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Le sorelle Materassi

Di

Editore: Mondadori Scuola

4.0
(867)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri

Isbn-10: 8824706568 | Isbn-13: 9788824706568 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, quanto sciocche e infantili nella vi ...continua

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, quanto sciocche e infantili nella vita quotidiana, estranee alla vita, che investiranno il giovane nipote Remo di tutte speranze che hanno solo sognato.
    Un ritratto lucido e amaro di quanto siano distanti a volte i sogni e la realtà, l'illusione dell'affetto in cambio di cose materiali e del comportamento cinico di chi non si fa scrupolo ad approfittarsi dei più deboli.

    ha scritto il 

  • 5

    i promessi sposi del ventesimo secolo?

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, costringendoti a leggere fino all'ultima g ...continua

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, costringendoti a leggere fino all'ultima goccia, stupefatto dalla ricchezza di variabili di sentimenti, soprattutto "bassi" che l'uomo possa esprimere.
    Ottimo anche lo sviluppo della storia.
    A mio avviso, capolavoro!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fino all’abitazione delle due sorelle a San ...continua

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fino all’abitazione delle due sorelle a Santa Maria di Coverciano. Poi la storia. Il tutto raccontato con una lingua che mi è piaciuta tantissimo, molto articolata, lessicalmente ricca, forse un po’ toscaneggiante ma, secondo me, sempre un bel esempio di scrittura. E pare che l’autore sorrida divertito di ciò che narra. Sorridevo anch’io, almeno per i primi due terzi del libro, poi un po’ meno vedendo le due sorelle cadere gradualmente nel disastro finanziario e nel ridicolo a causa del nipote e della propria cecità. Finale che lascia un po’ scontenti ma tutto sommato coerente, con Teresa e Carolina che, lavoratrici indefesse, si risollevano dalle ambasce economiche ma, zitelle sognatrici, non si emancipano dall’adorazione cieca per il nipote.
    Paolo Poli, ti adoro!
    “Poi c’è una villa sempre chiusa, cinta da un muro rotondo, molto arretrata e circondata di piante, in riserbo, che sta come una vecchia dama in poltrona con la sottana ampissima e la scuffia. E davanti, quasi sulla strada, un villino moderno, civettuolo, sfacciatello, che guarda, come la nuora petulante e dispettosa, la suocera austera e brontolona e le fa schizzare come dita negli occhi, le rose da un cancelletto bianco, atto, più che a nasconderlo, a metterlo in luce.”
    Ah ecco, è lo stesso autore di “Rio Bo” e “La fontana malata” :)
    [Radio 3. Ad alta voce. Tempo 7 ore e mezza. Lettura di Paolo Poli.]

    ha scritto il 

  • 4

    Una stella in più per il bellissimo stile con il quale è stato scritto, una stella in meno per il finale non troppo convincente...Bella l'idea del gigolò specialmente ambientato in quegli anni.

    ha scritto il 

  • 5

    le recluse videro il mondo, la vita

    in realtà non l'ho riletto io pissonalmente di pissona, ma me lo ha raccontato la voce di paolo poli dall'ipod. una voce piena di sfumature e di intensità, in grado di restituire tutta l'ironia e gli sberleffi di palazzeschi verso la tragedia ridicola di zi' te' e zi' ca'.
    una festa per le ...continua

    in realtà non l'ho riletto io pissonalmente di pissona, ma me lo ha raccontato la voce di paolo poli dall'ipod. una voce piena di sfumature e di intensità, in grado di restituire tutta l'ironia e gli sberleffi di palazzeschi verso la tragedia ridicola di zi' te' e zi' ca'.
    una festa per le orecchie e per lo spirito.

    ha scritto il 

  • 5

    BEL-LIS-SI-MO!

    Raramente mi é capitato di incontrare un libro delicato, ironico, per nulla greve e permeato di una sensazione di tempo andato, di buone maniere e dimenticate delicatezze.
    Ho sorriso con alcune descrizioni che ho trovato geniali, espressioni d'effetto per tratteggiare con acume i personaggi ...continua

    Raramente mi é capitato di incontrare un libro delicato, ironico, per nulla greve e permeato di una sensazione di tempo andato, di buone maniere e dimenticate delicatezze.
    Ho sorriso con alcune descrizioni che ho trovato geniali, espressioni d'effetto per tratteggiare con acume i personaggi.
    (" Guarda quella: c'ha due labbra che ci si potrebbe fare il brasato!" "Una bocca in più da sfamare in casa delle Materassi? Che pensate che se ne accorgano? Sarà come togliere un pelo ad un gatto!!")
    Che fastidioso Remo: l'ho detestato!! Però conferma l'adagio "Una generazione sgobba, un'altra gode".
    p.s. l'ho ascoltato in audiolibro letto da Paolo Poli; che dire? Sarà stato il giusto accento toscano che calzava a pennello, ma è stata davvero una compagnia discreta e piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Divertente e lieve : con uno sguardo disincantato ricrea un mondo popolato di maschere che si animano al tocco di un linguaggio fluido, raffinato , mai lezioso, pienamente inserito nella tradizione della novellistica toscana. Ad ogni rilettura una riscoperta.

    ha scritto il 

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