Le tigri di Mompracem

Di

Editore: Piccoli

3.9
(1300)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8826170576 | Isbn-13: 9788826170572 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

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  • 2

    Sono incappata in un audiolibro che recupera un romanzo ormai poco praticato dai ragazzi, forse perché la sua ingenuità ontologica li farebbe sorridere: straordinari paesaggi con il cartellino botanic ...continua

    Sono incappata in un audiolibro che recupera un romanzo ormai poco praticato dai ragazzi, forse perché la sua ingenuità ontologica li farebbe sorridere: straordinari paesaggi con il cartellino botanico annesso; linguaggio altisonante usato senza tregua e senza imbarazzo; protagonista quasi onnipotente, autocelebrativo fino allo sfinimento, eppure poca cosa senza l'affezionato Yanez, mente e braccio della ciurma piratesca.
    Che cosa dunque poteva attrarre nei ragazzini miei contemporanei, senz'altro più avvezzi allo stile roboante e più sicuri nei meandri dell'ipotassi? Forse proprio la smania di grandezza e di rivincita di Sandokan il quale, come un adolescente bisognoso di conferme, almeno una volta per ogni pagina lancia nel mondo il suo grido identificativo: "Sono la tigre della Malesia! ", casomai lui stesso o qualcun altro - amico o nemico che sia - se lo fosse dimenticato.

    ha scritto il 

  • 5

    Quanto è divertente Salgàri!
    Riscoperto dagli attuali semidei della letteratura italiana contemporanea (Claudio Magris, Pietro Citati e Michele Mari) per lo stile barocco, iperbolico, enumerativo.
    Inv ...continua

    Quanto è divertente Salgàri!
    Riscoperto dagli attuali semidei della letteratura italiana contemporanea (Claudio Magris, Pietro Citati e Michele Mari) per lo stile barocco, iperbolico, enumerativo.
    Invocato da chi si occupa di narrativa popolare, fucina di immaginari condivisi.
    Letto dagli adulti di oggi per riassaporare l'infanzia di ieri.
    Un magnifico, esasperato melodramma, manicheo nei toni e nei caratteri, ironico e scanzonato.
    Un sogno allucinato di fantasia, battaglie, amori, esostismo e amicizia virile con una sua coerenza interna e una prosa musicale ed energica.

    ha scritto il 

  • 5

    Dire bellissimo è quasi screditarlo, libro scritto che è una meraviglia e che non annoia mai, va benissimo per ogni fascia d'età e ti trasporta all'interno del libro facendoti immaginare la scena come ...continua

    Dire bellissimo è quasi screditarlo, libro scritto che è una meraviglia e che non annoia mai, va benissimo per ogni fascia d'età e ti trasporta all'interno del libro facendoti immaginare la scena come se stessi guardando un film, lo consiglio per ogni tipo di lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare di libri per l'infanzia con una giovane mamma. La sua risposta a "io adoravo le avventure di Sandokan" è stato uno sbuffo a metà tra il compatimento e l'inc ...continua

    Qualche giorno fa mi sono trovata a parlare di libri per l'infanzia con una giovane mamma. La sua risposta a "io adoravo le avventure di Sandokan" è stato uno sbuffo a metà tra il compatimento e l'incredulo e un "ma pensa un po'" che tuttora non so come interpretare. A quanto pare, comunque, questi libri di avventura sarebbero totalmente al di sotto delle capacità delle sue figlie, le quali "leggono già libri molto profondi per la loro età".
    Ammetto di provare un po' di pena per queste due bambine che non si addentreranno mai con il cuore in gola nella giungla frusciante di suoni e di misteri, e mai solcheranno i mari a fianco dei valorosi Tigrotti di Mompracem nelle notti calde d'oriente. E sono grata ai miei genitori per avermi fatto conoscere e apprezzare Salgari :D

    ha scritto il 

  • 3

    Vieni a lottare con me, o uragano: io ti sfido!

    Esattamente a metà di questo celebre romanzo del 7° scrittore italiano più tradotto al mondo c'è una "punta" di titanismo che mi ha fatto venire i brividi e vorrei perciò condividere:

    "- Sandokan - di ...continua

    Esattamente a metà di questo celebre romanzo del 7° scrittore italiano più tradotto al mondo c'è una "punta" di titanismo che mi ha fatto venire i brividi e vorrei perciò condividere:

    "- Sandokan - disse Yanez che diventava sempre più inquieto. - Bada che noi corriamo un grave pericolo.
    - Di che temi, fratello mio? - chiese la Tigre.
    - Temo che l'uragano ci mandi tutti a bere nella grande tazza.
    - I nostri legni sono solidi.
    - Ma l'uragano mi pare che minacci di diventare tremendo.
    - Non lo temo, Yanez. Andiamo innanzi, che Labuan non è lontana. [...] Non retrocedo, Yanez.
    - Sta' in guardia, fratello.
    In quel momento un lampo abbagliante squarciò le tenebre, illuminando il mare fino agli estremi limiti dell'orizzonte, seguito subito da un tuono spaventevole.
    Sandokan, che era seduto, si alzò di scatto guardando fieramente le nubi e, stendendo la mano verso il sud, disse:
    - Vieni a lottare con me, o uragano: io ti sfido!...
    Attraversò il ponte e si mise alla ribolla del timone [...]."

