Le sabbie di Marte

Urania 1

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(232)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Tedesco , Ceco , Francese

Isbn-10: A000007998 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maria Gallone ; Illustrazione di copertina: Curt Caesar

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Tit.Orig.: The Sands of Mars, [1951])
I Romanzi di Urania

Classico romanzo di "fanta-scienza", per usare un neologismo abbastanza efficace, Le sabbie di Marte descrive il viaggio inaugurale dell'astronave "Ares" - prima nave di linea regolare fra i pianeti - e le lotte di un gruppo di pionieri del XXI secolo per colonizzare le rosse distese desertiche del pianeta Marte. E' una lotta affascinante e paurosa su un mondo in agonia dove non esiste quasi più traccia di vegetazione e l'aria è così povera di ossigeno da essere praticamente irrespirabile. Ma la fine del romanzo darà al lettore la più straordinaria - e la meno impossibile - delle sorprese...Le sabbie di Marte è un autentico capolavoro della narrativa a sfondo scientifico e fantastico. Non per nulla il suo autore, Arthur C. Clarke, è un noto scienziato, membro della British Astronomical Association e presidente della Società Interplanetaria Britannica.

Contiene:
Oltre l'invisibile // Clifford D. SIMAk - 1ª punt.
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  • 4

    Tante (forse) troppe edizioni

    Lessi questo libro anni fa, non lo ritengo un capolavoro ma di certo rappresenta una pietra miliare nell'editoria italiana come n. 1 della collana Urania, nel mio blog approfondimento su tutte le ediz ...continua

    Lessi questo libro anni fa, non lo ritengo un capolavoro ma di certo rappresenta una pietra miliare nell'editoria italiana come n. 1 della collana Urania, nel mio blog approfondimento su tutte le edizioni italiane:
    http://koloklife.blogspot.it/2016/09/tutte-le-sabbie-di-marte-edizioni.html

    ha scritto il 

  • 3

    Fantascienza hard d’altri tempi

    So bene di trovarmi al cospetto di un classico della fantascienza scritto negli anni ’50 del secolo passato, ma sono ovviamente costretta a giudicarlo in base ai miei gusti di lettrice di questi tempi ...continua

    So bene di trovarmi al cospetto di un classico della fantascienza scritto negli anni ’50 del secolo passato, ma sono ovviamente costretta a giudicarlo in base ai miei gusti di lettrice di questi tempi.
    Si tratta di uno dei primi esempi di fantascienza hard, cioè che cerca di basarsi sulla scienza reale, ma, essendo un romanzo del 1951, la maggior parte della scienza è sorpassata. Quindi va presa così com’è.
    La storia suona fredda e lineare, nonostante ci siano dei passaggi che sulla carta dovrebbero emozionare, sia riguardo alla sfera personale del protagonista sia riguardo agli eventi avventurosi e le scoperte di cui è testimone. Ciò fa sì che il romanzo appaia come un resoconto che non coinvolge durante la lettura.
    La contemporanea presenza di questi due aspetti purtroppo non mi ha fatto apprezzare il libro.
    Ho letto altri classici che raccontano un Marte totalmente diverso da ciò che poi si è rivelato essere, ma il modo in cui erano scritti li rendeva comunque godibili, poiché mi permettevano di emozionarmi insieme al protagonista, penare con lui. Si creava un forte legame lettore-protagonista che superava tutte le assurdità scientifiche e gli aspetti anacronistici della storia.
    In questo libro non sono riuscita a creare questo legame. L’ho trovato semplicemente noioso e temo che non mi abbia lasciato nulla alla fine della lettura.
    So bene che questo è un rischio che si corre leggendo i classici, poiché alcuni di essi sono lo specchio di un tipo di narrativa molto diversa da quella contemporanea e che di conseguenza non a tutti piace al giorno d’oggi. Sicuramente non a me.
    Ho comunque apprezzato alcune suggestioni generate dall’ambientazione fantasiosa.
    L’edizione che ho letto è anche il n. 1 di Urania e non so fino a che punto si discosti dal testo originale (so che c’è stato un certo rimaneggiamento durante la traduzione). Magari avrei apprezzato di più il libro nel complesso o almeno la prosa di Clarke nella versione originale.

