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Le silence de la mer

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Editeur: Cideb

3.9
(610)

Language:Français | Number of pages: 112 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Japanese , Spanish , Catalan

Isbn-10: 8877546980 | Isbn-13: 9788877546982 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others , Audio Cassette

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Description du livre
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  • 4

    Rimango sempre affascinata da quegli scrittori che, in pochissime pagine, riescono a tratteggiare gli animi dei protagonisti e nel contempo regalare al lettore una storia che ha sapore di passato, pre ...continuer

    Rimango sempre affascinata da quegli scrittori che, in pochissime pagine, riescono a tratteggiare gli animi dei protagonisti e nel contempo regalare al lettore una storia che ha sapore di passato, presente e futuro. Questo racconto silenzioso urla la disperazione di un popolo invaso, l'orgoglio dell'appartenenza ad una nazione violata, la disperazione delle promesse tradite.

    dit le 

  • 4

    Il silenzio del mare è un racconto di Vercors ,edito da Einaudi ,
    semplice ,ma profondo.
    Siamo nella Francia occupata dalle truppe naziste, durante la seconda guerra mondiale, in un paesino sulla cost ...continuer

    Il silenzio del mare è un racconto di Vercors ,edito da Einaudi ,
    semplice ,ma profondo.
    Siamo nella Francia occupata dalle truppe naziste, durante la seconda guerra mondiale, in un paesino sulla costa vicino al mare. Un vecchio e sua nipote sono costretti a ospitare un giovane ufficiale tedesco. L’arrivo del giovane ufficiale Werner Von Ebrennac viene accolto con silenzio.
    Il giovane è gentile, educato e parla costantemente, senza ottenere risposte dal vecchio e dalla nipote.
    Nelle sere invernali scende in salotto per scaldarsi vicino al caminetto e comincia a parlare. Parla dei rapporti tra la Germania e la Francia, di letteratura, di musica. .E’ un musicista dall’animo gentile .E’ un idealista e pensa che dall’occupazione la Germania e la Francia possano trarre vantaggi di crescita e di scambio culturale. Pensa che la Francia con la sua letteratura e cultura possa migliorare la Germania ,indurita dalla mancanza di amore e dalla solitudine.
    Paragona i due paesi alla favola “La Bella e la Bestia “Povera BellaLa Bestia la tiene in suo potere, impotente e prigioniera, le impone ad ogni ora del giorno la sua implacabile e greve presenza Ma la Bestia è meglio di quel che non sembri Ma ha un cuore, si, ha un’anima che aspira ad elevarsi. Se la Bella volesse!... La Bella ci mette molto tempo a volere. Tuttavia, a poco a poco cessa di odiare, quella costanza la commuove, ella tende la mano…Di colpo la Bestia si trasforma: essa è ora un cavaliere assai bello e puro La loro unione origina una felicità sublime. I loro figli, che sommano e fondono in sé i doni dei genitori, sono i più belli che abbia portato la terra”.
    Finito il suo monologo, si congeda con il solito: “ Vi auguro la buonanotte.”
    Dopo un soggiorno a Parigi dove è stato convocato dai suoi superiori anche lui si fa silenzioso. Rompe questo silenzio dopo una settimana chiedendo loro di dimenticare quello che ha detto nei precedenti mesi, E’ venuto a conoscenza dei veri piani dei tedeschi,. ogni ideale viene meno e il tedesco , triste e deluso , decide di lasciare la casa e andare al fronte.

    Vercors lascia capire che in realtà la nipote finisce per innamorarsi del tedesco, e lo zio rimane sempre affascinato dai suoi discorsi e dalla sua parlantina. “Il mare” del titolo è appunto una metafora dei due. In superficie appaiono calmi, freddi e imperturbabili, ma nel profondo sono agitati da sentimenti forti e contrastanti. Non cedono al nemico anche se il tedesco appare gentile e onesto.

    I tre personaggi sono uguali nella loro umanità è la divisione geografica e la guerra a dividerli.

    Il silenzio è il vero protagonista che pesa sull'azione.

    dit le 

  • 0

    Bisognava averla attesa all'erta quella parola, ma infine la udii.

    Ora egli sente che i suoi delitti segreti gl'invischiano le mani. Ad ogni istante uomini di coraggio, sdegnati, gli rinfacciano le sue malvagge intezioni. Quel che egli comanda obbediscono al timore e ...continuer

    Ora egli sente che i suoi delitti segreti gl'invischiano le mani. Ad ogni istante uomini di coraggio, sdegnati, gli rinfacciano le sue malvagge intezioni. Quel che egli comanda obbediscono al timore e non più all'amore. Vede ormai che il suo titolo gli prende intorno, fluente come la veste d'un gigante indosso al nano che l'ha rubata - Macbeth

    dit le 

  • 4

    Una semplice casualità?

