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Le sirene di Titano

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(596)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Lettone , Giapponese

Isbn-10: 8807017032 | Isbn-13: 9788807017032 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Lasciata la Terra, diretta verso mondi remoti, la nave spaziale privata di Winston Niles Rumford, playboy impenitente e schifosamente ricco, s'imbatte nel cuore di un infundibulo cronosinclastico non registrato dalle carte, a due giorni di viaggio da Marte. Cos'è un infundibulo cronosinclastico? È un luogo dello spazio dove le diverse facce della verità si incontrano e convivono,dove le nozioni di tempo e spazio non hanno più senso e dove Winston verrà a conoscenza del senso della vita sulla Terra.
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  • 4

    Racconto disperato. Non lascia via di scampo.
    Vonnegut stritola i massimi sistemi e i migliori fini possibili, ridotti alla consegna di un pezzo di ricambio a un postino interstellare chiamato a consegnare una cartolina di saluti. L'unica cosa che salva, o può salvare, gli esseri viventi, t ...continua

    Racconto disperato. Non lascia via di scampo.
    Vonnegut stritola i massimi sistemi e i migliori fini possibili, ridotti alla consegna di un pezzo di ricambio a un postino interstellare chiamato a consegnare una cartolina di saluti. L'unica cosa che salva, o può salvare, gli esseri viventi, tutti, di qualsiasi specie, sono i sentimenti, l'amore, l'amicizia.
    Era necessaria la guerra marziana? e il bombardamento di Dresda? sono sempre stati e sempre saranno.

    ha scritto il 

  • 4

    " La villa dei Rumfoord era un'espressione spassosamente sconcertante della formula: gente con buone possibilità economiche"


    " I calli erano assolutamente uguali, prodotti dalle mille liete fatiche di un'operosa classe agiata"


    ".... ma l'universo è un posto spaventosamente grande.C' ...continua

    " La villa dei Rumfoord era un'espressione spassosamente sconcertante della formula: gente con buone possibilità economiche"

    " I calli erano assolutamente uguali, prodotti dalle mille liete fatiche di un'operosa classe agiata"

    ".... ma l'universo è un posto spaventosamente grande.C'è abbastanza spazio per lasciare che un sacco di gente abbia ragione su questo e quello, e tuttavia non si trovi d'accordo"

    ha scritto il 

  • 3

    1/2

    Niente a senso ( impressione/filosofia generale che se ne ricava...)
    Amattooooooo! ( rivolto a Rumfoord W.)
    Che ti sia da lezione... ( esempi da non seguire che hanno come protagonista Malachi... : non ubriacarti per 59 giorni di seguito, non accettare proposte da marziani sconosciuti ...continua

    Niente a senso ( impressione/filosofia generale che se ne ricava...)
    Amattooooooo! ( rivolto a Rumfoord W.)
    Che ti sia da lezione... ( esempi da non seguire che hanno come protagonista Malachi... : non ubriacarti per 59 giorni di seguito, non accettare proposte da marziani sconosciuti ...ecc...
    Altro non mi sovviene per ora... :-)
    Sta' serena e cerca di goderti al meglio ciò che ti capita....

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/sirene_di_titano.html

    L'opera appartiene al filone della Fantascienza Umoristica. Le Sirene di Titano è un grande romanzo di satira sull'uomo, sulla sua storia, sulle sue religioni, sul suo sistema economico.
    E' in primis l'idea del libero a ...continua

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/sirene_di_titano.html

    L'opera appartiene al filone della Fantascienza Umoristica. Le Sirene di Titano è un grande romanzo di satira sull'uomo, sulla sua storia, sulle sue religioni, sul suo sistema economico.
    E' in primis l'idea del libero arbitrio umano a venire ridicolizzata: non soltanto le nostre azioni sembrano essere già decise a tavolino ma tutta l'epopea umana, le sue lotte, la sua storia risultano essere nient'altro che un banale artificio alieno. Tutti gli sforzi dell'uomo sono serviti soltanto a costruire un banale pezzo di ricambio per una navicella danneggiata; la Grande Muraglia Cinese, il Cremlino solo dei semplici segnali che gli alieni inviano al loro pilota perduto.
    Un piccolo capolavoro è il capitolo dedicato al finto esercito marziano che il deus ex machina del romanzo, Winston Niles Rumfoord, costruisce per poter poi imporre sulla Terra una propria religione. Indipendentemente dal grado, dal soldato semplice al generale, tutti i suoi membri non sono che marionette teleguidate, che appena sentono il ridicolo motto che viene loro trasmesso direttamente nel cervello, si mettono a marciare al passo dell'oca come nelle più divertenti parodie naziste.
    Anche il capitalismo non viene risparmiato: il padre di Malachi Costant, un altro personaggio principale del romanzo, costruisce una immensa fortuna scommettendo in borsa utilizzando un algoritmo costruito a partire delle lettere iniziali della Bibbia.
    La grande lezione che l'autore sembra voler trasmettere è che se i massimi sistemi, i fini cosmici non sono più in grado di dare un senso all'esistenza dell'uomo, egli deve guardare dentro di sè. E' nei legami di amicizia o d'affetto che egli costruisce con i suoi simili la chiave di lettura della sua vita. E non importa se il destino è già scritto perchè quello che conta è il modo, il come esso è portato a termine.
    L'intreccio è basato su una sequenza di paradossi, di trovate spiritose quanto fantasiose (basti pensare all'infundibulo cronosinclastico, un misterioso luogo dove tutte le verità, i punti di vista, vengono a coincidere) che non hanno in realtà agganci, basi molto solide. Ma non è certo la linearità o la verosimiglianza della trama ciò su cui si è concentrato l'autore. Ciò che rimane al termine della lettura è l'idea di un grande concentrato di idee, di un potente messaggio, veicolato però in maniera un po' confusionaria, un po' arraffata diremmo, senza particolare attenzione ai contorni della vicenda. Opera comunque sicuramente interessante e ricca di spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi ha sorpreso scoprire che questo romanzo ha influenzato Douglas Adams per la Guida galattica. Il bello di Vonnegut però è che non si limita ad ammucchiare scenette demenziali e assurdità fantascientifiche fini a se stesse: ne Le sirene di Titano coesistono personaggi a tutto t ...continua

