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Le sventure della virtù

Di

Editore: Newton & Compton

3.5
(858)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 97 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8881831856 | Isbn-13: 9788881831852 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Claudio Rendina

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Dopo il rivoltante (mi spiace, sarà riduttivo ma l’ho trovato così) “Le centoventi giornate di Sodoma”, ho deciso di riavvicinarmi al Marchese De Sade. Sono felice di averlo fatto: in “Justine” l’aspetto erotico è presente ma non totalizzante. Larga parte della narrazione consiste in riflessioni ...continua

    Dopo il rivoltante (mi spiace, sarà riduttivo ma l’ho trovato così) “Le centoventi giornate di Sodoma”, ho deciso di riavvicinarmi al Marchese De Sade. Sono felice di averlo fatto: in “Justine” l’aspetto erotico è presente ma non totalizzante. Larga parte della narrazione consiste in riflessioni di natura filosofica sulla virtù e sul peccato (chiamiamolo così). Nel complesso, un classico molto interessante con numerosi spunti di riflessione, seppure evidentemente maturati in un'epoca lontana.

    ha scritto il 

  • 2

    Io non tocco un cazzo neanche se sono innamorata prima il matrimonio, ha detto Parma, e Sydney ha trascorso giorni drammatici la lascio o non la lascio?, infine non l'ha lasciata l'ha sposata l'ha scopata e ha divorziato. Ora Sydney vive altrove con una tedesca di 18 anni che è molto malata ha 18 ...continua

    Io non tocco un cazzo neanche se sono innamorata prima il matrimonio, ha detto Parma, e Sydney ha trascorso giorni drammatici la lascio o non la lascio?, infine non l'ha lasciata l'ha sposata l'ha scopata e ha divorziato. Ora Sydney vive altrove con una tedesca di 18 anni che è molto malata ha 18 anni ma sembra avere 11 anni e non cresce non invecchia, lui mi chiama nel cuore del giorno quando io cammino senza sapere dove vado e mi dice di sentirsi strano io allora gli dico pop corn, mi faccio i pop corn, e lui aspetta. Sei triste per la morte di Roma?, mi chiede sempre. Penso di sì, dico solo alcune volte, ma non so perché. Non ho il coraggio di andare dai suoi genitori, penso sempre senza dirlo, mi sai dire perché?, chiedo io, no, risponde Sydney, mi spiace, aggiunge, e poi si mette a cantare il canto di un cigno, e così un giorno è morto anche lui, svanendo in musica proprio come Roma. L'ho detto a Dréan e lui non ha detto niente, ha solo scosso la testa l'ho visto molto deluso. Finocchi, ha digitato invece Padoux, che non guarda mai in camera e che non parla lui digita solamente e solo a volte accompagna quello che digita con il labiale. L'ultima volta Dréan e Padoux hanno litigato per questo e da allora non si parlano più.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere assolutamente ( e da far leggere nei licei!)

    Nonostante la lunghezza ed il "peso" di questa seconda versione, lunga 360 pagine di alternanze fra monologhi e torture, non si può che rimanere sbalorditi da questo libro. Prima di tutto per la bellezza letteraria delle parole con le quali Sade descrive tutto ciò che può esservi di più crudele e ...continua

    Nonostante la lunghezza ed il "peso" di questa seconda versione, lunga 360 pagine di alternanze fra monologhi e torture, non si può che rimanere sbalorditi da questo libro. Prima di tutto per la bellezza letteraria delle parole con le quali Sade descrive tutto ciò che può esservi di più crudele e violento. Si crea così un meraviglioso contrasto. Ma sopratutto per la critica sociale ( e filosofica) fortissima, alle religioni, alle culture, alla ricchezza, al contratto sociale, a tutto un sistema dell'ovvio e del giusto. Una critica geniale, sempre in bilico fra tesi rivoluzionarie e conservatrici, fra amore per l'anarchia e amore per la tirannia. Questa sua denuncia, costante nei suoi libri e motivo per il quale ha passato 40 anni della sua vita in carcere, ha attraversato i secoli (purtroppo) intatta. E' ancora attualissima, forse è più attuale oggi che non quando la scrisse. Ciò che per il benpensante ed il conformista non è altro che un manoscritto di perversioni, è di fatto un libro che contiene la grande verità del nostro mondo gridata con ironia al lettore. Troviamo nel sistema "perverso" di Sade le fondamenta di un mondo sempre più violento ma la cui violenza sembra oggi non apparire "sinceramente" che nella pornografia ( e ancora, non in tutta quanta). Questo libro ha il grande merito di risollevare il dibattito (oramai muto) sulla virtù, deriso dalla cultura non solo popolare ma persino da quelle letteraria (e filosofica?) odierna che così spesso si rifiuta ( se non in modo banale) di giudicare, di imporre una sua morale, di distinguere fra ciò che è giusto e ciò che viene fatto credere giusto, di parlare onestamente della virtù. Questo testo certo non è esente da possibili critiche, la prima fra tutte essendo sicuramente l'inconsistenza narrativa che di certo non s'addice a tutti coloro ( e sono tanti, troppi) che si aspettano da un libro che questo li distragga. Ma il suo valore è un valore che va ben oltre quello letterario: è storico, è filosofico, è antropologico, è tragico ed è "umano troppo umano". Da leggere dunque assolutamente, ma sopratutto da far leggere, un libro attualissimo, capace di porre grandi interrogativi, di colpire violentemente il lettore nella sua intimità e che per farlo non sfrutta la soluzione "solita" della storia d'amore.

