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Le silence de la mer

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Editeur: Cideb

3.9
(578)

Language:Français | Number of pages: 112 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German , Japanese , Korean

Isbn-10: 8877546980 | Isbn-13: 9788877546982 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others , Audio Cassette

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Description du livre
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  • 4

    Leggendo “Il silenzio del mare” di Vercors, mi veniva in mente, pur respingendolo per le profonde differenze concettuali, quel racconto di Borges che parla di un nazista tedesco, uomo di grande cultura e sensibilità, negato a ogni forma di violenza, Otto Zur Linde. Nel racconto dell’argentino, il ...continuer

    Leggendo “Il silenzio del mare” di Vercors, mi veniva in mente, pur respingendolo per le profonde differenze concettuali, quel racconto di Borges che parla di un nazista tedesco, uomo di grande cultura e sensibilità, negato a ogni forma di violenza, Otto Zur Linde. Nel racconto dell’argentino, il protagonista entra nel partito per una sorta di abbaglio filosofico, ma qui vi rimane, finendo per pensare a se stesso attraverso il partito: impone alla realtà questo nuovo io, scendendo nel baratro della tortura e della violenza, dirigendo un campo di concentramento. Quando la guerra è finita, viene dichiarato colpevole, e lui accetta senza opporre resistenza, consapevole di quanto il destino gli abbia riservato una parte spregevole, ma altrettanto convinto che la salvezza degli altri, la salvezza culturale, siano passati attraverso il suo sacrificio. “Tale spada ci uccide” dice, “e noi siamo paragonabili al mago che tesse un labirinto ed è costretto a errarvi fino alla fine dei suoi giorni, o a David che giudica uno sconosciuto e lo condanna a morte, ed ode poi la rivelazione: – Tu sei quell’uomo! (…) Che il cielo esista, anche se il nostro luogo è l’inferno.” Nel racconto di Vercors, invece, il tedesco protagonista non è abbagliato dalla filosofia, non commette errori concettuali, non aderisce a un credo, ma ha quella lieta speranza che la cultura infonde. I libri, la musica, l’arte e le genti che la producono sono le sue passioni. Si ritrova nazista per contingenza storica, è innamorato dell’arte per eredità di uno spirito di armonia universale. Quest’uomo fiero e ciarliero vive come le nuvole, direbbe la Szymborska, che liberamente attraversano le dogane e non vedono i limiti umani. Il silenzio dei due francesi diventa quindi un muro che pian piano crolla sotto i colpi di chi, facendosi strada attraverso i valori spirituali e più intimi, trova l’unica vera chiave di solidarietà che ci rende fratelli nel mondo.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Tre racconti: il primo, quello che da il titolo al volume, ci mette davanti ad un episodio che ha come teatro un salotto dove a ritrovarsi ogni sera sono un ufficiale tedesco (l'oppressore), un anziano signore francese e sua nipote. Il militare diventa subito familiare ai nostri occhi come a quel ...continuer

    Tre racconti: il primo, quello che da il titolo al volume, ci mette davanti ad un episodio che ha come teatro un salotto dove a ritrovarsi ogni sera sono un ufficiale tedesco (l'oppressore), un anziano signore francese e sua nipote. Il militare diventa subito familiare ai nostri occhi come a quelli degli altri due protagonisti che ne subiscono la presenza senza mai rivolgergli la parola, una sorta di muta resistenza che verrà accettata senza stupore e con gentilezza dall'ufficiale, un uomo colto e garbato e dai grandi ideali che verranno poi delusi dai suoi compagni d'armi, egli rappresenta la Germania ingenua e amante della bellezza come i due francesi rappresentano la Francia della resistenza. Il secondo racconto, intitolato Il cammino verso la stella, ci offre la storia di un ebreo tedesco che ama la Francia e vuole appartenervi da francese, ancora un personaggio sognatore e ingenuo ma che questa volta verrà tradito proprio dalla sua patria d'adozione. Le armi della notte, ultimo racconto contenuto nel volume, si discosta nettamente dagli altri, qui ci troviamo di fronte alla storia di un francese reduce da un campo di concentramento ma a differenza delle altre vicende narrate, non ci viene presentato un personaggio ingenuo e sognatore, abbiamo invece un uomo "svuotato" che "con voce incolore, così atona che sembrava venire da oltre i confini della disperazione" alla fine del racconto delle sue sofferenze dichiarerà: "vi ho perduto la mia qualità d'uomo". Fra i tre racconti questo è certamente l'unico a contenere un sentimento di rabbia, una rabbia inutile e mai liberatoria nemmeno quando finalmente esplode a parole e che non potrà ridare all'uomo ciò che gli è stato portato via, l'unica cosa per la quale abbia a lungo e con tenacia lottato e resistito. Tutti i racconti, legati dal filo conduttore del periodo storico sono scritti in uno stile più poetico che narrativo, i moti dell'animo descritti in modo lieve ed efficace come altrettanto lievemente sono tratteggiate le fisionomie dei personaggi, il tanto che basta per dare ulteriore efficacia al racconto delle loro anime. Cinque stelline ma ne avrei date dieci.

