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Le ragazze di Sanfrediano

Di

Editore: Mondadori (Oscar narrativa)

3.8
(1528)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000081482 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    ... si completò la schiera delle Erinni. Perché, Furie o Baccanti, al momento opportuno, un po' tutte lo sarebbero diventate.


    Tosca, Silvana, Mafalda, Gina, Bice e Loretta: nomi di donne, voi direte. Nomi di ragazze di Sanfrediano con le loro storie e le loro quotidianità, ben des ...continua

    ... si completò la schiera delle Erinni. Perché, Furie o Baccanti, al momento opportuno, un po' tutte lo sarebbero diventate.

    Tosca, Silvana, Mafalda, Gina, Bice e Loretta: nomi di donne, voi direte. Nomi di ragazze di Sanfrediano con le loro storie e le loro quotidianità, ben descritta da Pratolini che dedica a ciascuno di loro un capitolo del romanzo. Ma cos'altro accomuna queste ragazze? Aldo, o meglio il suo alter ego cinematografico, Bob. Il Dongiovanni del quartiere, che tutte vogliono e a cui tutte perdonano le sue piccole mancanze sperando di essere poi "l'eletta" colei che impalmerà il bel Bob dalle lunghe ciglia. E Bob, prima di scegliere la fortunata, non può che "provarle" e lo fa non una alla volta, come le fanciulle credevano, ma tutte insieme. Ma Bob non sa che a che fare con le ragazze di Sanfrediano che non si faranno mai mettere i piedi in testa e meditano vendetta... Vendetta che arriva nell'ultimo capitolo con forza e brutalità e che lascia il lettore un po' sgomento perché non si tratta più di un gioco e di una beffa ma di qualcosa che va oltre la personale dignità dell'uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    Lui è Aldo, detto Bob, dongiovanni di quartiere, ragazzo fiorentino che fa strage tra le belle, loro, le ragazze di San Frediano, orgogliose e apparentemente ingenue. Chi di loro la spunterà? La rossa Mafalda o la bionda Tosca, la timida Loretta o la dolce Gina? Sta di fatto che Aldo (Bob), crede ...continua

    Lui è Aldo, detto Bob, dongiovanni di quartiere, ragazzo fiorentino che fa strage tra le belle, loro, le ragazze di San Frediano, orgogliose e apparentemente ingenue. Chi di loro la spunterà? La rossa Mafalda o la bionda Tosca, la timida Loretta o la dolce Gina? Sta di fatto che Aldo (Bob), credendo di avere vita facile ben presto si accorgerà che.... le donne di Pratolini ne sanno una più degli uomini! "Le ragazze di Sanfrediano" è un romanzo leggero, dalla trama non impegnativa ma comunque godibilissimo. E' il mio primo romanzo di Pratolini e mi impegnerò a leggere "Cronache di Poveri amanti" e il più conosciuto "Metello". Insomma: buona la prima!

    ha scritto il 

  • 4

    Anni del dopoguerra rione popolare Sanfrediano, rappresentazione corale della vita di alcune giovani donne, belle, fiere e innamorate dello stesso uomo Bob. Lui le tiene tutte sulla corda, facendole giostrare prima a modo suo, illudendole che l'ultima sua conquista sarà quella giusta, quella da s ...continua

    Anni del dopoguerra rione popolare Sanfrediano, rappresentazione corale della vita di alcune giovani donne, belle, fiere e innamorate dello stesso uomo Bob. Lui le tiene tutte sulla corda, facendole giostrare prima a modo suo, illudendole che l'ultima sua conquista sarà quella giusta, quella da sposare. Non sarà così, perchè queste ragazze insieme si vendicheranno e lui uscirà proprio malridotto. Una storia che meritava di essere raccontanta e di essere letta.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole

    Scorrevole e leggero, forse si respira il ritorno alla pace del dopoguerra e un clima più rilassato che Pratolini ha voluto trasmettere ai lettori, certo la storia non è ne' impegnativa ne' intrisa di implicazioni storiche come altri suoi lavori. Però, ahimè, il libro ne risente e diciamo che rim ...continua

    Scorrevole e leggero, forse si respira il ritorno alla pace del dopoguerra e un clima più rilassato che Pratolini ha voluto trasmettere ai lettori, certo la storia non è ne' impegnativa ne' intrisa di implicazioni storiche come altri suoi lavori. Però, ahimè, il libro ne risente e diciamo che rimane semplicemente un romanzo ben scritto per riempire qualche ora. Niente a che vedere con Metello o Cronache di Poveri Amanti.