    ha scritto il 

  • 4

    Affidabile Clarke

    Arthur Clarke è una sicurezza.
    Senza dubbio questo titolo non è annoverabile tra i capolavori di questo autore, ma per quanto si tratti di un romanzo datato ed impregnato dell'ottimismo ingenuo della ...continua

    Arthur Clarke è una sicurezza.
    Senza dubbio questo titolo non è annoverabile tra i capolavori di questo autore, ma per quanto si tratti di un romanzo datato ed impregnato dell'ottimismo ingenuo della metà del secolo scorso, si lascia leggere che è un piacere.
    Ed è questo il motivo per cui Clarke a mio avviso non delude mai.
    Provate a leggere uno dei titoli minori di molti altri autori di SF e spesso vi ritroverete tra le mani dei mattoni illeggibili.
    Sono presenti alcuni temi classici della fantascienza degli anni d'oro, dal viaggio spaziale, alla colonizzazione di un pianeta ostile, dalla difficile evoluzione del rapporto coloni-terrestri all'incontro con l'essere alieno.
    Tutto questo valorizzato da uno stile essenziale e scorrevolissimo.
    Non ho difficoltà a riconoscere ad Urania il merito di riproporre con continuità i romanzi dell'autore inglese nella propria offerta editoriale.
    E non per nulla i titoli di Clarke vengono premiati dalle classifiche di vendita delle versioni digitali.

    ha scritto il 

  • 4

    Si nota intuitivamente che il romanzo risale a parecchi decenni fa, sia per il positivismo di cui è impregnato, sia per il ritmo meno serrato. Abituati come siamo ai velocissimi e strutturatissimi rom ...continua

    Si nota intuitivamente che il romanzo risale a parecchi decenni fa, sia per il positivismo di cui è impregnato, sia per il ritmo meno serrato. Abituati come siamo ai velocissimi e strutturatissimi romanzi d'oggi, non possiamo ignorare la ruggine incrostata nei fili della trama di un libro degli anni Cinquanta. Un libro tuttavia gradevole, scritto quasi vent'anni prima dello sbarco sulla Luna, e niente affatto scontato. Arthur C. Clarke, malgrado fosse meno maturo all'epoca - ancora lontano dal conclamato stile scientifico che caratterizza alcuni capolavori come Incontro con Rama o 2001: odissea nello spazio, ma ben vicino a romanzi di grande letteratura come Le guide del tramonto - regala al suo pubblico un romanzo niente affatto banale, che mescola le meraviglie di un mondo lontano con la problematica praticità inerente la gestione politica ed economica di una colonia spaziale. Il fascino racchiuso in Le sabbie di Marte, malgrado la viscosità dovuta all'inesorabile trascorrere del tempo, lo si deve al punto di vista di uno scrittore che pure nella sua vita ha dato molto alla scienza vera e propria, dimostrando, nella fiction come nel mondo reale, che dietro ogni problema si può nascondere una straordinaria opportunità.

    ha scritto il 

  • 3

    Le Sabbie di Marte

    Le Sabbie di Marte (1951) è tra i primi romanzi di Arthur Clarke: tratto comune che distingue questi lavori è il tema della speculazione scientifica su frontiere spaziali che l'uomo non aveva ancora c ...continua

    Le Sabbie di Marte (1951) è tra i primi romanzi di Arthur Clarke: tratto comune che distingue questi lavori è il tema della speculazione scientifica su frontiere spaziali che l'uomo non aveva ancora conquistato. Se Preludio allo Spazio era la cronaca della preparazione al viaggio verso la Luna, qui c'è la conquista di Marte, una città sotto a una cupola, l'intento di fornire al pianeta un'atmosfera respirabile. L'uomo non è ancora andato su Marte quindi il romanzo è a tutt'oggi una speculazione sul possibile, anche se ovviamente si percepisce la sua “antichità”. Ma nel 1951 l'uomo non aveva ancora messo piede nello spazio! [...]
    Recensione completa qui: http://beatblog2.blogspot.it/2015/06/arthur-c-clarke-pt6-le-sabbie-di-marte.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Clarke è sicuramente meglio conosciuto per cicli famosi, come "Odissea..." e "Rama...", ma questo è importante per due motivi: è il suo secondo racconto (risale al '51!) ma il primo a non essere stato ...continua

    Clarke è sicuramente meglio conosciuto per cicli famosi, come "Odissea..." e "Rama...", ma questo è importante per due motivi: è il suo secondo racconto (risale al '51!) ma il primo a non essere stato riscritto o rimaneggiato ed il primo racconto in assoluto che apre l'interminabile collana di "Urania", infatti è il n°1 tradotto e pubblicato in Italia nel '52. Quindi avete tra le mani (...se ne possedete una rara edizione cartacea, ovviamente) un autentico pezzo di storia.

