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Le serate di Médan

Di ,,,,,

Editore: Editori Riuniti (Gli introvabili)

4.0
(20)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 226 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8835945194 | Isbn-13: 9788835945192 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Riccardo Reim

Disponibile anche come: Copertina rigida

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Descrizione del libro
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  • 5

    Semplicemente meraviglioso!!!

    - L’ATTACCO AL MULINO di Émile Zola. ★★★★★
    Racconto bellissimo. Zola sembra raccontare un fatto di cronaca. I prussiani stanno attaccando un villaggio francese. Con uno stile ineccepibile le immagini ...continua

    - L’ATTACCO AL MULINO di Émile Zola. ★★★★★
    Racconto bellissimo. Zola sembra raccontare un fatto di cronaca. I prussiani stanno attaccando un villaggio francese. Con uno stile ineccepibile le immagini tragiche che scorrono davanti ai nostri occhi sono nitide, il dramma della guerra è espresso in ogni sua forma non solo dalle persone, ma anche dalle cose.
    Il mulino e la vecchia ruota godono di vita propria, soffrono come gli uomini. Sembra non soltanto di vederli, ma di sentirli . Chiudete gli occhi e sarete lì con loro.

    - PALLA DI SEGO di Guy de Mauppassan. ★★★★★
    La cosa che salta subito all'occhio di questo racconto e l’assoluta e spiazzante imparzialità del suo autore, un osservatore inflessibile del mondo che lo circonda.
    Nessun personaggio è risparmiato. Attraverso le loro azioni sono tutti smascherati, sono nudi di fronte alle loro malefatte, chiari e trasparenti come l’acqua.
    Attuale ancora oggi, questa storia con i dovuti cambiamenti potrebbe essere tranquillamente riadattata per i nostri tempi.
    “Il mondo è pieno di infingardi approfittatori, sì insomma … di stronzi!”

    - ZAINO IN SPALLA di Joris-Karl Huysmans. ★★★★★
    Ma chi è Giorgio Carlo Huysmans ? Ahimè, prima di leggere questo racconto non lo conoscevo!!!
    Di origine olandese, nasce a Parigi nel 1848. Nel 1884 scrive “ A rebour” il manifesto del decadentismo. Qui, invece con “Zaino in spalla” siamo agli inizi, nel suo periodo “naturalistico”.
    Il suo racconto è qualcosa di molto vicino alle mie corde.
    Uno stile asciutto, descrizioni talvolta un po’ crude.
    Frasi brevi, ritmo concitato. Tuttavia si intravedono tra le righe delle “chicche” preziose. Pennellate raffinatissime che ti fanno entrare nel suo mondo dall'ingresso principale. Grande gusto realistico nel descrivere la miserabile realtà della vita dei soldati nella guerra franco-prussiana.

    - IL SALASSO di Henry Céard ★★★★
    Il racconto di Céard da un lato mi è piaciuto molto dall'altro mi è parso dispersivo e a tratti noioso. La cosa che ho apprezzato di più sono i suoi due personaggi principali che definire formidabili è poco.
    Lei, la signora Pahauën, è una figura di donna forte con vizi e virtù tipiche di una classica eroina di città. Liberamente tratto dalla figura di Virginia di Castiglione. Considerata all'epoca la donna più desiderata d’Europa.
    Il protagonista maschile, “l’uomo gallonato” è il ritratto distorto del generale Trochu. Ambizioso, maniaco di grandezza, incessantemente attratto dal suo unico oggetto erotico, la signora Pauehn, per la quale farebbe qualsiasi cosa. La satira in questo racconto offusca quasi completamente l’assedio di Parigi del 1870. E’ evidente l’intento di sdrammatizzare l’evento tragico, ma comunque se ne avverte la pesantezza…

    - LA FACCENDA DEL GRAN 7 di Leon Hennique. ★★★
    Il racconto di Léon Hennique è molto efficace nel descrivere la perdita di umanità di un gruppo di giovani soldati, attraverso la nuda e cruda descrizione di una spedizione punitiva compiuta per ceca vendetta. In poche parole l'assurdità della guerra. La cosa per altro mi sembra piuttosto ovvia, quindi mi verrebbe da domandare : perché limitarsi a questo? Perché non ampliare il discorso?
    Non so, ma questo racconto mi è sembrato troppo sbrigativo. Troppo breve per essere apprezzato a pieno.

