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Le ragazze di Riad

Di

Editore: Mondadori

3.5
(489)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804564253 | Isbn-13: 9788804564256 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Romance

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Descrizione del libro
Quattro giovani studentesse universitarie, di famiglie ricche e privilegiate, alla ricerca del vero amore. La città in cui vivono, però, è Riad, capitale dell'Arabia Saudita, e la società nella quale si muovono impone loro un numero infinito di regole e comportamenti, spesso dettati dalla famiglia o dalla comunità che non tengono in considerazione i loro desideri. Attraverso resoconti di un'anonima narratrice, che invia i propri scritti via internet, l'unico mezzo di comunicazione privata possibile, prendono forma le storie di Qamra, in continua lotta contro le tradizioni familiari e contro la propria debolezza; di Michelle, per metà araba e per metà americana, incapace di sopportare le restrizioni della società saudita e per questo vittima della maldicenza; di Sadim, ferita da un amore che la condizionerà per la vita; e di Lamis, forte e determinata a conquistare sia l'uomo di cui si è innamorata sia la libertà in un altro paese. Ragazze che condividono la medesima estrazione ma che hanno desideri e caratteri differenti, e per questo riescono a creare una loro piccola comunità, a farsi forza l'una con l'altra, a imparare dagli errori altrui in un contesto che ne permette pochissimi a chi cerca l'indipendenza. Opera di una studentessa venticinquenne, "Ragazze di Riad" è un romanzo incredibilmente onesto sulla condizione femminile in una società come quella saudita, e per questo ha subito forti censure in patria. Ma è anche, e soprattutto, un racconto sulla ricerca dell'amore a tutti i costi.
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  • 2

    Letto in pochi giorni, mi sono immersa nella cultura araba e sulle difficoltà delle donne di vivere appieno le loro storie d'amore... Bella l'idea, si lascia leggere bene anche se non è il mio genere ...continua

    Letto in pochi giorni, mi sono immersa nella cultura araba e sulle difficoltà delle donne di vivere appieno le loro storie d'amore... Bella l'idea, si lascia leggere bene anche se non è il mio genere di scrittura preferito.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono almeno due chiavi di lettura da considerare prima di affrontare la recensione di “Ragazze di Riad”.

    La prima è che si tratta, in fondo, di letteratura rosa: sarebbe sostanzialmente ingiusto pr ...continua

    Ci sono almeno due chiavi di lettura da considerare prima di affrontare la recensione di “Ragazze di Riad”.

    La prima è che si tratta, in fondo, di letteratura rosa: sarebbe sostanzialmente ingiusto pretendere un livello letterario, una trama un po’ più solida, un approfondimento della psicologia di protagonisti e personaggi minori. Non ho una preparazione specifica in merito, per cui dovrò fidarmi dell’impressione personale e di qualche pagina letta qua e la: dal punto di vista della “letteratura romantica”, si può leggere di meglio. Non chiedetemi come e dove, ma pare che si possa.

    La seconda considerazione – che poi è quella che mi ha portato a scegliere la Alsanea come rappresentante dell’Arabia nel nostro “giro del mondo letterario” – è che non è possibile ignorare né il contesto in cui il romanzo è ambientato né, ovviamente, quando e perché è stato scritto.
    La definizione, piuttosto diffusa, di “Sex and the city arabo” voleva probabilmente essere un complimento, oltre che un elemento del battage pubblicitario, ma a mio giudizio non rende sufficientemente l’idea: piaccia o meno, è sicuramente un romanzo coraggioso, tanto da essere stato – ovviamente – proibito in terra saudita ma giunto comunque a Riad dal Libano, dove è stato edito originariamente.

    La struttura narrativa non è esageratamente originale ma è piacevole: un’anonima narratrice racconta attraverso una newsletter spedita settimanalmente via mail a un numero sempre maggiore di lettori le vite e gli amori di quattro giovani donne saudite (Michelle, Qamra, Sadim e Lamis). Quattro ragazze provenienti dalla alta borghesia, con storie diverse alle spalle e un sogno comune: il vero amore.
    Come in ogni “rosa” che si rispetti, emergeranno tutte le difficoltà possibili e concepibili; il dettaglio, non irrilevante, è che in “Ragazze di Riad” si tratta essenzialmente delle criticità sollevate da una società misogina, islamica, patriarcale, in cui i matrimoni combinati sono all’ordine del giorno, i fidanzati fuggono a gambe levate alle prime manifestazioni di minima indipendenza intellettuale delle promesse spose e persino l’amicizia di ragazze sunnite e sciite è motivo di scandalo e di separazione.

    “Sì, la società islamica è molto conservatrice,. Le donne vivono sotto il dominio maschile, però sono anche piene di speranza, di progetti, di determinazione e di sogni. E si innamorano e si disannamorano proprio come tutte le donne del mondo. (…) Spero anche che vi rendiate conto che, a poco a poco, alcune di queste donne stanno iniziando a farsi strada da sole, non alla maniera occidentale, ma mantendendo ciò che di buono c’è nella loro religione e nella loro cultura, senza rinunciare alla riforma.”

