Le sirene di Titano

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(627)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Lettone , Giapponese

Isbn-10: 8807017032 | Isbn-13: 9788807017032 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Lasciata la Terra, diretta verso mondi remoti, la nave spaziale privata di Winston Niles Rumford, playboy impenitente e schifosamente ricco, s'imbatte nel cuore di un infundibulo cronosinclastico non registrato dalle carte, a due giorni di viaggio da Marte. Cos'è un infundibulo cronosinclastico? È un luogo dello spazio dove le diverse facce della verità si incontrano e convivono,dove le nozioni di tempo e spazio non hanno più senso e dove Winston verrà a conoscenza del senso della vita sulla Terra.
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  • 4

    Il secondo libro scritto da Vonnegut non è il suo più bello. È un libro arrabbiato sul (non-)libero arbitrio, sulla insensatezza della vita, sul dolore; in questo è molto diverso dai suoi libri più ta ...continua

    Il secondo libro scritto da Vonnegut non è il suo più bello. È un libro arrabbiato sul (non-)libero arbitrio, sulla insensatezza della vita, sul dolore; in questo è molto diverso dai suoi libri più tardi, che sono libri tristi e dolci sul (non-)libero arbitrio, sulla insensatezza della vita, sul dolore. Questa differenza, che oltre che essere una differenza di impostazione è anche una differenza di stile, fa tutta la differenza del mondo. Rimane comunque un bel libro.

    «It took us that long to realize that a purpose of human life, no matter who is controlling it, is to love whoever is around to be loved.»

    ha scritto il 

  • 4

    I libri di Vonnegut rappresentano per me un mistero: la trama è spesso un confuso guazzabuglio di strampalate trovate con lo scopo apparente di creare situazioni paradossali, lo stile piano e semplice ...continua

    I libri di Vonnegut rappresentano per me un mistero: la trama è spesso un confuso guazzabuglio di strampalate trovate con lo scopo apparente di creare situazioni paradossali, lo stile piano e semplice descrive il tutto senza troppe pretese, eppure... Non è nemmeno l'ironia quello che mi colpisce, quanto la capacità di rendere tremendamente umani personaggi descritti in pochi tratti, quasi superficialmente. Il finale di questo libro è assurdo e commovente.

    ha scritto il 

  • 5

    Chrono synclastic infundibulum

    It made me laugh but also angry, it made me think and even moved me in the end.
    Even just a few pages such as the beginning, the letter to Unk, Boaz's final words on Mercury and the final revelation a ...continua

    It made me laugh but also angry, it made me think and even moved me in the end.
    Even just a few pages such as the beginning, the letter to Unk, Boaz's final words on Mercury and the final revelation are enough to outmach most of the literary production of the century.
    Vonnegut sure is a top writer, a must read author. I'll definitely read more of his books.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconto disperato. Non lascia via di scampo.
    Vonnegut stritola i massimi sistemi e i migliori fini possibili, ridotti alla consegna di un pezzo di ricambio a un postino interstellare chiamato a conse ...continua

    Racconto disperato. Non lascia via di scampo.
    Vonnegut stritola i massimi sistemi e i migliori fini possibili, ridotti alla consegna di un pezzo di ricambio a un postino interstellare chiamato a consegnare una cartolina di saluti. L'unica cosa che salva, o può salvare, gli esseri viventi, tutti, di qualsiasi specie, sono i sentimenti, l'amore, l'amicizia.
    Era necessaria la guerra marziana? e il bombardamento di Dresda? sono sempre stati e sempre saranno.

    ha scritto il 

  • 4

    " La villa dei Rumfoord era un'espressione spassosamente sconcertante della formula: gente con buone possibilità economiche"

    " I calli erano assolutamente uguali, prodotti dalle mille liete fatiche di ...continua

    " La villa dei Rumfoord era un'espressione spassosamente sconcertante della formula: gente con buone possibilità economiche"

    " I calli erano assolutamente uguali, prodotti dalle mille liete fatiche di un'operosa classe agiata"

