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Le stanze di lavanda

Il romanzo di una infanzia armena

Di

Editore: Piemme

4.1
(103)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856602466 | Isbn-13: 9788856602463 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. È lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l'inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell'umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gil, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell'aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell'orrore: gli armeni dovevano sparire. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare nuovi fiori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui hanno tolto tutto? "Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa."
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  • 0

    Non credo sia giusto dare un voto a un libro che si basa su esperienze reali, in questo caso su quelle della nonna dell'autrice. A mio parere, una lettura molto dolorosa ma importante.

    ha scritto il 

  • 5

    esiste un momento per la tristezza e uno per la rinascita.
    siamo una terra fertile.
    se ogni giorno la irrighiamo con cura, ci dona frutti succosi.
    ma può anche accadere che la grandine si abbatta sulla Terra e ne guasti i frutti.
    allora, tutta la difficoltà sta nel non perdersi d'animo e conceder ...continua

    esiste un momento per la tristezza e uno per la rinascita. siamo una terra fertile. se ogni giorno la irrighiamo con cura, ci dona frutti succosi. ma può anche accadere che la grandine si abbatta sulla Terra e ne guasti i frutti. allora, tutta la difficoltà sta nel non perdersi d'animo e concederle un momento di riposo, prima di riseminarla l'indomani...

    ha scritto il 

  • 3

    La trama e il contesto storico mi hanno convinta a leggere questo romanzo dal titolo "Le stanze di lavanda" con il sottotitolo "Storia di un'infanzia armena". La storia viene raccontata in prima persona da Louise, una bambina armena che vive la sua infanzia in una grande casa assieme alla sua ama ...continua

    La trama e il contesto storico mi hanno convinta a leggere questo romanzo dal titolo "Le stanze di lavanda" con il sottotitolo "Storia di un'infanzia armena". La storia viene raccontata in prima persona da Louise, una bambina armena che vive la sua infanzia in una grande casa assieme alla sua amata (e amabile) famiglia, una famiglia dove tutti vanno d'amore e d'accordo e sono tutti felici e benestanti. L'infanzia di Louise prende una piega decisamente amara quando nel 1917 i turchi (all'epoca c'era ancora l'Impero Ottomano e l'Armenia come Stato non esisteva ancora, ma gli armeni erano una minoranza all'interno dell'Impero) i turchi decidono di eliminare tutti gli armeni. Così Louise assiste al massacro della sua famiglia, ma riesce a fuggire assieme alla delicatissima sorellina Marie; iniziano mesi difficili, dove lei signorina borghese e viziata si ritrova in mezzo ai campi profughi, a diretto contatto con la violenza e la morte. Louise e Marie finiscono in collegio ad Aleppo, dove la vita è durissima ma certamente meglio che il campo profughi. Le amarezze della vita però per Louise non sono finite, perché sembra quasi che una maledizione le porti via tutto ciò al quale lei si affeziona.

    Il romanzo è scorrevole, sullo stile de ‘Il cacciatore di aquiloni’ e ‘Mille splendidi soli’. La storia diciamo che è verosimile ma secondo me molto romanzata; è molto ‘classica’: una famiglia ricca che durante una rivoluzione decade, si sgretola, sopravvivono pochi famigliari, che subiscono angherie e soprusi, fino riuscire poi a costruirsi un nuovo destino sulle ceneri di quello passato. Rigorosamente con il lieto fine. Il contesto storico è giusto accennato, per questo abbasso il voto a 3 stelline: in poche righe si liquida la storia di un popolo per dare spazio alla storia di Louise. Secondo me, un minimo di cura storica in più non avrebbe guastato, giusto perché non tutti conoscono la drammatica storia del genocidio armeno perpetrato dai turchi.

    ha scritto il 

  • 4

    ho etto questo romanzo inconsapevole di aver vito un film che ne trattava l'argomento. Il film non mi era piaciuto per nulla. Fortunatamente l'avevo dimenticato. Il libro gronda poesia, inizialamente pura, dettata dall'animo sensibile di una bambina e di suo nonno, nella seconda parte la poesia c ...continua

    ho etto questo romanzo inconsapevole di aver vito un film che ne trattava l'argomento. Il film non mi era piaciuto per nulla. Fortunatamente l'avevo dimenticato. Il libro gronda poesia, inizialamente pura, dettata dall'animo sensibile di una bambina e di suo nonno, nella seconda parte la poesia che in qualche modo riesce a riscattare l'anima di una sopravvissuta a una tragedia umana e di un popolo molto ai margini della Storia con la S maiuscola. quanti olocausti, vicini, lontani, recenti o passati possiamo accantonare, rimuovere, far sbiadire? il contrasto fra Giappone e Cina che rimane ancora vivo sotto la pelle, la Turchia che spero non possa a causa della sua rimozione entrare a far parte dell'unione europea e poi chissà quanti che ignoro

    ha scritto il 

  • 5

    "cancellata."

    Inizialmente non mi ha colpito, le prima 20-30 pagine non mi avevano colpito ma data la storia di cui parlava ho continuato a leggerlo ed è stata una scoperta. Da pagina 87 ho iniziato a piangere e non la finivo più, nel bene e nel male. È una storia da ricordare, un libro che merita di essere as ...continua

    Inizialmente non mi ha colpito, le prima 20-30 pagine non mi avevano colpito ma data la storia di cui parlava ho continuato a leggerlo ed è stata una scoperta. Da pagina 87 ho iniziato a piangere e non la finivo più, nel bene e nel male. È una storia da ricordare, un libro che merita di essere assaporato, davvero.

    ha scritto il 

  • 5

    "Chi si ricorda più del genocidio degli armeni? (Adolf Hitler)
    Non tutti purtroppo, la Turchia seguendo la linea del negazionismo ha celato sotto la menzogna la morte di 1.300 000 uomini, donne e bambini. Perché?
    Perché ci ricordiamo della Shoah e non delle sofferenze vissute fra le mura di A
    ...continua

    "Chi si ricorda più del genocidio degli armeni? (Adolf Hitler) Non tutti purtroppo, la Turchia seguendo la linea del negazionismo ha celato sotto la menzogna la morte di 1.300 000 uomini, donne e bambini. Perché? Perché ci ricordiamo della Shoah e non delle sofferenze vissute fra le mura di Aleppo, Marache e dall'Armenia intera? Un'anziana donna affida alla nipote Ondine le memorie della sua infanzia armena, da questa dolorosa confessione nasce il romanzo "Stanze di Lavanda", il più bel libro che abbia mai letto. Pagina dopo pagine ci si rende conto di quanto spesso siamo così superficiali da non renderci conto dell'immensa fortuna che ci circonda. Un romanzo da leggere... assolutamente

    ha scritto il 

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