Le tigri di Mompracem

Di

Editore: Giunti (Acquarelli)

3.9
(1261)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 884404126X | Isbn-13: 9788844041267 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

Ti piace Le tigri di Mompracem?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Le Tigri di Mompracem, qui ripubblicato nell'edizione originale 1900, è il primo romanzo della saga di Sandokan, il più celebre e il più amato degli eroi salgariani.E vi incontriamo già tutti quegli elementi che affascineranno generazioni di lettori: gli ambienti esotici e fantastici dell'Oriente, le ardite imprese dei temerari Tigrotti, la crudele perfidia del "bianchi", gli odi violenti, la catena delle vendette, il sangue, le stragi e le devastazioni.Ma infine, più forte di tutto, l'amore: quell'amore per la Perla di Labuan che alla fine del roamnzo porterà il nostro eroe, «quell'uomo che non aveva mai pianto in vita sua, a scoppiare in singhiozzi moemorando: - La Tigre è morta per sempre!».Sappiamo che non fu così, e che la Tigre sarebbe rinata per molte altre avventure.
Ordina per
  • 0

    Lo dovevo a Salgari.

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è ...continua

    Leggerlo, lo dovevo a Salgari, il creatore di questo mito - fonte di ispirazione per cinema televisione, cartoni animati - che ha concluso la sua vita tristemente, nella miseria e disperazione, e si è suicidato come nel più triste dei romanzi ('vi saluto spezzando la penna...). Ci sarebbero tante cose da dire su Salgari e su queste avventure che lui scrisse senza mai visitare le terre descritte (mentre la serie televisiva di Sergio Sollima fu girata in India e in Malesia); una grande passione, quella dell'autore veronese, che si può cogliere tra le righe, quando la storia si perde in brevi descrizioni, sui frutti degli alberi o sulle usanze degli indigeni.
    E' un romanzo per ragazzi e per questo la lettura è semplice e scorre molto bene (quasi elementare direi nonostante talvolta il linguaggio obsoleto). Quando ero bambina l'interpretazione di Kabir Bedi mi rubò letteralmente il cuore, nella lettura il protagonista mi piace meno, lo trovo presuntuoso, si innamora della perla di Labuan prima ancora di vederla e per lei sacrifica i suoi uomini senza ritegno. La descrizione di Marianna mi riporta ancora una volta al punto di riferimento che ho io e che è quello del film televisivo di Sollima, e devo dire la scelta degli attori protagonisti è stata fatta benissimo. Non a caso si dice lui disse: o voi o nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo episodio del ciclo di Sandokan. Un classico per i ragazzi di un secolo fa, mentre per gli adulti di oggi è il ricordo dello sceneggiato televisivo con Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi, e ...continua

    Primo episodio del ciclo di Sandokan. Un classico per i ragazzi di un secolo fa, mentre per gli adulti di oggi è il ricordo dello sceneggiato televisivo con Kabir Bedi, Philippe Leroy, Adolfo Celi, e Carole Andrè, la perla di Labuan.

    ha scritto il 

  • 4

    Correva l'anno 197equalcosa quando leggevo Salgari durante una convalescenza. Poi venne lo sceneggiato ed eravamo tutti innamorati di Sandokan o di Marianna.
    A distanza di almeno 40 anni, causa una fo ...continua

    Correva l'anno 197equalcosa quando leggevo Salgari durante una convalescenza. Poi venne lo sceneggiato ed eravamo tutti innamorati di Sandokan o di Marianna.
    A distanza di almeno 40 anni, causa una forzata immobilità, rileggo Salgari. Avevo provato a leggerlo ai miei figli, anni fa, desistendo perchè mi sembrava un linguaggio troppo obsoleto. Invece queste riletture hanno rivelato tutto sommato una piacevolezza nella lingua, nonostante le inevitabili stucchevolezze, e inalterato - e qui sta la sorpresa - lo slancio e il gusto dell'Avventura con la a maiuscola.
    Salgari, bistrattato da vivo e da morto, tanto da sembrare che sulla sua intera genia pesasse una maledizione, in realtà ci sapeva fare, aveva mestiere: era schiavo degli editori aguzzini, ma sapeva bene come allungare il brodo avvincendo il lettore. Portava ai lettori italiani il gusto per l'esotismo, usava meccanismi narrativi consolidati, se pur ripetitivi, ma trasmetteva anche idee assai poco conservatrici. Chissà, forse quando scriveva dopo un po' anche lui cedeva alla sua stessa malia di narratore e la sua genuina meraviglia e desiderio di una vita che avrebbe voluto vivere per davvero passavano nelle sue pagine. Finchè probabilmente anche all'incanto si sostituì la disperazione e, in un boschetto a poca distanza da qui, si tolse la vita con un rituale "harakiri".
    Nemmeno questa esemplare vita disgraziata ha consegnato il povero Salgari alla dignità letteraria. Eppure Pasolini ha scritto un omaggio a questo scrittore di rara intensità e Che Guevara aveva letto quasi tutto di lui.. loro, grandissimi avventurieri del pensiero e della vita.
    Insomma, un bel ritrovarsi, che mi ha portato a rivedere - e anche qui sorprendendomi per il reiterato piacere - lo sceneggiato di Sandokan. Chissà che qualche nuova futura operazione cinematografica o televisiva non ce la faccia a ridare lustro a questo sfortunato scrittore. Salgari, tifo per te!

