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Le sei mogli di Enrico VIII

Di

Editore: Mondadori

4.2
(417)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 540 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804424060 | Isbn-13: 9788804424062 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Paola Mazzarelli

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Molto interessante e scorrevole, consigliato

    Ieri ho finito il saggio "Le sei mogli di Enrico VIII" di A.Fraser. E' molto interessante e scorrevole, ve lo consiglio :)
    Le protagoniste sono le donne e la figura di Enrico VIII ha un ruolo marginal ...continua

    Ieri ho finito il saggio "Le sei mogli di Enrico VIII" di A.Fraser. E' molto interessante e scorrevole, ve lo consiglio :)
    Le protagoniste sono le donne e la figura di Enrico VIII ha un ruolo marginale.
    Tutte le mogli sono descritte, ognuna a suo modo, come donne forti che si sono scontrate contro la morale dell'epoca, personificata dal loro mostruoso marito regale. Le figure più approfondite sono Caterina d'Aragona e Anna Bolena, alle altre è riservato meno spazio probabilmente anche per mancanza di fonti e documenti storici.
    Caterina d'Aragona in particolare, spicca sulle altre, anche perchè forse era l'unica che ha sposato il marito per amore (avendolo conosciuto in gioventù quando ancora non era diventato, in tutti i sensi, un mostro). Inoltre, il suo matrimonio con Enrico è durato ben 20 anni (fino al divorzio ufficiale) mentre contando tutti gli altri matrimoni si arriva a circa 9 anni. Nel libro sono messi in risalto la sua cultura, dignità, regalità (era figlia dei re di Spagna), virtù e forza di carattere.
    Di Anna Bolena viene descritto il carattere imperioso anche nei confronti del re (che infatti all'inizio ne è sedotto ma poi si "stufa" e la fa decapitare) e la capacità di ammaliare gli uomini pur non essendo bellissima.
    Jane Seymour è l'unica che darà al re l'agognato figlio maschio (e poi muore di parto).
    Anna di Cleves è straniera, lascia i Paesi Bassi per sposare il re ma poi il matrimonio viene dichiarato nullo e resterà in Inghilterra con il titolo di buona sorella del re. Tutto questo perchè sembra che il re la trovasse poco attraente per i suoi gusti.
    Caterina Howard ha 18-19 anni quando sposa Enrico che è molto più vecchio di lei, già obeso e malato. Lo tradirà con un uomo più giovane e verrà condannata a morte per alto tradimento (adulterio nei confronti del re).
    Caterina Parr è 2 volte vedova quando Enrico la sposa. Uno dei 2 mariti era molto più vecchio di lei e malato quindi lei era già abituata a fare l'infermiera. Con la sua intelligenza e esperienza del mondo riuscirà a salvarsi dagli intrighi di corte per eliminarla e avrà la soddisfazione di sotterrare il marito. Dopo un periodo di lutto, si sposa per amore e ha il primo figlio all'età di 36 anni, poi muore di febbre puerperale.
    Altre figure femminili importanti, nel libro, sono Maria, la figlia di Caterina d'Aragona e Enrico e, di meno, Elisabetta, figlia di Anna Bolena. Di Maria si dice spesso di come il divorzio dei genitori abbia pesantemente influenzato il suo carattere oltre che più materialmente le sue condizioni di vita a corte durante l'adolescenza e in particolare con la nascita di Elisabetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro interessantissimo su un argomento di cui sapevo poco e niente. Illuminante, davvero, e se non altro demolisce qualche stereotipo. Mi spiace solo che non vi fossero alcune pagine con i ritratt ...continua

    Un libro interessantissimo su un argomento di cui sapevo poco e niente. Illuminante, davvero, e se non altro demolisce qualche stereotipo. Mi spiace solo che non vi fossero alcune pagine con i ritratti di queste sei donne (pace, me li sono cercati su internet), sarebbe stato interessante un confronto anche visivo. Comunque lo giudico molto positivamente, consacra così la mia opinione sulla Fraser come storica, la apprezzo molto anche se forse talvolta non si sofferma su certi argomenti come vorrei…ma è un parere personale.

    ha scritto il 

  • 4

    Contro le panzanate della serie tv

    Di Enrico VIII, Caterina d'Aragona, lo scisma della Chiesa Anglicana, Maria la Sanguinaria si studia qualcosina a scuola.
    E poi sceneggiatori anglosassoni decidono di farne delle miniserie TV e rimesc ...continua

    Di Enrico VIII, Caterina d'Aragona, lo scisma della Chiesa Anglicana, Maria la Sanguinaria si studia qualcosina a scuola.
    E poi sceneggiatori anglosassoni decidono di farne delle miniserie TV e rimescolare la Storia.
    Ho visto 2 stagioni della serie tv e ho ritenuto necessario approfondire l'argomento per distinguere le invenzioni cinematografiche dalla realtà e riappropriarmi di una veritiera versione delle vicissitudini e dei personaggi che popolarono quel periodo storico. Dovrebbero farlo tutti.
    E così arriva sul mio comodino questo libro, anche se in realtà ne cercavo uno un po' più storico e nozionistico incentrato su Enrico e meno sulle vite di queste "povere" regine, finite una peggio dell'altra. Ma devo dire che lo stile romanzato rende molto piacevole, scorrevole e comunque istruttiva la lettura. Vengono usate informazioni provenienti da varie fonti, che l'autrice giudica di volta in volta attendibili o meno (diciamo "di parte" o meno), ma per amor di cronaca (o di romanzo) le utilizza tutte. Fanno sempre scena anche i pettegolezzi, anche se poi si legge "questo lo disse l'amica della cugina della dama di compagnia". Basta riconoscerli.

