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Le stanze di lavanda

Il romanzo di un'infanzia armena

Di

Editore: Piemme (Bestseller, 212)

3.9
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856615177 | Isbn-13: 9788856615173 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Paola Lanterna

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
“Sono nata ricca, ma ho visto la mia fortuna involarsi come uno stormo d’uccelli. Soltanto i miei ricordi mi appartengono, sono tante fragili tracce impresse dentro di me. Certi giorni, il sole le illumina; certe notti, rimangono intrappolate in una tempesta di ghiaccio. Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. È lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gil, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire. Può un cuore dilaniato continuare a battere? E un giardino devastato dare nuovi fiori? Come posso donare ancora, proprio io, a cui hanno tolto tutto? Ascolta Joraya, mia adorata nipote, il racconto di una vita mille volte dispersa.”
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  • 4

    "Hanno assassinato la nostra morte, rendendola invisibile agli occhi dei vivi".
    Mi chiedo il motivo dell'oblio di certi genocidi e di come possa succedere che anche io, come altri, sia partecipe di questo assassinio di certe morti.
    E' una bella lettura, su cui meditare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro speciale regalatomi da una persona speciale......
    La protagonista attraversa l'orrore e la sofferenza, si inaridisce, si fa del male ma non smette mai di cercare dentro se stessa non smette mai di esercitare un fascino magico su tutti, del tutto inconsapevolmente ed anzi, contro la ...continua

    Un libro speciale regalatomi da una persona speciale......
    La protagonista attraversa l'orrore e la sofferenza, si inaridisce, si fa del male ma non smette mai di cercare dentro se stessa non smette mai di esercitare un fascino magico su tutti, del tutto inconsapevolmente ed anzi, contro la propria volontà che desiderava solo cancellare quell'essere che era e che niente di più del fantasma di ciò che era stata.
    Inutile aspettarsi la "rinascita" buonista che piace tanto agli spettatori della sofferenza, il male resta entra nei pori, le disgrazie scorrono nel sangue ed è forse in questa compenetrazioe che sta l'unico senso di tutto....nulla può morire veramente, può solo essere altrove.

    ha scritto il 

  • 0

    Siamo alle solite. Mi trovo impossibilitata a valutare una testimonianza così dolorosa dal punto di vista della mera lettura. Sì, a volte l'autrice risulta un po' melensa e sdolcinata nel suo modo di descrivere le cose molto poetico, ma non l'ho trovato fuori luogo, anzi. Lo stile, in netto cont ...continua

    Siamo alle solite. Mi trovo impossibilitata a valutare una testimonianza così dolorosa dal punto di vista della mera lettura. Sì, a volte l'autrice risulta un po' melensa e sdolcinata nel suo modo di descrivere le cose molto poetico, ma non l'ho trovato fuori luogo, anzi. Lo stile, in netto contrasto con la terribile storia di esilio subita da lei bambina e dalla vita che ne è seguita, rimasta profondamente segnata, rende ancora più difficile digerire l'ennesimo genocidio, le ennesime morti di innocenti, e ancor più il fatto che questa storia, quella del popolo armeno, pochi la conoscano.

    Un altro di quei libri che varrebbe la pena leggere, per non dimenticare e non ricadere negli stessi errori.

    ha scritto il 

  • 2

    Poco utile per approfondire la questione del genocidio armeno avvenuto agli inizi del secolo scorso, al riguardo, molto meglio "La masseria delle allodole" di Antonia Arslan dove il il tema è più approfondito.


    Lo stile, oltremodo enfatico e ridondante, mi ha reso un po' insofferente alla ...continua

    Poco utile per approfondire la questione del genocidio armeno avvenuto agli inizi del secolo scorso, al riguardo, molto meglio "La masseria delle allodole" di Antonia Arslan dove il il tema è più approfondito.

