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Le sei mogli di Enrico VIII

Di

Editore: Mondadori

4.2
(405)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 540 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804424060 | Isbn-13: 9788804424062 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Paola Mazzarelli

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Antonia Fraser non sbaglia mai un colpo, è una scrittrice nata per appassionare il lettore con il suo stile romanzato e scorrevole.
    Personalmente trovo che questa sia la sua biografia più avvincente, dopo quella di Maria Antonietta.

    Quella che racconta è la storia di sei donne ...continua

    Antonia Fraser non sbaglia mai un colpo, è una scrittrice nata per appassionare il lettore con il suo stile romanzato e scorrevole.
    Personalmente trovo che questa sia la sua biografia più avvincente, dopo quella di Maria Antonietta.

    Quella che racconta è la storia di sei donne (una sola regina per diritto di nascita, le altre elevate al rango più ambito solo grazie al proprio carattere, la propria avvenenza o alla propria sventura) e un uomo accecato dal bisogno a tutti i costi di un figlio maschio legittimo, un re assoluto che per trovare giustificazione ai suoi bisogni - diciamocelo - "se la raccontava".

    A un passo da diventare lo zimbello delle teste coronate d'Europa (si dice che la giovane duchessa Cristina di Milano, saputo che Sua Maestà era alla ricerca della quarta moglie, disse che se avesse avuto due teste volentieri una l'avrebbe regalata al re) Enrico VIII è ricordato comunque come un grande sovrano.
    Non importa che abbia ripudiato o fatto giustiziare quattro mogli su sei e che uno dei più grandi monarchi che la storia inglese abbia mai avuto sia stata la figlia secondogenita, in barba alle sue speranze di un erede maschio.
    In questo libro si parla anche di lui, ma le vere protagoniste sono le donne che hanno contribuito a renderlo una leggenda.
    Antonia Fraser ne analizza una alla volta, minuziosamente, intrecciando le loro vite. Per sfortuna, destino o volere di Dio la (loro) storia si è compiuta: non possiamo cambiarla ma solo onorarci di conoscerla, lasciandoci ogni pregiudizio alle spalle.
    E, come recitava il motto di Anna Bolena, "Ainsi sera, groigne qui groigne". Così sarà, mormori chi vuole.

    ha scritto il 

  • 4

    Smodato

    Premessa. Raro caso dove la tv fa meglio della parola scritta. Chi avesse visto "The Tudors", 4 stagioni (che qualcuno confonde con serie...ahi ahi ahi), ***** stellette piene, può anche passare questo libro che si perde eccessivamente nelle parentele e nei richiami storici. Noi delle mogli volev ...continua

    Premessa. Raro caso dove la tv fa meglio della parola scritta. Chi avesse visto "The Tudors", 4 stagioni (che qualcuno confonde con serie...ahi ahi ahi), ***** stellette piene, può anche passare questo libro che si perde eccessivamente nelle parentele e nei richiami storici. Noi delle mogli volevamo sapere. Punto. Referendum popolare: chi avreste lasciato campare più delle altre? Voto mio: Chaterine Parr, l'ultima

    ha scritto il 

  • 4

    Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta. Sto parlando di Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard, Caterina Parr, le sei mogli di Enrico VIII. Con la precisa obiettività propria degli storici Antonia Fraser ci presenta un quadro det ...continua

    Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta. Sto parlando di Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard, Caterina Parr, le sei mogli di Enrico VIII. Con la precisa obiettività propria degli storici Antonia Fraser ci presenta un quadro dettagliatissimo della vita delle donne che hanno avuto la fortuna (o sfortuna?) di essere regine d’Inghilterra. Descrive Enrico come un ragazzo avvenente durante i primi anni del regno al fianco della figlia de los reyes catolicos di Spagna, donna pia e devota che ebbe la colpa di partorire (viva) solo una femmina, colpa che le causò l’allontanamento da corte e pure un bel divorzio, non tanto per la mancanza dell’erede, quanto per il fatto che il re aveva perso la testa per la provocante Anna Bolena. La storia è più che nota e - si sa - la testa alla fine la perde lei, colpevole di alto tradimento. Fonti affermano che la poverina era innocente, ad Enrico qualcuno all’epoca l’aveva pure detto, ma chi se ne frega – avrà detto lui – tagliatele la testa perché mi sono invaghito di Jane. E poi nemmeno Anna mi ha dato l’erede, quindi toglietemela dai piedi. E vai con il terzo matrimonio che - udite udite – porterà come frutto il futuro erede al trono Edoardo. Facciamo suonare le trombe, diamo un extra ai poveri, festeggiamo per dodici giorni con vini pregiati e cibi succulenti …. ops, mi sa che Jane è morta di setticemia. E allora il re si fa un po’ di pianti, porta il lutto, ma poi dopo due settimane di risposa con Anna di Cleves, conosciuta attraverso un ritratto. Il giorno dell’incontro (che coincide con quello delle nozze) Enrico si accorge che la poverina è brutta. Non mi piace, mi avete ingannato e portato un ritratto non fedele alla realtà. E ora che faccio? – avrà pensato. Guarda, divorzio pure con questa qua, anzi no, visto che è talmente brutta che non sono nemmeno riuscito a consumare il matrimonio, con Anna non divorzio, ma rendo nullo il legame. Detto fatto. Passa proprio poco (a dire la verità non passa proprio niente perché la preda era già nel sacco) e Enrico ha di nuovo le farfalle nello stomaco per la piccola Caterina Howard, di diciotto anni. Se la sposa e consuma. E mentre il sovrano pensa a riempire il suo regale stomaco e ad ingrassare a dismisura, la piccolina pensa, questo qui è vecchio e grasso, quasi quasi me ne vado con quel bel tipo di Culpeper, tanto a quanto mangia non se ne accorgerà mica. E invece no. Mi hai tradito? Tagliatele la testa! Ovviamente nemmeno Culpeper se l’è vista bella. Vecchio, grasso e stanco, re Enrico sposa la vedova Caterina Parr, a mio avviso la più fortunata perché ha avuto il privilegio di sotterrare il consorte, che sembrava non volesse morire mai. Ammetto che – leggendo il libro – ho rivalutato la figura di Enrico VIII. A scuola lo descrissero crudele e cinico, per me invece fu molto coraggioso. Certo, avrebbe potuto tagliare meno teste e limitarsi ai divorzi , ma ammettiamolo: chi avrebbe oggi il coraggio di sposarsi e risposarsi per sei volte?

    ha scritto il 

  • 3

    Ho sempre letto con molto piacere le biografie della Fraser, questa pero' mi e' sembrata un po' troppo fredda e distaccata (a parte una sottile simpatia per Enrico VIII). Molto precisa e documentata come sempre, avrei preferito un tono meno accademico e qualche impressione personale in piu'.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questo libro ben costruito ed interessante. Senza dilungarmi troppo, lo consiglierei sicuramente a chi vorrebbe avere in un solo testo l'insieme delle biografie delle sei mogli di Enrico VIII. L'unica pecca negativa è la costante ripetizione di alcuni concetti, neanche poi essenziali i ...continua

    Ho trovato questo libro ben costruito ed interessante. Senza dilungarmi troppo, lo consiglierei sicuramente a chi vorrebbe avere in un solo testo l'insieme delle biografie delle sei mogli di Enrico VIII. L'unica pecca negativa è la costante ripetizione di alcuni concetti, neanche poi essenziali in tutti i contesti in cui sono presentati.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro davvero bellissimo! conoscevo naturalmente la storia di Enrico VIII ma, come molti, ne conoscevo una parte molto lacunosa, a riprova del fatto che quando si tratta di storia è bene non sentire mai una sola campana.
    Il libro mi è piaciuto moltissimo anche perchè i fatti sono raccont ...continua

    un libro davvero bellissimo! conoscevo naturalmente la storia di Enrico VIII ma, come molti, ne conoscevo una parte molto lacunosa, a riprova del fatto che quando si tratta di storia è bene non sentire mai una sola campana.
    Il libro mi è piaciuto moltissimo anche perchè i fatti sono raccontati con uno stile che ricorda molto il romanzo, e quindi la storia non risulta "pesante".
    Lo consiglio vivamente non solo agli estimatori della storia reale inglese (come me), ma a tutti coloro che vogliono avere un diverso punto di vista sulla storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il pregio della Fraser, che avevo già apprezzato quando lessi la biografia della regina Maria Antonietta, è di saper gestire una mole impressionante di informazioni, che organizza con destrezza in modo da creare una lettura interessante e in alcuni punti persino appassionante.
    Il problema è ...continua