    ha scritto il 

  • 2

    Alcuni alti e molti bassi

    Il marchese De Sade è uno di quegli autori che prima o poi nella vita un lettore deve affrontare , vuoi per la sua particolarità o per il carattere estremo dei suoi scritti.
    Pur riconoscendone dei meriti , come uno stile di scrittura scorrevole e ricco o un enorme dose di coraggio nello scr ...continua

    Il marchese De Sade è uno di quegli autori che prima o poi nella vita un lettore deve affrontare , vuoi per la sua particolarità o per il carattere estremo dei suoi scritti.
    Pur riconoscendone dei meriti , come uno stile di scrittura scorrevole e ricco o un enorme dose di coraggio nello scrivere storie del genere nel 700 ,mettendo alla berlina le istituzioni che all'epoca dominavano , non sono riuscito ad apprezzare in pieno questo romanzo dello scrittore francese.

    Ho trovato la storia fin troppo pilotata da De Sade verso le proprie idee e abitudini , annullando qualsiasi forma di realismo e verosimiglianza e muovendo i fili di questa assurda vicenda come un burattinaio che però non riesce ad occultarsi totalmente dietro il sipario. Innumerevoli sono le svolte prevedibili del libro e impossibili alcune soluzioni , elementi che sinceramente hanno influito non poco sulla mia lettura.
    Tutte le sventure che capitano a Justine non sembrano mai naturali ma bensì imposte da un fato talmente avverso da sembrare artificioso e finto. Per quanto brutale ed eccessiva , ad un certo punto la storia diviene cosi improbabile da suscitare più che dolore ,empatia o disgusto solo distacco e indifferenza.

    La protagonista, la sfortunata Justine , continuerà a subire imperterrita le più violente sevizie senza imparare mai la lezione o provare un abbozzo di ribellione. Le sue convinzioni,nonostante i buoni propositi, sfiorano il fanatismo e malgrado le varie prove affrontate , il suo modo di approcciarsi agli altri non cambierà nemmeno dopo l'ennesima tortura. Più si va avanti nella lettura più la grossolana caratterizzazione di Justine viene fuori e una volta chiuso il romanzo di questa donna non rimane altro che carne da macello.

    De Sade riversa tutto se stesso nella sua opera, e questo si sapeva e di per se non è nemmeno un problema particolarmente insormontabile; purtroppo è come l'autore decide di riversare questi suoi pensieri ad essere totalmente sbagliato a mio parere.

    Per quanto riguarda l'aspetto estremo/erotico di "Justine,ovvero.." siamo su livelli non adatti a tutti. Il volume è composto da una serie,crescente, di mostruosità come: stupri,sevizie,torture,sesso deviato,perversioni,pedofilia,orge,schiavitù,segregazioni e feticismo.
    Mi sembra ovvio che non tutti hanno lo stomaco per sopportare determinati argomenti in una dose cosi massiccia , ma posso dire che,una volta capita la ridondanza della vicenda e la sua ripetitività, l'ennesimo delitto ,l'ennesima violenza carnale o l'ennesimo rapimento ci toccheranno solo da lontano , scadendo via nel grottesco più puro.

    In definitiva "Justine,ovvero le.." non è un'opera da buttare totalmente ma a mio modo di vedere è fin troppo finta e surreale. Comunque è uno di quei libri che da persona a persona possono essere odiati o amati,e per questo ne consiglio lo stesso la lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Justine, la donna che non imparava mai.


    Nella lotta tra il bene assoluto, che non vuole sentir ragioni, e l'assoluto desiderio, altrettanto irragionevole, sento che il primo è ottuso e il secondo non può vivere senza giustificarsi (in modo quasi sempre impeccabile) ad ogni piè sospinto. ...continua

    Justine, la donna che non imparava mai.