    In una valutazione complessiva, quindi, dare la sufficienza è quasi obbligatorio.

    --- da http://www.masedomani.com/2015/05/30/recensione-romanzo-ragazze-di-riad-di-rajaa-alsanea/ ---

    ha scritto il 

  • 1

    Interessante l'idea di mostrare una faccia del mondo arabo che non siamo abituati a vedere, in questo caso quella dei "quartieri alti" di Riad: qui troviamo giovani donne istruite, moderne e indipende ...continua

    Interessante l'idea di mostrare una faccia del mondo arabo che non siamo abituati a vedere, in questo caso quella dei "quartieri alti" di Riad: qui troviamo giovani donne istruite, moderne e indipendenti che costruiscono la loro vita con le proprie mani, dibattendosi tra le loro passioni e l'invadenza della tradizione... insomma, sono ben lontane dallo stereotipo della donna islamica che troppo spesso ci viene propinato.
    Però.
    Per quanto apprezzabili possano essere le intenzioni dell'autrice, non sono certo sufficienti per creare un buon libro.
    Per tutto il tempo mi è sembrato di leggere un temino delle elementari (oddio, però almeno questi trasmettono qualcosa): c'è una bella differenza tra uno stile "scorrevole" e uno asettico. Sì, certo, si legge velocemente, ma nello stesso modo in cui si potrebbe leggere velocemente una lista della spesa: non ti lascia niente. Come se non bastasse, è pure abbastanza sgrammaticato (degna di nota la punteggiatura ad minchiam), ma questo non so se sia colpa della scrittrice o della traduzione.
    Ah, e no, a mio parere il fatto che si tratti di una raccolta di e-mail non giustifica queste carenze.
    Anche il modo in cui vengono raccontate le storie delle quattro ragazze è insulso: i fatti sono narrati troppo velocemente (in poche pagine vediamo le tizie sposarsi e divorziare...e in mezzo? Tutto viene raccontato, e mai mostrato), l'autrice non si sofferma mai su niente e, ovviamente, figuriamoci se l'aspetto psicologico viene approfondito.

    Ho saltato le parti introduttive alle e-mail (noiosette e abbastanza spocchiose) della misteriosa narratrice, ma ho trovato interessanti alcune citazioni del Corano e dei poeti arabi, così come le (utili) note. Ci sono anche alcune riflessioni, soprattutto verso la fine, decisamente significative. Ma non sono bastate.
    Peccato: una bella opportunità sprecata!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo! Questo libro ti fa letteralmente entrare nella quotidianità di quatto ragazze saudite ponendo l'attenzione su aspetti piccoli ma fondamentali che gli altri libri del genere spesso non aff ...continua

    Bellissimo! Questo libro ti fa letteralmente entrare nella quotidianità di quatto ragazze saudite ponendo l'attenzione su aspetti piccoli ma fondamentali che gli altri libri del genere spesso non affrontano.
    Davvero un libro toccante, mi dispiace che sia finito.

    ha scritto il 

  • 2

    Perplessa

    Ben scritto e idea carina,lo sviluppo non altrettanto bello. A tratti noioso,viene raccontato male,non suscita interesse,educa quel poco che basta ma si limita a descrizioni della vita delle protagoni ...continua

    Ben scritto e idea carina,lo sviluppo non altrettanto bello. A tratti noioso,viene raccontato male,non suscita interesse,educa quel poco che basta ma si limita a descrizioni della vita delle protagoniste. Non mi ha suscitato emozioni,premio comunque l'idea..

    ha scritto il 

  • 3

    "Sant'Iddio! A noi - ragazze di Riad - sono state proibite troppe cose. Non toglieteci anche la benedizione dellamore!"

    “Tabù e trasgressione, ecco il Sex and the City delle musulmane”, riporta la fascetta in copertina. In alto a destra, la scritta “comedy”. La mia edizione è colorata, colori pastello ma soprattutto ta ...continua

    “Tabù e trasgressione, ecco il Sex and the City delle musulmane”, riporta la fascetta in copertina. In alto a destra, la scritta “comedy”. La mia edizione è colorata, colori pastello ma soprattutto tanto rosa.
    Insomma, per qualche strano motivo a me sconosciuto la Mondadori vuol far passare a tutti i costi questo libro come uno dei tanti chick-lit divertenti ma per forza di cose scontati. In realtà, la storia è molto meno frivola di quanto si possa immaginare.