    Non mi ha sorpreso scoprire che questo romanzo ha influenzato Douglas Adams per la Guida galattica. Il bello di Vonnegut però è che non si limita ad ammucchiare scenette demenziali e assurdità fantascientifiche fini a se stesse: ne Le sirene di Titano coesistono personaggi a tutto tondo e eserciti di Marte, creature che si nutrono di musica e — rimanendo sempre in ambito Adams — riflessioni sulla vita, l'universo e tutto quanto.
    È uno di quei cosiddetti romanzi per cui la fantascienza è solo un pretesto. Il più delle volte parlare di fantascienza (o fantasy) come pretesto sembra più una scusa per giustificare la scarsità di fantasia. Qui è proprio il contrario: dopo aver finito Le sirene di Titano mi sembra tanto di essere scampato a una guerra quanto di aver vissuto su un satellite di Saturno, che è proprio una sensazione bellissima.

    ha scritto il 

  • 4

    Se vi piace la serie di Douglas Adams, "Guida galattica per autostoppisti" & co, c'è una grossa probabilità che voi facciate sì con la testa anche a questo bel libro. Oddio, i due fanno a gara a chi è più surreale fra situazioni paradossali e assurde, topi che governano l'umanità in Adams e in Vo ...continua

    Se vi piace la serie di Douglas Adams, "Guida galattica per autostoppisti" & co, c'è una grossa probabilità che voi facciate sì con la testa anche a questo bel libro. Oddio, i due fanno a gara a chi è più surreale fra situazioni paradossali e assurde, topi che governano l'umanità in Adams e in Vonnegut gentiluomo e cane annesso che si materializzano di qua e di là (per via dell'infundibolo cronosinclastico, solo a scriverlo ci ho speso come minimo tre neuroni tutti assieme; non vi dico che cos'è perché ne potrei esaurire altri tre e c'è crisi), un inconsapevole Messia con un passato da playboy (!) e missioni militari suicide e altre assurdità. Sicuramente fanno parte un po' di una corrente tutta loro: anche in Vonnegut c'è un grondante umorismo che governa sulla storia, anche se forse quello di Adams è più "diretto, spiazzante" rispetto a quello elaborato di Vonnegut. La trama se è possibile è ancora più arzigogolata e l'autore ci da una grossa mano infarcendo la questione pure con degli spiacevoli salti temporali (io volevo sapere che succedeva per filo e per segno, mannaggia!). Ma è anche vero che se in Adams l'umorismo o l'ironia erano in un contesto a volte fatto per il principale gusto del divertimento, in Vonnegut è uno strumento di critica sociale forte e palese in certi livelli superficiali, per cogliere poi tutte le critiche penso che sia necessaria una seconda lettura. Vonnegut poi ha come caratteristica personale una profonda disillusione come atteggiamento alla vita, vedi La Chiesa di Dio Indifferente e il continuo martellare da parte di Rumford su quanto a Dio freghi di noi (interesse pari a 0, la sostanza è "non rompetegli i coglioni e la mano è a alla fine del vostro braccio e chi si è visto si è visto"), mi servirebbe qualche libro in più dei suoi per capire quale parte occupa questa ottica della religione per l'autore e se questa appartiene veramente a lui - come credo - o è molto enfatizzata dal personaggio e basta: stiamo sempre parlando di una religione "organizzata", che si sa già essere in profonda antipatia all'autore. Se non è enfatizzata qui dove lo dovrebbe essere..
    In ogni caso come prima esperienza con l'autore è andata benone, 'mazza! Mi sono divertita e in alcuni punti ho riso apertamente, ma è anche vero che un po' di soggezione per le possibile sfaccettature della critica tagliente di Vonnegut c'è, mi sento tipo la scolara che prende appunti. :-D Nell'umiltà del mio intelletto apprezzo moltissimo e ve lo consiglio, specie se amate il genere e vi siete già fatti fuori tutta la serie della Guida e non sapete come consolarvi. :)