    Scritto quando di viaggi spaziali era possibile solo fantasticare (il volo di Gagarin è posteriore di 10 anni) mostra tutti i suoi anni. E per vari motivi.
    In primo luogo la nazione che monopolizza il racconto è l'Inghilterra (va bene, ad essere precisi il Commonwelth) e questo proprio quando era pura fantascenza pensare che la Gran Bretagna avesse la forza economica di sostenere la corsa allo spazio.
    In secondo luogo non si intravede la minima capacità di approssimare la diffcoltà della permanenza su Marte che altri autori, con maggiori informazioni, esperienza e consapevolezza, hanno mostrata (per tutti: Kim Stanley Robinson).
    In terzo luogo la trama la definirei "infantile" anche per un pulp anni cinquanta: radio direzionali "fai-da-te" nel vuoto, giovane cadetto timido e subito fidanzato, fauna marziana pacioccona quanto un chihuahua e via così.

    Insomma, di interesse storico ma niente più.

    p.s.: questi primi Urania sono da evitarsi come le allergie!

    ha scritto il 

  • 3

    Più approfondisco la conoscenza con le opere di Clarke e più mi convinco che "Arancia meccanica" sia la più debole, stupida e sopravvalutata tra esse.
    "Le sabbie di Marte" racconta il viaggio di uno s ...continua

    Più approfondisco la conoscenza con le opere di Clarke e più mi convinco che "Arancia meccanica" sia la più debole, stupida e sopravvalutata tra esse.
    "Le sabbie di Marte" racconta il viaggio di uno scrittore di fantascienza e giornalista dalla Terra verso la colonia su Marte. Le sue esperienze e impressioni del viaggio interplanetario e della piccola colonia che trova; di ciò che vede e delle esperienze che fa; dei rapporti con i suoi compagni di viaggio, prima, e con i coloni, poi; i suoi stati d'animo durante il viaggio e al suo arrivo e durante la sua permanenza.
    L'unica pecca, forse, del racconto è la visione molto ottimistica e disinteressata dell'uomo che colonizza un nuovo territorio, che va completamente in contrasto rispetto a ciò che l'intera storia dell'umanità sulla Terra insegna. Questi coloni sono stranamente rispettosi del pianeta e di tutto ciò che trovano. Vero è che fanno di tutto per cercare di trasformalo e renderlo abitabile per l'uomo, ma lo fanno con metodi e fini non "classicamente umani" (sfruttamento, devastazione, crudeltà in laboratorio ecc. ecc.).

    ha scritto il 

  • 4

    Le sabbie di Marte (Arthur C. Clarke)

    http://www.ryo.it/2014/12/23/le-sabbie-di-marte-arthur-c-clarke/ Le Sabbie di Marte narra del viaggio dal pianeta Terra a Marte dell’autore di romanzi fantascientifici Martin Gibson e del periodo iniz ...continua

    http://www.ryo.it/2014/12/23/le-sabbie-di-marte-arthur-c-clarke/ Le Sabbie di Marte narra del viaggio dal pianeta Terra a Marte dell’autore di romanzi fantascientifici Martin Gibson e del periodo iniziale della sua permanenza sul pianeta rosso (continua...)

    ha scritto il 

  • 2

    Bello, scorrevole, ma letto 63 anni dopo la sua pubblicazione perde molto. Nonostante sia un classico della fantascienza (è il 1° numero della nota collana urania), la tecnologia ormai obsoleta di cui ...continua

    Bello, scorrevole, ma letto 63 anni dopo la sua pubblicazione perde molto. Nonostante sia un classico della fantascienza (è il 1° numero della nota collana urania), la tecnologia ormai obsoleta di cui si parla lo rende poco appetible al lettore degli anni 2000.

    ha scritto il 

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