    "Le tigri di Mompracem", quest'"Orlando Furioso Reloaded", è un libro buono, ma non privo di difetti (peggiora nella seconda parte, dopo la "punta" che ho segnalato: successivamente si ha l'impressione che ci sia una certa stanchezza inventiva nella penna dello scrittore veronese - qui comunque alle prime armi, visto che l'ossatura risale al 1883-84): sacrificio senza batter ciglio e senza rimpianti dei compagni; dialoghi a volte ridondanti; non si capisce perché Yanez non dia una botta in testa a Sandokan, esageratamente in preda alle fregole; espedienti narrativi a volte piuttosto improbabili e "facili" come quello del narcotico che simula la morte, proprio a QUEL punto della storia.

    Aspetti affascinanti: il modo romantico, estremo, furioso, di presentare le manifestazioni della natura, ivi comprese le belve feroci; Yanez-ragione VS. Sandokan-irrazionalità (due parti dell'Autore / della personalità umana); il senso palpabile dell'Avventura; la furia distruttiva, la passione, il ringhiare di Sandokan; la sua vendetta che ci sembra simpatica, perché del debole e succube indigeno (il "buon selvaggio" che si fa "feroce selvaggio") contro il potente e prevaricatore imperialista-colonialista (dunque Sandokan-Che Guevara); Sandokan-Garibaldi & Marianna-Italia/Ideale/Vittoria/Libertà/etc.

    ha scritto il 

  • 4

    RECENSIONE #80

    Le tigri di Mompracem, Emilio Salgari

    Questo romanzo è il primo di una lunga serie in cui Salgari racconta le avventure di Sandokan, conosciuto da tutti come “la tigre della Malesia”, d ...continua

    RECENSIONE #80

    Le tigri di Mompracem, Emilio Salgari

    Questo romanzo è il primo di una lunga serie in cui Salgari racconta le avventure di Sandokan, conosciuto da tutti come “la tigre della Malesia”, del suo fidato braccio destro Yanez e dei famigerati Tigrotti di Mompracem, in lotta contro le potenze britannica e olandese. Un romanzo d’avventura dei più classici, scritto in uno stile che, benché a tratti un po’ obsoleto nella terminologia, è scorrevole e alla portata di qualsiasi giovane lettore.
    Ma non è tutto qui, perché tra i temi principali del libro, oltre all’amicizia, alla fedeltà e al coraggio, ampio spazio viene dato anche all’amore. Com’è noto, infatti, Sandokan si innamora perdutamente di Marianna, la bellissima “perla di Labuan”, e il loro tormentato amore sarà al centro delle vicende di questo primo libro.
    Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma devo in ogni caso avanzare qualche critica sui personaggi, in primis sul protagonista. Sandokan è un uomo coraggioso, incurante del pericolo, legato ai suoi fedelissimi “tigrotti” e a Yanez… ma non esita minimamente a mandarli a morire a decine in nome del suo amore per Marianna che, dal canto suo, non è certo il prototipo dell’eroina! La giovane fanciulla ha infatti un ruolo prevalentemente passivo, rispondente perfettamente al canone classico della fanciulla da salvare.
    Rispetto al celebre sceneggiato con Kabir Bedi e alla serie animata degli anni ’90 dunque ho trovato il protagonista un tantino più antipatico, Yanez invece resta indubbiamente il mio personaggio preferito! Voto: 7/10
    Se vi va passate a trovarmi su Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 0

    Lo dovevo a Salgari.

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è ...continua

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è suicidato come nel più triste dei romanzi ('vi saluto spezzando la penna...). Ci sarebbero tante cose da dire su Salgari e su queste avventure che lui scrisse senza mai visitare le terre descritte (mentre la serie televisiva di Sergio Sollima fu girata in India e in Malesia); una grande passione, quella dell'autore veronese, che si può cogliere tra le righe, quando la storia si perde in brevi descrizioni, sui frutti degli alberi o sulle usanze degli indigeni.
    E' un romanzo per ragazzi e per questo la lettura è semplice e scorre molto bene (quasi elementare direi nonostante talvolta il linguaggio obsoleto). Quando ero bambina l'interpretazione di Kabir Bedi mi rubò letteralmente il cuore, nella lettura il protagonista mi piace meno, lo trovo presuntuoso, si innamora della perla di Labuan prima ancora di vederla e per lei sacrifica i suoi uomini senza ritegno. La descrizione di Marianna mi riporta ancora una volta al punto di riferimento che ho io e che è quello del film televisivo di Sollima, e devo dire la scelta degli attori protagonisti è stata fatta benissimo. Non a caso si dice lui disse: o voi o nessuno.

    ha scritto il 

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