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Le sorelle Materassi

By Aldo Palazzeschi

(112)

| Others | 9788824706568

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Book Description

119 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    quella che noi chiamiamo civiltà è solo sterilizzazione.

    grazie a chi me lo ha consigliato tramite una recensione spassosissima

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    jonnybegood said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, q ...(continue)

    Non sembra scritto nel secolo scorso tanto risulta attuale.
    Con ironia pungente e amara Palazzeschi ci permette di entrare nella vita di Teresa, Carolina e Giselda “le Materassi” di professione ricamatrici.
    Zitelle, dedite e molto serie nel lavoro, quanto sciocche e infantili nella vita quotidiana, estranee alla vita, che investiranno il giovane nipote Remo di tutte speranze che hanno solo sognato.
    Un ritratto lucido e amaro di quanto siano distanti a volte i sogni e la realtà, l'illusione dell'affetto in cambio di cose materiali e del comportamento cinico di chi non si fa scrupolo ad approfittarsi dei più deboli.

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    Controvento said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    i promessi sposi del ventesimo secolo?

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, c ...(continue)

    Mi è venuta questa analogia per la bellezza della lingua e l'abbondanza di sentimento popolare declinato in infinite sfumature.
    Uno straordinario acquarello di vita, una scena teatrale che a forza escono da queste pagine immortali e ti avvinghiano, costringendoti a leggere fino all'ultima goccia, stupefatto dalla ricchezza di variabili di sentimenti, soprattutto "bassi" che l'uomo possa esprimere.
    Ottimo anche lo sviluppo della storia.
    A mio avviso, capolavoro!!!

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    Italosvevo said on Apr 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è un capolavoro totale!

    Questo libro è un capolavoro totale!

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    Rossoprimo said on Mar 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    audiolibro

    Consiglio l'ascolto della lettura di Paolo Poli per Ad alta voce, un'esperienza ancora più ricca

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    Xeper said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fi ...(continue)

    Una bella sorpresa. Mi sa che Palazzeschi è sottovalutato.
    Inizialmente, trenta minuti di descrizione, tutt’altro che noiosi, partendo da uno sguardo ampio sulle colline fiorentine e avvicinandosi, come planando dall’alto, ai luoghi della vicenda, fino all’abitazione delle due sorelle a Santa Maria di Coverciano. Poi la storia. Il tutto raccontato con una lingua che mi è piaciuta tantissimo, molto articolata, lessicalmente ricca, forse un po’ toscaneggiante ma, secondo me, sempre un bel esempio di scrittura. E pare che l’autore sorrida divertito di ciò che narra. Sorridevo anch’io, almeno per i primi due terzi del libro, poi un po’ meno vedendo le due sorelle cadere gradualmente nel disastro finanziario e nel ridicolo a causa del nipote e della propria cecità. Finale che lascia un po’ scontenti ma tutto sommato coerente, con Teresa e Carolina che, lavoratrici indefesse, si risollevano dalle ambasce economiche ma, zitelle sognatrici, non si emancipano dall’adorazione cieca per il nipote.
    Paolo Poli, ti adoro!
    “Poi c’è una villa sempre chiusa, cinta da un muro rotondo, molto arretrata e circondata di piante, in riserbo, che sta come una vecchia dama in poltrona con la sottana ampissima e la scuffia. E davanti, quasi sulla strada, un villino moderno, civettuolo, sfacciatello, che guarda, come la nuora petulante e dispettosa, la suocera austera e brontolona e le fa schizzare come dita negli occhi, le rose da un cancelletto bianco, atto, più che a nasconderlo, a metterlo in luce.”
    Ah ecco, è lo stesso autore di “Rio Bo” e “La fontana malata” :)
    [Radio 3. Ad alta voce. Tempo 7 ore e mezza. Lettura di Paolo Poli.]

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    Escamar said on Mar 8, 2014 | Add your feedback

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