Le tigri di Mompracem

Di

Editore: Giunti (Acquarelli)

3.9
(1277)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 884404126X | Isbn-13: 9788844041267 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

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Descrizione del libro
Le Tigri di Mompracem, qui ripubblicato nell'edizione originale 1900, è il primo romanzo della saga di Sandokan, il più celebre e il più amato degli eroi salgariani.E vi incontriamo già tutti quegli elementi che affascineranno generazioni di lettori: gli ambienti esotici e fantastici dell'Oriente, le ardite imprese dei temerari Tigrotti, la crudele perfidia del "bianchi", gli odi violenti, la catena delle vendette, il sangue, le stragi e le devastazioni.Ma infine, più forte di tutto, l'amore: quell'amore per la Perla di Labuan che alla fine del roamnzo porterà il nostro eroe, «quell'uomo che non aveva mai pianto in vita sua, a scoppiare in singhiozzi moemorando: - La Tigre è morta per sempre!».Sappiamo che non fu così, e che la Tigre sarebbe rinata per molte altre avventure.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Vieni a lottare con me, o uragano: io ti sfido!"

    Esattamente a metà di questo celebre romanzo del 7° scrittore italiano più tradotto al mondo c'è una "punta" di titanismo che mi ha fatto venire i brividi. La voglio condividere con voi:

    "- Sandokan - ...continua

    Esattamente a metà di questo celebre romanzo del 7° scrittore italiano più tradotto al mondo c'è una "punta" di titanismo che mi ha fatto venire i brividi. La voglio condividere con voi:

    "- Sandokan - disse Yanez che diventava sempre più inquieto. - Bada che noi corriamo un grave pericolo.
    - Di che temi, fratello mio? - chiese la Tigre.
    - Temo che l'uragano ci mandi tutti a bere nella grande tazza.
    - I nostri legni sono solidi.
    - Ma l'uragano mi pare che minacci di diventare tremendo.
    - Non lo temo, Yanez. Andiamo innanzi, che Labuan non è lontana. [...] Non retrocedo, Yanez.
    - Sta' in guardia, fratello.
    In quel momento un lampo abbagliante squarciò le tenebre, illuminando il mare fino agli estremi limiti dell'orizzonte, seguito subito da un tuono spaventevole.
    Sandokan, che era seduto, si alzò di scatto guardando fieramente le nubi e, stendendo la mano verso il sud, disse:
    - Vieni a lottare con me, o uragano: io ti sfido!...
    Attraversò il ponte e si mise alla ribolla del timone [...]."

    "Le tigri di Mompracem" è un libro buono, ma non privo di difetti (questo libro peggiora nella seconda parte, dopo la "punta" che ho segnalato: dopo si ha l'impressione che ci sia una certa stanchezza inventiva nella penna dello scrittore veronese - qui comunque alle prime armi): sacrificio senza batter ciglio e senza rimpianti dei compagni; dialoghi talvolta ripetitivi e contenenti quelli che oggi bolleremmo senza esitare come clichés; non si capisce perché Yanez non dia una botta in testa a Sandokan, esageratamente in preda alle fregole; espedienti narrativi a volte piuttosto improbabili e "facili" come quello del narcotico che simula la morte, proprio a QUEL punto della storia.

    Aspetti affascinanti: il modo romantico, estremo, furioso, di presentare le manifestazioni della natura, ivi comprese le belve feroci; Yanez-ragione VS. Sandokan-irrazionalità (due parti dell'Autore / della personalità umana); il senso palpabile dell'Avventura; la furia distruttiva, la passione, il ringhiare di Sandokan; la sua vendetta che ci sembra simpatica, perché del debole e succube indigeno (il "buon selvaggio" che si fa "feroce selvaggio") contro il potente e prevaricatore imperialista-colonialista (dunque Sandokan-Che Guevara); Sandokan-Garibaldi & Marianna-Italia/Ideale/Vittoria/Libertà/etc.