    Nella lotta tra il bene assoluto, che non vuole sentir ragioni, e l'assoluto desiderio, altrettanto irragionevole, sento che il primo è ottuso e il secondo non può vivere senza giustificarsi (in modo quasi sempre impeccabile) ad ogni piè sospinto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un mondo nelle mani del vizio dove la virtù non è altro che il nulla. De Sade ci mostra attraverso un susseguirsi di avvenimenti e con il suo stile inconfondibile, come la povera paladina della virtù Justine, sia succube e giocattolo del vizio. Di certo "il divin marchese" non era un santo, ma pr ...continua

    Un mondo nelle mani del vizio dove la virtù non è altro che il nulla. De Sade ci mostra attraverso un susseguirsi di avvenimenti e con il suo stile inconfondibile, come la povera paladina della virtù Justine, sia succube e giocattolo del vizio. Di certo "il divin marchese" non era un santo, ma proviamo a proiettare la sua scrittura dai giorni nostri all'epoca in cui è stato scritto. Il testo è rivoluzionario, sadico, crudo, sconvolgente.. ma comunque è un bel pugno allo stomaco per l'epoca. Credo che per comprendere completamente quest'opera ci sia bisogno di un pizzico di predisposizione e di una mente estremamente aperta. Non me ne vogliano i moralisti, ma per me è un vero e proprio capolavoro!

    ha scritto il 

  • 4

    il libro è un porno!! un susseguirsi di vicende incredibili messe in fila in maniera tale che la protagonista possa avere rapporti sessuali con chicchessia.
    Detto questo, che è a mia avviso la cornice del messaggio filosofico che l'autore ci vuol trasmettere c'è molto su cui riflettere.
    ...continua

    il libro è un porno!! un susseguirsi di vicende incredibili messe in fila in maniera tale che la protagonista possa avere rapporti sessuali con chicchessia.
    Detto questo, che è a mia avviso la cornice del messaggio filosofico che l'autore ci vuol trasmettere c'è molto su cui riflettere.
    esiste un bene universale riconoscibile da tutti e in tutti i tempi?
    siamo virtuosi perché umani o perché tutto sommato viviamo una vita agiata e abbiamo la possibilità di farlo?
    che faremmo se fossimo costretti dalla vita a scegliere tra delinquere e sopravvivere? ci sono casi in cui il crimine diventa lecito?
    su queste e molte altre domande di carattere morale l'autore ci invita a riflettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Justine la più grande imbecille della storia della letteratura

    Può un personaggio letterario essere più insulso e antipatico di Justine?
    Assolutamente no!
    Justine è fastidiosa come un gatto attaccato ai c.....i! Già a pagina 2 cominci a pensare che Justine sia una vera e propria imbecille, con parecchie tare mentali, di sicuro ritardata, a pagina ...continua

    Può un personaggio letterario essere più insulso e antipatico di Justine?
    Assolutamente no!
    Justine è fastidiosa come un gatto attaccato ai c.....i! Già a pagina 2 cominci a pensare che Justine sia una vera e propria imbecille, con parecchie tare mentali, di sicuro ritardata, a pagina 10 cominci a non sopportarla più, a metà libro fai spudoratamente il tifo per tutti quelli che la maltrattano, a fine libro non puoi che esclamare "ben ti sta!".
    De Sade è riuscito a creare un personaggio magistralmente insipiente, di quelli che ti fanno riflettere su quanto si possa essere stupidi e presuntuosi nello sprecare la propria vita!

    ha scritto il 

  • 2

    Justine, la sfigata imperterrita!

    Justine è una sfigata senza pari. Ingenua oltre i limiti della stupidità, e colma di una fede indistruttibile al di sopra di ogni altro essere umano, passa la sua esistenza a sperimentare le sfortune e le ingiustizie della vita, ed il tutto è causato dalla sua immensa, incrollabile ed inattaccabi ...continua

    Justine è una sfigata senza pari. Ingenua oltre i limiti della stupidità, e colma di una fede indistruttibile al di sopra di ogni altro essere umano, passa la sua esistenza a sperimentare le sfortune e le ingiustizie della vita, ed il tutto è causato dalla sua immensa, incrollabile ed inattaccabile virtù. E da ogni disavventura, da irrealistico e stereotipato personaggio di questo racconto, non impara mai nulla, se non a farsi fregare di nuovo. Il libro è un susseguirsi di malaugurati e ripetitivi eventi, farciti di prolissi discorsi da parte dei suoi aguzzini che cercano di convincerla ad abbandonare la sua amata integrità fisica e morale per una vita felice all'insegna dell'omicidio, delle rapine e del libertinaggio. E, in tutto ciò, ogni vizioso la fa franca e conduce la bella vita alla faccia della sfortunata Justine. Cosa vuole dirci De Sade? Oh, solo che il vizio vince e la virtù perisce. Non vi meravigliate dell'ironia del finale, è pur sempre un'opera del Marchese.

    ha scritto il 

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