    ".... ma l'universo è un posto spaventosamente grande.C'è abbastanza spazio per lasciare che un sacco di gente abbia ragione su questo e quello, e tuttavia non si trovi d'accordo"

    ha scritto il 

  • 3

    1/2

    Niente a senso ( impressione/filosofia generale che se ne ricava...)
    Amattooooooo! ( rivolto a Rumfoord W.)
    Che ti sia da lezione... ( esempi da non seguire che hanno come protagonista Malachi... : no ...continua

    Niente a senso ( impressione/filosofia generale che se ne ricava...)
    Amattooooooo! ( rivolto a Rumfoord W.)
    Che ti sia da lezione... ( esempi da non seguire che hanno come protagonista Malachi... : non ubriacarti per 59 giorni di seguito, non accettare proposte da marziani sconosciuti ...ecc...
    Altro non mi sovviene per ora... :-)
    Sta' serena e cerca di goderti al meglio ciò che ti capita....

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/sirene_di_titano.html

    L'opera appartiene al filone della Fantascienza Umoristica. Le Sirene di Titano è un grande romanzo di satira sull'uomo, sulla sua stor ...continua

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/sirene_di_titano.html

    L'opera appartiene al filone della Fantascienza Umoristica. Le Sirene di Titano è un grande romanzo di satira sull'uomo, sulla sua storia, sulle sue religioni, sul suo sistema economico.
    E' in primis l'idea del libero arbitrio umano a venire ridicolizzata: non soltanto le nostre azioni sembrano essere già decise a tavolino ma tutta l'epopea umana, le sue lotte, la sua storia risultano essere nient'altro che un banale artificio alieno. Tutti gli sforzi dell'uomo sono serviti soltanto a costruire un banale pezzo di ricambio per una navicella danneggiata; la Grande Muraglia Cinese, il Cremlino solo dei semplici segnali che gli alieni inviano al loro pilota perduto.
    Un piccolo capolavoro è il capitolo dedicato al finto esercito marziano che il deus ex machina del romanzo, Winston Niles Rumfoord, costruisce per poter poi imporre sulla Terra una propria religione. Indipendentemente dal grado, dal soldato semplice al generale, tutti i suoi membri non sono che marionette teleguidate, che appena sentono il ridicolo motto che viene loro trasmesso direttamente nel cervello, si mettono a marciare al passo dell'oca come nelle più divertenti parodie naziste.
    Anche il capitalismo non viene risparmiato: il padre di Malachi Costant, un altro personaggio principale del romanzo, costruisce una immensa fortuna scommettendo in borsa utilizzando un algoritmo costruito a partire delle lettere iniziali della Bibbia.
    La grande lezione che l'autore sembra voler trasmettere è che se i massimi sistemi, i fini cosmici non sono più in grado di dare un senso all'esistenza dell'uomo, egli deve guardare dentro di sè. E' nei legami di amicizia o d'affetto che egli costruisce con i suoi simili la chiave di lettura della sua vita. E non importa se il destino è già scritto perchè quello che conta è il modo, il come esso è portato a termine.
    L'intreccio è basato su una sequenza di paradossi, di trovate spiritose quanto fantasiose (basti pensare all'infundibulo cronosinclastico, un misterioso luogo dove tutte le verità, i punti di vista, vengono a coincidere) che non hanno in realtà agganci, basi molto solide. Ma non è certo la linearità o la verosimiglianza della trama ciò su cui si è concentrato l'autore. Ciò che rimane al termine della lettura è l'idea di un grande concentrato di idee, di un potente messaggio, veicolato però in maniera un po' confusionaria, un po' arraffata diremmo, senza particolare attenzione ai contorni della vicenda. Opera comunque sicuramente interessante e ricca di spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi ha sorpreso scoprire che questo romanzo ha influenzato Douglas Adams per la Guida galattica. Il bello di Vonnegut però è che non si limita ad ammucchiare scenette demenziali e assurdità fantasc ...continua

