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Le terme

By Manuel Vázquez Montalbán

(1257)

| Paperback | 9788807814778

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Book Description

44 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Basta! Sono due mesi che lo lascio e lo riprendo, lo alterno ad altre cose ( saggistica, monografie) cercando magari un momento migliore, ma dopo un po' di tempo le prove d'appello si devono chiudere. E con " Le terme " direi che i miei tentativi si ...(continue)

    Basta! Sono due mesi che lo lascio e lo riprendo, lo alterno ad altre cose ( saggistica, monografie) cercando magari un momento migliore, ma dopo un po' di tempo le prove d'appello si devono chiudere. E con " Le terme " direi che i miei tentativi si sono esauriti: mi aspettavo ironia, un intreccio che mettesse in luce la capacità di Montalban di tratteggiare i vari personaggi, ho trovato poco. Divertente quando mette alla berlina gli agiati clienti disposti a pagare cifre da capogiro per farsi, in sostanza, mettere a pane e acqua ( e clisteri ), ma perché imbastire un giallo per questo? La trama gialla resta un pretesto( piuttosto confuso per altro) sullo sfondo: non mancano infatti ampie digressioni sulla Spagna post Franco - anche interessanti, ma sicuramente non ben integrate nel dipanarsi della storia, quindi corpi estranei.
    Il tutto è farraginoso, un po' pesante a tratti, poco avvincente. Da un libro che vorrebbe essere un giallo ( seppur sui generis ) ci si attende altro, almeno secondo la mia opinione. Non penso che proverò a leggere ancora Montalban, almeno nei prossimi anni.

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    Chirone said on Dec 18, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Avevo da tempo in mente di leggere qualcosa di Montalban e del suo famoso Pepe Carvalho (scritto alla portoghese), soprattutto perché lo avevo sentito citare da Camilleri. Però, lo sappiamo, il giallo è un genere che amo solo settorialmente. Alla fin ...(continue)

    Avevo da tempo in mente di leggere qualcosa di Montalban e del suo famoso Pepe Carvalho (scritto alla portoghese), soprattutto perché lo avevo sentito citare da Camilleri. Però, lo sappiamo, il giallo è un genere che amo solo settorialmente. Alla fine l'incontro c'è stato, convincente per alcuni versi e deludente per altri.
    Diciamolo subito: Carvalho ha in comune con Salvo Montalbano (eh sì, il nome è proprio un omaggio) la buona forchetta, ma mi pare che le analogie finiscano qui. Il buon Pepe è tipo assai pigro e introspettivo, almeno a giudicare da questo libro. Il giallo non sembra risolverlo, si limita ad amministrarlo. In compenso le sue riflessioni sulla vita e la capacità di descrivere e analizzare le dinamiche sociali sono notevoli. Memorabile, nelle prime pagine, la descrizione del momento del clistere per i ricchi ospiti delle Terme, che pagano profumatamente il sogno di una vita più sana partendo da una miracolosa dieta ricondizionante a base di digiuno inframmezzato da succhi vegetali. Ben presto la vita si fa monotona, gli ospiti inventano scherzi e pettegolezzi per ravvivarla, ma immancabili arrivano le vittime (alla fine saranno ben sette!) che contribuiranno a ingarbugliare ancora di più le dinamiche sociali, in uno scontro tra personaggi di destra e di sinistra, tra imprenditori e maestranze, spagnoli e catalani, latini e nordeuropei, e chi più ne ha più ne metta.
    La vicenda sarà svelata alla fine, ma solo parzialmente e in maniera un po' artefatta. Qualcosa pure rimane per l'immaginazione del lettore: che si dia da fare un po' anche lui, che diamine!