    L'ho riletto, a distanza di tre anni, dopo aver visto il film - in questi giorni nelle sale cinematografiche - La suite francese. Mia moglie me lo ha ricordato e mi ha fatto venire in mente le assonan ...continuer

    L'ho riletto, a distanza di tre anni, dopo aver visto il film - in questi giorni nelle sale cinematografiche - La suite francese. Mia moglie me lo ha ricordato e mi ha fatto venire in mente le assonanze. Impressionante la somiglianza. Bello il film, stupendo questo piccolo libro... Chi avrà letto chi? Oppure un semplice caso?

    dit le 

  • 4

    Leggendo “Il silenzio del mare” di Vercors, mi veniva in mente, pur respingendolo per le profonde differenze concettuali, quel racconto di Borges che parla di un nazista tedesco, uomo di grande cultur ...continuer

    Leggendo “Il silenzio del mare” di Vercors, mi veniva in mente, pur respingendolo per le profonde differenze concettuali, quel racconto di Borges che parla di un nazista tedesco, uomo di grande cultura e sensibilità, negato a ogni forma di violenza, Otto Zur Linde. Nel racconto dell’argentino, il protagonista entra nel partito per una sorta di abbaglio filosofico, ma qui vi rimane, finendo per pensare a se stesso attraverso il partito: impone alla realtà questo nuovo io, scendendo nel baratro della tortura e della violenza, dirigendo un campo di concentramento. Quando la guerra è finita, viene dichiarato colpevole, e lui accetta senza opporre resistenza, consapevole di quanto il destino gli abbia riservato una parte spregevole, ma altrettanto convinto che la salvezza degli altri, la salvezza culturale, siano passati attraverso il suo sacrificio. “Tale spada ci uccide” dice, “e noi siamo paragonabili al mago che tesse un labirinto ed è costretto a errarvi fino alla fine dei suoi giorni, o a David che giudica uno sconosciuto e lo condanna a morte, ed ode poi la rivelazione: – Tu sei quell’uomo! (…) Che il cielo esista, anche se il nostro luogo è l’inferno.”
    Nel racconto di Vercors, invece, il tedesco protagonista non è abbagliato dalla filosofia, non commette errori concettuali, non aderisce a un credo, ma ha quella lieta speranza che la cultura infonde. I libri, la musica, l’arte e le genti che la producono sono le sue passioni. Si ritrova nazista per contingenza storica, è innamorato dell’arte per eredità di uno spirito di armonia universale. Quest’uomo fiero e ciarliero vive come le nuvole, direbbe la Szymborska, che liberamente attraversano le dogane e non vedono i limiti umani. Il silenzio dei due francesi diventa quindi un muro che pian piano crolla sotto i colpi di chi, facendosi strada attraverso i valori spirituali e più intimi, trova l’unica vera chiave di solidarietà che ci rende fratelli nel mondo.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Tre racconti: il primo, quello che da il titolo al volume, ci mette davanti ad un episodio che ha come teatro un salotto dove a ritrovarsi ogni sera sono un ufficiale tedesco (l'oppressore), un anzian ...continuer

    Tre racconti: il primo, quello che da il titolo al volume, ci mette davanti ad un episodio che ha come teatro un salotto dove a ritrovarsi ogni sera sono un ufficiale tedesco (l'oppressore), un anziano signore francese e sua nipote. Il militare diventa subito familiare ai nostri occhi come a quelli degli altri due protagonisti che ne subiscono la presenza senza mai rivolgergli la parola, una sorta di muta resistenza che verrà accettata senza stupore e con gentilezza dall'ufficiale, un uomo colto e garbato e dai grandi ideali che verranno poi delusi dai suoi compagni d'armi, egli rappresenta la Germania ingenua e amante della bellezza come i due francesi rappresentano la Francia della resistenza.
    Il secondo racconto, intitolato Il cammino verso la stella, ci offre la storia di un ebreo tedesco che ama la Francia e vuole appartenervi da francese, ancora un personaggio sognatore e ingenuo ma che questa volta verrà tradito proprio dalla sua patria d'adozione.
    Le armi della notte, ultimo racconto contenuto nel volume, si discosta nettamente dagli altri, qui ci troviamo di fronte alla storia di un francese reduce da un campo di concentramento ma a differenza delle altre vicende narrate, non ci viene presentato un personaggio ingenuo e sognatore, abbiamo invece un uomo "svuotato" che "con voce incolore, così atona che sembrava venire da oltre i confini della disperazione" alla fine del racconto delle sue sofferenze dichiarerà: "vi ho perduto la mia qualità d'uomo". Fra i tre racconti questo è certamente l'unico a contenere un sentimento di rabbia, una rabbia inutile e mai liberatoria nemmeno quando finalmente esplode a parole e che non potrà ridare all'uomo ciò che gli è stato portato via, l'unica cosa per la quale abbia a lungo e con tenacia lottato e resistito.
    Tutti i racconti, legati dal filo conduttore del periodo storico sono scritti in uno stile più poetico che narrativo, i moti dell'animo descritti in modo lieve ed efficace come altrettanto lievemente sono tratteggiate le fisionomie dei personaggi, il tanto che basta per dare ulteriore efficacia al racconto delle loro anime. Cinque stelline ma ne avrei date dieci.

    dit le 

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