sentitamente per il meraviglioso, grottesco, divertente viaggio nel passato che ci fa fare in queste 130 paginette scarse (che forse è un altro piccolo difetto del libro: poteva scriverne un po' di più!).
    L'autrice simula il ritrovamento di un diario originale romano, quello della matrona Vebia Tirrena, appartenente ad una sorta di "middle-class", quella degli artigiani e commercianti, che non le consente di vivere in grandi agi ma che comunque le permette di vivere dignitosamente.
    Tirrena è una donna che per emanciparsi ha dovuto avere tre figli, che sogna di aprire un'Accademia per signorine in cui insegnare filosofia, e che resiste ad un sacco di umiliazioni e tentazioni per riuscire nel suo intento.
    Questo è l'esile filo narrativo cui Carmen Covito si aggrappa per poter parlare in modo divertente e curioso della situazione della donna in epoca romana; cosa che risulterebbe alquanto autoreferenziale se non fosse che tutto ciò ci porta a riflettere su come le cose, per la donna, non siano cambiate poi più di tanto dopo quasi 2000 anni...
    Feroce ironia della sorte?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La bruttina stagionata ,Pompei 63 d.C.

    Vibia Tirrena , figlia del rinomato libraio pompeiano Numerio Vibio Calamo, di sgridate alle due terribili figlie adottive,Gemina ed Elianilla,ormai è stanca di farne, come tutte le mamme è alle prese con l'irrequietezza dei figli, ma la mattinata si era da subito presentata drammatica per i suo ...continua

    Vibia Tirrena , figlia del rinomato libraio pompeiano Numerio Vibio Calamo, di sgridate alle due terribili figlie adottive,Gemina ed Elianilla,ormai è stanca di farne, come tutte le mamme è alle prese con l'irrequietezza dei figli, ma la mattinata si era da subito presentata drammatica per i suoi nervi come,del resto lo era stata la nottata,in questo caso ci aveva pensato il piccolo Epidiano che nel letto di Vibia,dove aveva trovato asilo accampando paure non meglio identificate per gli spiriti del buio e il freddo della notte,aveva lasciato a tradimento il risultato di un'abbondante enuresi notturna:cresci figli!

    Dunque la povera Tirrena appena nel triclinio ha intercettato suo marito Marco Epidio Fusco, artista dal pennello elegante e dalle tendenze alternative ( direi greche) lo ha bloccato è posto di fronte alle sue responsabilità.

    Alle terme la sprucida Tirrena per un po' trova pace, anche se le terme di Decidia Margaris sono un covo di "inciucesse".

    I rumors delle belle ancelle si scatenano quando fa la sua entrata nei bagni una donna misteriosa, dalle vesti ricercate, i monili d'oro e la lettiga con quattro splendidi nubiani parcheggiata fuori deve essere una diva della capitale.

    Vibia Tirrena , come è suo costume, sta in disparte, deve preparare una festa per zia Plotilla, non si può permettere distrazioni, servono molti denari,il terremoto le ha distrutto la casa ed è stata costretta a chiedere asilo al padre nella vecchia villa urbana ,ma si sa l'ospite dopo tre giorni puzza.

    Ma i guai per la bella bisbetica non sono finiti, Rubria, questo è il nome della misteriosa "diva", dimostra subito interesse per lei, le vuole affidare un incarico delicatissimo,se il dio Eros l'assisterà, la sua carriera di pierre

    avrebbe una svolta radicale, se no...beh provate voi a deludere Lui, lui chi? Lucio Domizio Enobarbo Claudio Cesare Augusto Germanico in una parola: Nerone.

    Carmen Covito dopo "La bruttina stagionata" ci ha consegnato un'altro romanzo originale,intrigante e divertentissimo.

    di Luigi De Rosa

    ha scritto il