    ha scritto il 

  • 4

    RECENSIONE #80

    Le tigri di Mompracem, Emilio Salgari

    Questo romanzo è il primo di una lunga serie in cui Salgari racconta le avventure di Sandokan, conosciuto da tutti come “la tigre della Malesia”, d ...continua

    RECENSIONE #80

    Le tigri di Mompracem, Emilio Salgari

    Questo romanzo è il primo di una lunga serie in cui Salgari racconta le avventure di Sandokan, conosciuto da tutti come “la tigre della Malesia”, del suo fidato braccio destro Yanez e dei famigerati Tigrotti di Mompracem, in lotta contro le potenze britannica e olandese. Un romanzo d’avventura dei più classici, scritto in uno stile che, benché a tratti un po’ obsoleto nella terminologia, è scorrevole e alla portata di qualsiasi giovane lettore.
    Ma non è tutto qui, perché tra i temi principali del libro, oltre all’amicizia, alla fedeltà e al coraggio, ampio spazio viene dato anche all’amore. Com’è noto, infatti, Sandokan si innamora perdutamente di Marianna, la bellissima “perla di Labuan”, e il loro tormentato amore sarà al centro delle vicende di questo primo libro.
    Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma devo in ogni caso avanzare qualche critica sui personaggi, in primis sul protagonista. Sandokan è un uomo coraggioso, incurante del pericolo, legato ai suoi fedelissimi “tigrotti” e a Yanez… ma non esita minimamente a mandarli a morire a decine in nome del suo amore per Marianna che, dal canto suo, non è certo il prototipo dell’eroina! La giovane fanciulla ha infatti un ruolo prevalentemente passivo, rispondente perfettamente al canone classico della fanciulla da salvare.
    Rispetto al celebre sceneggiato con Kabir Bedi e alla serie animata degli anni ’90 dunque ho trovato il protagonista un tantino più antipatico, Yanez invece resta indubbiamente il mio personaggio preferito! Voto: 7/10
    Se vi va passate a trovarmi su Facebook! www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    ha scritto il 

  • 0

    Lo dovevo a Salgari.

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è ...continua

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è suicidato come nel più triste dei romanzi ('vi saluto spezzando la penna...). Ci sarebbero tante cose da dire su Salgari e su queste avventure che lui scrisse senza mai visitare le terre descritte (mentre la serie televisiva di Sergio Sollima fu girata in India e in Malesia); una grande passione, quella dell'autore veronese, che si può cogliere tra le righe, quando la storia si perde in brevi descrizioni, sui frutti degli alberi o sulle usanze degli indigeni.
    E' un romanzo per ragazzi e per questo la lettura è semplice e scorre molto bene (quasi elementare direi nonostante talvolta il linguaggio obsoleto). Quando ero bambina l'interpretazione di Kabir Bedi mi rubò letteralmente il cuore, nella lettura il protagonista mi piace meno, lo trovo presuntuoso, si innamora della perla di Labuan prima ancora di vederla e per lei sacrifica i suoi uomini senza ritegno. La descrizione di Marianna mi riporta ancora una volta al punto di riferimento che ho io e che è quello del film televisivo di Sollima, e devo dire la scelta degli attori protagonisti è stata fatta benissimo. Non a caso si dice lui disse: o voi o nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo episodio del ciclo di Sandokan. Un classico per i ragazzi di un secolo fa, mentre per gli adulti di oggi è il ricordo dello sceneggiato televisivo con Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi, e ...continua

    Primo episodio del ciclo di Sandokan. Un classico per i ragazzi di un secolo fa, mentre per gli adulti di oggi è il ricordo dello sceneggiato televisivo con Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi, e Carole Andrè, la perla di Labuan.

    ha scritto il 

  • 4

    Correva l'anno 197equalcosa quando leggevo Salgari durante una convalescenza. Poi venne lo sceneggiato ed eravamo tutti innamorati di Sandokan o di Marianna.
    A distanza di almeno 40 anni, causa una fo ...continua