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  • 4

    Quando il silenzio parla

    Lo avevo letto alcuni annetti fa e mi era piaciuto abbastanza, ma stavolta rileggendolo l'ho apprezzato un po' di più.
    Interessante anche la prefazione (lunga quasi quanto il racconto!) che come al solito ho preferito leggere DOPO, per apprezzarne meglio il contenuto alla luce di quanto appena le ...continuer

    Lo avevo letto alcuni annetti fa e mi era piaciuto abbastanza, ma stavolta rileggendolo l'ho apprezzato un po' di più. Interessante anche la prefazione (lunga quasi quanto il racconto!) che come al solito ho preferito leggere DOPO, per apprezzarne meglio il contenuto alla luce di quanto appena letto.

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  • 4

    Un silenzio assordante

    Il silenzio ha facce e significati diversi. Ci sono molti silenzi: il silenzio di chi non ha niente da dirsi o il silenzio di chi non ha bisogno di dirsi niente; il silenzio pieno di rancore per un’ingiustizia subìta o il silenzio pieno di stupore per una bellezza intravista; il silenzio carico d ...continuer

    Il silenzio ha facce e significati diversi. Ci sono molti silenzi: il silenzio di chi non ha niente da dirsi o il silenzio di chi non ha bisogno di dirsi niente; il silenzio pieno di rancore per un’ingiustizia subìta o il silenzio pieno di stupore per una bellezza intravista; il silenzio carico di una presenza o il silenzio smarrito di una solitudine. Il silenzio descritto in questo racconto è un’arma.

    http://youtu.be/FxLLm3DTFGg

    Diffuso in Francia come libro clandestino sotto l'occupazione tedesca, nel 1942, "Il silenzio del mare" è una breve narrazione che si svolge tra le quattro mura di un salotto, ma è soprattutto la storia della muta resistenza che fu la prima forma di opposizione francese all'invasore tedesco. Tradotto in ventuno lingue è divenuto ovunque un racconto-simbolo della virtù eroica dell'intransigenza, che può sbocciare anche nel più umile degli esseri umani.

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  • 5

    Pur avendo la mia edizione del 1964 (quella su cui lo lessi), quando l'ho visto su una bancarella, non ho potuto resistere a prendermi anche questa. Non ripeto il mio risentito commento.

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  • 4

    A volte il silenzio è la risposta più opportuna

    Spesso dimentichiamo che il silenzio parla, anzi a volte urla, urla come il silenzio del vecchio e della nipote, è un urlo più fragoroso delle bombe sganciate sull'Europa.


    ...come, sotto la calma superficie delle acque, la lotta degli animali nel mare, — sentivo sì pullulare la vita sot ...continuer

    Spesso dimentichiamo che il silenzio parla, anzi a volte urla, urla come il silenzio del vecchio e della nipote, è un urlo più fragoroso delle bombe sganciate sull'Europa.

    ...come, sotto la calma superficie delle acque, la lotta degli animali nel mare, — sentivo sì pullulare la vita sottomarina dei sentimenti nascosti, dei desideri e dei pensieri che si negano e si combattono...

    7.5/10

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  • 4

    Un racconto perfetto, di equilibri, parole non dette, in un monologo che si trascina per un intero inverno e oltre... impossibile? No, semplicemente stupendo. Un militare tedesco si installa in una casa francese e piano piano, ogni giorno, si svela come uomo ai suoi ospiti, che rimangono muti dav ...continuer

    Un racconto perfetto, di equilibri, parole non dette, in un monologo che si trascina per un intero inverno e oltre... impossibile? No, semplicemente stupendo. Un militare tedesco si installa in una casa francese e piano piano, ogni giorno, si svela come uomo ai suoi ospiti, che rimangono muti davanti a lui. Eppure ci sono gesti e sguardi (evitati e non) che parlano più di mille parole. E davanti alle brutture e all'incapacità di comprendere la natura umana (quella che negli altri militari come lui il protagonista non comprende), non rimane altro che l'importanza di una parola: "Addio". Affascinante e sublime.

    Il silenzio cadde ancora una volta. Ancora una volta, ma questa volta, come più oscuro e teso! Certo, al disotto dei silenzi passati, — come, sotto la calma superficie delle acque, la lotta degli animali nel mare, — sentivo sì pullulare la vita sottomarina dei sentimenti nascosti, dei desideri e dei pensieri che si negano e si combattono. Ma al di sotto di questo, ah! null’altro che un’atroce oppressione.

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  • 4

    Tacendo scopri il rumore del cuore

    Credo che sia uno dei racconti più belli che mi sia mai capitato di leggere: un monologo disperato, una storia di straordinaria dignità e umanità che invita a riflettere sul peso delle parole e ancor più sull’eloquenza della loro mancanza.
    Il modo del tutto inedito con cui è interpretato e portat ...continuer

    Credo che sia uno dei racconti più belli che mi sia mai capitato di leggere: un monologo disperato, una storia di straordinaria dignità e umanità che invita a riflettere sul peso delle parole e ancor più sull’eloquenza della loro mancanza. Il modo del tutto inedito con cui è interpretato e portato in scena il conflitto politico-culturale di due mondi chiamati all’ostilità e alla reciproca indifferenza, restituisce intatto, nella sua eccezionalità, il senso del dramma. Straordinario.

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