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    Antonietta said on Aug 19, 2013 | Add your feedback

  • 26 people find this helpful

    L’Europa è come una stazione termale

    La citazione posta all’inizio del libro ne riassume il senso. Si tratta di un giallo, se si considera giallo un libro con omicidi inspiegabili ed un detective che indaga, di sicuro atipico perché Carvalho fa più da spettatore che da risolutore dei ca ...(continue)

    La citazione posta all’inizio del libro ne riassume il senso. Si tratta di un giallo, se si considera giallo un libro con omicidi inspiegabili ed un detective che indaga, di sicuro atipico perché Carvalho fa più da spettatore che da risolutore dei casi (sì, si tratta di casi perché ci sono più morti) ed il finale è lasciato in parte aperto alla libera interpretazione del lettore, il quale, barcamenandosi tra residuati della seconda guerra mondiale e postumi della guerra fredda, si convince sempre più che il pensiero aristotelico per cui “l’uomo è un animale sociale”viene ad essere definitivamente sconfitto dagli egoismi e gli individualismi di razza e di ceto, quando tante persone, di eterogenee nazionalità e classi sociali, si trovano a convivere in uno spazio chiuso e limitato quali sono le terme. Si tratta di una amara constatazione, che Montalban ci porta a concludere grazie a grottesche descrizioni di personaggi che, o ricchi clienti obesi che vanno alle terme per disintossicarsi dai ritmi troppo rapidi delle loro milionarie attività e rimettersi in sesto dopo bagordi o infermieri che servono beveroni di verdura miracolosi o fanno clisteri depurativi, tutti confermano la piena validità dell’altro pensiero filosofico, hobbesiano, dell’”homo homini lupus”. Alla fine l’aspetto propriamente giallo passa in secondo piano, la lettura è piacevole, a differenza di qualche altro Montalban che mi ha creato difficoltà per il suo modo di scrivere a volte eccessivamente figurato e metaforico, e il quadro dell’Europa che viene fuori è attualissimo.

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    sandra said on Feb 10, 2013 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Consigliatissimo questo testo per tutti coloro che volessero fugare ogni minimo dubbio circa il concetto di "protagonismo". Ammesso, e non concesso, che esista un Dio che sia omnes et omnia, Egli fa della discrezione (tant'è che ancora, e sempre, mol ...(continue)

    Consigliatissimo questo testo per tutti coloro che volessero fugare ogni minimo dubbio circa il concetto di "protagonismo". Ammesso, e non concesso, che esista un Dio che sia omnes et omnia, Egli fa della discrezione (tant'è che ancora, e sempre, molto si discute dell'esistenza di Lui) il punto di forza. È il creatore, il deus ex machina per antonomasia. Perché Montalban non fa, almeno un poco, sua questa lezione? Che sia ateo? Perché deve sovrapporsi a tutto e tutti in questa sua incontrollata mania di grandezza? O vanità, tutto è vanità; vanità delle vanità!!!
    Orbene, al di là di questo sfogo dal sapor d'Inquisizione, trovo barbaro che un talento come il suo sia finalizzato a creare un microcosmo di nulla e ad annullare ogni velleità vitale dei personaggi, tutti inclusi. E addirittura, forse, non sazio di questo suo ruolo d'ingerente supercreatore, ha voluto partecipare all'(in)azione del suo romanzo nei panni extralarge dello scrittore Sànchez Bolìn!
    Perché scomodare nostra signora la Fantasia per creare una banalità simile, e scrivere una cattiveria gratuita contro un genere letterario che fa delle aspettative represse e sospese del lettore il suo fulcro?
    Resta, è vero (perché lo dice la quarta di copertina), il dipinto grottesco della società europea; e aggiungo che l'ironico cinismo che è l'ingrediente primo e unico del libro strappa sorrisi. Ma c'era bisogno di scrivere un giallo (un giallo??!!!??)?
    Montalban scrive come un politico parla: fa demagogia. Demagogia letteraria e populismo in suo favore.
    Se fossi stato un fan di Carvalho mi sarei indignato a bestia… Ti leggerò ancora, promesso, perché non ci credo, perchè voglio sbagliarmi.

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    Taldetali said on Jan 8, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1257)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 232 Pages
  • ISBN-10: 8807814773
  • ISBN-13: 9788807814778
  • Publisher: Feltrinelli
  • Publish date: 2003-01-01
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