    Se è vero che le protagoniste appartengono tutte alla classe più agiata della capitale dell’Arabia Saudita e che una delle loro attività preferite sia senza dubbio lo shopping, è anche vero che di “comedy” c’è ben poco.
    Attraverso i resoconti di una narratrice anonima, che comunica attraverso delle email, facciamo la conoscenza di quattro ragazze saudite. Qamra, Sadim, Michelle e Lamis si conoscono da una vita ma non potrebbero essere più diverse caratterialmente. Ma a parte la già citata passione per lo shopping, a unirle sarà la personale ricerca dell’amore in un paese che sembra averlo dimenticato, oscurato, seppellito sotto una coltre di rigide regole di comportamento da rispettare in pubblico e in privato.
    Qamra è la prima a sposarsi, e a caro prezzo. Sadim faticherà a lungo prima di ottenere il suo finale felice, tuttavia non così sensazionale come aveva sempre sognato. Michelle, la più radicale delle quattro, ha origini americane ed è per questo che sente tutto il peso dello scontro fra civiltà e tradizioni opposte che la formerà e ne determinerà le scelte di vita. Tra tutte, solo Lamis coronerà il sogno di trovare e sposare il primo vero amore.
    Per tutta la durata della storia ero pronta a prendere le difese delle protagoniste che non fanno altro che circondarsi di ragazzi e uomini interessanti e apparentemente stregati dai loro modi piuttosto non convenzionali, ma che di fronte alla prospettiva di legarsi per sempre a queste ragazze (e soprattutto indipendentemente dal loro background culturale), si rivelano tremendamente codardi e riluttanti al cambiamento, pronti a difendere e a solidificare le tradizioni.
    Nessuno d’altronde vuole per moglie un’araba di origini americane, né tantomeno una ragazza che prova il desiderio di concedersi al promesso sposo prima delle nozze effettive.

    Proprio quando è sembrato così facile cogliere l’essenza di un paese regolato dall’Islam, quando ero sicura di poter distinguere i comportamenti “giusti” da quelli “sbagliati”, ecco che si presenta il rovescio della medaglia: Rashid, il marito di Qamra, ha accettato di sposarla unicamente per esaudire i desideri dei suoi genitori. Lui ha trovato già l’amore della sua vita negli Stati Uniti, dove sta studiando; lei è dolce, forte e soprattutto ricambia i suoi sentimenti da molti anni. Ma sia l’autrice che il finto pubblico che legge la newsletter sembrano schierarsi dalla parte di Qamra, rispedita a Riad incinta (forse il vero motivo per biasimare Rashid) e coi documenti per il divorzio.
    Troppo impegnati a giudicarli in base a ciò che manca loro per essere occidentali ci dimentichiamo che sono già esseri umani completi. Qual è dunque la verità?

    E’ una storia che si legge in poco tempo. Tuttavia, trovo che l’autrice abbia dato voce solo a una fetta della popolazione giovanile, quella più abbiente ed evidentemente quella che conosce meglio, essendo lei stessa figlia di medici ed avendo conseguito gli studi universitari in patria e all’estero in prestigiosi istituti.
    Quali sono i pensieri dei poveri, degli analfabeti? Cosa pensano dell’amore quelle ragazze che, a differenza delle protagoniste, non hanno il privilegio di essere accompagnate tutti i giorni all’università da un autista privato? E quelli dei ragazzi che possono solo sognare di ottenere un dottorato all’estero?
    A questo punto c’è da chiedersi quali siano le colpe della società saudita, e soprattutto se essa sarà mai in grado di riconoscerle ed entro quali termini.
    Gli interrogativi rimangono aperti, e ad oggi non sembra esserci una soluzione. Una mente occidentale, forse, non potrà trovarla. Rimane solo un augurio carico di speranza:
    “Quanto all’amore, lotterà ancora per cercare di spuntare alla luce del giorno, in Arabia Saudita. Si può percepire nei sospiri degli uomini annoiati seduti da soli nei caffè, negli occhi delle donne velate che camminano per le strade, nelle linee telefoniche che, dopo mezzanotte, sbocciano alla vita, nelle canzoni e nelle poesie tristi, troppo numeroso per essere cantate, scritte dalle vittime dell’amore non sanzionato dalla famiglia, dalla tradizione, dalla città: Riad”. (p.330)

    ha scritto il 

  • 2

    Un pò parca con le mie 2 stelle. Forse la sua scrittura semplice mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Di sicuro è stato interessante scoprire alcuni retroscena della vita in Arabia Saudita. Ma non mi ...continua

    Un pò parca con le mie 2 stelle. Forse la sua scrittura semplice mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Di sicuro è stato interessante scoprire alcuni retroscena della vita in Arabia Saudita. Ma non mi è bastato.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!
    Cosa mi è piaciuto di più è riuscire a conoscere la cultura dell'Arabia Saudita tramite una ragazza saudita. Si tende a voler cambiare la loro cultura a immagine e somiglianza della nostra ...continua

    Bellissimo!
    Cosa mi è piaciuto di più è riuscire a conoscere la cultura dell'Arabia Saudita tramite una ragazza saudita. Si tende a voler cambiare la loro cultura a immagine e somiglianza della nostra. Dal loro punto di vista non è così terribile. Sicuramente viene penalizzato il vero amore e questo fa soffrire sia le donne che gli uomini, ma soprattutto le donne.
    Con qualche lacrima e qualche risata la protagonista racconta come vivono l'amore le ragazze di Riad e le conseguenze della loro ricerca nei confronti del Vero amore quando si scontra con le tradizioni e gli usi locali.
    Stupende le poesie che ci rivelano una cultura romantica e sognatrice anche se la libertà di amare è ancora lontana, ma forse non così tanto.

    ha scritto il 

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