    Il pregio della Fraser, che avevo già apprezzato quando lessi la biografia della regina Maria Antonietta, è di saper gestire una mole impressionante di informazioni, che organizza con destrezza in modo da creare una lettura interessante e in alcuni punti persino appassionante.
    Il problema è che spesso dà fin troppo credito ai pettegolezzi, se questi servono a sostenere una sua tesi, e certe volte si perde in notiziole da rotocalco e dettagli da sala d'aspetto del parrucchiere.
    Ad ogni modo, si tratta di un ricco ritratto della corte dell'epoca, con gli intrighi e le ragion di stato. Le prime due mogli ne escono come figure in qualche modo tragiche e grandiose, ognuna a suo modo, le altre quattro risentono della carenza di notizie e delle troppe speculazioni. Nel complesso si termina la lettura un po' frastornati ma soddisfatti.

    ha scritto il 

  • 5

    Conoscevo Antonia Fraser di fama, ma ora posso dire che il suo stile mi piace moltissimo. A metà tra saggio e romanzo, la Fraser analizza la vita e la storia delle sei mogli che hanno avuto la fortuna o la sfortuna di sposare Enrico VIII. Consigliatissimo. Ben scritto, appassionante, scorrevole e ...continua

    Conoscevo Antonia Fraser di fama, ma ora posso dire che il suo stile mi piace moltissimo. A metà tra saggio e romanzo, la Fraser analizza la vita e la storia delle sei mogli che hanno avuto la fortuna o la sfortuna di sposare Enrico VIII. Consigliatissimo. Ben scritto, appassionante, scorrevole e ben documentato!

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è che dire: Antonia Fraser non mi delude mai, le sue biografie sono precise e rigorose come devono essere, in onore alla verità dei fatti, ma si leggono tutte d'un fiato come un romanzo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Divorced, Beheaded, Died, Divorced, Beheaded, Survived.
    Così vengono indicate le sei mogli di Enrico VIII, o ancora, con gli stereotipi: la Donna Tradita, la Tentatrice, la Donna Buona, la Brutta Sorella, la Ragazza Cattiva, la Figura Materna.
    In realtà queste sei donne che si ritrova ...continua

    Divorced, Beheaded, Died, Divorced, Beheaded, Survived.
    Così vengono indicate le sei mogli di Enrico VIII, o ancora, con gli stereotipi: la Donna Tradita, la Tentatrice, la Donna Buona, la Brutta Sorella, la Ragazza Cattiva, la Figura Materna.
    In realtà queste sei donne che si ritrovarono consorti di uno dei sovrani più potenti d'Europa e, con lui, nei vortici della storia, furono molto di più che tradite, buone o cattive.
    Ognuna di loro ebbe, come tutti, pregi, difetti, sentimenti, amò, coltivò speranze, affrontò delusioni, patì sofferenze.
    Antonia Fraser ci traccia i loro ritratti, quelle che furono le loro vite in quel determinato contesto, senza mostrare preferenze di sorta ed attenendosi a documenti e verità storiche.
    Non ci troviamo quindi qui di fronte ad un romanzo, a pensieri che non furono mai pensati o ad azioni che probabilmente non videro mai la luce.
    Eppure riusciamo comunque a commuoverci, inorridire, stupirci, di fronte agli avvenimenti che coinvolsero queste donne ognuna a suo modo speciale: Caterina, degna figlia di Isabella d'Aragona, colta, pia, capace di reggere le redini dello stato in mancanza del consorte, ingiustamente abbandonata dopo anni di matrimonio, e la cui tragedia condizionò per sempre la vita della figlia Mary; Anna Bolena, uccisa per colpe che, tutti lo sapevano, non aveva commesso; Jane, la "pienamente amata", che riuscì a riportare la sfortunata Mary a corte e a cui non fu concesso di veder crescere suo figlio (e chissà se l'egoista Enrico si sarebbe stancato anche di lei); Anna di Cleves, che ebbe la forza di adattarsi a vivere in un paese straniero e di sopportare il ripudio; Catherine Howard, una ragazzina proiettata in un mondo forse troppo grande e complicato, per lei; infine Catherine Parr, che fu costretta a rinunciare al suo amore per Thomas Seymour per obbedire al re.

    Lontano dall'essere una lettura noiosa o difficile, Le sei mogli di Enrico VIII si rivela davvero molto interessante, capace di portare il lettore nell'Europa a cavallo tra XV e XVI secolo, con tutte le sue complicate fragili alleanze e le innumerevoli figure di spicco; ci presenta i personaggi a tutto tondo, senza giudicarli, ci fa venir voglia di chiederci spessissimo "e se... ?" e di immaginare scenari inediti con tutto il loro carico di conseguenze.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il