    E così scoprirete che le sorelle di Enrico VIII erano due, che i sovrani di Francia sono diversi, e anche i Papi, che il re di Portogallo non sposò mai la sorella di Enrico e via dicendo.

    ha scritto il 

  • 5

    Antonia Fraser non sbaglia mai un colpo, è una scrittrice nata per appassionare il lettore con il suo stile romanzato e scorrevole.
    Personalmente trovo che questa sia la sua biografia più avvincente, ...continua

    Antonia Fraser non sbaglia mai un colpo, è una scrittrice nata per appassionare il lettore con il suo stile romanzato e scorrevole.
    Personalmente trovo che questa sia la sua biografia più avvincente, dopo quella di Maria Antonietta.

    Quella che racconta è la storia di sei donne (una sola regina per diritto di nascita, le altre elevate al rango più ambito solo grazie al proprio carattere, la propria avvenenza o alla propria sventura) e un uomo accecato dal bisogno a tutti i costi di un figlio maschio legittimo, un re assoluto che per trovare giustificazione ai suoi bisogni - diciamocelo - "se la raccontava".

    A un passo da diventare lo zimbello delle teste coronate d'Europa (si dice che la giovane duchessa Cristina di Milano, saputo che Sua Maestà era alla ricerca della quarta moglie, disse che se avesse avuto due teste volentieri una l'avrebbe regalata al re) Enrico VIII è ricordato comunque come un grande sovrano.
    Non importa che abbia ripudiato o fatto giustiziare quattro mogli su sei e che uno dei più grandi monarchi che la storia inglese abbia mai avuto sia stata la figlia secondogenita, in barba alle sue speranze di un erede maschio.
    In questo libro si parla anche di lui, ma le vere protagoniste sono le donne che hanno contribuito a renderlo una leggenda.
    Antonia Fraser ne analizza una alla volta, minuziosamente, intrecciando le loro vite. Per sfortuna, destino o volere di Dio la (loro) storia si è compiuta: non possiamo cambiarla ma solo onorarci di conoscerla, lasciandoci ogni pregiudizio alle spalle.
    E, come recitava il motto di Anna Bolena, "Ainsi sera, groigne qui groigne". Così sarà, mormori chi vuole.

    ha scritto il 

  • 4

    Smodato

    Premessa. Raro caso dove la tv fa meglio della parola scritta. Chi avesse visto "The Tudors", 4 stagioni (che qualcuno confonde con serie...ahi ahi ahi), ***** stellette piene, può anche passare quest ...continua

    Premessa. Raro caso dove la tv fa meglio della parola scritta. Chi avesse visto "The Tudors", 4 stagioni (che qualcuno confonde con serie...ahi ahi ahi), ***** stellette piene, può anche passare questo libro che si perde eccessivamente nelle parentele e nei richiami storici. Noi delle mogli volevamo sapere. Punto. Referendum popolare: chi avreste lasciato campare più delle altre? Voto mio: Chaterine Parr, l'ultima

    ha scritto il 

  • 4

    Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta. Sto parlando di Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard, Caterina Parr, le sei mogli di Enric ...continua