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo lisergico, confuso, a tratti rabbioso; Vonnegut al solito si lancia in una critica a tutto campo della società moderna e delle sue idiosincrasie. Il fatto che usi eserciti marziani, alieni su Titano o infundibuli cronosinclastici sono solo piccoli particolari in un quadro molto più gra ...continua

    Un romanzo lisergico, confuso, a tratti rabbioso; Vonnegut al solito si lancia in una critica a tutto campo della società moderna e delle sue idiosincrasie. Il fatto che usi eserciti marziani, alieni su Titano o infundibuli cronosinclastici sono solo piccoli particolari in un quadro molto più grande. Ben lontano dai livelli eccelsi di Mattatoio n.5, Le sirene di Titano, nonostante il suo intreccio rozzo e molti passaggi confusi, resta comunque un libro più che discreto.

    ha scritto il 

  • 4

    Lassù qualcuno mi ama

    La guida galattica continua a fare scuola.
    --- Breve chiarificazione a seguito delle giuste perplessità sorte nei commenti--
    nel senso che continuo ad essere attirata da libri di questo genere dopo aver letto D.Adams ed essermi divertita..mi attirano anche se non ho idea di cosa tratt ...continua

    La guida galattica continua a fare scuola.
    --- Breve chiarificazione a seguito delle giuste perplessità sorte nei commenti--
    nel senso che continuo ad essere attirata da libri di questo genere dopo aver letto D.Adams ed essermi divertita..mi attirano anche se non ho idea di cosa trattino
    --- fine chiarificazione ---
    Non ho potuto esimermi dal pensarlo per tutto il tempo leggendo questo libro, che pure mi è piaciuto.
    E' ironico, brillante, ben scritto e con quel tanto di assurdità che spezza la storia e ti diverte senza pretendere niente in cambio.
    Restano un po' troppi eccessi, decisamente arzigogolata la trama e anche quando si svolge lascia sempre un po' perplessi e sospesi.
    Si intuisca la critica, la fantascienza sociologica, la riflessione sulla religione, sul senso della vita, sulle domande stesse di senso che si annidano nell'uomo eppure ho avuto l'impressione che l'autore stesso dopo essersi addentrato in questi meandri non avesse poi il coraggio o le capacità o anche solo la voglia di andare fino in fondo e finisse per aggrapparsi a qualche colpo di scena, a qualche mirabolante effetto speciale per sorvolare sulle questioni sollevate lasciandole aperte, un po toccate ma poi non troppo.
    Come un tasto dolente che vogliamo indicare ma poi non ci interessa davvero premerlo. Non so se fosse voluto, se fosse un modo per sottolineare l'inutilità stessa di certe riflessioni che tuttavia noi tutti, prima o poi, ci troviamo a fare. Forse avrei voluto un po' più di ardimento e di stile, per dirla col nostro caro Rumford ma nel complesso un libro che rispetta tutti i canoni del genere e mantiene la maggior parte delle cose che promette.

    ha scritto il 

  • 2

    Una de las grandísimas obras de la ciencia ficción, se dice de este libro. Bien, un soberano muermo bajo mi humilde punto de vista. Pero vamos, un ladrillo, me he aburrido hasta decir basta y hasta el punto de sufrir para terminarlo. Como bien he leído en otras críticas, un argumento absurdo y a ...continua

    Una de las grandísimas obras de la ciencia ficción, se dice de este libro. Bien, un soberano muermo bajo mi humilde punto de vista. Pero vamos, un ladrillo, me he aburrido hasta decir basta y hasta el punto de sufrir para terminarlo. Como bien he leído en otras críticas, un argumento absurdo y a veces algo divertido, pero vamos, vas leyendo, leyendo y te das cuenta de que no existe una trama, que todo aquello no va hacia ningún lado, que es una sucesión de situaciones sinsentido y, al parecer, sin ningún fin.

    Tiene sus puntos, pero son tan escasos que yo no recomendaría a nadie leerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    e ½

    Inizia con questo romanzo, che è il suo secondo, l'immersione di Vonnegut nella fantascienza.
    Nella sua personalissima visione del genere, la fantascienza non è tentativo di ipotesi sul futuro, distopico o meno, dell'uomo e della società ma pretesto per esibire scopertamente, degli uomini e ...continua

    Inizia con questo romanzo, che è il suo secondo, l'immersione di Vonnegut nella fantascienza.
    Nella sua personalissima visione del genere, la fantascienza non è tentativo di ipotesi sul futuro, distopico o meno, dell'uomo e della società ma pretesto per esibire scopertamente, degli uomini e delle società, l'illogicità di alcuni "fondamenti" (religiosi, politici, militari, organizzativi), il disagio dei rapporti con gli altri e la ricerca del nostro scopo nel venire al mondo.
    Lo stile di scrittura è tipico del grande narratore americano, semplice eppure talmente evocativo da creare nel lettore, con pochissimi tratteggi, vertigini profonde chilometri e da cui uscire è processo faticoso ma arricchente.
    Poche perdonabili ingenuità, che Vonnegut avrà divelto già nel successivo lavoro, l'inimitabile capolavoro Madre Notte.

    ha scritto il 

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