    ha scritto il 

  • 3

    Con uno stile scorrevole e piacevole, in una splendida Firenze del secondo dopoguerra, finalmente un libro in cui le donne rivendicano il loro potere! Inutile dire che apprezzo molto!

    ha scritto il 

  • 3

    9° classico per la sfida classici

    Divertente, "becero" e leggero.
    Non è un capolavoro ma è spassoso e si legge in fretta.
    Il linguaggio e lo stile contribuiscono a donare vivacità al racconto che mi ha ricordato un pochino le novelle di Boccaccio.

    ha scritto il 

  • 4

    "E loro, le due ragazze, erano adesso due briganti di strada, spaventosi, bellissimi, la bionda e la rossa, dallo sguardo gelido e i gesti sicuri"

    Pratolini mi piace sulle piccole distanze.
    Pratolini mi piace nel racconto del dettaglio, nell'istantanea sfocata che testimonia un momento e lo colma di senso, di significato.
    Pratolini mi piace quando sceglie di usare la scrittura per mordere la vita e non per tentare di riprodurla ...continua

    Pratolini mi piace sulle piccole distanze.
    Pratolini mi piace nel racconto del dettaglio, nell'istantanea sfocata che testimonia un momento e lo colma di senso, di significato.
    Pratolini mi piace quando sceglie di usare la scrittura per mordere la vita e non per tentare di riprodurla (è ambizione sbagliata, nonché destinata a non essere mai soddisfatta, quella dello scrittore che si propone di usare la parola per ricomporre l'esistenza: vita e letteratura sono fatte di materie diverse, nascono e si compiono con ritmi differenti, secondo percorsi sostanzialmente dissimili, e non possono essere messe sul medesimo piano).
    In Le ragazze di Sanfrediano lo scrittore fiorentino fa esattamente questo: nel raccontare la gloriosa ascesa e la rapidissima, e per certi versi atroce, discesa di un superficiale dongiovanni di quartiere (Aldo detto Bob), cagionata, quest'ultima, dal furore di cinque fanciulle-amazzoni, Pratolini azzanna la vita tanto saldamente da farla sanguinare. La sua scrittura, che è, ad un tempo, leggera e penetrante (uno stiletto), scivola sui personaggi al pari di una piccola luce capace di illuminare gli angoli bui e di eclissarsi dentro il bagliore di una grande luce naturale (è inutile soffermarsi sulle psicologie dei personaggi quando le loro azioni possono essere facilmente comprese da chiunque abbia un minimo di familiarità con la natura umana. Tanto semplici da apparire quasi elementari, le dinamiche che entrano in gioco nel racconto sono sostanzialmente quelle che regolano il rapporto tra i sessi, che stanno alla base della ferocia dell'azione di gruppo, che spiegano invidia, gelosia, egoismo, egocentrismo).
    L'ultima scena (che è quella della resa dei conti tra il giovane e le sue belle), intensa al limite dell'orrore, diventa scena paradigmatica nonché morale implicita di un romanzo che non è altro, in fondo, se non una moderna parabola sull'amore, il tradimento, la vendetta.

    ha scritto il 

  • 0

    Nessuna concessione agli amori romantici e sdolcinati.
    Pratolini, con un realismo e, perchè no?, un cinismo senza pari, racconta la storia della punizione di un Don Giovanni.
    Il romanzo è del 1948.
    Lo sfondo è quello dell'Italia che comincia a rinascere, a pensare ad altro che a ...continua

    Nessuna concessione agli amori romantici e sdolcinati.
    Pratolini, con un realismo e, perchè no?, un cinismo senza pari, racconta la storia della punizione di un Don Giovanni.
    Il romanzo è del 1948.
    Lo sfondo è quello dell'Italia che comincia a rinascere, a pensare ad altro che alle sofferenze della guerra.
    A suo modo una storia di ottimismo.
    La guerra, comunque, fa capolino, quando i meriti di partigiano del protagonista vengono messi in dubbio, una piccola morale politica, un monito a verificare bene prima di attribuire patentini di eroe, chi è furbo è capace di fabbricarseli da sè.

    ha scritto il