    Non mi ha sorpreso scoprire che questo romanzo ha influenzato Douglas Adams per la Guida galattica. Il bello di Vonnegut però è che non si limita ad ammucchiare scenette demenziali e assurdità fantascientifiche fini a se stesse: ne Le sirene di Titano coesistono personaggi a tutto tondo e eserciti di Marte, creature che si nutrono di musica e — rimanendo sempre in ambito Adams — riflessioni sulla vita, l'universo e tutto quanto.
    È uno di quei cosiddetti romanzi per cui la fantascienza è solo un pretesto. Il più delle volte parlare di fantascienza (o fantasy) come pretesto sembra più una scusa per giustificare la scarsità di fantasia. Qui è proprio il contrario: dopo aver finito Le sirene di Titano mi sembra tanto di essere scampato a una guerra quanto di aver vissuto su un satellite di Saturno, che è proprio una sensazione bellissima.

    ha scritto il 

  • 4

    Se vi piace la serie di Douglas Adams, "Guida galattica per autostoppisti" & co, c'è una grossa probabilità che voi facciate sì con la testa anche a questo bel libro. Oddio, i due fanno a gara a chi è ...continua

    Se vi piace la serie di Douglas Adams, "Guida galattica per autostoppisti" & co, c'è una grossa probabilità che voi facciate sì con la testa anche a questo bel libro. Oddio, i due fanno a gara a chi è più surreale fra situazioni paradossali e assurde, topi che governano l'umanità in Adams e in Vonnegut gentiluomo e cane annesso che si materializzano di qua e di là (per via dell'infundibolo cronosinclastico, solo a scriverlo ci ho speso come minimo tre neuroni tutti assieme; non vi dico che cos'è perché ne potrei esaurire altri tre e c'è crisi), un inconsapevole Messia con un passato da playboy (!) e missioni militari suicide e altre assurdità. Sicuramente fanno parte un po' di una corrente tutta loro: anche in Vonnegut c'è un grondante umorismo che governa sulla storia, anche se forse quello di Adams è più "diretto, spiazzante" rispetto a quello elaborato di Vonnegut. La trama se è possibile è ancora più arzigogolata e l'autore ci da una grossa mano infarcendo la questione pure con degli spiacevoli salti temporali (io volevo sapere che succedeva per filo e per segno, mannaggia!). Ma è anche vero che se in Adams l'umorismo o l'ironia erano in un contesto a volte fatto per il principale gusto del divertimento, in Vonnegut è uno strumento di critica sociale forte e palese in certi livelli superficiali, per cogliere poi tutte le critiche penso che sia necessaria una seconda lettura. Vonnegut poi ha come caratteristica personale una profonda disillusione come atteggiamento alla vita, vedi La Chiesa di Dio Indifferente e il continuo martellare da parte di Rumford su quanto a Dio freghi di noi (interesse pari a 0, la sostanza è "non rompetegli i coglioni e la mano è a alla fine del vostro braccio e chi si è visto si è visto"), mi servirebbe qualche libro in più dei suoi per capire quale parte occupa questa ottica della religione per l'autore e se questa appartiene veramente a lui - come credo - o è molto enfatizzata dal personaggio e basta: stiamo sempre parlando di una religione "organizzata", che si sa già essere in profonda antipatia all'autore. Se non è enfatizzata qui dove lo dovrebbe essere..
    In ogni caso come prima esperienza con l'autore è andata benone, 'mazza! Mi sono divertita e in alcuni punti ho riso apertamente, ma è anche vero che un po' di soggezione per le possibile sfaccettature della critica tagliente di Vonnegut c'è, mi sento tipo la scolara che prende appunti. :-D Nell'umiltà del mio intelletto apprezzo moltissimo e ve lo consiglio, specie se amate il genere e vi siete già fatti fuori tutta la serie della Guida e non sapete come consolarvi. :)

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo lisergico, confuso, a tratti rabbioso; Vonnegut al solito si lancia in una critica a tutto campo della società moderna e delle sue idiosincrasie. Il fatto che usi eserciti marziani, alieni ...continua

    Un romanzo lisergico, confuso, a tratti rabbioso; Vonnegut al solito si lancia in una critica a tutto campo della società moderna e delle sue idiosincrasie. Il fatto che usi eserciti marziani, alieni su Titano o infundibuli cronosinclastici sono solo piccoli particolari in un quadro molto più grande. Ben lontano dai livelli eccelsi di Mattatoio n.5, Le sirene di Titano, nonostante il suo intreccio rozzo e molti passaggi confusi, resta comunque un libro più che discreto.

    ha scritto il 

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