    Lo stile, oltremodo enfatico e ridondante, mi ha reso un po' insofferente alla lettura: tutto il libro è infarcito di metafore stucchevoli e mielose, con una sovrabbondanza fastidiosa nella prima parte.
    L'ho terminato con enorme fatica, peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Armenia

    Perchè sono sopravvissuta? Tanti di noi sono morti.
    Viva, gettata in mare come una poesia,
    Una stella cadente alla deriva, in balia di un vento furioso,
    Le nostre esistenze negate.
    La nostra morte negata,
    Hanno cancellato le nostre tracce sulla sabbia
    E fatto d ...continua

    Perchè sono sopravvissuta? Tanti di noi sono morti.
    Viva, gettata in mare come una poesia,
    Una stella cadente alla deriva, in balia di un vento furioso,
    Le nostre esistenze negate.
    La nostra morte negata,
    Hanno cancellato le nostre tracce sulla sabbia
    E fatto di noi alberi dalle foglie morte.
    Hanno assassinato la nostra morte,
    Rendendola invisibile agli occhi dei vivi.

    Come potrete sapere cosa siamo stati?
    Il vento porta parte delle nostre risa di un tempo?
    Se distruggete le ossa dei nostri padri,
    Potremo avere ancora una memoria?

    Voglio conservare in me le loro anime
    Affinché non spariscano una seconda volta.
    Voglio deporre i mazzi degli assenti nella memoria del tempo.
    Ci sono tanti fantasmi nella camera buia delle nostre vite.
    L'oblio è rumoroso, le sue grida nel deserto.
    I battiti dei nostri cuori sono stati messi a tacere.
    Un giorno ritorneremo alla vita?

    A chi appartengono i ricordi?
    Dove hanno deposto il bagliore dei nostri sogni?
    Potremo un giorno approdare al paese della speranza?
    Il tempo cesserà di macinare le nostre speranze?
    Il nostro sangue potrà infine rapprendere?

    Nessuno potrà mai deportare i nostri pensieri.
    Getterò fiori bianchi nelle acque arrossate dell'Eufrate.
    Gli angeli vi si bagneranno e risusciteranno le cascate delle nostre risa,
    Rifioriscano nel mattini i gigli della speranza.
    E che nessuno, mai, dimentichi la nostra storia.

    ha scritto il 

  • 3

    "E che nessuno, mai, dimentichi la nostra storia"

    Anni fa mi ha sconvolto sapere del genocidio degli armeni. Ma ancora di più mi ha colpito il completo oblio storico. Libri come questo quindi mi interessano molto.
    Detto questo, però, il mio giudizio sul libro non è positivo. Nonostante la tragedia e il dolore sono rimasta stranamente dista ...continua

    Anni fa mi ha sconvolto sapere del genocidio degli armeni. Ma ancora di più mi ha colpito il completo oblio storico. Libri come questo quindi mi interessano molto.
    Detto questo, però, il mio giudizio sul libro non è positivo. Nonostante la tragedia e il dolore sono rimasta stranamente distaccata, come ho partecipato poco alla serenità della dolce infanzia armena. E' lo stile che non mi è piaciuto, troppo ampolloso e poetico. Anzi non mi sono piaciute nemmeno le poesie.

    ha scritto il 

  • 5

    come sempre leggere questo tipo di libri é lacerante
    la tragedia del popolo armeno, piccolo popolo e per questo dimenticato,si iscrive a grandi lettere nelle parole di Primo Levi

    voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case
    meditate che questo é stato..

    meditat ...continua

    come sempre leggere questo tipo di libri é lacerante
    la tragedia del popolo armeno, piccolo popolo e per questo dimenticato,si iscrive a grandi lettere nelle parole di Primo Levi

    voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case
    meditate che questo é stato..

    meditate mentre fate una critica sullo stile, su cosa non vi é piaciuto del libro, sulla retorica, sulle forzature, insomma sulle piccole cose su cui i critici-lettori puntano il loro sguardo

    io preferisco meditare sulla memoria e vigilare perché questi orrori non si ripetano

    5 stelle in onore del popolo armeno

    ha scritto il 

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