    Correva l'anno 197equalcosa quando leggevo Salgari durante una convalescenza. Poi venne lo sceneggiato ed eravamo tutti innamorati di Sandokan o di Marianna.
    A distanza di almeno 40 anni, causa una forzata immobilità, rileggo Salgari. Avevo provato a leggerlo ai miei figli, anni fa, desistendo perchè mi sembrava un linguaggio troppo obsoleto. Invece queste riletture hanno rivelato tutto sommato una piacevolezza nella lingua, nonostante le inevitabili stucchevolezze, e inalterato - e qui sta la sorpresa - lo slancio e il gusto dell'Avventura con la a maiuscola.
    Salgari, bistrattato da vivo e da morto, tanto da sembrare che sulla sua intera genia pesasse una maledizione, in realtà ci sapeva fare, aveva mestiere: era schiavo degli editori aguzzini, ma sapeva bene come allungare il brodo avvincendo il lettore. Portava ai lettori italiani il gusto per l'esotismo, usava meccanismi narrativi consolidati, se pur ripetitivi, ma trasmetteva anche idee assai poco conservatrici. Chissà, forse quando scriveva dopo un po' anche lui cedeva alla sua stessa malia di narratore e la sua genuina meraviglia e desiderio di una vita che avrebbe voluto vivere per davvero passavano nelle sue pagine. Finchè probabilmente anche all'incanto si sostituì la disperazione e, in un boschetto a poca distanza da qui, si tolse la vita con un rituale "harakiri".
    Nemmeno questa esemplare vita disgraziata ha consegnato il povero Salgari alla dignità letteraria. Eppure Pasolini ha scritto un omaggio a questo scrittore di rara intensità e Che Guevara aveva letto quasi tutto di lui.. loro, grandissimi avventurieri del pensiero e della vita.
    Insomma, un bel ritrovarsi, che mi ha portato a rivedere - e anche qui sorprendendomi per il reiterato piacere - lo sceneggiato di Sandokan. Chissà che qualche nuova futura operazione cinematografica o televisiva non ce la faccia a ridare lustro a questo sfortunato scrittore. Salgari, tifo per te!

    ha scritto il 

  • 3

    Un Sandokan ancora in rodaggio

    TRAMA: Sandokan, principe del Borneo detronizzato e successivamente datosi alla pirateria, vive nell’isola di Mompracem con l'inseparabile amico portoghese Yanez de Gomera. Sentendo parlare di una fan ...continua

    TRAMA: Sandokan, principe del Borneo detronizzato e successivamente datosi alla pirateria, vive nell’isola di Mompracem con l'inseparabile amico portoghese Yanez de Gomera. Sentendo parlare di una fanciulla bellissima che vive a Labuan, Sandokan si dirige verso l’isola, ma fa naufragio e viene raccolto dallo zio di Marianna. Il pirata si innamora perdutamente, ricambiato, della ragazza. Scoperta la sua vera identità, Sandokan scappa e, tornato a Mompracem, prepara una spedizione per rapire Marianna.
    E' il libro che inaugura la serie "malese" di Salgari ed è uno dei meno convincenti; sono decisamente migliori i successivi.

    ha scritto il 

  • 0

    I Misteri della Jungla Nera (1895)
    Le Tigri di Mompracem (1900)
    I Pirati della Malesia (1896)
    Le due Tigri (1904)
    Il Re del Mare (1906)
    Alla conquista di un impero (1907)
    Sandokan alla riscossa ...continua

    I Misteri della Jungla Nera (1895)
    Le Tigri di Mompracem (1900)
    I Pirati della Malesia (1896)
    Le due Tigri (1904)
    Il Re del Mare (1906)
    Alla conquista di un impero (1907)
    Sandokan alla riscossa (1907)
    La riconquista del Mompracem (1908)
    Il Bramino dell'Assam (1911)
    La caduta di un impero (1911)
    La rivincita di Yanez (1913)

    ha scritto il 

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