    Ripudiata, decapitata, morta, ripudiata, decapitata, sopravvissuta. Sto parlando di Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard, Caterina Parr, le sei mogli di Enrico VIII. Con la precisa obiettività propria degli storici Antonia Fraser ci presenta un quadro dettagliatissimo della vita delle donne che hanno avuto la fortuna (o sfortuna?) di essere regine d’Inghilterra. Descrive Enrico come un ragazzo avvenente durante i primi anni del regno al fianco della figlia de los reyes catolicos di Spagna, donna pia e devota che ebbe la colpa di partorire (viva) solo una femmina, colpa che le causò l’allontanamento da corte e pure un bel divorzio, non tanto per la mancanza dell’erede, quanto per il fatto che il re aveva perso la testa per la provocante Anna Bolena. La storia è più che nota e - si sa - la testa alla fine la perde lei, colpevole di alto tradimento. Fonti affermano che la poverina era innocente, ad Enrico qualcuno all’epoca l’aveva pure detto, ma chi se ne frega – avrà detto lui – tagliatele la testa perché mi sono invaghito di Jane. E poi nemmeno Anna mi ha dato l’erede, quindi toglietemela dai piedi. E vai con il terzo matrimonio che - udite udite – porterà come frutto il futuro erede al trono Edoardo. Facciamo suonare le trombe, diamo un extra ai poveri, festeggiamo per dodici giorni con vini pregiati e cibi succulenti …. ops, mi sa che Jane è morta di setticemia. E allora il re si fa un po’ di pianti, porta il lutto, ma poi dopo due settimane di risposa con Anna di Cleves, conosciuta attraverso un ritratto. Il giorno dell’incontro (che coincide con quello delle nozze) Enrico si accorge che la poverina è brutta. Non mi piace, mi avete ingannato e portato un ritratto non fedele alla realtà. E ora che faccio? – avrà pensato. Guarda, divorzio pure con questa qua, anzi no, visto che è talmente brutta che non sono nemmeno riuscito a consumare il matrimonio, con Anna non divorzio, ma rendo nullo il legame. Detto fatto. Passa proprio poco (a dire la verità non passa proprio niente perché la preda era già nel sacco) e Enrico ha di nuovo le farfalle nello stomaco per la piccola Caterina Howard, di diciotto anni. Se la sposa e consuma. E mentre il sovrano pensa a riempire il suo regale stomaco e ad ingrassare a dismisura, la piccolina pensa, questo qui è vecchio e grasso, quasi quasi me ne vado con quel bel tipo di Culpeper, tanto a quanto mangia non se ne accorgerà mica. E invece no. Mi hai tradito? Tagliatele la testa! Ovviamente nemmeno Culpeper se l’è vista bella. Vecchio, grasso e stanco, re Enrico sposa la vedova Caterina Parr, a mio avviso la più fortunata perché ha avuto il privilegio di sotterrare il consorte, che sembrava non volesse morire mai. Ammetto che – leggendo il libro – ho rivalutato la figura di Enrico VIII. A scuola lo descrissero crudele e cinico, per me invece fu molto coraggioso. Certo, avrebbe potuto tagliare meno teste e limitarsi ai divorzi , ma ammettiamolo: chi avrebbe oggi il coraggio di sposarsi e risposarsi per sei volte?

    ha scritto il 

  • 3

    Ho sempre letto con molto piacere le biografie della Fraser, questa pero' mi e' sembrata un po' troppo fredda e distaccata (a parte una sottile simpatia per Enrico VIII). Molto precisa e documentata c ...continua

    Ho sempre letto con molto piacere le biografie della Fraser, questa pero' mi e' sembrata un po' troppo fredda e distaccata (a parte una sottile simpatia per Enrico VIII). Molto precisa e documentata come sempre, avrei preferito un tono meno accademico e qualche impressione personale in piu'.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questo libro ben costruito ed interessante. Senza dilungarmi troppo, lo consiglierei sicuramente a chi vorrebbe avere in un solo testo l'insieme delle biografie delle sei mogli di Enrico VI ...continua

    Ho trovato questo libro ben costruito ed interessante. Senza dilungarmi troppo, lo consiglierei sicuramente a chi vorrebbe avere in un solo testo l'insieme delle biografie delle sei mogli di Enrico VIII. L'unica pecca negativa è la costante ripetizione di alcuni concetti, neanche poi essenziali in tutti i contesti in cui sono presentati.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro davvero bellissimo! conoscevo naturalmente la storia di Enrico VIII ma, come molti, ne conoscevo una parte molto lacunosa, a riprova del fatto che quando si tratta di storia è bene non sentir ...continua

    un libro davvero bellissimo! conoscevo naturalmente la storia di Enrico VIII ma, come molti, ne conoscevo una parte molto lacunosa, a riprova del fatto che quando si tratta di storia è bene non sentire mai una sola campana.
    Il libro mi è piaciuto moltissimo anche perchè i fatti sono raccontati con uno stile che ricorda molto il romanzo, e quindi la storia non risulta "pesante".
    Lo consiglio vivamente non solo agli estimatori della storia reale inglese (come me), ma a tutti coloro che vogliono avere un diverso punto di vista sulla storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il pregio della Fraser, che avevo già apprezzato quando lessi la biografia della regina Maria Antonietta, è di saper gestire una mole impressionante di informazioni, che organizza con destrezza in mod ...continua

    Il pregio della Fraser, che avevo già apprezzato quando lessi la biografia della regina Maria Antonietta, è di saper gestire una mole impressionante di informazioni, che organizza con destrezza in modo da creare una lettura interessante e in alcuni punti persino appassionante.
    Il problema è che spesso dà fin troppo credito ai pettegolezzi, se questi servono a sostenere una sua tesi, e certe volte si perde in notiziole da rotocalco e dettagli da sala d'aspetto del parrucchiere.
    Ad ogni modo, si tratta di un ricco ritratto della corte dell'epoca, con gli intrighi e le ragion di stato. Le prime due mogli ne escono come figure in qualche modo tragiche e grandiose, ognuna a suo modo, le altre quattro risentono della carenza di notizie e delle troppe speculazioni. Nel complesso si termina la lettura un po' frastornati ma soddisfatti.

    ha scritto il