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Le ragioni del sangue

Di

Editore: Garzanti Libri

3.9
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811668611 | Isbn-13: 9788811668619 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
"Un giallo tragico, con massacri fascisti, vendette partigiane, rapine, ricatti. La guerra civile raccontata in un romanzo. Senza una civetteria. Tutto fatti. Da consigliare a De Felice. Se fosse vivo". (Antonio D'Orrico, "Sette") "Un testo che vorrei poter usare in una scuola media superiore, parlando a lungo di esso, quasi pagina dopo pagina, con giovanissimi lettori di oggi". (Antonio Faeti, "l'Unità") "Un libro di drammatica testimonianza storica e di impegno civile. Lo scrittore punta a una verità, che è quella delle ragioni interiori, dei meccanismi segreti che muovono l'uomo". (Franco Brevini, "Panorama")
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    Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia ...continua

    Quando pubblicò il suo primo romanzo, "Le ragioni del sangue" (Garzanti, 1995), che gli valse il premio Bagutta opera prima, Alessandro Gennari era già noto al grande pubblico, per la sua attività di assistente alla regia con Pier Paolo Pasolini e come critico letterario. Amico di Alberto Moravia, aveva frequentato l'ambiente dei circoli intellettuali e letterari romani, sui quali aveva scritto un primo romanzo, rimasto inedito, e con pungente ironia intitolato "Il falso diario", come a segnalare un suo definitivo distacco da quella esperienza che lo aveva portato ad avvicinarsi piu' al cinema che alla sua vera vocazione: quella dello scrivere storie e romanzi, per il gusto di raccontare e costruire intrecci di altre vite, diverse da quelle possibili nella realtà. E' morto nel 2000 a soli 50 anni.
    Si tratta di una amicizia vecchia di vent'anni. Avevo conosciuto Gennari a Mantova, nel 1975, perché la sua faccia era identica a quella di mio figlio Cristiano.

    "Anche se non ci sei più, continui ad essere
    nel ricordo di quelli che ti hanno visto
    in quelli che so io,
    ai quali chiedo
    un'entrata attraverso i loro occhi,
    per potermi acquistare la tua presenza".
    Così recita la poesia di Manuel Altolaquirre che Alessandro Gennari aveva inserito in un'antologia.

    ha scritto il 

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    Un figlio che trova il memoriale del padre scomparso da poco e lo mette di fronte ad un uomo che ha vissuto gli orrori della guerra e la lotta partigiana; un libro che fa rivivere in maniera, forse alternativa, le passioni storiche e politiche di allora ma che ci hanno seguito e spesso travolto n ...continua

    Un figlio che trova il memoriale del padre scomparso da poco e lo mette di fronte ad un uomo che ha vissuto gli orrori della guerra e la lotta partigiana; un libro che fa rivivere in maniera, forse alternativa, le passioni storiche e politiche di allora ma che ci hanno seguito e spesso travolto negli ultimi sessant'anni.

    ha scritto il