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Le sorelle Materassi

Di

Editore: Mondadori Scuola

4.0
(872)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Altri

Isbn-10: 8824706568 | Isbn-13: 9788824706568 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Esageratamente descrittivo quasi fine a se stesso nella prima parte, dove il libro stenta a decollare. Poi l’intensità cresce, i personaggi sono molto caratterizzati e riesci ad affezionarti a tutti loro con i loro pregi ed i loro difetti, molto umani e senza tempo, nei quali puoi riconoscere per ...continua

    Esageratamente descrittivo quasi fine a se stesso nella prima parte, dove il libro stenta a decollare. Poi l’intensità cresce, i personaggi sono molto caratterizzati e riesci ad affezionarti a tutti loro con i loro pregi ed i loro difetti, molto umani e senza tempo, nei quali puoi riconoscere persone che ci sono più o meno vicine nella vita quotidiana.

    ha scritto il 

  • 3

    I paradossi degli affetti familiari...

    Un grande classico della letteratura italiana.
    Con ironia ed arguzia l'autore ci presenta la vicenda di queste due figure femminili collocate in un'altra epoca, tuttavia non troppo lontana da noi che allevano un nipote e che investono nell'affetto di lui tutte le loro possibilità ed energie ...continua

    Un grande classico della letteratura italiana.
    Con ironia ed arguzia l'autore ci presenta la vicenda di queste due figure femminili collocate in un'altra epoca, tuttavia non troppo lontana da noi che allevano un nipote e che investono nell'affetto di lui tutte le loro possibilità ed energie...
    L'ingrato nipote le spoglierà poi di tutte le loro sostanze, del loro denaro accumulato faticosamente negli anni con il lavoro di ricamatrici...per poi fuggire all'estero con un'ereditiera americana...lasciandole sole e senza una lira in tasca...
    Il paradosso dell'affetto sta proprio nel costruire questa storia che prosegue fra luci ed ombre, nel rimpianto, nella nostalgia quando ormai ogni illusione fugge e tutto ciò che si credeva netto e sicuro, ha svoltato inequivocabilmente l'angolo per lasciare posto alla decadenza e alla solitudine...
    La lezione di questo libro è proprio questa: non è detto che il dare tutto ci dia la sicurezza di ricevere altrettanto nell'amore, nei soldi, nella sollecitudine, nell'attenzione verso l'altro, si può anche dispensare ogni cosa per ritrovarsi poi in fondo con un pugno di mosche...
    Che tristezza...
    Storie di questo tipo avvengono anche oggi, in cui parenti avidi
    spogliano di ogni ricchezza i poveri vecchietti, tranne parcheggiarli poi in ospedali ed ospizi perchè gli recano noie...
    Un elogio quindi per lo spirito innovativo dell'autore che ha saputo raccontare una storia che può essere collocata senza problemi in ogni epoca.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, quanto sciocche e infantili nella vi ...continua

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, quanto sciocche e infantili nella vita quotidiana, estranee alla vita, che investiranno il giovane nipote Remo di tutte speranze che hanno solo sognato.
    Un ritratto lucido e amaro di quanto siano distanti a volte i sogni e la realtà, l'illusione dell'affetto in cambio di cose materiali e del comportamento cinico di chi non si fa scrupolo ad approfittarsi dei più deboli.

    ha scritto il 

  • 5

    i promessi sposi del ventesimo secolo?

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, costringendoti a leggere fino all'ultima g ...continua

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, costringendoti a leggere fino all'ultima goccia, stupefatto dalla ricchezza di variabili di sentimenti, soprattutto "bassi" che l'uomo possa esprimere.
    Ottimo anche lo sviluppo della storia.
    A mio avviso, capolavoro!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fino all’abitazione delle due sorelle a San ...continua

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fino all’abitazione delle due sorelle a Santa Maria di Coverciano. Poi la storia. Il tutto raccontato con una lingua che mi è piaciuta tantissimo, molto articolata, lessicalmente ricca, forse un po’ toscaneggiante ma, secondo me, sempre un bel esempio di scrittura. E pare che l’autore sorrida divertito di ciò che narra. Sorridevo anch’io, almeno per i primi due terzi del libro, poi un po’ meno vedendo le due sorelle cadere gradualmente nel disastro finanziario e nel ridicolo a causa del nipote e della propria cecità. Finale che lascia un po’ scontenti ma tutto sommato coerente, con Teresa e Carolina che, lavoratrici indefesse, si risollevano dalle ambasce economiche ma, zitelle sognatrici, non si emancipano dall’adorazione cieca per il nipote.
    Paolo Poli, ti adoro!
    “Poi c’è una villa sempre chiusa, cinta da un muro rotondo, molto arretrata e circondata di piante, in riserbo, che sta come una vecchia dama in poltrona con la sottana ampissima e la scuffia. E davanti, quasi sulla strada, un villino moderno, civettuolo, sfacciatello, che guarda, come la nuora petulante e dispettosa, la suocera austera e brontolona e le fa schizzare come dita negli occhi, le rose da un cancelletto bianco, atto, più che a nasconderlo, a metterlo in luce.”
    Ah ecco, è lo stesso autore di “Rio Bo” e “La fontana malata” :)
    [Radio 3. Ad alta voce. Tempo 7 ore e mezza. Lettura di Paolo Poli.]

    ha scritto il 

  • 4

    Una stella in più per il bellissimo stile con il quale è stato scritto, una stella in meno per il finale non troppo convincente...Bella l'idea del gigolò specialmente ambientato in quegli anni.

    ha scritto il 

  • 5

    le recluse videro il mondo, la vita

    in realtà non l'ho riletto io pissonalmente di pissona, ma me lo ha raccontato la voce di paolo poli dall'ipod. una voce piena di sfumature e di intensità, in grado di restituire tutta l'ironia e gli sberleffi di palazzeschi verso la tragedia ridicola di zi' te' e zi' ca'.
    una festa per le ...continua

    in realtà non l'ho riletto io pissonalmente di pissona, ma me lo ha raccontato la voce di paolo poli dall'ipod. una voce piena di sfumature e di intensità, in grado di restituire tutta l'ironia e gli sberleffi di palazzeschi verso la tragedia ridicola di zi' te' e zi' ca'.
    una festa per le orecchie e per lo spirito.

    ha scritto il 

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