    ha scritto il 

  • 3

    Un Sandokan ancora in rodaggio

    TRAMA: Sandokan, principe del Borneo detronizzato e successivamente datosi alla pirateria, vive nell’isola di Mompracem con l'inseparabile amico portoghese Yanez de Gomera. Sentendo parlare di una fan ...continua

    TRAMA: Sandokan, principe del Borneo detronizzato e successivamente datosi alla pirateria, vive nell’isola di Mompracem con l'inseparabile amico portoghese Yanez de Gomera. Sentendo parlare di una fanciulla bellissima che vive a Labuan, Sandokan si dirige verso l’isola, ma fa naufragio e viene raccolto dallo zio di Marianna. Il pirata si innamora perdutamente, ricambiato, della ragazza. Scoperta la sua vera identità, Sandokan scappa e, tornato a Mompracem, prepara una spedizione per rapire Marianna.
    E' il libro che inaugura la serie "malese" di Salgari ed è uno dei meno convincenti; sono decisamente migliori i successivi.

    ha scritto il 

  • 0

    I Misteri della Jungla Nera (1895)
    Le Tigri di Mompracem (1900)
    I Pirati della Malesia (1896)
    Le due Tigri (1904)
    Il Re del Mare (1906)
    Alla conquista di un impero (1907)
    Sandokan alla riscossa ...continua

    I Misteri della Jungla Nera (1895)
    Le Tigri di Mompracem (1900)
    I Pirati della Malesia (1896)
    Le due Tigri (1904)
    Il Re del Mare (1906)
    Alla conquista di un impero (1907)
    Sandokan alla riscossa (1907)
    La riconquista del Mompracem (1908)
    Il Bramino dell'Assam (1911)
    La caduta di un impero (1911)
    La rivincita di Yanez (1913)

    ha scritto il 

  • 4

    ebook

    Il problema di Yanez è rapire Marianna oppure fare castrare Sandokan. Il pirata malese è infatti preda di fregole, come quei gatti che attraversano la strada senza tener conto delle auto che sopraggiu ...continua

    Il problema di Yanez è rapire Marianna oppure fare castrare Sandokan. Il pirata malese è infatti preda di fregole, come quei gatti che attraversano la strada senza tener conto delle auto che sopraggiungono. Yanez rappresenta la parte razionale di Salgari; Sandokan quella irrazionale, che lo ha condotto alla malora ed al suicidio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ah fatalità!" e sono di nuovo innamorata di Sandokan

    Come tutti quelli della mia generazione sono pazzamente innamorata di Sandokan, Marianna, Yanez e dei mitici tigrotti, che mi ricordano le serate d'infanzia passati con tutta la famiglia davanti alla ...continua

    Come tutti quelli della mia generazione sono pazzamente innamorata di Sandokan, Marianna, Yanez e dei mitici tigrotti, che mi ricordano le serate d'infanzia passati con tutta la famiglia davanti alla tv, per scoprire un nuovo magico episodio di quel mondo esotico e sconosciuto. Da tempo volevo leggere il libro, ma le vecchie edizioni con quelle immagini stilizzate e quella carta un pò stantia, mi avevano sempre scoraggiata. Ora alla mia veneranda età, mi sono fatta coraggio e, con la segreta paura di venire delusa, ho letto finalmente questo volume, non il primo del ciclo malese, ma quello che vede l'incontro tra Sandokan e Marianna, cioè la storia che ricordavo da bambina. Mi sono innamorata di nuovo! Soprattutto del linguaggio piratesco, anche se le scene "d'amore" le o trovate un po' ridicole, un po' stile film muto, ma le scene d'avvetura sono assolutamente godibili anche per noi "moderni". "Ah fatalità!" come direbbe Sandokan.

    ha scritto il 

  • 2

    È da quando ero ragazzo che non leggevo più Salgari. Riprendendolo in mano, ho avuto due brividi.
    Il primo, nel ricordo di quando mi immergevo con totale dedizione e stupore nelle avventure di Sandoka ...continua

    È da quando ero ragazzo che non leggevo più Salgari. Riprendendolo in mano, ho avuto due brividi.
    Il primo, nel ricordo di quando mi immergevo con totale dedizione e stupore nelle avventure di Sandokan e Yanez.
    Il secondo, nel raccapriccio di fronte ad un libro così falso e irreale. Falso per i gesti e le parole dei personaggi (soprattutto Sandokan e Marianna), così epici eroici buonisti da risultare nauseanti. Irreale per la trama generale del libro che non riesco a trovare credibile: un famoso pirata che, pur di avere la donna più gnocca del Borneo, non esita a far ammazzare tutti i suoi uomini, e questi felici come una Pasqua di farsi ammazzare per una causa del genere.
    Eppure, nonostante tutto, riesce a non essere una pessima lettura. Sarà per le scene di avventura genuina che costellano il romanzo. Sarà per la lotta animalesca per il puro predominio. Sarà per una scrittura scarna ma pur sempre migliore di tanta letteratura attuale. O forse sarà per il mito di Sandokan che ormai si è depositato in fondo al cuore e che niente riuscirà più a smuoverlo.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per