    - DOPO LA BATTAGLIA di Paul Alexis. ★★★★★
    L'ultimo racconto della serie è leggermente diverso. La guerra è solo un fatto marginale . All'inizio Alexis sembra poco "naturalista", invece poi con il proseguire del racconto si apprezzano le sue doti di gran osservatore e conoscitore dell'animo umano. Le sue osservazioni sul passato dei due personaggi principali intrigano e seducono il lettore (qui, per la seconda volta, a dir la verità, ho visto e sentito chiaramente un animo romantico che tentava disperatamente di venir fuori !!!), il quale attende per tutto il tempo che accada qualcosa. Ci si immagina, certo, la cosa più ovvia, ma anche qualcos'altro.
    È come venire catturati da un turbine di pensieri, di aspettative che ti fanno volare alto, molto alto e poi, all'improvviso ti buttato giù.
    Si torna presto con i piedi per terra e non si può fare a meno di guardare indietro e apprezzare ciò che è stato… semplicemente.

    - Emilio zola - Note d'un amico di Paul Alexis. ★★★★★
    Per ultimo ecco il corposo e gustoso saggio di Alexis sulla vita di Emilio. Alexis descrive molto minuziosamente non solo moltissimi avvenimenti della vita del suo grande amico, dalla nascita fino al 1881, ma, il suo metodo di lavoro, gli amici, gli editori che lo hanno pubblicato, i vari personaggi dell'epoca che lo hanno incontrato. Una bella visione d'insieme per comprendere a pieno Zola, sia come scrittore che come uomo del suo tempo.

    ha scritto il 

  • 3

    Da un'idea di E.Zola con i suoi fedeli Maupassant e Huysmans,questa raccolta di racconti è considerata il manifesto della scuola naturalista:Poco romanzo e molti elementi descrittivi di caratteri uman ...continua

    Da un'idea di E.Zola con i suoi fedeli Maupassant e Huysmans,questa raccolta di racconti è considerata il manifesto della scuola naturalista:Poco romanzo e molti elementi descrittivi di caratteri umani e aspetti fisici.Il lavoro si pùò definire un documentario su un paese e i suoi abitanti nonchè le conseguenze e le esperienze della guerra franco-prussiana del 1870.Seguendo il metodo scientifico tracciato dal fisiologo francese C.Bernard che riconosceva alla medicina la qualità di scienza vera e propria così Zola voleva dare alla letteratura la stessa funzione metodologica della scienza medica...l'arte come descrizione dei fenomeni naturali,ma niente voli pindarici solo un analisi scientifica e reale al servizio della conoscenza.Diavolaccio di un Emilio!!!...

    ha scritto il 

  • 4

    Cinque racconti per cinque autori uniti dall'avversione alla guerra e dalla fede naturalista, così nascono "Le serate di Médan". I racconti sono di livello molto diseguale , su tutti svetta il gius ...continua

    Cinque racconti per cinque autori uniti dall'avversione alla guerra e dalla fede naturalista, così nascono "Le serate di Médan". I racconti sono di livello molto diseguale , su tutti svetta il giustamente famosissimo "Palla di burro" di Maupassant. In quest'ultimo si denuncia non solo l'assurdità della guerra, ma si punta l'indice contro le classi dominanti che rimangono sempre a galla, tutelando i propri gretti interessi mentre si riempiono la bocca di alti principi e sfruttando il popolo che ingenuamente in tali principi crede . Sempre attuale ....

    ha scritto il 

  • 5

    Solo Guy de Maupassant potrebbe mai farmi venire il gusto di mangiare del pollo in gelatina. E quando parla di una palla di burro, non sentite le erre arrotarsi in una sensualità morbida, grassa e gra ...continua

    Solo Guy de Maupassant potrebbe mai farmi venire il gusto di mangiare del pollo in gelatina. E quando parla di una palla di burro, non sentite le erre arrotarsi in una sensualità morbida, grassa e gradassa?
    Di questi racconti solo Zola non mi stupisce più. Tutto il resto è una scoperta.
    Eppure quella brutale e inutile guerra con un moschetto in mano mi sembra quasi sensata e coerente se penso ad un ben più noto AK47

    ha scritto il